La terza dimensione
Una colpa fra le pareti.. futile e dolente.
Osserva la mia scatola! Altro che cartone!
Sono immune alla pioggia e all'arcobaleno.
Permango ad essere una roccia nel formicaio.
Chiss; se l'Iddio se l'ha tirata assai forte?
Mi dibatto contro le piastrelle bianche...
nella speranza di ricevere una risposta..
Un incubo di trame, un mostro pure da s;...
non intravedo un legame fra la vita di fuori..
E un rasoio sfuggente della fatidica ora.
Che risuona nelle orecchie della mummia eterna.
"Giro - girotondo!", - in tremolio assaporo la vocina.
Di una piccola creatura, che possiede le ali...
L;, ove io permango in sussurro con le travi.
"Ti amer; per sempre"... E la mia! La confessione..
Ma a rimuginare i sentimenti teneri permane il cemento.
"Babbo! Sei buffo!", - e scendono le lacrime prigioniere
della figura intrappolata dalla terza dimensione
di uno splendore coperto di imbiancatura.
Migliaia di parole... miriadi di gesta..
O, il cielo, che mi conceda una via di uscita.
Un faro nei visceri del mio termitaio.
Una stella chiave e conducente.
Siccome io esisto... mai cos; sereno...
Una colpa omessa... l'errore fra le pareti.
Osserva a stringersi la scatola! Soccombe il cartone.
Sono immune alla rinascita ed alle ceneri.
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