Confessione di un Fantasma. 16. 25. Ragno
romanzo di Alessandra Kriuchkova
nella serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
25 PRIMA/16 DOPO. SFERA N. 6.
Un RAGNO. Un ASINO
***** Un RAGNO *****
Da qualche parte nell’Universo
Continuammo il nostro cammino verso la catena montuosa, e i centauri stavano sfrecciando oltre noi. Mi voltai indietro. Giganteschi papaveri rossi stavano fiorendo, avvolti in una foschia, nel luogo, in cui era scomparso il palazzo di Nettuno.
– Non guardarti mai indietro, – sussurro` l’Angelo. – La vita va avanti. Il Cielo non e` lineare, e` multidimensionale. Qui puoi entrare in tempi e scenari diversi, tracciare correlazioni di causa ed effetto. Tuttavia, e` impossibile cambiare gli eventi nei settori realizzati, e ci sono troppe opzioni in quelli futuri.
– Perche` un campo di papaveri?
– Ognuno vede il proprio sulla Scala. Nettuno ama i sogni e i papaveri evocano il sonno, inebriano la mente. Ma ora stiamo camminando attraverso il campo dorato di grano spigato. Nella Sfera del Servizio, coltiverai un ricco raccolto, arando per gli altri, come si dice sulla Terra. Nettuno e` Responsabile della tua Sfera dello Status, della carriera, dei capi, del raggiungimento degli obiettivi. I tuoi capi saranno sognatori-illusionisti. Il lavoro ti leghera` mani e piedi, non dandoti l’opportunita` di realizzare il tuo percorso. Difficolta` di promozione, prove di forza, stipendi non all’altezza delle forze investite.
– Le montagne lontane, sono anche nella Sfera 6?
– S;, ma li` inizia il territorio di Saturno.
– Quali sono le probabilita` che io non impazzisca e che non beva?
– C’e` sempre possibilita` per tutti. Servi il mondo. Finche` crei mondi, non ti succede nulla di male. A proposito, il figlio di Nettuno e` il cavallo alato Pegaso, uno dei preferiti dalle Muse e dai poeti, che ispira e innalza all’Olimpo letterario. Molti talenti muoiono a causa della dipendenza e della follia, se ne vanno presto. Tuttavia, la formula della dipendenza puo` essere applicata al contrario. Aiutando i dipendenti, non si acquisisce la dipendenza. Nettuno, nella Sfera del Servizio, aiuta coloro che soffrono attraverso la guarigione delle anime. Ti mandero` delle persone malate di dipendenza, e tu li aiutera` in qualche modo.
D’improvviso, un affascinante Centauro si fermo` accanto a noi e si offri` di darci un passaggio fino al bordo.
– A chi state sparando qui? – gli chiesi lungo il cammino.
– Allo Scorpione! – dichiaro` il Centauro con entusiasmo. – “Ed ecco un cavallo bianco, e il suo cavaliere aveva un arco, e gli fu data una corona, ed egli usci` vittorioso, e per vincere”. Queste sono parole dell’Apocalisse! Non lontano da qui c’e` la Costellazione della Corona. Stiamo puntando allo Scorpione, il cui pungiglione si trova sulla Via Bruciata, alla soglia della Costellazione di Sagittario, il nostro Giove, dove inizia il Sentiero della Luce, per sbloccare l’Anello del Tempo! Un giorno il pungiglione sara` sconfitto, e all’incrocio tra Scorpione e Sagittario, dove si trova il tunnel verso il centro della Galassia, si aprira` la porta del Paradiso. Vinceremo sicuramente! Il nostro patrono Giove porta felicita` e possiede la saggezza della Conoscenza.
– E` qui, Rukh, che una parte della Via Lattea e` visibile agli umani, – aggiunse l’Angelo. – Ci sono anche le bellissime nebulose Laguna e Omega, e il Buco Nero, e la Citta` Magica – la tripla stella Albaldach, scoperta dagli antichi Arabi. Nettuno in Sagittario e` una buona fonte di benessere, funge da guida alla nostra Realta`, controlla il Segno di Pesci, l’ultimo Segno del Cerchio del Tempo, simbolo della transizione verso l’Atemporalita` dell’Immortalita`. Nettuno e` il simbolo del Mistero e di tutti i Segreti. Giove governa il Sagittario, che significa Conoscenza, e aiuta Nettuno con i Pesci, che insieme rappresentano la Conoscenza Segreta. Spara allo Scorpione, ma il suo bersaglio sono i Pesci. Non a caso i Cristiani si sono marchiati con il segno di Pesci.
– Vi faro` pescatori d’uomini! – esclamo` il Centauro.
– Allora, Giove sconfigge il Male, il Se` Inferiore, scagliandosi contro lo Scorpione, cosi` che sulla Via Bruciata si verifichi lo svincolo dal terreno, cosi` che gli Anelli di Saturno, o Tempo, si schiudano, la Porta del Cielo si apra e, attraverso Nettuno – la guida – avvenga la transizione al Mondo Sottile, giusto?
– Hai capito bene, – disse l’Angelo. – Ogni anima sulla Terra deve attraversare il 30° grado di Scorpione.
– Non posso andare oltre, – disse il Centauro, fermandosi all’inizio della catena montuosa. – Abbiamo raggiunto il dominio di Saturno! Buona fortuna, Rukh!
L’Angelo e io iniziammo la nostra ascesa lungo lo stretto sentiero in completo silenzio. Dopo aver scalato una cima rocciosa solitaria, mi ricordai:
– E` al 30° grado di Scorpione che inizia la mia Sfera 6, ma non mi hai parlato di quel grado!
– Il grado del Ragno, del Sole e dei Pesci, il punto zero di Ofiuco, in cui il Superiore si fonde con l’Inferiore. Un grado di Magia, un grado bifronte. L’eloquenza e il fascino magico di Plutone, da un lato, la magia nera e gli intrighi dietro le quinte, dall’altro. Suona all’unisono con il Plutone nettuniano. O diventerai una stregone Arachne, tessendo abilmente intrighi e attirando anime innocenti nelle tue reti, trascinandole nell’abisso per impedire loro di aprire la porta del Paradiso, oppure dovrai combattere il Ragno quando ti troverai al posto della sua potenziale vittima. I Guerrieri della Luce non hanno paura di niente, vero?
Sospirai profondamente, seduta sulla roccia vicino alla porta della Sfera 7 per prendermi una pausa dalla ripida salita. L’Angelo si sedette accanto a me. Stavamo osservando i centauri irrequieti che correvano sul campo rovente gia` lontano sotto di noi, sparando incessantemente.
– A quel grado, Rukh, c’e` la Bilancia alla porta del Paradiso. Le due coppe della Bilancia non dovrebbero essere in equilibrio, come molti pensano. La porta si aprira` solo quando il Bene superera` il Male. Questo grado e` il simbolo della Giustizia.
– Chiedero` giustizia al mio lavoro?
– Nell’ambito del tuo Servizio al mondo, – sorrise l’Angelo.
– E poi, dopo aver servito, – sorrisi, sognando di raggiungere il 30° grado di Scorpione sulla Terra il prima possibile, – verro` alla Bilancia Celeste, e la porta si aprira` per me, e tornero` da te, qui, a casa, si`?
– Si`, certo, anima mia. Tuttavia, per un motivo, le persone hanno un proverbio che dice: “Piu` silenzioso e` il viaggio, piu` lontano sarai”.
– A quanto pare, i centauri non sanno questo proverbio!
– Ma tu non ti incarni come un centauro!
***
Biblioteca dell’Universo
– Angelo, qualcuno mi amera` sulla Terra?
– Il Cielo ti ama, anima mia.
Il libro non si apri`, come prima, ad una delle pagine, ma ne caddero fuori fogli di carta a quadretti, scritti a penna.
– Cos’e` questo? – chiesi sorpresa.
– Il racconto della Citta` Magica distrutta dall’Imperatore. L’ultimo che hai scritto sulla Terra, mai pubblicato.
“Io sono l’Anima di quella Citta` Magica, un tempo costruita in onore di quell’Imperatore. La via principale della quale portava il suo nome, in cui Tempio del Cuore si pregava quotidianamente per la sua salute, e quelle preghiere venivano portate direttamente a Dio dagli angeli che si muovevano costantemente avanti e indietro lungo la Scala verso il Paradiso”.
***** Un ASINO *****
Mosca
– Guarda, Ray, cosa ho trovato! Regali fatti a mano e cartoline dai miei dipendenti, “Alla nostra amata e migliore CEO del mondo per il suo compleanno”. Wow, quante firme! Manca solo la tua!
– Sono qui ora. Questa e` la foto di noi nella danza alla festa di Capodanno. E` simbolica: due Forze, dell’Oscurita` e della Luce, sono nella danza dell’Universo.
– Ecco “Fratello” con me. Tutti mi consideravano sua sorella, e non siamo nemmeno parenti lontani!
– Ricordi cosi` tanto, Alice. Tutti ti amavano, ti obbedivano e ti rispettavano, anche se eri molto piu` giovane di loro. Anche “Fratello” ti amava. Non avresti dovuto andartene. Per nove mesi il tuo nome e` stato un tabu` inespresso, e poi, mentre festeggiavamo un altro 8 marzo, lui ci chiese: “E se... Alice tornasse?” Tutti tirarono un sospiro di sollievo e ti vollevano indietro.
– Non si dovrebbe tornare indietro. Il “Dopo” non sara` mai come il “Prima”.
– Se potessi tornare al “Prima”, te ne andresti comunque?
– Scelta senza scelta, Ray. Piu` tardi ho incontrato “Fratello” ad una fiera, mi ha perdonato, lasciato andare, e ci facevamo gli auguri per le feste. Lo amo di un Amore Divino. Era l’unico con cui mi sentivo come dietro un muro di pietra.
– Bene, chi e` questo, te lo ricordi? – Ray indico` un’altra foto.
– Oh, – risi, – questo capo mi ha invitata in un ristorante, ma e` arrivato con una donna. Lei mi ha guardato con ammirazione e gli ha detto che andavo bene. Era la sua amante per molti anni, ma gli aveva promesso di divorziare dal marito, pero` il mio capo doveva divorziare da sua moglie prima, dopodiche` si sarebbero sposati. Cosi` il capo l’ha fatto, la sua amante – no. Allora lui ha deciso di ristabilire l’equilibrio e mi ha offerto un finto matrimonio.
– E quei due, quello con l’uomo dai capelli grigi?
– Erano anche i miei capi e mi cercavano di dividere tra di loro per un anno, decidendo chi di loro mi avrebbe accompagnato in un viaggio d’affari in Austria, Germania, Italia e Finlandia. Il capo-ragazzo aveva paura del capo dai capelli grigi, quindi non mostrava i suoi sentimenti. Il vecchio dai capelli grigi non aveva paura di niente, quindi anche durante le riunioni, in presenza dello stesso ragazzo e non solo, all’improvviso mi chiedeva di che colore fosse la mia biancheria intima quel giorno e quando finalmente mi sarei innamorata di lui.
– Sei stata fortunata con i capi! – ridacchio` Ray.
– E questo e` il mio primo capo napoletano. Un giorno mi ha tirato addosso un piatto di pesce. Durante la pausa pranzo, mi ha gridato in italiano: “Pesce!”, ma questo non significava che il suo cuoco dovesse servirgli del pesce per pranzo, dato che “Pesce” si e` rivelato essere il nome di un dipendente di Telecom Italia, con il quale avevo urgente bisogno di metterlo in contatto... Il capo successivo non mi ha pagato per il progetto, un inventario con confisca dei beni e` iniziato nel suo ufficio, mentre lui stava leggendo le mie poesie.
– Pensi che ci siano tutte le foto qui, Alice? – chiese Ray, ma io mi limitai ad alzare le spalle. – Come va con la maniglia?
– Vai non so dove!
– “1” su “10” nel tuo diario scolare. E` chiaramente nascosta in un posto in cui sei gia` stata. O da qualcuno con cui hai comunicato una volta, ma…?
– …ma dove o da chi non voglio tornare per una questione di principio?
– Ricordi perche` sei venuta da me a Pushkino? – chiese Ray spostandosi verso la scatola successiva. – Io ricordavo tutto bene fino al momento del nostro ritorno da Venezia, poi la mia memoria e` caduta in nebbia. Ho iniziato a ricordare me stesso solo due anni dopo. E tu?
– Non posso dire di non ricordare solo un segmento della mia vita. Quando guardo cose o foto, o mi immergo nel Passato e parlo con i miei amici a Uranopoli, o vado al Giudizio, ricordo quei frammenti e li dimentico immediatamente. E non e` come dicono sulla Terra, tutta la vita scorre dalla A alla Z in un attimo.
– Immagina che tra 24 giorni non potrai tornare ne` qui ne` sulla Terra. Quali erano i tuoi posti preferiti?
– Athos, – risposi senza esitazione.
– Che testarda! Intendo in questa citta`!
– Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il Metochion di Optina Pustyn. Ho passeggiato per il centro durante le vacanze. Librerie! Sono come interi universi! D’estate, e` la Collina di San Nicola. E... forse e` tutto qui.
– E ora, viceversa, quali posti eviterai? Vuoi visitare il cimitero? Per ammirare la tua tomba?
– Non sono un vampiro!
– Che ne dici di andare a trovare qualcuno per dirgli addio?
– Sembra che non ci sia piu` nessuno vivo qui.
– Hai sentito qualcuno vivo al Giudizio?
– Ray, e` cos; difficile ricordare anche cosa e` successo ieri! – scorrevo un’immagine per volta. – Alcuni scolari, bambini. Oh si`! C’erano un Ragazzo e una Donna bifronte al Giudizio! Forse sono in qualche modo collegati. Credo di averli menzionati a Joice, ma non ho idea di chi siano!
– Non e` vero, – obietto` Ray categoricamente. – Non vuoi ricordare. Quindi ti fa male li`. E se fa male, devi andarci! Nessuno vuole tornare al dolore. Tutti i demoni lo sanno molto bene. Se la maniglia era nascosta, e` da qualche parte li`. Scopri dalla tua memoria chi sono questi Ragazzo e Donna, e cosa, o chi li lega?
Ero persa nei miei pensieri, ricordando lo strano volto della Donna, quando qualcosa si mosse alla mia sinistra. Tornai alla realta`, spostai lo sguardo e balzai in piedi, chiudendo gli occhi per l’orrore:
– RAGNO!
***
Uranopoli
Aprii gli occhi su Athos nel negozio di Janis. Stava piovendo, anche li` il tempo a volte peggiorava. Lia mi porto` il caffe`.
– Janis e` partito per Athos e Santa Matrona se n’e` andata oggi.
– Matrona? Strano... Ieri mi sono ricordata dei Santi che aiutavano nelle malattie e mi sono dimenticata di Matrona! Come mai! Dopotutto, ero...
D’improvviso, il Monaco, che pensavo mi stesse seguendo, apparve dall’altra parte della strada. Mi allontanai di un passo da Me nel Passato senza ascoltare cio` che veniva detto dopo. Il Monaco scosse tristemente la testa e scomparve all’istante.
– Dio mio! – esclamo` Lia. – Allora, ogni giorno eri proprio accanto a Matrona! Che fortuna!
Non ricordavo cosa stessi facendo proprio accanto a Matrona, ma decisi di tornare al suo convento di notte e, per ogni evenienza, chiedere perdono per averla dimenticata.
– Gli scorpioni vengono qui piu` spesso! – si lamento` Lia. – Non li avevo mai visti prima! Per tutta l’estate sono apparsi qua e la`, e proprio nella mia stanza! Ieri ero a letto e ho visto qualcosa muoversi sul soffitto. Ho acceso la luce, ed eccolo li`! Orrore! Gli scorpioni personificano il Male, il che significa che ora il Male ha raggiunto Athos.
Un monaco del Monte Athos entro` nel negozio, Lia gli parlo` in greco. Lui mi guardo` e disse qualcosa con un sorriso.
– Vede molta Oscurita` intorno a te, – tradusse Lia, – ma tu sei piu` vicina alla Luce degli altri. Piu` ti avvicini alla Luce, piu` grande diventa la tua ombra. Quindi gli scorpioni ti torturano anche a casa?
– Anche gli scorpioni, i ragni, i serpenti.
***
Convento dell’Intercessione, Mosca
Tutti portavano fiori a Santa Matrona e le suore che stavano alle reliquie distribuivano i petali benedetti a coloro che seguivano. Una volta, a Natale, durante una gelata terribile, rimasi in coda per circa 5 ore per le sue reliquie e conservai i petali a casa per le emergenze, ma rimasero intatti. Mi inginocchiai accanto alle reliquie e mi scusai per aver dimenticato di parlare di lei a Dimitra. Santa Matrona fu canonizzata dal Patriarca Alessio II, nella cui Cattedrale avevo cantato da bambina, e durante la sua vita lei aveva amato la stessa icona che amavo io, “Alla Ricerca dei Defunti”, e non se ne aveva separato mai.
A mezzanotte, stavo per andare alla Torre per vedere Joice, quando fui attratta dall’edificio di fronte al convento. Vagando per i suoi labirinti vuoti e bui con trappole dei ragni negli angoli, non riuscivo a capire cosa fosse. Finalmente, salii sul tetto e rabbrividii di sorpresa!
– Alice! Come stai? Manca anche a te? – la Donna bifronte mi si avvicino` di corsa, mi prese la mano e continuo` a dire qualcosa, mentre io mi chiedevo invano chi fosse, come si chiamasse. – Torno spesso qui nei miei sogni. Alice, ti ricordi? Ti ricordi? Sono cosi` contenta di vederti nel mio sogno! Allora dimmi, l’hai visto? E la mamma? Come va li`? Va tutto bene?
La Donna mi guardo` speranzosa, ma io rimasi senza parole.
– Sai, custodo ancora le sue poesie! E anche le tue! E quei libri che mi hai regalato. E i versi che hai scritto allora. E il tuo libro “Tempio del Cuore”. E...
– Sei una custode? – chiesi, ma la Donna continuo` a parlare in modo incoerente, sospirando. – Sei come me... E loro... tutti loro... Gli ho detto, e anche a loro, che tu... Ti ricordi? Sembra che sto per svegliarmi! Torna qui, va bene?
– Chi sei? Come ti chiami? – chiesi timidamente, imbarazzata di non riuscire a ricordarla.
La Donna mi guardo` sorpresa e disse:
– Io sono Amore* (in Russia questa parola e` anche un nome femminile), – e scomparve all’istante.
***
Torre di Uranopoli
– Parla con la Donna, – concluse Joice dopo aver ascoltato la mia storia. – L’Amore non puo` desiderare il Male. L’Amore puo` solo aiutare.
– Non so dove viva, quanto spesso visita il tetto di quell’edificio abbandonato nei suoi sogni. Come trovarla?
– Con la forza del pensiero, Alice. E come sta il tuo diario nella Biblioteca?
– Ho provato a scorrerlo velocemente e sono finita con la testa sospesa. Non so cosa cercare. Ho scritto a malapena i miei piani per l’uscita.
– Non puoi esserne certa senza scorrere tutto.
***
Biblioteca dell’Universo
“Mi sono trovata in ostaggio. Sono andata alle trattative e mi hanno chiuso nella loro sala riunioni per far venire la persona di cui avevano bisogno… Sono un asino, di tanto in tanto mi mostrano una carota, quando sono gia` completamente stanca. Mostrate le carote, sto di nuovo lavorando. Lavoro molto. Anche su me stessa. E` come se una creatura irrequieta vivesse dentro di me, che mi sprona costantemente, rimproverando e irritando il mio corpo astrale, quando mi fermo – se la sera / la notte non ho fatto nulla in termini del mio Percorso (creativo). Ho sempre paura di essere in ritardo e di non fare qualcosa in tempo, come se il domani non arrivasse mai. Atteggiamento di panico verso il Tempo – verso le notti e i fine settimana (di giorno ho il lavoro terreno). Questa sensazione cresce ogni anno, il che rende il mio corpo astrale ancora piu` irritato e vibrante. Non so dove dovrei arrivare. Sto andando nella direzione, in cui mi portano i segnali, e sto facendo quello che posso fare per il momento, qui e ora…”
“Prendiamo una soluzione di colloxilina per lacca, resine in una miscela di solventi organici e un poliisocianato a base di diisocianati monomerici a struttura alifatica. La proporzione e` 100:5. Il tempo di lavorabilita` della miscela e` di 8 ore a 20 °C. La prosa della mia vita, un estratto da un seminario sui materiali per la verniciatura a lacca, con una ricetta per preparare vernici nitrouretaniche bicomponenti… Mi hanno chiamato dalla TV, vogliono filmarmi. Come dirlo al capo? Nei lavori precedenti, tutti capivano cosa significasse per me, e tali inviti accadano raramente, sopratutto quelli gratuiti, e non stavo mentendo. Filmare significava filmare. L’Ungheria era l’Ungheria. Allora doveva andare. Come dirlo al mio capo di oggi? E` piu` facile mentire su un mal di denti. Non voglio mentire affatto… So perche` ho lavorato nel mio lavoro precedente. La sorella del proprietario mi ha invitato al seminario spirituale di Raisa Mansurova. Se non l’avessi incontrata, non ci sarebbe la serie dei miei libri “Gioco in un’Altra Realta`”. Periodicamente penso al terzo libro: non c’e` modo di uscire nel Flusso per scriverlo. Mi e` venuta l’idea di fare la coda nel libro, mi piace intrecciare code nella prosa, mescolare Tempi, Spazi”.
“Un tizio al lavoro mi ha detto: “Sei fatta cosi` ...”, e io gli ho risposto: “Non mi conosci affatto, non sai cosa sono, per niente”. Quando ero il capo me stessa, cercavo di comunicare con i miei dipendenti non solo su argomenti di lavoro, ognuno di loro aveva la sua anima, il suo modo di vivere, i suoi dolori e le sue gioie. Sapevo quando la moglie di uno di loro stava per partorire, quale figlia studiava in quale istituto, quali fiori coltivavano in campagna. Condividevano persino i bulbi con me. Quando arrivavano persone malvagie, le mie di Luce mi aiutavano. Una volta ho trovato un’immagine sulla porta del mio ufficio, una rana nel becco di un airone, ma la rana lo stava strangolando con le zampe, con la scritta “Non arrenderti mai!”. Poi l’uomo malvagio ha fatto cose orribili, ma appena cacciato via, i miei dipendenti hanno messo un nastro festivo sulla porta con la scritta “Auguri per il Giorno della Vittoria!” Abbiamo organizzato una grande festa, spostato i tavoli nel mio ufficio, comprato del cibo e io ho cantato loro le mie poesie, suonando la chitarra...”
“Amo questa Casa. Tutto cio` che contiene e` caro alla mia anima, e non solo caro, ma e` “mio”. C’e` una linea sottile tra la vicinanza spirituale e il 100% tuo. E se me ne vado da qui, come chi torna dal monastero al mondo laico, questa Casa rimarra` per sempre “mia”. Una sensazione incredibile, indipendente dalle altre persone della Casa, o da qualsiasi altra cosa. La Casa e io, io e la Casa. Ci sono luoghi in cui il flusso d’informazioni e` lo stesso, ma l’energia e` aliena. Tutto e` bello, pulito e soffice li`, ma non mio. Tutto qui NON e` soffice, NON e` bello, NON e` pulito, ma e` piu` prezioso di quelle pareti e tavoli bianchi e lisci, quei luoghi dove non c’e` un solo grammo di polvere, l’inverno regna per sempre e voglio scappare da li`. Qui tutto respira: pareti, pavimento, soffitto. Tutto e` saturo dello Spirito, di cui faccio parte. Inoltre, i miei libri e i ritratti di coloro che ho incontrato nella Biblioteca dell’Universo vivono qui, come mio piccolo dono alla Casa. I fantasmi amano questa Casa, e anch’io. Questa e` la loro casa. Sembra un tempio, un monastero, come se fossi venuta qui per prendere i voti monastici per servire il mondo, lasciando il mondo fuori dalla porta... Ho versato l’acqua nel bollitore e ho camminato lungo il corridoio, quando all’improvviso ho incontrato il Padrone di Casa, al quale ero molto grata. Mi ha sorriso e chiesto:
– Allora, sei di turno adesso?
Risi e annuii.
– Come ti sembra il tuo servizio?
– Come tutti i... servizi!
Non so se sono pronta a rimanere abbastanza a lungo qui, ma questa Casa vivra` per sempre dentro di me, anche quando non ci saro` piu`, o in questa, ancora non pienamente accettata da me, aliena Realta` Terrestre.”
“Quale lato dell’elefante vede ognuno di noi? Quale lato descriverti?
Lui aveva 50 anni. Un uomo alto e bello, che sembrava un attore famoso, mi indico` con la mano una sedia accanto alla sua scrivania. Era vestito di bianco. Io indossavo un abito di seta nera con sottili nastri legati con fiocchi sulle spalle. Mi sedetti e in silenzio gli misi un foglio A4 davanti. Lo lesse in silenzio, tamburellando nervosamente con le dita sulla scrivania, e mi fece una domanda che mi era gia` familiare. Annuii affermativamente. Mi guardo` negli occhi, meditando, sospiro` e disse a bassa voce, quasi sottovoce, con calma e persino in un certo senso con cinismo:
– Prima o poi... diventerai... mia.
Lancio` un’occhiata al suo collega, poi si alzo` bruscamente dalla scrivania, mi prese la mano e mi condusse via. Era un edificio strano, un semicerchio, con tanti corridoi. Cercai di non guardarmi intorno, ma di guardarlo. Stava camminando veloce, facevo fatica a stargli dietro. Arrivammo in una stanza segreta, ma era chiusa.
– Aspettami qui. Non andare da nessuna parte.
Annuii, mi appoggiai al muro vicino alla porta e cercai di non pensare a nulla. Torno`, apri` la stanza segreta, mi fece entrare e chiuse la porta con la chiave. La stanza era inondata di Sole. Involontariamente strizzai gli occhi e mi allontanai dalla finestra. Rimasi in piedi con le spalle al tavolo alto. Si avvicino` a me e per qualche motivo quasi sussurro`:
– Sei molto bella, ma te l’hanno gia` detto cento volte gli altri.
Guardo` il tavolo, che significava “Siediti qui”, e, data la mia altezza, mi prese la mano e chiese:
– Ti aiuto?
Non gli risposi ne` di si` ne` di no. Mi alzai in punta di piedi in silenzio. Mi afferro` per la vita e mi sistemo` sul bordo del tavolo. Mi guardo` negli occhi in silenzio. Mi sembro` passare un’eternita`. Poi si chino` verso di me, mi accarezzo` delicatamente i capelli sciolti dietro la schiena.
– Posso farlo? – chiese di nuovo, quasi in un sussurro, toccando i nastri sottili del mio vestito legati in bellissimi fiocchi sulle spalle.
Annuii in silenzio e rabbrividii involontariamente. Li slego` in qualche modo, molto lentamente e pensieroso. Il vestito scivolo` giu`. Sotto il vestito, non c’era niente sopra tranne il mio corpo. Mi tiro` indietro le mani.
– Hai paura? – chiese dolcemente, e io annuii in silenzio. – Quindi sei una codarda? E` normale, anch’io sono... spaventato! Ma non raccontarlo a nessuno!
Le sue dita scivolarono sul mio seno... no, non riuscivo a guardarlo e chiusi gli occhi.
– Non chiudere gli occhi, per favore!
Aprii gli occhi e... rabbrividii, mordendomi le labbra.
– Guardami negli occhi!
Ci guardammo negli occhi e stavo cadendo dentro i suoi. Non ricordo nemmeno il colore dei suoi occhi.
– Doloroso?
Scossi la testa in segno di diniego. Mi lego` con cura i fiocchi intorno alle spalle.
– Andiamo?
Ritornammo lentamente lungo lo stesso corridoio in semicerchio. Mentre ci salutavamo, con la stessa calma e cinismo mi espresse due opzioni per la nostra ulteriore comunicazione.
– Spero che tu non debba venire spesso da me qui, – affermo` e mi chiese di chiamarlo, quando fossi arrivata al lavoro. Lo feci.
– Rilassati... Oggi come oggi... Va bene... Allora, ciao?
E lui mi sembro` persino triste nel dirmi quel “ciao”, e non avrei dimenticato mai ne` lui, ne` la siringa nella sua mano destra, ne` quel reparto di oncologia dell’ospedale <…> nell’estate dell’anno <…>.”
Ñâèäåòåëüñòâî î ïóáëèêàöèè ¹126091306883