Sette secondi. 3. 3. Labirinto del Subconscio

“ANGELO CUSTODE”
un romanzo di Alessandra Kriuchkova
della serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
PARTE 3. SETTE SECONDI

3.3. Il LABIRINTO del SUBCONSCIO

19:32:03
il 53° chilometro della Tangenziale di Mosca

Aprii gli occhi. Ad un metro dal muso dell’auto, c’era il divisorio di cemento che separava i flussi opposti, contro il quale stavo per sbattere ai 90 gradi.

“E` finita!” – riassunsi mentalmente all’istante.

“Non e` ancora!” – risuono` la voce di qualcuno dentro di me, e immediatamente, quel qualcuno dentro di me, con le mie mani terrestri, giro` il volante a destra al massimo.

BOOM!!!


***
Biblioteca dell’Universo


L’Uomo prese con cautela tra le mani il debole fantasma di Alice, cullandola leggermente come una bambina e sussurrando a bassa voce uno dei suoi incantesimi dell’Epoca d’Argento. Ma le sue mani erano abbassate e senza vita, e sempre piu` macchie di sangue apparivano sull’abito spettrale.

La Suora si sedette sul davanzale della Finestra sul Mondo con una sigaretta spettrale tra le dita. La Donna dagli Occhi Verdi lesse un capitolo del “Libro della Conoscenza” gia` scritto da Alice nella realta` e disse il banale:

– Davvero! A volte e` utile che un libro dimenticato riaffiori, – poso` il libro sul tavolo coperto dalla tovaglia bianca come la neve e si avvicino` alla Suora: – Sei riuscita a girare il volante?

– Si`, finalmente cuscinetti e tende hanno funzionato. Il terzo colpo alla testa a sinistra. E alle costole. Grave contusione al petto. Le ossa sono intatte, ma sara` doloroso respirare.

“... ma sara` doloroso respirare...” – udii una voce e aprii gli occhi. Gli zigzag scintillanti, a cui mi ero gia` abituata, si dissiparono. Cominciai a distinguere librerie familiari.

L’Uomo mi mise delicatamente sul parquet antico e mi sostenne per mano. La Donna dagli Occhi Verdi chiese:

– Alice, non capisci ancora cosa sta succedendo?

Scossi la testa negativamente, cercando di rimettere insieme i pezzi di cio` che continuava a sgretolarsi.

– Ricordi cosa devi fare?

Riflettei. Sembrava che fossi gia` stata li`, nella Biblioteca dell’Universo, e non molto tempo prima. Pensai che mi avessero consigliato di trovare qualcosa. Forse un libro?

Tutti e tre, leggendomi nel pensiero, annuirono in segno d’assenso, e la Donna dagli Occhi Verdi sospiro`:

– Beh, anche il libro.

L’Uomo che assomigliava a Ray disse dolcemente, guardandomi dritto negli occhi col suo sguardo ipnotico:

– Alice, qual’e` la cosa piu` dolorosa da ricordare per te?

La Donna dagli Occhi Verdi mi porse silenziosamente il mio “Libro della Conoscenza”. Non capivo a cosa volessero arrivare. La Donna mi prese bruscamente la mano e la seguii lungo gli scaffali infiniti finche` non sgusciammo attraverso un’altra porta e...


***
Il Labirinto del Subconscio


In quello spazio disperatamente nero, non vedevo assolutamente nulla, tranne me stessa e la mia compagna.

– Dove siamo? – chiesi con orrore.

– Nel Labirinto del tuo Subconscio.

– Ma non vedo nemmeno un corridoio qui!

– Non vuoi vedere.

– Perche`?

– Siamo nel luogo piu` profondo, nel seminterrato, dove e` nascosto il tuo dolore piu` forte, nella Scatola Nera della Memoria. Devi aprirla.

– Per cosa?

– Per non morire sulla Terra oggi.

– Cosa succedera` oggi? Stiamo parlando nel sogno ora?

– Non importa. Che sia nel sogno.

– Ma non ho la chiave della Scatola Nera!

– Si`, che ce l’hai, Alice. Anzi, solo tu ce l’hai. La paura del dolore ti impedisce di usare questa chiave. Ma o aprirai la tua Scatola Nera o rimarrai bloccata qui per molto tempo. Diventerai prigioniera dell’Eternita` e sarai condannata a vagare nel Subconscio per decenni, o addirittura secoli, cadendo caoticamente nei frammenti del Passato, ordinandoli a caso per trovare finalmente la ragione della prigionia ed eliminarla. Solo dopo ti sara` permesso di continuare il tuo Cammino.

Avevo un terribile mal di testa. La paura mi spingeva a scappare, ma per qualche motivo credevo alla Donna dagli Occhi Verdi, o meglio, sapevo che stava dicendo la verita`.

Lo spazio comincio` a cambiare. Vidi un lungo corridoio e vi entrai a fatica, perche` sentivo la mia stessa resistenza. Mi costrinsi a fare un altro passo, e un altro ancora, e altri ancora, e infine vidi molte porte su entrambi i lati del corridoio. Mi voltai. La Donna dagli Occhi Verdi era ancora all’ingresso del Labirinto.

– Avanti, non hai molto tempo! Senti la porta giusta ed entra!

Percorrevo il corridoio nero che sembrava infinito. Avevo paura di guardare le porte ai lati, perche` non appena iniziai a scrutarle, presero vita. Una rosa apparve improvvisamente su una delle porte, e respirava, i suoi petali pulsavano. Su un’altra porta c’era una mia foto, ed anche quella prese vita: stavo suonando la chitarra. Il suono della canzone che avevo cantato una volta mi fece ricordare quella sera in quella casa! E il dolore mi sopraffece a tal punto che non riuscii piu` a vedere quelle porte! Corsi lontano lungo il corridoio nero per raggiungere l’uscita di salvezza il piu` velocemente possibile. Doveva essere da qualche parte! Ma il corridoio finiva... con un’altra PORTA!

Mi voltai per tornare indietro di corsa, per uscire dal Labirinto attraverso la porta da cui ero entrata, ma proprio di fronte a me un enorme muro di pietra spunto` dal nulla. Il corridoio fini` con una trappola! Provai ad attraversare il muro, ma non ci riuscii! Tutto quello che potevo fare per uscire da li` era attraversare la porta di fronte a me, e la attraversai...


***
In Passato, nell’appartamento a Polyanka


Una stanza bianca. Il mio Maestro era seduto sulla sedia di fronte. Ero venuta da lui per cancellare il ricordo dell’Uomo che mi aveva causato dolore, L’Uomo Che Non C’era, o semplicemente l’UCNC.

– Fai il segno della croce, espira, dicendo: “Grazie a Dio!” Se fosse stato altrimenti, saresti morta. La parola “Morte” mi viene in mente, – disse il Maestro.

– Ma perche`? E` possibile morire di felicita`? – chiesi "Io nel Passato".

– Quando ti arrivano informazioni da La`, puoi sempre spiegare perche`?

– No.

Il Maestro mando` "Me nel Passato" al cinema per riavvolgere il nastro del film della mia vita fino al punto da cui cancellare il ricordo. Cosi`, nella stanza del Maestro, guardai "Alice nel Passato", che guardava un frammento di film non a colori relativo alla storia tra me e l’UCNC, guardandolo velocemente, senza attenzione, perche` non voleva riviverlo tutto di nuovo.

***

Ci eravamo incontrati in un ristorante. L’UCNC mi guardo` intensamente negli occhi e chiese:

– Sei pazza?

Mi resi conto che aveva guardato le mie stelle nel passaporto celeste e aveva visto li` la Luna in Gemelli in XII in opposizione a Nettuno in VI, uno dei segni della schizofrenia e d’altri disturbi mentali.

– Tuttavia, la Luna, essendo la governatrice del mio destino, in un Segno binario, come Gemelli, da` sempre il diritto di scegliere! Quindi interpreto la Luna in un modo diverso: scrivendo di un’Altra Realta`, e non c’e` niente che non va nella mia mente.

– Hai provato le cose proibite?

– Perch; pensi cos; male di me? Non mi conosci affatto. Nonostante la formula della dipendenza, non bevo e non ho mai provato niente di proibito, perche` non tutto cio` che dicono le stelle alla nascita e` destinato ad accadere nella vita! Ognuno, conoscendo la propria predisposizione, ha il diritto di modificare lo scenario.

– Hai provato a lasciare la Terra?

Sorrisi – lui stava citando le stelle del mio passaporto celeste, davvero!

– Beh, la vita mi ha messo in situazioni in cui nessuno vorrebbe vivere, ne` io, ne` tu, ne` nessun altro. Ma ora sono seduta davanti a te, davanti all’Uomo che e` registrato nel mio passaporto celeste! L’Uomo a cui scrivero` le mie poesie migliori, e che...

***

No, era abbastanza. Non potevo piu` guardare il film, mi faceva male, ed "Io nel Passato" pronunciai categoricamente al Maestro:

– Fatto.

– Alzati dall’ultima fila. Vai in sala operatoria. Prendi il nastro. Trova quel frammento in bianco e nero. Prendi le forbici. Taglia ... Incolla la pellicola a colori: cosa c’era prima di quel frammento e cosa c’era dopo. Ora cospargi il pezzo tagliato di benzina e dagli fuoco. Lascia che le ceneri vadano al vento e apri gli occhi... Come ti senti ora?

"Io nel Passato" citai inaspettatamente i versi della mia poesia “Il Monastero”:

– “Ma so, alla fine d’aprile, guardando la Luna di neve, verrai a cercarmi di nuovo in cellula sorda e muta...”

Il Maestro mi fece un’occhiata enigmatica:

– Vedo quell’immagine chiaramente come te, – e ci salutammo.
Uscii dalla porta e mi ritrovai...


***
Venezia

...al cimitero! circondata da lapidi! Mi avvicinai ad una di esse e lessi: “Joseph Brodsky”.

“Come sono finita a Venezia? Cosa sto faccendo qui? Forse e` solo un sogno, in cui l’Uomo in Nero mi seppellisce qui. Nessuno verra` al mio funerale. Come moriro`? O sono gia` morta? Forse sono un fantasma, tornato qui per svelare la causa della propria morte.”

Si udirono delle voci in lontananza. Mi chiamavano. Le raggiunsi e... d’improvviso, mi ricordai con gioia di essere li` con un gruppo di scrittori e poeti, ai seminari di Evgeny Rein e Victor Erofeev! Dmitry Nemelstein, poeta e storico, mi si avvicino`:

– Alessandra, non essere triste! Ce la farai!

“Non sto dormendo! Si`! Esatto! Mi ha chiamato col mio nome terrestre! Eravamo li` per un tour dei luoghi di Brodsky!” – la mia memoria torno`, ricordai piano piano come eravamo partiti da Milano in autobus, arrivati al molo di San Marco e dopo in barca all’isola-cimitero di San Michele.

All’improvviso, qualcuno mi prese la mano. Mi voltai e... il mio incubo torno`! Vidi davanti a me l’Uomo in nero con colletto bianco, un abitante della Biblioteca dell’Universo! Mi ipnotizzo` col suo sguardo, dicendo:
 
– Alice, non devi pensare alla morte in questo momento. Devi desiderare davvero di vivere, altrimenti non uscirai mai da qui. Andiamocene. Devo mostrarti una cosa. Non ti fara` male. Chiudi gli occhi...


***
in Futuro, la cucina di Alice


I suoni della musica del seminario di Mansurova mi immersero in un’Altra Realta`. Sapevo che il mio prossimo anno solare, cioe` il mio prossimo compleanno, sarebbe arrivato presto, e che sarei partita per Vysotsk per cambiare le stelle sopra la mia testa...

Le montagne apparvero sullo sfondo dell’Universo blu-nero. Mi allontanai verso le campane che suonavano, attraversai il corridoio formato dai monaci e vidi un’altra Scala. La salii e li`, in cima, fui accolta e baciata tre volte dall’Imperatrice Alessandra (chiamata Alice prima del suo battesimo ortodosso). Scendendo la Scala, vidi un uomo che camminava verso di me, e vidi me stessa in abito bianco, ed i contorni spettrali di una chiesa a me sconosciuta...

– Alice!

Mi voltai e mi trovai di fronte alla Donna dagli Occhi Verdi.

– Se vuoi che questo accada, devi volerlo davvero, adesso!

– Lo voglio, davvero! – le sussurrai, rendendomi conto allo stesso tempo che le forze mi stavano abbandonando di nuovo. Mi faceva male la testa e facevo fatica a respirare. Guardai il mio abito. Non era piu` bianco, ma arancione, con macchie di sangue. Mi voltai e vidi li`, nella Chiesa dell’Universo, me stessa con un uomo spettrale sconosciuto... un tempo nel Futuro...

Ma i familiari zigzag tremolanti apparvero di nuovo e, dietro di essi, vidi un quadrante appena visibile, con una lancetta dei secondi rimossa rumorosamente a destra...


Sul piatto mistico d’argento
al tintinnio dei bicchieri,
quel giorno mi porto` i sogni,
desiderati da un tempo,
realizzati qui d’instante
con precisione dello stampo!

Adesso l’anima ribelle,
celesti versi sta creando
con un sorriso spensierato
da angeli, e piu` non brama
ne` la stazione di partenza,
ne` la stazione del finale.

E` divertente osservare
un monumento tanto triste
d’orfanotrofio terrestre,
ma stanno gia` per incontrarmi
li`, al di la` di ogni drama,
Stravinsky, Diaghilev e Brodsky*.


*Tutti e tre sono sepolti nel cimitero di Venezia.


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