Sette secondi. 3. 0. Saturno in VIII
un romanzo di Alessandra Kriuchkova
della serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
PARTE 3. SETTE SECONDI
3.0. SATURNO in VIII
un anno prima di “Angelo Custode” e
un anno e mezzo prima di “La Trappola di Sogni”
***
23 giugno 2012
18:30
Biblioteca dell’Universo
In una delle infinite sale con librerie di varia trasparenza, c’era un tavolo coperto da una tovaglia bianca come la neve. C’erano posate, tovaglioli, bicchieri e piatti vuoti, ma niente cibo o bevande. Non c’erano ospiti, perche` la mattina era diventato chiaro: quel giorno non ci sarebbe stata alcuna festa.
Nell’angolo piu` buio della sala, un uomo dal volto pallido, dall’aspetto aristocratico, in abito nero con colletto bianco, era seduto su una sedia a dondolo. Il suo sguardo era rivolto alle profondita` dell’Universo e teneva in mano un libro aperto alla pagina “Saturno in VIII”. L’Uomo fingeva di leggere il testo, sebbene lo conoscesse a memoria da tempo: “La situazione e` in ogni caso pericolosa. Nella migliore delle ipotesi, dopo una prolungata malattia, la morte giunge finalmente come liberazione dalla sofferenza. Le persone che si dedicano seriamente alle scienze occulte hanno possibilita` di ottenere il successo atteso a lungo, frutto di molti anni di sforzi e sacrifici. Nel peggiore dei casi, c’e` un’alta probabilita` di una catastrofe fatale o, peggio ancora, di lesioni o disabilita` irreparabili. Durante un anno del genere, una persona sperimentera` uno stato d’animo depresso, una sensazione d’inutilita` degli sforzi e dell’esistenza, che puo` dare impulso ad un’uscita prematura dalla vita di propria volonta`”.
Una donna dai capelli lunghi, raccolti sulla nuca in uno chignon, che sembrava una suora in un abito nero austero fino alla punta dei piedi, stava in silenzio alla Finestra sul Mondo, stringendo una sigaretta spettrale tra le dita trasparenti.
L’altra donna, dai capelli corti e spettinati, in un corto abito verde mare che esaltava magicamente il colore dei suoi occhi, camminava nervosamente avanti e indietro tra le librerie e lanciava periodicamente un’occhiata all’antico orologio posto proprio al centro, sopra il portale, molti secoli prima dal custode del Tempo.
La Donna dagli Occhi Verdi ruppe il silenzio dell’Aldila`:
– 39 minuti e sara` qui!
– 38, – corresse la Suora, sempre rivolta verso il Mondo fuori la Finestra, in cui una nuvola di piombo, che aveva gia` coperto la Collina di S. Nicola, si stava lentamente avvicinando a Zhukovka.
– Inventate qualcosa! Perche` stati zitti entrambi? – esclamo` la Donna dagli Occhi Verdi, fermandosi al centro della sala e sbattendo il pugno sul tavolo cosi` forte, che uno dei bicchieri salto` in aria, ma presto torno` nella sua posizione originale.
– Tutto il possibile e` stato pensato ieri. Il custode ha mandato ad Alice uno scrittore dalla citta` di Ghelendgik, che ha ripetuto esattamente la data odierna piu` volte di seguito. Le sue monete sono state girate in aria in modo che cadessero sul 29° esagramma dello Spazio delle Opzioni, secondo l’interpretazione del Libro dei Cambiamenti. Stamattina, per altri segni non dovuti in tali casi, la Guardia Celeste ha imprigionato il custode di Alice nella Prigione della Dodicesima Sfera fino a domani mattina, secondo la decisione del Consiglio per la Vita e per la Morte. Cos’altro possiamo fare, se tutto, anche il piu` impossibile, e` stato gia` fatto? – chiese l’Uomo in Nero, continuando a guardare da qualche parte fuori.
– No, non tutto! – esclamo` la Donna dagli Occhi Verdi arrabbiata. – Ci sono ancora 38 minuti e molte opzioni nello Spazio!
– 37, – coresse la Suora con un sospiro, – e una sola opzione: verra` da noi.
L’Uomo si alzo` dal tavolo e si avvicino` alla Finestra sul Mondo. Il suo sguardo era ancora rivolto verso l’interno, ma il leggero tocco della sua mano sulla Suora la fece voltare verso i presenti.
– 36.
– Blocchiamo il traffico sulla Rublyovka? – chiese l’Uomo.
– Non cambiera` nulla, Sasha... Alice non fara` quello che avrebbe dovuto fare molto tempo fa e che puo` fare solo lei, non noi, – rispose freddamente la Suora e si volto` di nuovo verso il Mondo fuori dalla Finestra.
La Donna dagli Occhi Verdi lancio` un’occhiata all’orologio sopra il portale e chiese:
– Ma dove si trova il suo Orologio?
***
18:32, la strada Rublyovo-Uspensky
Il traffico sulla strada era bloccato proprio davanti a me e mi fermai obbedientemente. Una nuvola di piombo stava lentamente scendendo dalla Collina. Guardando nello specchietto retrovisore, dissi non senza tristezza:
– Ehi, nuvola, vuoi raggiungermi?
Accesa la radio, cercai qualcosa di vicino – a me? alla nuvola? – finche` all’improvviso mi fermai al suono di una familiare canzone del passato. “Ray, il mago nero che appariva nella mia vita solo nei momenti piu` difficili, mi hai chiamato ieri sera, mentre tornavo dalla conferenza al Centro Parlamentare. Perche` ti sei ricordato di me all’improvviso, Ray? Volevi dire qualcosa, ma non l’hai fatto. Perche`? Poiche` ieri ho ottenuto il 29° esagramma dello Spazio delle Opzioni del Libro dei Cambiamenti? Uno dei 4 peggiori, “Attraversare il Doppio Abisso”, che dice: “Perdite e sconfitte ti attendono. Entri in una caverna nell’abisso. Sventura. Che tu entri o te ne vada, ci saranno abissi su abissi. E` pericoloso, ma c’e` supporto dall’Alto. Dentro la caverna nell’abisso non agire”. O hai guardato il mio Orologio e hai visto Saturno in VIII e Plutone in XII? Ma questo significa morte solo nel peggiore dei casi, Ray. E per le persone come te e me, significa una profonda immersione in un’Altra Realta` e un progresso significativo nel contatto coll’Aldila`, vero?”
La canzone che risuonava nella mia macchina su una radio indefinita ad una frequenza a me sconosciuta era un transito verso il Passato. Chiusi gli occhi...
***
in Passato, Venezia
– Raccontami una fiaba, Ray.
– Quale fiaba ti piacerebbe ascoltare?
– Su Atlantide...
– Ti manca Atlantide? Anche a me... C’era una volta una Citta` di pietra rossa, bianca e nera. E c’era una Torre Oscura nel campo. Un Mago viveva in quella Torre. Era un grande astronomo di Atlantide e un vero mago. Conosceva la Parola del misterioso Fuoco Cosmico o Forza, che poteva polverizzare all’istante intere citta` e persino distruggere il Mondo intero... Cosa ricordi di Atlantide?
– Ho visto quella Citta` nei miei sogni fin dall’infanzia. Era completamente diversa, diversa dalle altre sulla Terra. Ma mi ha ricordato la Citta` sull’Acqua, dove ci troviamo ora. Sento qualcosa di molto vicino e caro qui. Sono attratta dal tornarci ancora e ancora. La Torre di San Marco, con l’orologio astrologico...
– Ti ricorda la tua Torre Oscura?
– La mia era molto alta, fatta di pietre. Un piano li` era come se due qui, o anche di piu`. Quando sono tornata alla Torre nel mio sogno, all’inizio non riuscivo a capire, perche` fosse cosi` alta. Me ne sono resa conto piu` tardi, allora ero due volte piu` alta di adesso. E tutto e` andato a posto. C’era un gigantesco Orologio Zodiacale nella Torre, che segnava l’ora astrologica. Ero ipnotizzata dall’Orologio, fissandolo a lungo. Poi, in quei sogni, arrivava un’Enorme Onda, troppo grande per immaginarla nella realta`. Tutto moriva dentro di essa. Ho cercato di scappare, di nascondermi da qualche parte, ma c’era cosi` tanta acqua che stavo annegando. L’intera citta` stava sprofondando. Non era rimasto niente e nessuno. Nessuno. Proprio nessuno...
– E` gia` tutto nel Passato, Alice. Ognuno ha la sua Torre Oscura, ma solo chi distrugge il grande potere della sua attrazione puo` diventare veramente felice. Starai bene, sicuramente, te lo prometto.
L’esame per l’Anima mia:
sognata la malinconia
dei soldi sul fondo del mare
che brillano – gia` annegati! –
sto qui, incantata dall’acqua,
vicino al ponte dormente,
ma sento che mancano posti
per me attraverso lo specchio.
Nell’acqua cosi` silenziosa
va nata la svolta finale:
il Buio, venuto in tempo
per prendermi, lotta col Giorno.
Gli esiti sono spietati:
e sia il tuo nemico
che l’unico tuo amico,
senz’altro, sei tu,
sei tu stesso.
La nebbia affascina tanto,
attraggono le fantasie:
le barche vestite da lutto
che danzano valzer nell’acqua
nonche` la bellezza dei vasi
in vetro di vero Murano
salutano oggi i ponti
che portano dritto al guaio!
Le drame son’ sempre svegliate,
Venezia e` casa loro,
La Luna attracca il molo
per far l’ispezione dei pali.
E` una fatica trovare
la trappola nella coscienza,
ma l’ultimo mio rifugio
ci sono i ponti e l’acqua...
***
19:00, Biblioteca dell’Universo
La lancetta dei minuti raggiunse lo zenit. La biblioteca sprofondo` nel fumo di sigarette spettrali. L’Uomo tossi`.
– Bene! L’avete sentito? Il suo Tempo scorre nella Torre Oscura! – esclamo` la Donna dagli Occhi Verdi. – Dobbiamo fermarlo e cambiare lo Spazio!
La Suora guardo` tristemente Alice fuori dalla Finestra, poi rivolse lentamente lo sguardo all’Uomo:
– Tra 32 minuti si fermera` da solo. Non dovremmo fermarlo. Possiamo solo rallentarlo. Il Tempo si riprendera` da lei piu` tardi con un coefficiente di diversi anni, non di ore o minuti. Se questo “piu` tardi” e` ancora rilevante...
La Donna dagli Occhi Verdi batte` il piede sul parquet antico e disse con un tono che non tollerava alcuna obiezione:
– Sasha andra` alla Torre per negoziare col custode del Tempo. Tu, Anna, organizzerai un corridoio nello Spazio ed io la incontrero` qui!
– Quanti minuti da rallentare? – chiese l’Uomo gia` sulla soglia.
– Minuti? – disse cupamente la Donna dagli Occhi Verdi, avvicinandosi alla Finestra sul Mondo: il traffico era ripreso, le auto si dirigevano inesorabilmente verso la Tangenziale di Mosca.
– 120 chilometri all’ora, – affermo` la Suora.
– 7 secondi, – conto` la Donna dagli Occhi Verdi, scrutando lo Spazio.
– 7 secondi per ricordare tutto?
– No, 7 secondi per ricordare tutto e riscrivere.
– Non c’e` possibilita`, – sospiro` la Suora.
– E` una possibilita`! – disse bruscamente la Donna dagli Occhi Verdi, tingendo di bianco con lo sguardo il nero dell’abito della Suora. – O vuoi davvero che il tuo compleanno sia la data della sua morte?
La Suora si guardo` dalla testa ai piedi, ma non tinge` il suo abito di nero. L’Uomo apri` silenziosamente la porta verso l’esterno, dimenticando, per la gravita` di cio` che stava accadendo, che non aveva avuto bisogno di aprirla da ormai 90 anni.
Свидетельство о публикации №126071400025