Sette secondi. 3. 1. Boom!
un romanzo di Alessandra Kriuchkova
della serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
PARTE 3. SETTE SECONDI
3.1. BOOM!!!
19:32:00
il 53° chilometro della Tangenziale di Mosca
La nuvola di piombo mi segui` sulla Tangenziale di Mosca. Era molto afoso, ma stavo guidando coi finestrini aperti, senza accendere l’aria condizionata. C’erano molte auto sulla strada, quasi tutte alla stessa velocita` e tutte in fila, probabilmente non aveva senso cambiare corsia e prendere la solita estrema sinistra. O era una strana premonizione di qualcosa che stava per accadere, l’istinto di conservazione, a sussurrarmi all’orecchio: “Piu` guidi piano, piu` sarai lontano”, mi sposto` al centro, nella terza fila, a me estranea, ma anche li`, in un flusso denso, la lancetta del tachimetro indicava “120”, periodicamente scendendo a “115” e poi risalendo. I pensieri, uno dopo l’altro, volando fuori come api dal ronzio dell’alveare del Subconscio attraverso la parete socchiusa dal suono della musica, disegnavano tristi immagini del mio destino a mosaico e alla fine portavano la Coscienza (o me?) alla domanda retorica: “Cosa ci faccio qui?”
Sul sedile di destra, accanto alla mia borsa, c’era un vecchio libro di poesie di Alexander Blok, che avevo letto da bambina, dopo la morte di mia madre. Perche` quel giorno, tanti anni dopo, l’avevo portato con me? Ma la catena di pensieri si interruppe all’improvviso. Una macchia rossa di metallo sulla destra del finestrino... all’istante... perpendicolarmente...
BOOM!!!
***
19:32:01
Biblioteca dell’Universo
Aprii gli occhi. Nella foschia, vidi scaffali pieni di libri che arrivavano fino al soffitto. Riuscivo a malapena a fare qualche passo verso la sala familiare – si`, c’ero gia` stata durante le meditazioni ai seminari di R.A. Mansurova. Una volta ci aveva offerto di andare alla Biblioteca dell’Universo e trovare un libro... “Come sono arrivata qui? Sono al seminario?”
Sentendo la testa spaccarsi li`, sulla Terra, mi allontanai lentamente lungo gli scaffali. D'improvviso, qualcuno mi afferro` la mano:
– ALICE!!!
Mi voltai e vidi una donna dagli occhi verdi vestita in verde mare. La riconobbi e cercai di sorridere, ma lei mi grido`:
– Non hai tempo! Devi ricordare! Hai capito?
Un terribile mal di testa. Non capivo niente. Come ero finita li`? Tuttavia, non avevo la forza di pensare. Cominciai a cadere da qualche parte nella nebbia. La Donna dagli Occhi Verdi mi scosse per le spalle e non mi lascio` andare.
– Cosa devo ricordare? – le chiesi mentalmente, concentrandomi a fatica.
– La ragione! Per tornare! Dovresti essere li`, non qui!
– La ragione?
– Alice, non abbiamo il diritto di dirti la ragione di quello che sta succedendo, ma vogliamo davvero aiutarti! Ricorda!
“Ricordare cosa? Cos’e` successo? Cosa vuole da me?”
Afferrai la mia mano spettrale su una libreria altrettanto spettrale, ma le forze mi abbandonarono. Vidi un Uomo in nero con colletto bianco materializzarsi nel corridoio. Lui sollevo` il mio corpo esile, sprofondato sull’antico parquet per l’impotenza. Il suo volto era molto vicino, un volto familiare...
– Alice, guardami! Hai pochissimo tempo. Dai, ricorda!
Mi persi nei suoi occhi.
***
In Passato, Venezia
Il Sole splendeva. Ray ed io stavamo bevendo un caffe` a San Marco. I musicisti suonavano. I piccioni tubavano. Eravamo in silenzio. Mise il palmo della mano sul mio e mi accarezzo` le dita, cercando in qualche modo di riportarmi alla realta`:
– Andra` tutto bene! Facciamo un giro in barca fino al Ponte di Rialto!
Annuii in silenzio. Pagammo il caffe` e ci allontanammo lentamente. Per quanto tempo ero rimasta in silenzio? Ray non mi costrinse a parlare e non mi tormento` con domande o consigli, e ne ero molto grata. Mi aiutava a sopravvivere all’incubo che mi ero ritrovata. Non parlavo, persa da qualche parte nel profondo di me stessa. Quando qualcuno mi chiamava, non rispondevo alla chiamata. Inoltre, tutto era sotto controllo, incluso il mio telefono, quindi ero stata mandata a vivere a Venezia, la mia citta` preferita.
Salimmo su una barca nera, decorata con fiori artificiali rossi. Lanciai un’occhiata a Ray, indicando la combinazione di colori a lutto, e chiusi gli occhi, appoggiai la testa sulla sua spalla e affondai il naso nel suo collo, e lui mi abbraccio`, ondeggiando come una bambina, e mi rassicuro` di nuovo:
– Andra` tutto bene. Vedrai.
Scendemmo al Rialto. Il Sole splendeva. Salimmo e rimanemmo a lungo sul ponte, poi Ray mi condusse in una gioielleria:
– Compriamoti qualcosa!
Non volevo niente e non avevo bisogno di niente. Ray lo sapeva, ma uscimmo dal negozio con un anello come ricordo per me e una catena per la croce per lui, e vagavamo per le strette vie, perdendoci. Di tanto in tanto, Ray mi faceva fermare qua e la` e mi chiedeva di sorridere per scattarmi una foto.
E la notte torno`. Non riuscivo ad addormentarmi, forse per paura di piombare in un altro incubo. Mi voltai verso Ray. Mi ero sempre chiesta chi mi ricordasse, e finalmente capii che assomigliava ad Alexander Blok! Si`, sia nell’aspetto che nel carattere, ma Ray non era un poeta.
Ray sospiro`, accarezzandomi i capelli:
– Dimmi, Alice...
Mi costrinsi a dirlo ad alta voce, appoggiando il dito sul suo plesso solare:
– Sei Blok...
– E tu? Sei Anna o Amore?
– Moriro`... qui...
– No, Alice, non morirai a Venezia! Tornerai a casa. Addormentati, non aver paura dei sogni. Sono qui vicino. Andra` tutto bene, vedrai...
Venezia sta bene,
sottile mortalmente...
al Gotico Palazzo
mi chiami – Come stai? –
ma non mi porti, caro,
ne` lacrime, ne` gioia,
ne` lacrime, ne` gioia
da me ottenerai.
Se l’anima tradita
non ha battuto ciglio,
lo spirito divino
da se` si guarira`, –
mi serve respirare
Venezia di nuovo,
Venezia di nuovo
il cuore salvera`.
***
Biblioteca dell’Universo
La Suora volo` nella Biblioteca attraverso la Finestra sul Mondo. La Donna dagli Occhi Verdi si precipito` verso di lei:
– Allora?
– Porta anteriore, a 90 gradi. L’ho spostata in un altro corridoio, dove non c’erano auto, ma la cintura non ha funzionato. Le ho tenuto il collo. L’auto era girata a sinistra. Il suo corpo e` stato sbalzato indietro tra i sedili anteriori. Un colpo molto forte alla testa, alla nuca destra, una commozione cerebrale e l’orecchio destro...
– Ma i cuscinetti? – interruppe la Donna dagli Occhi Verdi.
– Non sono Dio, – disse la Suora. – Non si sono aperti. Inoltre, non le ho tenuto gli occhiali, buttati fuori dal finestrino. Come sta qui?
– E` andata troppo indietro nel Passato e non si rende conto di cosa sta succedendo, – rispose l’Uomo. – Ho parlato col custode del Tempo. Lui allunghera` ogni secondo per un’ora, ma non di piu`, perche` lei dovra` pagarlo per anni.
Aprii a malapena gli occhi e vidi un volto maschile spettrale di fronte a me, simile a Ray, che gradualmente divenne sempre piu` distinto, e udii una voce femminile disperata:
– Non ci abbiamo pensato! Guarda, lo Spazio delle Opzioni per il suo Futuro si e` drasticamente ridotto. Gli scenari si stanno spegnendo, disenergizzando! Hanno bisogno urgentemente di essere alimentati dalla sua energia!
La Donna dagli Occhi Verdi mi afferro` la mano, costringendomi ad alzarmi dal pavimento, e volammo via da qualche parte in lontananza. Non capivo niente. Non avevo quasi piu` forze. Come ci ero arrivata? Cosa mi stavano facendo? Perche` non potevo tornare indietro? Ci fermammo di colpo ad uno scaffale.
– Alice, questa e` la tua libreria! Guardala!
Vidi chiaramente i dorsi dei miei libri gia` pubblicati, i loro titoli e i loro colori. Ma accanto a loro, c’erano libri cosi` spettrali che non riuscivo a leggerne i titoli.
– Devi tornare indietro, Alice! Per finire quello che ti aspetta qui! Andiamo! Non abbiamo tanto tempo!
Non capivo cosa stesse succedendo. La testa mi faceva un male terribile, li`, sulla Terra. Vidi del sangue sul mio abito. Perche`?
– Guarira` prima del tuo matrimonio! – disse la Donna dagli Occhi Verdi, notando il mio sguardo interrogativo.
Andammo oltre la porta e ci ritrovammo nel vuoto blu-nero dell’Universo. Quasi esaurii le forze e chiusi gli occhi. Con una velocita` incredibile, la Donna dagli Occhi Verdi sfoglio` il Libro spettrale, grande come un grattacielo, finche` non arrivo` alla pagina giusta.
– Saltaci dentro! Forza, coraggio! – disse con voce imperiosa e mi spinse dentro.
***
In Futuro, nell’appartamento sulla Vecchia Arbat
Ray mi mostro` le sue ampie stanze. Quasi tutto era nero li` – pareti, mobili, tranne il pavimento a scacchiera bianca e nera e il soffitto bianco. Mi guardai intorno con interesse. Non ero mai stata in quell’appartamento prima. Sembrava un palazzo.
– Cosa ne pensi? – chiese Ray, sorridendo.
– Un covo di maghi neri!
Faceva molto caldo fuori. Mi tolsi le scarpe e scivolai a piedi nudi sul pavimento. Andammo in bagno a lavarci le mani. Mi guardai allo specchio e non capii niente. Cosa c’era che non andava nel mio orecchio destro? Era cucito, coperto di medicina verde cosi` forte, che in alcuni punti sembrava completamente nero!
– Guarira` prima del tuo matrimonio, Alice! I punti di sutura ti sono stati rimossi solo ieri! Non preoccuparti! Curriamo il tuo orecchio ora. Sarai la sposa piu` bella! – Ray mi rassicuro` e aggiunse con un sorriso: – Non dimenticare d’invitarmi al tuo matrimonio!
– Non fare magia nera, Ray!
– Andiamo in cucina! Ho comprato delle fragole. Oggi la magia sara` esclusivamente bianca! E poi, e` colpa tua! Sei stata avvertita la sera prima da quell’uomo di Ghelendgik. Prima per iscritto, ma non hai capito, poi a voce – ti ha chiamato. Ti hanno detto chiaro e tondo: “Resta a casa!” e hanno persino annunciato la data! Oh, tu!
Guardai Ray con una domanda silenziosa: “Di cosa sta parlando? Cos’e` successo? Come sono finita qui? Un vuoto nella memoria! A proposito, che giorno e` oggi?”
Mi avvicinai con cautela al pavimento a scacchiera, come se camminassi in un campo minato. Avevo paura di fare un passo sbagliato e di caderci dentro. Facevo fatica a camminare. Zoppicavo per qualche motivo e avevo le mani ammaccate. Cercai invano di ricordare cosa fosse successo prima di entrare nell’appartamento di Ray. E avevo paura di ammettere a Ray che non ricordavo nulla... No!
– Ray, ricordo un sogno in cui venivo sepolta a Venezia.
– Me l’hai detto, si`. Quindi hai capito cosa ti era successo li`, a Venezia?
– No, – sospirai stanca.
– Hai tempo di riscrivere la sceneggiatura!
Ray lavo` le fragole. Sapeva che le amavo cosi`, senza latte, senza panna, ma con lo zucchero, e lui, al contrario, le preferiva con il latte e senza zucchero. Mi imbocco` con la sua mano e poi riempi` il resto di latte e mangio` lui stesso. Ray cerco` di tirarmi su di morale scherzando, ma per qualche motivo mi faceva male ridere. Mi faceva male il corpo all’altezza delle costole... anche la schiena... Ogni respiro mi faceva male... Perche`?
Ero seduta su un ampio davanzale vicino alla finestra che dava sul cortile. Il vento mi accarezzava l’abito leggero. E notai enormi lividi sulle gambe. Mio Dio! Cercai di capire cosa fosse successo, ma invano.
Ray si sedette su una sedia a dondolo, pensando a qualcosa. Rimanemmo in silenzio a lungo, ognuno pensando a qualcosa di suo. Poi mi invito` con un’occhiata di sedermi sulle sue ginocchia. Mi sedetti di lato, con le gambe incrociate. Mi abbraccio` e mi fece sdraiare, coll’orecchio destro dolorante sulla sua spalla sinistra, cosi` che il mio naso fosse incastrato nel suo collo. Ray accese la TV. Sapevo che non avrebbe guardato niente. Aveva bisogno di riempire lo spazio con un suono monotono per farmi entrare in trance e lavorare col mio orecchio. Poi Ray comincio` a dondolare lentamente la sedia, accarezzandomi la schiena...
Caddi nella nebbia... Di tanto in tanto, mi staccavo dalla sua spalla e sussurravo qualcosa da un'Altra Realta`. Ray mi guardo` dritto negli occhi, o meglio, dentro di me, nelle profondita`, ipnotizzandomi ancora e ancora, riportando dolcemente la mia testa sulla sua spalla e sussurrando:
– Dormi, Alice, dormi. Hai bisogno di riposare. Anche il tuo orecchio ne ha bisogno. Domani sara` come nuovo. Vedrai. Sarai la sposa piu` bella!
Un’ora dopo, Ray mi riporto` alla realta` e spense la TV. Caminammo alla porta.
– Vivrai una vita lunga e felice, Alice! Una vita lunga e felice...
Lui mi apri` la porta, uscii e...
***
da qualche parte nell’Universo
...mi ritrovai nel vuoto blu-nero dell’Universo!
“Mio Dio, cosa sta succedendo? Dove sono? Come sono arrivata qui?” – cercai di concentrarmi per ricordare almeno qualcosa, ma tutto era cosi` confuso nella mia mente che non capii nulla. Vidi la macchia di sangue allargarsi sul mio abito.
La Donna dagli Occhi Verdi apparve immediatamente davanti a me e mi afferro` la mano, ma all’improvviso, dal nulla, un quadrante gigante apparve sullo sfondo del vuoto blu-nero, e una delle sue tre lancette si mosse rumorosamente verso destra... Una Forza invisibile mi prese in braccio e mi porto` via.
Ti ricordi di me e un giorno
capirai che la morte e` nulla.
Ma un soldo del mio perdono
sto gettando nel karma svuotato.
E` di solito la tenerezza
che distrugge il re tiratore.
Ho nascosto le lacrime vive
nella seta del cuore leggero.
Ma Venezia serve la stella
piu` famosa di piu` minacciose.
E le barche verranno al molo
per portare sfortuna d’instante.
Sai, l’amore colora le tele…
Crolleranno i ponti tremanti,
i guardiani saranno svegliati
dall’alarme di uno tsunami.
Si ripete… Ricordo le ali,
il biglietto del presto ritorno,
prepagato dal mio dolore,
che e` stato da me consumato.
Cospargendo la terra di pioggia,
ne accumulo la tenerezza
per il nostro incontro nel cielo,
ma ti amo ancora piu` forte
a distanza e in contumacia…
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