adamo

Ti avvolge l’edera:
sei amabile, ma immobile.
Mi avvolge l’edema, l’ematoma, un livido.
Mi rimangono solo gli occhi,
occhi di un ebete.
Guai a chi ti tocca, demone,
Guai a chi ti sfiora, idolo.



Non ; nella mia indole,
Non ti muovere.
Sono un ristagno di liquidi,
Macchie violacee sono. Penetra
Questo involucro viscido,
Sotto ne trovi un altro identico.
Sono un vipera dentro una viscera
di un marasso.
Io mi struscio lungo il vortice,
lungo l’abisso, finch; non collasso.





Sono effimera, frivola. Prememi
Come un tasto.
Calpestami
come se fossi un verme,
Non produrr; un verso.
Mio “se” non trema
e non protesta.



Mi avvolge l’edema,
Sono un livido e un trombo.
Ti avvolge l’edera,
Sei amabile, ma immobile,
mia tomba.



Al passato che non ha diritto di avverarsi


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