Sette secondi. 3. 5. La Camera dei Segreti
un romanzo di Alessandra Kriuchkova
della serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
PARTE 3. SETTE SECONDI
3.5. La CAMERA dei SEGRETI
19:32:05
il 53° chilometro della Tangenziale di Mosca
BOOM!!!
***
Biblioteca dell’Universo
Stavo davanti alla Finestra sul Mondo. L’auto volo` via a sinistra, colpendo il lato destro, e... l’immagine si fermo`. L’Uomo in nero con colletto bianco mi abbraccio`:
– E` stato al 53° chilometro che ti sei augurata la morte, e oggi ti ha raggiunto, come quella nuvola. Ma devi tornare, Alice. Guarda, hai un filo d’argento, invisibile all’occhio terreno, che va dal tuo corpo astrale attraverso la Finestra sul Mondo, e nessuno di noi ce l’ha.
Lo notai, appena tremolante, pulsava ad intermittenza, come se stesse per spegnersi. La Donna dagli Occhi Verdi mi prese per mano:
– Hai trovato la ragione, ben fatto, ora ti rimane la cosa piu` importante – perdonarlo. Andiamo!
***
La Camera dei Segreti
Volavamo veloci lungo i corridoi della Biblioteca e, attraverso un’altra porta, ancora a me sconosciuta, entrammo nella Camera dei Segreti. Mi guardai intorno. Sembrava lo spazio smurato, sconfinato, riempito di vernice nera. Un’enorme sfera, all’interno della quale non c’erano finestre, ne` porte, ma un disco bianco al centro, che stava girando lentamente, come quello in un vecchio grammofono. La Donna dagli Occhi Verdi mi teneva la mano come se avesse paura che potessi scomparire. E all’improvviso, vidi l’UCNC. Apparve all’interno della sfera e si diresse verso di me. Istintivamente, feci un passo indietro, ma la Donna mi strinse forte la mano e disse con tenerezza materna:
– Devi solo esprimere a voce alta il tuo dolore inespresso. Non aver paura, non ti fara` del male. E` solo il suo fantasma.
Mi voltai verso la Donna dagli Occhi Verdi e, guardandola negli occhi, scossi categoricamente la testa, implorandola di non lasciarmi andare.
– Alice, e` necessario per non rimanere intrappolata nel Labirinto!
Al centro del piatto disco bianco che continuava a ruotare lentamente all’interno della sfera nera, eravamo seduti schiena contro schiena, per non vederci. Era piu` facile cosi`. Il disco rotante mi fece entrare in uno stato di trance, frammenti del Passato presero vita come immagini sulla tela nera dell’Eternita`.
***
Mi diede un appuntamento e ancora una volta si dimentico` di me, mentre lo stavo aspettando. Poi ci incontrammo sul Vecchio Arbat, e mi guardo` dalla testa ai piedi con uno sguardo sprezzante e arrogante. Indossavo un vestito sbagliato. Tutto in me era sbagliato. Mi feriva ogni volta che spariva e quando riappariva, diceva che avevo bisogno di essere ferita costantemente per poter continuare a scrivere poesie. E mi ostentava, godendo della consapevolezza che tutto cio` che recitavo loro era dedicato a lui.
Davvero sono
un metro piu` cinquanta e piu` otto
centimetri, ma credimi – piu` alta
di tutto registrato mai da Guinness,
piu` grande di qualsiasi villaggio,
piuttosto – le citta`, no – i Paesi!
I paralleli, i meridiani
son solo dei brandelli delle strade
da me un giorno camminate, sono
le onde, e di piu` – gli oceani,
la cui profondita` miracolosa
non hai ancora conosciuto prima;
un fiume tenero, continuo di tutte
le energie – fisiche, divine.
L’Eternita`, sai, ha gettato sopra
i miei capelli, grigi gia`, lo scialle –
amico mio, guarda e lo vedi,
la sto toccando con le mie mani,
come se fosse mia cara madre.
Ballando con le nuvole, son io
l’allegra raggazzina di Aprile,
provengo dalle sfere misteriose –
incognite, ma lucide, celesti.
Nel mio corpo c’e` il Cielo, sono
il Tempio vetrato e sottile
di tutte le terrestri religioni! –
e dunque, non esistono misure
con cui ormai potresti misurarmi!
E al di la` dai termini del tempo,
da tutti i confini, sono io,
l’insieme delle voci esistenti –
di gente, animali e uccelli,
la musica dei suoni dei pianeti,
appena percettibili purtroppo
dai popoli; la notte e il giorno,
incontri e distacchi – sono io!
E piu` di un famoso Universo
si muove dentro, sempre mescolando
i flussi invisibili; il Sole
mi fa da cuore, e il suo fuoco
ti passero` al tuo palmo – prendi,
risparmialo, avendo conosciuto
l’Amore! – un miliardo delle stelle
radunero` nel mazzo dei bei fiori
per regalartelo! La luce e` eterna
dentro di me, – migliaia di candelle,
di cui inestinguibile la fiamma, –
son sempre io, la memoria di tutti
chi ha vissuto, chi e` vivo oggi,
nonche` di tutti che verranno dopo;
la collezione delle gallerie
dei quadri seminate per il mondo
come le goccie, e l’arcobaleno
dell’etere! Il labirinto stretto
a porte metafisiche immense,
il punto – ultimo! – di sbarco delle navi! –
la patria perenne! un instante!
la libreria che contiene tutti
i libri pubblicati e gia` quelli
che di sicuro scriveranno altri,
nel secolo non nostro, dunque, sono
un libro io stessa, ed essendo
un essere umano, si`, ho dentro
il tutto cio`, l’ho dentro di me sola.
Ma credimi, che sotto questa Luna
c’e` sempre posto per miracoli e fiabe,
e sei miracolo tu stesso, telo giuro!
Ho tanta voglia che voliamo ora
nel nostro Autunno senza pioggia
e senza falsi sentimenti storti!
Dai, prenditi per il cammino tuo
un metro piu` cinquanta e piu` otto
centimetri…
Lui interruppe il mio racconto sulla serata letteraria, chiedendomi cinicamente:
– Mi amerai fino a sessant’anni?
– Fino a sessant’anni? – chiesi sorpresa. – Ma e` possibile tagliare l’amore come un tessuto, avendo pianificato in anticipo il giorno e l’ora in cui prendere le forbici in mano?
Allora non gli risposi nulla, perche` non capiva che provavo verso di lui un altro tipo d'amore, non quello a cui si era abituato. E di nuovo lui mi promise di farmi la Regina, ma dopo un po’ mi chiamo` e rise, un’altra giovane ragazza mi aveva attraversato la strada come una gatta nera...
– Hai letto il mio “Libro della Conoscenza”? – gli chiesi, e lui mi disse causticamente:
– Mica vale la pena.
Non aveva letto il libro, che era gia` stato ristampato tre volte ed era di nuovo esaurito tutto in una volta...
Chiacchierare di notte, ma senza caffe`
e` la croce di gazze.
E` fuggito il vento dal centro citta`,
come era previsto.
Non c’e` niente da fare qui piu`, –
le candele bruciate,
spenta l’ultima mia nell’anima, sai,
volero` gia` stanotte!
C’e` la rete di stelle sul fiume, pero`
ci saro` ben appesa,
come spicchio del fresco limone al te`,
una Luna crescente!
L’alfabeto di chiesa mi sembra un Re,
ha le lettere giuste!
Ma almeno il libro, in cui siamo noi,
prenderesti al fianco?!
Mi chiamo` dopo aver letto la mia poesia “Velocita`” sul mio futuro incidente d’auto e, sorridendo, mi chiese:
– Allora, com’e` andato il volo?
Ero seduta sul davanzale della finestra, ferita da cio` che vedevo nel Futuro su di noi. Gli scrissi un messaggio e lui rispose: “Parti, Alice? Allora vattene!” E poi mi chiamo` a Venezia, dove mi perdevo tra le strette vie la sera dopo estenuanti trattative di lavoro, e sorrise:
– Non sei ancora uscita dalla finestra?
Frammenti balenavano rapidamente, aumentando gradualmente la velocita`. Li rividi, e il dolore sopraffece il mio corpo astrale a tal punto che la mia stessa voce ne fu soffocata. Non riuscivo a dire nulla ad alta voce, nemmeno mentalmente, ne` una parola, ne` un suono, diventai muta, ma anche se ci fossi riuscita, era inutile dirgli qualcosa...
Sei un’illusione,
un puzzle di sogni,
si sente nell’aria la diffusione,
le cui vibrazioni
trasmettono sempre lo stesso –
l’Amore…
Un’emanazione,
il mio miraggio,
a piu` di 50,
18 o 16 meno? –
o quanto
mercurio c’e`
nel termometro d’oggi? –
per solo riprendere ora
il fiato…
Un secco panino,
un punto,
il piu` velenoso,
al centro di lettere senza parole,
un zero...
Ma che me ne dici
di fuga
dall’ultima corsa di lunga distanza,
bensi` – nella neve,
che sta gia` in danza
cadendo per noi
alla prossima – nostra – stazione
dei treni?
Sei un’astrazione –
con dita nervose –
nascondono dentro la tela il nome,
che pende,
suonando di piu` sulla croce,
piegando
le spalle…
Sei tu, che qui crei
i mondi a mano –
a mia! – ed io ricamo, ricamo
– a punto di te! –
manoscritti
di libri…
Sei tutto e niente...
La mia pelliccia con tanta speranza
si e` aggrappata al tuo cappotto,
ma senza sapere ancora che esso
e` gia` annegato nel dolce profumo
d’un’altra...
Sei un amatore
di “F” lussuose, –
si vendono
nella bufera di neve,
che danza con zelo,
faccendo le maledizioni
a tutti…
Chi sono per te,
tranne un pianoforte? –
i fini felici dei film popolari
son tipici d’Hollywood, –
mentre la bimba
si sta congelando nel ghiaccio
d’abbracci – i tuoi! –
e` baciata a morte
da Giuda...
Fermai bruscamente il disco bianco come la neve con la forza del mio pensiero e mi allontanai nel vuoto blu-nero dell’Universo. Non potevo perdonarlo, almeno non in quel momento. Forse piu` tardi... nell’Aldila`...
I colori preziosi non valgono niente
per gli spiriti sacri, espulsi da Roma...
Si contorce il globo da maschere false, –
dai, dipingimi vera, aperta, sincera, –
cioe` senza un trucco.
Sotto l’ultimo raggio di scarsa speranza
ho aperto le braccia al Cosmo Eterno...
L’amarezza non va rallegrata da seta, –
dai, dipingimi fragile, fine, sottile, –
cioe` senza vestiti.
Ho sentito lo stesso che sente il mare,
decollata, seguivo gabbiani nel cielo...
Mi incontri in ogni ragazza che passa,
dai, dipingimi bella, felice, gioiosa, –
cioe` senza un corpo.
Mi ricordai dell’Uomo in Nero, e la Forza invisibile mi trasporto` all’istante in una spettrale Casa Celeste con molti piani, e su uno di essi varcai una porta a me sconosciuta.
***
in Futuro, a Londra
Mi ritrovai in una piccola stanza d’albergo a... Londra... Perche` a Londra? Perche` non a Venezia? Ma non ero piu` sorpresa, mi guardavo di lato, addormentata, raggomitolata sul letto. D’improvviso, notai un angelo. Era seduto sul davanzale della finestra, teneva una bacchetta magica in una mano e uno strano piccolo oggetto con una catenella nell’altra. L’Angelo disse tristemente, rivolgendosi a me:
– Alice, perche` sei cosi` disobbediente e sempre testarda come un gregge di pecore?
– Chi sei? – chiesi stupita. – E cosa ci fai qui?
– Sono il tuo Angelo Custode. E se torni a casa oggi, scriverai un altro libro su di me, “Angelo Custode”. Peccato, non noti la maggior parte dei miei indizzi.
– Perche` non sei con me ora? Non lo sai che...?
– Lo so, – rispose l’Angelo sospirando, – ma questo ti e` successo solo perche` non mi ascolti e agisci quasi sempre a modo tuo.
– Cosa hai in mano?
– Giratempo, un’articolo magico, che cambia il Tempo e lo Spazio. Lo comprerai nel Futuro, qui a Londra, sul binario 9 e 3/4, e deciderai di fare tornare una situazione incompiuta del tuo Passato. Ma hai due situazioni sospese e ti rifiuti ostinatamente di notare quella piu` importante.
– Non ho capito.
– Il karma e` una cosa grandiosa, Alice. Puo` essere ironico e trascina i debitori in un circolo vizioso, scontrandosi costantemente con coloro a cui devono qualcosa fino a quando non si raggiunge un accordo. Conosco tutte le opzioni per il tuo Futuro, e tu ne conosci solo frammenti separati, quindi ti consiglio di perdonare chi ti ha fatto del male.
– Non posso.
– Ti sei mai chiesto perche`? Pensaci con calma quando torni. Per tutti questi anni hai cercato di dimostrargli quanto si sbagliasse, passandoti accanto. Ma hai percorso il tuo Cammino senza alcun aiuto e hai ottenuto cio` che molti non osano nemmeno sognare! Perche` sei sempre ossessionata da qualcuno? O dall’Uomo Che Non C’era, o dall’Uomo in Bianco, o dall’Uomo in Nero?
– L’Uomo in Nero mi seppellisce a Venezia. Non sei stato tu a mostrarmi il mio matrimonio in chiesa?
– Nota bene, non ti ho mostrato i volti di nessuno! Hai bisogno d’Amore, ma colui con cui lo troverai non deve essere per forza l’Uomo Che Non C’era, ne` l’Uomo in Bianco, ne` l’Uomo in Nero. Anzi, lo scenario veneziano non e` ancora completamente predeterminato, e l’Uomo in Nero e` la personificazione delle tue paure, sia della vita che degli uomini in generale.
– E chi e` lui, che apparira`?
– Dimenticherai le mie parole non appena tornerai sulla Terra, se... riuscirai a perdonarlo.
***
Biblioteca dell’Universo
– Non potra` perdonarlo, – disse tristemente la Suora, guardando fuori dalla Finestra sul Mondo. – Ho cercato con tutte le mie forze di fare del mio meglio! Mancano solo due secondi. Non ci saranno piu` colpi. Guidero` la macchina esattamente al centro della terza corsia, da dove tutto e` iniziato... Avete notato, amici, che il potere di Alice e` gradualmente fluito dal suo corpo fisico a quello astrale? Praticamente non c’e` pi; Alice li`, sulla Terra.
– Alice ha bisogno che le venga mostrata la verita`, – disse la Donna dagli Occhi Verdi con un profondo sospiro.
– Ha visto delle bugie prima di ora? Troppo tempo sprecato al quinto secondo!
– Riportero` Alice nel sogno mostratole dal suo Angelo Custode un paio d’anni fa per lo stesso scopo, – disse l’Uomo a voce bassa e profonda. – Forse oggi sara` in grado di riscrivere un frammento del potenziale scenario.
***
Da qualche parte nell’Universo
Stavo dondolando su un’altalena astrale, visualizzata da me in uno degli angoli dell’Universo stellato. Mi resi conto che non sarei tornata a casa ne` quel giorno ne` piu` tardi. L’Uomo in nero apparve li` vicino. Cercai di non guardarlo negli occhi ipnotici, ma sentii la sua voce calma:
– Ti sbagli. Almeno, non merita la tua morte lui.
L’Uomo fermo` l’altalena e mi condusse per mano sulla Terra. Mentre ci avvicinavamo, vidi le montagne di notte e l’albergo sulla montagna, dove avevamo vissuto durante il seminario di R. A. Mansurova in Cina. L’Uomo mi condusse in una stanza vuota al terzo piano:
– Hai bisogno di riposare... Addormentati... Addormentati...
Scomparve dietro la porta ed io chiusi gli occhi....
***
in Passato, una notte in montagna, Cina
Mi svegliai dalla telefonata. Mi avevano chiesto di andare in ospedale. E non esitai ad andare. Per qualche ragione, sentivo che non solo potevo, ma dovevo aiutarlo. Avevo paura di entrare nel suo reparto, ma volevo riportarlo indietro. Era rimasto bloccato tra i Mondi, volevo che vivesse... Chiamai il Maestro e gli chiesi di sostenermi mentre ero fuori dal corpo, e concordammo una frase come il codice, pronunciata la quale, la mia Coscienza mi avrebbe automaticamente riportata indietro. Cercai l’UCNC ovunque, scandagliando ogni angolo di spazio finche` non mi trovai all’Inferno.
– Perche` sei venuta qui? Questa non e` la tua Porta! – sibilo` qualcuno.
Non mi voltai, cercando di continuare a camminare. Guardavo solo in lontananza, ripetendo mentalmente: “Dove sei? Dove sei?!”
Le ombre mi circondavano, bloccandomi la strada. Li` c’era molta afa. Cominciai a soffocare. Sempre inciampando su qualcosa, stavo per cadere.
– Torna da dove sei venuta! Hai dimenticato cosa aveva fatto Colui che stai cercando qui?
Non prestai attenzione alle grida ne` ai sorrisi, ma all’improvviso sentii:
– Ha la Chiave in mano! La Chiave!
C’erano sempre piu` ombre intorno. Si accalcavano, circondandomi da ogni lato, tanto che riuscivo a malapena a vedere la strada per andare avanti. Il rumore cresceva. Non potevano toccarmi, anche se cercavano con tutte le loro forze di farmi cadere. Avevano bisogno della Chiave che tenevo in mano, per aprire la Porta a loro sigillata.
– DOVE SEI?! – gridai con tutte le mie forze e... lo vidi allontanarsi lentamente. – Fermati!!! Per favore!
Si fermo`. Le ombre cercavano di gridare per impedirgli di sentire le mie parole. Ma all’improvviso si volto`. Le ombre riempirono lo spazio tra noi. Volevano che non mi vedesse, ma alla fine mi noto` e si diresse verso di me. Le ombre cercavano di fermarlo, ma lui mi si stava avvicinando.
– Alice... Cosa ci fai qui?
Le ombre gli misero le mani intorno al collo. Gli sussurrarono qualcosa all’orecchio, cercando di allontanarlo da me.
– Sono venuta per te. Devi tornare, – dissi, rendendomi conto che c’era troppo rumore.
– Cosa stai dicendo? Non ti sento...
– Vieni con me! Devi tornare!!!
– Tornare?
– Altrimenti, rimarrai qui per sempre! Questa e` la Porta Sbagliata!
Le ombre strillarono, cercando di sopraffarmi.
– Cosa stai dicendo?
– Questa e` la Porta Sbagliata! – gridai con tutte le mie forze.
Cercai di fare un passo verso di lui per prendergli la mano, ma un muro invisibile si erse tra di noi. Le ombre ringhiavano. Non potevano toccarmi. Strillarono, facendo smorfie:
– Dacci la CHIAVE e rimani qui con lui per sempre!
Tenevo stretta la Chiave in mano.
– Ci sono altre porte?
– Si` che ci sono. Non hai l'accesso ancora. Devi tornare indietro per poter uscire da un’altra Porta piu` tardi. Quando arrivera` il tuo tempo.
Mi guardo` tristemente, in silenzio. Improvvisamente, dal nulla, un enorme orologio apparve davanti a me. Mi resi conto con orrore che il mio tempo stava per scadere. Il boato, il ronzio e le grida divennero insopportabili. Stavo per perdere la coscienza.
– Torna indietro, ti prego!!!
Le ombre lo afferrarono per le braccia, trascinandolo nella direzione opposta alla mia.
– Non posso, – disse e comincio` ad allontanarsi.
Faceva un caldo insopportabile e soffocante. Non c’era niente da respirare li`. L’aria era intrisa di veleno. Mi dava i brividi. Mi resi conto della mia impotenza. Si stava allontanando sempre di piu`. Cercai di seguirlo, ma non mi lasciarono andare. Raccogliendo tutte le mie forze, gridai l’ultima cosa rimasta:
– COSA DOVREI FARE?
Si fermo` per un attimo e si volto` verso di me, in qualche modo condannato e silenzioso. Poi disse qualcosa che non riuscivo piu` a sentire. Lessi quelle parole sulle sue labbra, o forse solo mentalmente: “Perdonami”.
Immediatamente, frammenti della mia vita col dolore che mi aveva causato mi balenarono davanti agli occhi, come in un film. Dire “ti perdono” non significa perdonare. Potrei ripetere quella frase centinaia, migliaia di volte, ma non cambierebbe nulla. Le parole non avevano importanza li`, poiche` le Forze Superiori leggevano le nostre anime. Singhiozzai lentamente, affondando con le dita aperte per l’impotenza. La Chiave mi cadde di mano. Le ombre volarono immediatamente verso di essa e...
– NON POSSO! – gridai di disperazione e...
... l’orrore mi trafisse come una freccia – la frase concordata come il codice fu pronunciata...
Crollai nel mio corpo, lasciato in ospedale, dove mi era stato chiesto di venire, ma...
Mi svegliai di nuovo! – nell’albergo in Cina, al seminario di Mansurova. Era stato solo un sogno su un’opzione per il mio Futuro, che non ero riuscita a riscrivere, ma...
Mi allontanai da me stessa in quell’albergo. Era stato solo un frammento della mia memoria, ed erano passati diversi anni da quel seminario in Cina, dunque tornai alla Biblioteca dell’Universo, ma...
La lancetta dei secondi sull’enorme quadrante si mosse rumorosamente verso destra. La Forza potente mi prese in braccio e mi port; via, nell’auto in cui stavo morendo sulla Terra.
Ñâèäåòåëüñòâî î ïóáëèêàöèè ¹126071807369