La Trappola di Sogni. 2. 11. Io sono te
un romanzo di Alessandra Kriuchkova
della serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
PARTE 2. La TRAPPOLA di SOGNI
2.11. IO SONO TE...
Gennaio 1989, Mosca
Sogni e realta` si fondevano. Soffrivo d’incubi in cui la morte, sotto la forma di Nebbia, assorbiva tutti coloro che mi erano cari. Non desideravo la morte di nessuno. Ma sentivo gia` che la sorella di mia madre sarebbe morta presto, e dopo di lei, tutti gli altri. Quindi avevo una paura terribile dei miei sogni e, di conseguenza, avevo paura d’addormentarmi, di vedere cio` che categoricamente non volevo vedere. Cercando di proteggermi, il mio Subconscio mi faceva venire l’insonnia, per molte notti fino al mattino mi sedevo con le luci accese alla scrivania vicino alla finestra. Tuttavia, al calar della notte, qualcosa accadeva costantemente nell’appartamento: le porte si aprivano spontaneamente, le lampade e i fornelli in cucina si accendevano e si spegnevano da soli, l’acqua colava dal rubinetto, le assi del vecchio parquet scricchiolavano, le icone cadevano dalle pareti, le cose sparivano, gli specchi si rompevano... Non sapevo cosa fare. Il mio unico desiderio era addormentarmi, come mia madre, per svegliarmi li` e non tornare mai piu`.
Il mattino stava arrivando. Mi sedevo alla finestra, scrivendo una lettera a mia madre e chiedendole di portarmi a casa sua. Improvvisamente, si udi` una voce:
– Vieni con me, Alice! Chiudi gli occhi, andiamo!
– Mamma? – provai di cercarla con lo sguardo, ma invano.
– Seguimi, non aver paura! – ripete` la voce, e...
Mi ritrovai all’istante nel Cosmo, in un vuoto nero, o meglio, circondata da stelle e pianeti, come in un planetario. La Terra era una piccola palla in basso a destra. Non c’era nessuno in giro.
– Non sei sola, Alice. Ti ho portata qui perche` qui e` piu` facile parlare di cose che molto probabilmente dimenticherai, quando tornerai sulla Terra, ma che prima o poi ricorderai sicuramente.
– Dove siamo?
– Non vedi? – rise la voce. – Nell’Universo! Nel luogo che appartiene all’Eternita`. Sul tetto del mondo. Ecco il Libro invisibile. Contiene tutto di chiunque sia mai stato, sia oggi e domani.
– Anche di me?
– Si`. Questo Libro e` sempre aperto. Puoi leggerlo. Ma non tutti vi hanno accesso.
– Non ho accesso. Non vedo questo Libro. Quindi non posso leggerlo.
– Ti sbagli, Alice.
Un enorme Libro spettrale apparve immediatamente sullo sfondo dell’Universo. I suoi contorni sembravano disegnati dalla Signora Nebbia. Il Libro si apri`, e le sue pagine si sfogliavano lentamente davanti ai miei occhi.
– Alice, sei stata in uno stato, in cui la Porta per Questo Mondo si apre.
– Per il Mondo della Nebbia?
– Va bene, chiamiamolo cosi`. Sei tornata, convinta dalla tua esperienza personale che il Mondo della Nebbia esista e possa essere visitato. Sai che il tuo corpo terrestre e` solo una casa. L’hai visto dall’esterno, quando ne sei uscita. Tu non sei la casa stessa. Ti sei stabilita temporaneamente in essa. I bambini ordinari arrivano in questo Mondo nei loro sogni, quando sono ancora molto piccoli, ma, crescendo gradualmente, dimenticano da dove sono venuti sulla Terra e iniziano a pensare che loro e i loro corpi siano la stessa cosa. La porta si chiude, le persone invecchiano e solo al momento della morte del corpo terrestre tornano qui e ricordano tutto. Gli adulti raccontano ai bambini fiabe che i fantasmi non esistono, il Mondo della Nebbia e` irreale ed e` solo frutto della loro immaginazione. Ecco perche` i bambini ordinari della tua eta` non hanno ne` la propria esperienza personale ne` informazioni affidabili dagli adulti. Non sanno dell’esistenza della Porta tra i Mondi. L’opportunita` di arrivare qui e leggere il Libro e` minima per loro. La differenza tra bambini ordinari e straordinari e` che quelli ordinari pensano: “E` impossibile, perche` non accade sulla Terra”, mentre quelli straordinari sanno: “Nulla e` impossibile”, perche` questa e` la legge del Mondo della Nebbia, ed e` piu` importante delle leggi della Terra. I bambini straordinari crescono e diventano maghi. Penetrando in Questo Mondo, ad esempio, in sogno, possono vedere il Futuro e controllarlo.
– Non posso farlo.
– Imparerai sicuramente.
– Perche` il sonno e` come la morte?
– Il sonno e` un ritorno temporaneo a te stessa. Lasci la tua dimora terrena, il corpo, per ricordare il tuo vero Se`, quello extracorporeo, celeste, durante il sonno. Quando una persona lascia il corpo per sempre (muore per la realta` terrestre), ritorna alla sua vera dimora, diventa il suo vero Se` celeste. In questo senso, il sonno e` davvero come la morte. La differenza e` che durante il sonno, il collegamento tra te e la tua dimora terrestre, simile ad un filo sottile lungo il quale ritorni indietro, viene mantenuto, mentre al momento della morte il filo si spezza. Ma il sonno e` anche un dialogo col tuo Se` celeste, con la seconda parte di te, presente sia nel Mondo della Nebbia che sulla Terra, che legge il Libro, scritto di tutto e tutti. Se durante il sonno ti rendi conto che stai dormendo sulla Terra, trovi il tuo Se` celeste nel Mondo della Nebbia, controllerai il tuo sogno, entrambe le parti di te, Se` terrestre e Se` celeste, saranno collegate in un unico insieme e sarai in grado di fare miracoli. Ma se non ti rendi conto che stai dormendo, il tuo Se` celeste, cercando di parlarti di qualcosa d’importante, ti mostra immagini, quadri che dovresti capire, decifrare. Le persone spesso commettono errori, interpretando male cio` che vedono. Ma nessun libro dei sogni ti aiutera`: il linguaggio di comunicazione col Se` celeste e` unico, ognuno ha il suo. Il Se` celeste ti protegge non solo nel sonno, ma anche nella realta`. Ascolta il tuo Se` celeste piu` spesso. Le persone chiamano la sua voce intuizione, premonizione, qualcuno e` piu` abituato ad immaginarlo come un Angelo Custode. Ti inviera` vari segni tramite dei libri terrestri, a prima vista casuali, che attiranno la tua attenzione “per caso”, ma contengono le informazioni necessarie; tramite le persone incontrate “per caso”, ma importanti per te, o in qualche altro modo. Devi essere molto attenta agli imprevisti.
– E` possibile visitare il Mondo della Nebbia in sogno con qualcun altro, ancora vivo?
– Una volta lo farai con la tua nonna francese. Non vi metterete d’accordo in anticipo, ma vi ritroverete nello stesso sogno, vi vedrete e condividerete le vostre impressioni di quel viaggio la mattina dopo. Ma soprattutto, Alice, puoi leggere il Libro! Il Passato e` scritto con una penna, e` quasi impossibile correggerlo. Cio` che non e` ancora accaduto e` scritto a matita. Quasi sempre ci sono diverse opzioni per il Futuro, ma quando arriverai alle pagine del Libro, troverai solo la piu` probabile al momento della lettura. Nella maggior parte dei casi, puo` essere modificata. Imparerai a cancellare il Futuro indesiderato con una gomma ed a riscriverlo.
– E` possibile vedere le possibili opzioni del Passato, non realizzate?
– Si`, ma sono completamente sbiadite, senza vita.
– Com’e` organizzato questo Mondo? Qui vivono solo creature buone?
– E` molto piu` complicato del mondo terrestre! Ha molti piani o livelli coi suoi abitanti. Sia buoni che cattivi. E` pericoloso raggiungere i piani inferiori. Quando arrivi qui, ricorda che stai dormendo sulla Terra, camminando qui, ma puoi influenzare gli eventi e tornare in qualsiasi momento di tua spontanea volonta`. Allora nessun fantasma potra` farti del male.
– Non voglio tornare dai sogni alla realta`! So che ci sono persone che dormono per molto, molto tempo, piu` di una notte.
– E` pericoloso, Alice. Sono in un sonno letargico. Vagano nel Mondo della Nebbia, non vogliono o non possono tornare. Si sono persi, o non hanno il permesso di tornare per qualche motivo. Ma tutti devono vivere fino all’ora del loro ritorno.
– E` questo che dice il Libro?
– Questa e` una delle leggi del Mondo della Nebbia. Ci sono persone che sentono il momento del ritorno e, essendo maghi, non aspettano che il corpo si ammali e muoia, se ne vanno durante il sonno. Si addormentano sulla Terra e si svegliano qui, dopodiche` il battito cardiaco nel corpo terrestre si ferma. I medici lo definiscono morte nel sonno.
– Come posso sapere se sto dormendo sulla Terra o se mi sta succedendo nella realta`?
– Sentilo. Ci sono molti modi. Prova a trovare uno specchio e guardarti dentro. Prova ad attraversare un muro, ad accendere e spegnere la luce, a cambiare oggetto col potere del pensiero. Trova il tuo corpo terrestre, guardalo dall’esterno.
– In che lingua e` scritto il Libro?
– Nel Mondo della Nebbia, non ci sono linguaggi, tranne quello del pensiero. Tu ed io comunichiamo mentalmente, non pronunciando parole. Fai una domanda al Libro e ti rispondera`. La maggior parte delle persone vede immagini o figure come in un film, e di solito durante il sonno. A volte, sentono la risposta dentro di se`. Meno spesso, non vedono ne` sentono nulla, ma sanno e basta. Alcune persone ricevono una risposta in qualsiasi modo. Tu vedi i sogni ora.
– E se uno non sogna niente mentre dorme?
– Quasi tutti sognano qualcosa, ma non tutti ricordano i loro sogni.
– Perche` vedo solo i sogni che si avverano?
– Hai imparato a distinguere i sogni veri da quelli vuoti e non porti l’insignificante al livello della Coscienza. Ma gradualmente, imparerai a conoscere anche senza sogni.
– Come mai?
– Puoi leggere il Libro durante il giorno. Per esempio, quando ti stanchi di ascoltare l’insegnante a scuola e, immersa nei tuoi pensieri, non ti accorgi di cio` che accade intorno a te. O quando suoni al pianoforte la Musica appena percettibile del Mondo della Nebbia, invece di una musica terrestre quardando le note. O quando ti vengono in mente dei versi. Ti vengono da qui, Alice. In quei momenti, la Porta tra i Mondi si apre un po’. Sei qui e la` allo stesso tempo. Puoi vedere sia con gli occhi terrestri che con quelli con cui vedi tutto mentre dormi. Ma la Porta si chiude all’istante, appena, per esempio, l’insegnante ti fa un’osservazione e tu torni a cio` che lui sta dicendo in classe.
– E` troppo complicato.
– Un giorno lo capirai. E scriverai il tuo libro per le persone che non hanno ancora ricordato tutto sulla Terra.
– Mamma, ma hai detto, che non dovrei scrivere.
– Alice, non sono tua madre.
– Chi sei?
– Sono te.
– Me?!
– Sono venuta da te dal gennaio 2009. Io sono te, ma tra vent’anni. Un giorno, quando la vita ti mettera` di nuovo in una situazione difficile e non capirai perche` sei ancora sulla Terra, ti verra` presentata una Maestra. Durante il suo seminario, lei chiedera` agli studenti di tornare al loro Passato, nel momento piu` difficile, per sostenere se stessi. So come ti senti ora. La tua vita non sara` affatto facile, ma continuerai a seguire il Sentiero prescritto dall’Alto per lasciare il tuo segno sulla Terra. Non sei ne` Tsvetaeva ne` Achmatova, ma loro ti aiuteranno. E tua madre sara` orgogliosa di te. Vedrai!
***
Ottobre 2012 – Settembre 2013,
Mosca – Monte Athos – Elabuga – Varna – Londra
Dopo aver vinto il concorso di poesia del canale televisivo “Cultura”, grazie a E.B. Rein, mi chiamo` il direttore di “ARTISTA-TV”. In autunno, abbiamo girato venti film della serie “Nuovi Volti della Letteratura Contemporanea”, di cui ero presentatrice. Nel gennaio 2013 sarebbe uscito un film su di me. Avrei parlato del mio percorso, a partire dalla mia infanzia nera.
Nell’ottobre 2012, mentre mi rilassavo in Grecia, sul bordo del Monte Athos ortodosso, entrai in un piccolo negozio con icone dipinte dai monaci del Monte Athos. Fui attratta dall’icona nell’angolo piu` lontano, non avevo mai visto niente del genere prima: una Santa sconosciuta con un’ascia in una mano e un diavolo nell’altra.
– E` l’icona di Santa Marina, dipinta da un monaco dello skiti di Sant’Anna.
Mi ricordai subito il titolo del mio libro “Marina. Anna. Alessandra”, ma come avrei potuto spiegare il nostro legame mistico per i greci?
Feci un giro in barca sul Monte Athos, passando accanto ai monasteri. La guida ci raccontava la storia di quello straordinario Stato Ortodosso. Mentre fotografavo il Monte Athos, improvvisamente vidi una nuvola sopra di esso nella forma di San Giorgio il Vittorioso, a cavallo, con una lancia pronunciata e un drago sconfitto. Un vero miracolo! Chiunque avesse visto la foto in seguito avrebbe avuto la stessa reazione.
Tornai a Mosca e ricevei in regalo un ciondolo d’argento di San Giorgio con una preghiera a lui sul retro. Dopo un po’, un poeta familiare venne a trovarmi, notai il mio libro su un’Altra Realta`, lo prese tra le mani, ne lesse un frammento ed esclamo`:
– Ho una figlia, si chiama Alice! Alessandra e Alice sono lo stesso nome, lo sai?
– Cosa intendi? – rimasi sorpreso.
– La zarina Alessandra era in realta` Alice!
Il poeta mi parlo` del collegamento tra i due nomi, ma dovetti cercarlo da sola su Internet, forse almeno qualcosa sarebbe diventato chiaro nella misteriosa catena d’indizi.
Per cominciare, scoprii quale Alessandra, tra le diverse Sante con lo stesso nome, fosse la mia patrona, in base alla data di nascita. Quella era Sant’Alessandra di Roma, e questo significava che il mio onomastico era il 6 maggio... Davvero? Dio mio!!! Ricordavo chiaramente quella data come il giorno di San Giorgio il Vittorioso. Era una coincidenza? Cosi` lessi di San Giorgio.
“Il grande martire Giorgio nacque a Beirut, ai piedi dei monti libanesi. Entrato nel servizio militare e raggiunto il grado di comandante, divenne il favorito dell’imperatore Diocleziano. Diocleziano passo` alla storia come uno dei piu` crudeli persecutori dei cristiani. Giorgio si reco` da Diocleziano e, dichiarandosi cristiano, accuso` l’imperatore di crudelta` e ingiustizia. Per essersi rifiutato di rinnegare Cristo, Diocleziano ordino` di sottoporre Giorgio a vari tormenti, ma lui sopporto` coraggiosamente le sofferenze. Allora Diocleziano ordino` di tagliargli la testa. Cio` accadde a Nicomedia il 23 aprile 303, secondo il vecchio calendario, o il 6 maggio secondo quello nuovo.”
Poi lessi di Sant’Alessandra di Roma.
“Sant’Alessandra, imperatrice, moglie dell’imperatore Diocleziano, era una cristiana segreta. Vedendo la fermezza della fede di Giorgio durante il supplizio, si getto` ai suoi piedi e si dichiaro` cristiana davanti a tutti. Amareggiato, Diocleziano condanno` a morte l’imperatrice. Sant’Alessandra accetto` coraggiosamente la sentenza e si reco` docilmente al luogo dell’esecuzione, rivolgendo lo sguardo al Cielo con una preghiera. Stanca lungo il cammino, chiese ai soldati di lasciarla riposare per un po’. Appoggiata al muro di un edificio, mori` serenamente. La memoria di Sant’Alessandra, martire di Roma (Nicomedia), viene celebrata contemporaneamente al grande martire San Giorgio il 6 maggio (23 aprile, secondo il vecchio calendario).”
D’improvviso, udii i versi di una poesia ed un cane apparve dal nulla sul mio schermo interiore. Un cane enorme. Un’ondata di panico mi percorse dalla testa ai piedi. La morte non c’entrava nei miei piani affatto! Neanche l’emigrazione in Italia!
“Woland, l’Uomo in Bianco, dove diavolo sei? Perche` allora ti ho comprato l’icona di San Giorgio, e non di un altro Santo? Quando potro` finalmente consegnartela? Chi sei?”
Quella volta non gli mandai gli auguri di Capodanno, ma verso mezzanotte mi arrivo` un messaggio coi suoi auguri. Aveva finalmente salvato il mio numero di telefono?
“Perche`, Alice, non gli hai risposto quello che volevi dirgli, ma subito, senza esitazione, hai mandato un augurio standard di Capodanno? Non e` un uomo qualsiasi. Hai bisogno di lui per qualche motivo. E` diventato parte di te. Perche` continui a rimandare le parole piu` importanti a dopo? Di cosa hai paura? Di perderlo? Ma ti appartiene? Puoi perdere cio` che non hai?”
Nel gennaio 2013, mi fu conferita la statuetta “Penna d’Oro” per la mia vittoria del concorso “I Migliori Poeti e Scrittori” 2012 e la Croce d’Argento per il “Miglior Libro dell’Anno”. A febbraio vinsi il concorso “L’eroe del nostro tempo” col libro “Marina. Anna. Alessandra” e mi fu conferita la medaglia di M. Lermontov. Il 23 febbraio, sforzata di dire “l’arte e` eterna, ma la vita e` breve”, inviai all’Uomo in Bianco un messaggio, che pero` fu rimasto senza risposta.
Festeggiai il mio compleanno in un nevoso aprile a Elabuga. Avendo gia` compreso un po’ il piano celeste, avevo spostato i pianeti per il mio nuovo anno, iniziato il giorno del mio compleanno, per cambiare un’altra situazione estremamente sfavorevole con le parole: “Ho avuto un incidente il giorno del compleanno di Achmatova, ma sono stata salvata da lei e Alexander Blok. Ora mi aiutera` Marina”.
Subito dopo Elabuga, volai a Londra per la fiera internazionale dei libri come capo della delegazione dell’Unione degli Scrittori. Arrivata al magico binario 9 e 3/4 alla vigilia della fiera, comprai un oggetto magico – Giratempo. Girai l’orologio di tre anni indietro per incontrare di nuovo l’Uomo in Bianco e completare la catena d’eventi. Tuttavia, nella mia vita si manifesto` una catena incompiuta di un tempo piu` profondo. Avevo esagerato nella rotazione di Giratempo.
Da maggio 2013, ero attivamente invitata a far parte della giuria di vari concorsi. Il Giorno della Vittoria, ero nel Distretto Amministrativo Sud-Occidentale con T. Aksyonova, con la quale saremmo state giudicate al “Re dei Poeti” due settimane dopo. In estate, avrei fatto parte della giuria del concorso “Primavera Slava”, in agosto al festival di Varna “Russia-Bulgaria. Amo questo mondo”, a settembre al concorso creativo di storia locale di uno dei distretti di Mosca e, successivamente, al concorso internazionale in Germania.
A maggio, fui inaspettatamente annunciata come finalista del premio nazionale “Eredita`” della Casa Imperiale dei Romanov. E poco dopo, il 23 maggio, contro ogni pronostico, mi fu conferito il titolo “la Regina dei Poeti”, vinsi il concorso “il Re dei Poeti”, in base ai risultati delle votazioni del popolo e della giuria. Lo stesso concorso si era tenuto nell’Epoca d’Argento. Allora era stato incoronato Igor Severyanin.
Scrissi ad amici e conoscenti di quella vittoria inaspettata, e tutti mi congratularono, tranne l’Uomo in Bianco.
“Non gli importa di te, Alice, dalla sua altezza. E tu non riesci ancora a superarlo!”
A giugno, per la prima volta, fui invitata alla radio “Il Mondo Russo”, che trasmetteva in cinquanta paesi in tutto il mondo. Il mio libro su Un’Altra Realta` fu pubblicato per la terza volta, uscirono il libro dei racconti “Credi nei fantasmi?” e il libro delle poesie “Lasciando tracce con i versi”, quasi tutte le poesie “sopravvissute” incluse.
In estate, secondo le previsioni astrologiche, mi trovai al bordo di un enorme abisso e cominciai a scrivere “Angelo Custode”. L’Uomo in Bianco non era mai apparso nel racconto, pur essendone quasi il personaggio principale, il mio Angelo Custode. Pensavo costantemente a lui, guardando la sua foto, trovata una volta su Internet.
“No, Alice. Certo, si e` dimenticato di te cento volte. Lui ha la sua vita, e tu hai la tua. Il tuo sogno veneziano non ha senso ne` alcun rapporto con la realta`. Questa storia e` solo frutto della tua immaginazione. L’Uomo in Bianco e` solo un sogno. Lo dimenticherai, cosi` come lui ha dimenticato di te. Hai molti ammiratori. E se Alice e` destinata ad essere sepolta a Venezia, ci saranno molte persone in fila per il ruolo dell’Uomo in Nero.”
Mi immersi nello studio dei corpi celesti, ripercorrendo i miei anni passati e confrontando gli eventi reali con le interpretazioni di pianeti e stelle, tutto corrispondeva, il sistema funzionava. Cosi` rilessi il mio tema natale (o, come lo chiamano gli astrologi, passaporto celeste), e mi colpi` la frase: “In otto casi su dieci, tali persone pongono fine alla propria vita da sole e prima del previsto”.
Ad agosto, Olga, io e altre persone andammo in Bulgaria come organizzatori del festival internazionale per bambini “Russia-Bulgaria. Amo questo mondo!” Una sera eravamo sedute con Olga in una caffetteria, e all’improvviso, lei mi chiese:
– Alice, come sta il tuo Diavolo?
– Non lo so, – scrollai le spalle.
– Dai, chiamiamolo!
– Per quale motivo? – il solo pensiero, che la sua voce si sarebbe improvvisamente udita li`, mi faceva rabbrividire.
– Lo invitiamo alla tua serata letteraria! Diciamo che l’Unione degli Scrittori la invita, caro Signor Woland, alla serata della Regina dei Poeti.
– Non ho nessuna serata in vista.
– Beh, – continuo` Olga con entusiasmo, – sara` meglio chiamarlo dal Ministero della Cultura!
– Chiamalo direttamente dal Presidente. Per il suo bene, forse verra`.
Pioveva per tutto settembre. In modo assolutamente mistico, registrai il terzo disco con le mie canzoni “La citta` delle piogge”, la prima volta cantando senza note, come Dio mi aveva ispirato. La maggior parte delle poesie, che improvvisamente diventarono canzoni, era dedicata all’Uomo in Bianco.
Volevo vederlo nella realta`. No, non poteva essere solo un sogno! In ogni caso, non avevo nulla da temere. Peccato, non conoscevo le sue coordinate astrologiche per dimostrare a me stessa, tramite le stelle, che la mia paura non aveva ragione. E, chiudendo di nuovo gli occhi e faccendo un passo verso la paura, scrissi nel vuoto, che gli avevo dedicato il mio romanzo “Angelo Custode”.
“Inventa qualcosa...”
A settembre, visitai il seminario di R.A. Mansurova, le consegnai il mio “Angelo Custode”, appena pubblicato, e raccontai ai seminaristi che, dopo l’incontro con RAM nel febbraio 2009, ero stata rapita dal Flusso e portata dove non mi sarei mai aspettata di trovarmi. R.A. Mansurova condivise coi seminaristi i suoi ricordi del mio viaggio astrale alla Biblioteca dell’Universo, dove avevo incontrato i poeti dell’Epoca d’Argento, e Marina, salutandomi, aggiunse: “Vivi, Alice! Per tutti noi! Vivi!” Per la prima volta, uscendo dal seminario, non chiesi alla Maestra di dirmi cosa vedeva del mio Futuro, perche` ne avevo paura.
Le conseguenze sono concepite…
Comunque, rinunciando alla morte,
al fiume delle chiacchiere, comprese
le pietre delle tuoi maledizioni;
battuti i sentieri attraverso
la pioggia nera, la tempesta dura,
sto aspettando qui l’aereo, felice.
Assalta, dai, l’Europa catturata
da me! – Urano mi aspetta, vedi?
Entra le orbite del globo! – io sono
gia` fuori dalle mappe della Terra!
Febbraio ha cambiato le monete,
a Marzo annuendo finalmente...
San Marco sta dormendo rilassato,
non e` ancora al corrente, forse,
che attraverso i miei sogni veri
ci tornero`, essendo come prima
ostaggio della sua primavera...
Ñâèäåòåëüñòâî î ïóáëèêàöèè ¹126071204120