lettere a s. parte 2 frammento 2

Ditemi ora che non ; vero, che non andiamo a ricercare i vecchi pattern  per riproporre a noi stessi il famoso “ambiente famigliare”, la famigerata «comfort zone». C’ho messo un anno per arrivarci che su quella tela con tipo attaccato a una colonna dal edera, corpo immobile pronto a levarsi la pelle pur di liberare un poco di oro corrotto che contiene dento avevo dipinto me stessa. Con il pipino, ok, ma chi se ne importa. E forse non ho mai prodotto altro che un infinita di auto-ritratti. No, non far; qui la Carry Bradshaw, anche perch; nel mio city ne di sesso ne di amiche femmine non c;e ne una traccia. Tornando al tema, sappiamo tutti che «familiare» non vuol dire «sano». Per quanti di noi onestamente  la zona di conforto infantile era la parit; di sessi, diritti, apertura mentale, rispetto per il prossimo e le sue diversit;,  stabilit; emotiva ed economica? Vi dico solo che prima persona con la pelle di colore diverso da quella mia ho visto in et; di 17 anni, quando andai a studiare  in una grande citta.

Tornando ai pattern ; tutto facile - chi ti ricorda quel/a tuo/a ex pazzo/o? Chi del tuo passato stai cercando di salvare? Dal suicidio, dal overdose, da una strada sbagliata, dalla sua decadence fisica o mentale? Chi e perch;? E soprattutto perch; non ti fai coraggio e non riconosci che guardi quella persona esattamente come si guarda uno specchio - con pi; assoluto disgusto.

 Si, perch; ora che esistono filtri e i selfi lo specchio non fa altro che metterci ansia risaltando tutte le imperfezioni. Il lago del narciso - le nostre black list sono fatte esclusivamente di gente che ci sta sui coglioni, che vedendo caminarci di fronte attraversiamo la strada per non dover salutare quelle teste di minchia , perch; c’; qualcosa di loro che ci assomiglia a noi stessi tanto da nauseare. E quindi da uno a cento, con una pi; totale onest;, quanto ti assomiglia la persona che pi; odi al mondo?


Poi ci sono i spechi inversi. Questa cosa spiega anche bene la mia attrazione mentale verso i ragazzi gay, tipo la mia bisessualit;, che continuo a negare perch; se poco poco mi sgamava la mia madre sarebbe stato tutt’altro che I dreads rasatti e un paio di denti sputati. Si, sono stata allevata da un gitler in gonna che per fortuna tra 10 e 20 anni ho visto scarse tre volte e ovviamente per ciascuna di esse le riservavo una succosa sorpresa. Non ho mai capito se ce l aveva con me perch; mio padre mi ha dato un nome ebraico o in realt; perch; io avrei dovuto essere ennesimo aborto (questa chicca me la dono generosamente zio quando avevo 14 anni), ma visto che la sua battuta preferita vedendo un bambino asiatico era «guarda e  cos; piccolo e gi; cinese» ovviamente unico uomo che gli ho presentato ufficialmente come mio potenziale compagno di vita era un artista Filipino. Nulla togliendo alla nostra relazione finita molto tempo fa e la mia stima per la sua arte, la vendetta in quelle rare volte che uno se la concede deve servire ad uno scopo pi; grande, generazionalmente-educativo, se posso.

E mentre lei  sentendo il nome «Paul» si faceva i film su qualche americano con la barca io le stavo per portare a casa un mulatto con i debiti, si, riconosco, godevo come un riccio. Sono stata allevata per poter essere venduta un giorno come una barbi del est al miglior offerente e nulla mi diverte pi; di mandare a puttane i squallidi piani dei poveri d’animo.

Ora sono felice 34-enne separata senza figli in una relazione complicata di tira-molla con la quarta di fila psicologa, che sta valutando se iniziare a fare rap o meno. Questa ; la mia legacy. E tu chi sei quando nessuno ti vede? Chi non hai osato di essere timoroso/a di critiche o rimproveri? Chi avresti potuto/a essere se gente quadrata non ti rompesse i maroni?

Perch; non iniziamo oggi?

S;, lo so - publicare la prosa in italiano sul un sito fatto per la poesia russa ha poco senso, e forse lo sto facendo solo per il copyright. O forse no.


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