Sette secondi. 3. 4. La casa della Vita

“ANGELO CUSTODE”
un romanzo di Alessandra Kriuchkova
della serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
PARTE 3. SETTE SECONDI

3.4. La CASA della VITA


19:32:04
il 53° chilometro della Tangenziale di Mosca

Non vedevo piu` nulla a causa dei cuscinetti e delle tendine attivati tardivamente, ma d’improvviso sentii l’auto curvare di 60 gradi per ribaltarsi a destra. Le ruote sinistre stridevano correndo lungo il divisorio in cemento.

BOOM!!!


***
Biblioteca dell’Universo


La Donna dagli Occhi Verdi e l’Uomo col fantasma de-energizzato di Alice tra le mani guardarono fuori dalla Finestra, verso il Mondo. La Donna dagli Occhi Verdi disse:

– Il quarto secondo e` il piu` terribile. Il “4” porta la morte.

La Suora torno` dal Mondo:

– Un colpo alla testa, a sinistra, il pannello della portiera sfondato le ha colpito il rene sinistro, ma l’auto non si e` ribaltata! La sua portiera e` l’unica che puo` essere aperta piu` tardi.

I fantasmi guardarono dalla Finestra l’auto sfondata da tutti i lati, sbalzata a destra dopo un impatto posteriore sinistro, il bagagliaio si apri`.

– La sua portiera, – sospiro` la Donna dagli Occhi Verdi, – non l’ha ancora trovata! –  e, librandosi sul viso di Alice, disse: – Dai, svegliati! Devi ancora accendere il mio undicesimo falo` a Elabuga!

Aprii gli occhi. Il volto aleggiante su di me divenne gradualmente piu` chiaro. L’Uomo mi poso` al pavimento, tenendomi per mano. Il dolore si attenuo`. Mi guardai intorno e vidi scaffali, un tavolo coperto da una tovaglia bianca... Mi voltai verso la Finestra.

– Non guardare fuori, – disse l’Uomo, girando il mio corpo spettrale all’interno della biblioteca. Assomigliava molto a Ray, ma mi resi conto che non era Ray. I pensieri erano confusi nella mia mente.

La Suora mi guardo` con tristezza e disse:

– Sai, Alice, quando tua nonna ti diceva da bambina che avresti potuto dormire nell’Altro Mondo, hai fatto bene a non crederle!

Guardai la Suora con sorpresa, ma lei si dissolse lentamente nella Finestra. La Donna dagli Occhi Verdi mi chiese quasi disperatamente:

– Alice, ti ricordi cosa devi fare?

Guardai il pavimento, essendo impotente – non me lo ricordavo.

– Sei nella Biblioteca dell’Universo, perche` sulla Terra stai parlando con la Morte.

– Sto morendo sulla Terra? – le chiesi.

– Si`, – annui`. – Ti ricordi che l’astrologo in India ti ha detto che devi saltare in un altro Spazio delle Opzioni, altrimenti morirai?

Mi ricordai quel frammento abbastanza presto.

– Bene! Almeno qualcosa! Hai gia` compiuto un passo fondamentale, quindi l’esito di oggi non e` predeterminato al 100% come “morte”, e il tuo Futuro non e` ancora chiuso. Ma cio` che hai seminato una volta, lo raccoglierai ora. Cio` che deve rimanere nel Passato, gettalo via come un serpente che perde la sua vecchia pelle! Completa cio` che e` incompiuto e che ti pende ancora come un peso al collo! Se hai dei debiti, saldali. Ma se non elimini la ragione...

Cercai dolorosamente di capire cosa dovessi fare in quel momento, ma non riuscii a trovare una risposta. La Donna dagli Occhi Verdi mi prese la mano. Uscimmo dalla Biblioteca da un’altra porta e...


***
la Casa della Vita


...e ci ritrovammo di fronte ad un edificio spettrale sullo sfondo dell’Universo blu-nero. Aveva molti piani e finestre, ma quasi niente luce.

– Cos’e`? – chiesi sorpreso.

– La tua Casa della Vita.

– La mia?

– Ogni piano rappresenta la tua eta` terrestre, ogni finestra di ogni piano rappresenta un evento specifico all’eta` corrispondente. Finche` la vita sulla Terra non sia finita, la Casa e` in continuo cambiamento, costruita piano dopo piano. Il tuo Passato e` fissato morto, perche` gli eventi sono gia` accaduti. Sui piani dei tuoi anni passati, troverai tutto cio` che e` accaduto nella realta`. Fai attenzione, al momento attuale, ci sono molti piu` piani nella Casa di quanti anni tu abbia ora. Ma la luce nelle finestre del tuo Futuro e` cosi` debole che quasi non si distingue dall’oscurita`, e gli eventi, che potrebbero accadere se tornassi sulla Terra oggi, sono dormienti li`.

– Ogni evento esiste nella sua stanza?

– Nel Passato, si`. Il Futuro e` multivariato, quindi diversi scenari possono essere presenti contemporaneamente nella stessa stanza. Quando entri nel Futuro, vedi uno dei possibili scenari. Se non ti soddisfa, puoi trovarne un altro e ricaricarlo energeticamente, col potere del tuo pensiero. Quando un evento si realizza sulla Terra, viene registrato permanentemente nella sua stanza e le altre opzioni scompaiono, spostandosi nello Spazio di quelle Non Realizzate. Tuttavia, ci sono eccezioni a tutte le regole. A volte, anche nel Futuro, c’e` solo un’opzione che non puo` essere sostituita, ma questo non si applica alla stanza in cui ti trovi ora.

Entrammo nella Casa spettrale e ci trovammo davanti alle porte aperte dell’ascensore, all’interno del quale i pulsanti non indicavano i piani, ma erano i numeri da zero a nove da combinare l'eta` desiderata e un piccolo schermo per visualizzare la combinazione digitata.

– Devo lasciarti per un po’ per trovare frammenti del Futuro che bisogna ricaricare, – disse la Donna dagli Occhi Verdi. – Cerca un autunno freddo, nelle foglie cadenti del quale e` nascosta la tua ragione.

Le porte dell’ascensore si chiusero. Premetti i pulsanti e salii. Trovandomi in un lungo corridoio del piano prescelto, con molte porte, cercai di capire quale entrare, quando d’improvviso mi ricordai del sogno del mio funerale a Venezia.

“Forse sono a Venezia, sulla Terra, in questo momento?” – pensai e d’improvviso una delle porte in lontananza, proprio in fondo al corridoio, comincio` a tremolare di una misteriosa luce argentea. Mi avvicinai e scivolai dentro...


***
in Passato, nell’edificio a Leninsky Prospect


L’Uomo in Bianco in piedi alla finestra disse:

– Ho bisogno di te. Avrai tutto cio` che desideri.

Era apparso nella mia vita subito dopo che... Ma mi faceva male ricordarlo! Forse piu` tardi. Lui sembrava l’Uomo in Nero che mi avrebbe seppellito a Venezia.

– So che la creativita` e` importante per te, – continuo` lui. – Dimmi come posso aiutarti e lo faro`.

Mi rannicchiai per il dolore risvegliato. La cosa principale era non ricordare in quel momento cio` che avevo cercato di inchiodare nella Scatola Nera della Memoria. Me ne andai. Una Forza mi sollevo` ad un piano piu` in alto.


***
in Passato,
in un appartamento alla periferia di Mosca


Mi ritrovai a far visita ad un compositore. Facendo scorrere lo sguardo lungo le pareti della sua stanza, scoprii immagini di una citta` cupa dove tutto era nero, tranne la Nebbia spettrale e la Luna: case, piccole finestre cieche senza luci, acqua, barche, persone... Riconobbi la mia citta` preferita, la Citta` sull’Acqua. Ma in quelle immagini, sembrava completamente di cartone, come la scenografia sul palcoscenico: artificiale, spaventosa, sinistra...

"Io nel Passato" raccontai al compositore del mio sogno del funerale a Venezia, e lui sorrise:

– Dimentica questo sogno. Non si sa mai cosa si puo` vedere nel sonno. Meglio scriverci un libro. E ti dipingero` Venezia, se vuoi.

... D'improvviso, mi venne in mente uno strano pensiero. Scomparvi all’istante da quella stanza. La potenza del mio pensiero mi riporto` nella Biblioteca.


***
Biblioteca dell’Universo


Mi ritrovai davanti alla libreria con uno scaffale pieno dei miei libri. Mi guardai intorno, ma non c'era nessuno degli abitanti della Biblioteca. Cercai di leggere i titoli dei libri spettrali, non ancora scritti da me nella realta`, e uno di essi, “La Trappola di Sogni”, comincio` a tremolare, attirando la mia attenzione. Presi il mio “Sogno” dallo scaffale, aprii l’ultimo capitolo e cercai di leggerne il testo. Alcuni frammenti apparivano completamente annebbiati, mentre gli altri, al contrario, leggibili, ma, ovviamente, quel libro parlava del mio sogno veneziano che avrei visto in Futuro, e in cui l’Uomo in Nero avrebbe informato qualcuno che ero morta nel sonno. Tuttavia, non ebbi il tempo di finire di leggere o di comprendere cio` che avevo gia` letto. L’Uomo che assomigliava a Ray mi tocco` col palmo della mano e mi sollevo` la testa. Mi ipnotizzo` col suo sguardo, dicendo: “Alice, stai guardando nel posto sbagliato, credimi, la ragione della tua morte non era e non sara` in alcun modo collegata all’Uomo in Nero! Se non riesci a trovare la ragione ora, sarai sepolta tra 3 giorni e non a Venezia... Guardami attentamente! Aveva a che fare con me!”


***
in Passato, al Club Letterario Aperto,
una serata dedicata ad Alexander Blok


Lyudmila Koroleva mi mise sull’annuncio. Avrei inaugurato la serata letteraria dedicata ad Alexander Blok. Avevamo un legame mistico. Era stato il primo poeta ad entrare nella mia vita con quel vecchio volume di poesie, che per diversi anni dopo la morte di mia madre era stato il mio preferito. Agli esami finali a scuola, mi avevano assegnato un tema su Blok. All’esame scritto per l’ammissione all’Accademia, avevo scritto di Blok. All’esame orale di letteratura, mi avevano chiesto di Blok. Conoscevo a memoria cosi` tante delle sue poesie che potevo recitarle senza sosta per circa un’ora. L’esame d’ammissione della lingua russa e della letteratura era stato l’ultimo. Avevo superato gli esami precedenti con ottimi voti e, ottenuto il tema su Blok, avevo gia` capito che sarei stata ammessa all’Accademia. E qualche tempo prima della serata, un mio collega poeta mi aveva regalato un libro “Alexander e Amore”.

La sala in cui si svolse l’evento era inondata dalla luce del Sole. Sul tavolo c’erano te` e dolci. Una degli ospiti sorrise in modo strano, mi chiese di farmi da parte per un minuto e, con gioia palese nell’anticipare la mia reazione, chiese:

– Sai che il tuo UCNC... ?

Aggiunse due parole e fece una pausa significativa, ma le risposi automaticamente:

– Sono felice per lui.

La donna, evidentemente turbata dal fatto che il mio corpo terreno non fosse crollato all’istante, cominci; a sommergermi di dettagli, assaporandoli, attribuendo chiaramente un significato speciale alle parole, inserendo di tanto in tanto come ritornello:

– E tu lo amavi cosi` tanto! Gli dedicavi le poesie! Ma ti ha considerato assolutamente inutile! Mentre lei... E lui ha fatto per lei...

Alla fine del suo canto funebre, mi mise nella mano, abbassata senza vita, qualcosa che sembrava un mattone in una lussuosa scatola regalo:
 
– Questo e` per te! Il mio regalo! Un sapone! Fatto a mano!

“Hai dimenticato di aggiungere la corda,” – pensai.

Lyudmila Koroleva annuncio` l’apertura della serata e mi chiamo` sul palco. Stavo al microfono, nella sala soleggiata, senza rendermi conto di chi stesse parlando con la mia voce invece di me, perche` ero fuori di me stessa.

Alla vigilia di quella serata, nella mia casa estiva fuori Mosca, tutte le finestre erano state chiuse, cosi` come le porte. Non capii come fosse apparsa una tetta nella stanza al piano superiore. Ma sapevo tutto anche ne senza. E non a maggio, quando il nostro amico comune era venuto a trovarmi e mi aveva chiesto: “Sai le nostre ultime notizie?”, e l’avevo guardato in modo tale che era subito ammutolito. E nemmeno ad aprile, quando il Libro dei Cambiamenti mi aveva sussurrato: “Il vecchio sposa una giovane”. Lo sapevo la prima volta che ero andata a trovarlo e lui mi aveva guardata con ammirazione, presentandomi al pubblico come Marina-Anna e promettendo di farmi diventare Regina e non solo... La mattina dopo, ero arrivata nell’ufficio in cui lavoravamo insieme a Svetlana, e lei aveva cercato invano di capire cosa fosse successo quella notte: “Avete litigato?” No, non era ancora successo niente di male, ma sarebbe successo, e non avrei potuto cambiare nulla.

Stavo tornando a casa in auto, sulla corsia sinistra lungo la Tangenziale di Mosca, dalla serata dedicata ad Alexander Blok. 120, 130, 140... Dei frammenti mi riaffioravano nella mente uno dopo l'altro, incluso il suo messaggio di mezzanotte di qualche giorno prima, il colmo del cinismo: “Cara, ti ho comprato una pietra magica in regalo!” Ricordai le mie poesie profetiche e le parole di quella donna col sapone. Non c’era bisogno di vivere al Mondo per quella “assolutamente inutile”. Volevo solo che qualcuno guidasse urtandomi, all’istante, cosi` non avrei piu` sentito dolore... Mai piu`...


La chiave a destra!
   E il pedale a tavoletta!
40? – Veloce! –
   Decolla, carrozza!
Per il te` – 110 –
   dai, comprati una medaglia,
sei degno, il collo
   sara` riscaldato!

Bastera`! – 120 –
  gia` troppe quartine!
La Musica, forte! –
  Le trappole sono ovunque!
Il cielo! – piu` 10 –
  Non avere paura di fiamma!
La dimora esplode!
  Rilassatevi, cuscinetti!

Chi sono io? – non 140! –
  Le pagine di confessioni?!
No, peggio! – piu` 10! –
  la tenerezza emarginata!
Il maleducato, buttando 3 punti
  nel tuo postscriptum,
non hai sparato al cuore,
  ma – all’Infinito!

I libri – 200 ciascuno –
  son fogli di carta!
200+10 – tsunami! –
  Lo so, noncuranza!
Da una pedina per strada…
  Gli abitudini, ciao!
200+20 –
  con un occhio al Regno Eterno!


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