Angelo Custode. 1. 7. Un sogno di Londra

“ANGELO CUSTODE”
un romanzo di Alessandra Kriuchkova
della serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”

1.7. UN SOGNO DI LONDRA

Londra, aprile, una mattina piovosa,
alla vigilia dell’apertura della Fiera dei Libri,
nella sala dell’albergo


La delegazione di scrittori si era riunita per un tour della citta`. Una guida londinese apparve ed inizio` a controllare i presenti sulla lista. Bianco si avvicino` al custode della guida. Quell’ultimo appariva confuso, il che sembrava comune a tutti agli angeli custodi a Londra.

– Salute, Nebbioso!

– Salute, Bianco!

– Come va qui, a Londra?

– Nessun cambiamento, piove! Un oligarca del vostro paese e` stato trovato affondato l’altro giorno. Il corpo della nostra Donna di Ferro verra` seppellito mercoledi`. Il resto e` nei tempi previsti, piove mattina, pomeriggio, sera e notte! Pensa, essendo un essere umano, non mi piaceva la pioggia, e cosi`, come lezione d’umilta`, mi hanno mandato qui come custode!

– Mi e` familiare. Non mi piacevano le citta` rumorose e ora lavoro a Mosca. Ho un compito per te. Ecco la mia Alice nel gruppo, guarda laggiu`, vedi, questa piccola. Devo assolutamente portarla al binario 9 e 3/4 proprio oggi.

– A Hogwarts per l’addestramento? – chiese Nebbioso incredulo.

– No, non dovrebbe andare cosi` lontano! Alice non ha nemmeno bisogno di quel binario, quanto piuttosto di...

– Una bacchetta magica?!

– Beh, credo che non se ne andra` senza, ma deve comprare un oggetto unico, in vendita esclusiva nel negozio d’oggetti magici di quel binario, per tornare indietro nel tempo.

– Ah, Giratempo!

– Esatto! Alice ha sentito parlare dell’esistenza della piattaforma, ma non sa che esista nella realta` terrestre. Nessuno ha pensato di farci un giro. Per cominciare, informa Alice che esiste una piattaforma del genere, e non da qualche parte, ma proprio qui, a Londra. Quando la tua guida comincia a parlare delle attrazioni, fagli raccontare anche della piattaforma. Lascia che spieghi nei dettagli come arrivarci.

– La tua Alice e` una scrittrice delle favole o cosa?

– No, ma crede ancora alle favole.

– Capisco! Bene, fratello! Svegliala al momento giusto! Sai, quando il mio protetto parla a lungo, molti turisti si addormentano.


***
Il tour delle attrazioni di Londra,
giorno, pioggia


Era un tour in autobus e Alice era felice, a causa del diluvio. Ad un certo punto, il monotono discorso della guida fece addormentare Alice, ma senti` qualcuno spingerla sul fianco e torno` alla realta`. La guida disse distintamente:

– A proposito, qualcuno ha bisogno di una bacchetta magica? Sono davvero magiche e si vendono al binario 9 e 3/4 a Londra! In realta`, si puo` attraversare il muro, comprando un biglietto per Hogwarts li`. Ma vi avvertisco: i biglietti sono venduti solo in una direzione, non di ritorno!

Alice alzo` un sopracciglio, mostrando allo stesso tempo estrema sorpresa e indescrivibile gioia e chiese:

– Come si arriva?

– A Hogwarts? Attraversa il muro e sali sul treno, – rise la guida. – Il binario e` alla stazione di King’s Cross.


***
Il binario 9 e 3/4,
sera, pioggia


Alice prese la metropolitana per la stazione ferroviaria King’s Cross. La moderna stazione sembrava un aeroporto. C’erano negozi come il Duty Free ovunque, un gigantesco display con le partenze e gli arrivi dei treni, uscite per numerosi binari, annunci informativi costanti...

Alice vagava lentamente, cercando di trovare il desiderato 9 e 3/4. Un poliziotto, in piedi alla biglietteria con sguardo serio, diede ad un passeggero informazioni sulla partenza del treno. Alice si avvicino` al poliziotto e disse con voce seria:

– Ho bisogno del binario 9 e 3/4.

Il poliziotto, con la stessa identica voce seria, rispose come trovarlo. E finalmente, Alice si fermo` gioiosamente. Sotto l’agognato cartello sul muro di mattoni, c’era una folla di persone con le valigie! Tutte quelle persone erano in coda per attraversare il muro e raggiungere Hogwarts! Alice si piazzo` in coda. Quando arrivo` il suo turno, come tutti i giovani maghi, salto` in piedi, librandosi per un attimo in aria sopra il suo carrello dei bagagli prima di attraversare il muro ed entrare in un’Altra Dimensione. Bianco sorrise:

– E` proprio questo che mi piace di te! Ma non devi andare a Hogwarts, o almeno non adesso. Torna indietro e gira la testa a destra.

Alice atterro` obbediente, giro` a destra e trovo` un cartello con la scritta “Articoli Magici”. Entro` nel negozio e si fermo`. Davanti a lei, c’erano vetrine con molti oggetti magici e una musica incantevole risuonava. Alice si avvicino` alle bacchette e il suo corpo astrale inizio` a danzare da gioia. Accanto a lei, c’erano molte persone dall’aspetto adulto, come lei. Prendevano le bacchette in mano, le tastavano, le annusavano, le provavano energicamente, facendo ogni sorta di movimento nell’aria e persino dicendo qualcosa.

Bianco si rivolse agli angeli custodi dei presenti nel negozio:

– Colleghi! Liberate il passaggio verso la vetrina piu` lontana! La mia incantatrice ha bisogno di Giratempo.

I custodi incitarono con entusiasmo i loro protetti a lasciare il negozio, che si diressero verso l’uscita. Gli angeli circondarono Alice e le sussurrarono in entrambe le orecchie con un sorriso:

– Giratempo! Giratempo! Giratempo!!!

Incantata, Alice si avvicino` alla vetrina piu` lontana nell’angolo e si fermo`, guardando una strana minuscola clessidra all’interno di piu` cerchi, ognuno dei quali recava un incantesimo sul Tempo e sullo Spazio. Il Tempo poteva essere ruotato in diverse direzioni. L’oggetto magico era appeso ad una catenina e poteva essere usato come gioiello. Col fiato sospeso, Alice chiese al venditore di mostrarle un oggetto sconosciuto col promettente nome di Giratempo. Cinque minuti dopo, Alice lo compro` e lo nascose con cura nella borsa.

Bianco sorrise compiaciuto e disse:

– Qualunque cosa faccia la bambina divertendosi, va bene, se non...


***
L’albergo, notte, pioggia


Tornata nell’albergo, tremando un po’, Alice tiro` fuori la bacchetta magica e Giratempo, esaminando gli oggetti a lungo, poi inizio` a ruotare con cautela i cerchi del Tempo verso sinistra, cioe` indietro.

Il fantasma dell’Uomo in Bianco apparve nella stanza. Bianco chiuse gli occhi con forza. Ma chiudere gli occhi non aiuta affatto gli angeli, e` la loro abitudine di una vita precedente, quando erano umani e vedevano la realta` esclusivamente con la loro vista terrestre. Bianco apri` gli occhi e disse stancamente:

– Alice, ma no! Giralo ancora, ancora! Non per due o tre anni!

Alice continuo` a girare il Tempro indietro, poi si fermo`, poso` l’oggetto sul tavolo, prese la sua bacchetta magica e, sussurrando qualcosa di completamente sgradevole all’udito del suo custode, disegno` alcuni segni nello spazio. Stanca, ma assolutamente felice, Alice si addormento`.

***
Il primo giorno della Fiera, l’albergo, mattina, pioggia


Alice si sveglio` a malincuore, trascinandosi in bagno semiaddormentata. Glamouroso apparve sulla soglia e saluto` Bianco:

– Allora, fratello, ora va alla fiera e..., – ma la frase fu interrotta da un bussare alla porta della stanza.

– Chi e`? – Glamouroso era indignato.

Bianco sorrise:

– Tranquillo, sono nostri, quelli della Luce.

Alice usci` dal bagno e apri` la porta. Sulla soglia c’era un uomo basso e rasato e il suo angelo custode. Quell’ultimo aveva un’aria piuttosto cupa e altrettanto cupamente disse:

– Ciao, fratelli...

Alice saluto` gioiosamente l’ospite, e gli angeli accolsero allo stesso modo l’angelo cupo.

– Fratello, sei uno di Luce, ma sembri una nuvola! Chi e` il tuo protetto? – chiese Glamouroso sorpreso.

– Uno scrittore.

– Scrive male? – Glamouroso non si arrese.

– Non male, ma... in ogni storia uccide tutti, in modo cupo e sofisticato. Ho cercato di riorientarlo, ma senza successo.

– Ascolta, Bianco, spero che il cupo scrittore non ci impedisca di realizzare il nostro piano glamouroso?

Cupo sospiro` tristemente e si sedette sul letto accanto a Bianco.

– E` un assassino solo nelle storie, ma e` buono nella vita. Siamo arrivati qui stasera per la Fiera. Aiutera` Alice a portare i libri allo stand. Se non ti dispiace, faranno due passi insieme per Londra di sera.

Glamouroso annui`. Bianco sorrise. Alice condusse lo Scrittore al tavolo, dove riposavano i suoi artefatti magici, ed esclamo` con ammirazione:

– Guarda! Ieri ho comprato una bacchetta magica e Giratempo!

– Ce l’ha fatta! – fece le fusa Glamouroso felice.

– Inoltre, ha girato il Tempo indietro, – disse Bianco.

– Che ragazza obbediente! Brava ragazza! – Glamouroso elogio` Alice.

– No, non lo e`. E` una pecora! L’ha fatta girare solo per 2-3 anni. Non riesco a toglierle dalla testa l’Uomo in Bianco!

Cupo guardo` Alice perplesso.

– Allora com’e` girata? Funziona? – rise lo Scrittore.

– Non lo so ancora, – rise Alice. – L’ho fatto ieri sera. Vedremo!

Alice mostro` allo Scrittore una pila di libri da trasportare allo stand. Lo Scrittore scosse la testa cupamente, ma ripose i libri nella sua valigia in silenzio. Glamouroso sospiro`:

– Bianco, allora il nostro piano va corretto. Faremo l’incontro dei nostri protetti domattina. Oggi Alice ci va con lo Scrittore, ma e` meglio per lei essere incontrata da sola, faccia a faccia. Inoltre, non e` esteticamente gradevole farli incontarsi con queste valigie! Insomma, ti trovero` stasera e ti faro` sapere dove e a che ora.

– Una volta facevo anch’io gli incontri, – ammise Cupo imbronciato.

– Allora ci sei riuscito? – chiese Glamouroso.

– Niente successo…

– Sai, fratello, e` tutto perche` l’hai fatto in modo cupo! – rise Glamouroso. – Mentre noi usiamo un approccio lussuoso!


***
Londra, la Fiera dei Libri


Alice allesti` lo stand. Dopo aver scattato alcune foto, gli scrittori della delegazione rimasero li`. Alice lascio` lo stand. Dovette girare per tutti i padiglioni per stabilire contatti letterari commerciali. La fiera era enorme. Alice si senti` molto stanca e stordita.

– Ehi, pecorella mia, lascia il non passato per domani! Riposati un po’! – le sussurro` Bianco, ma Alice continuo` ostinatamente a camminare finche` non rimase piu` uno stand non visitato. Alice emise un sospiro di gioia “Evviva!” e scrisse un messaggio allo Scrittore. Lui la richiamo`. Si incontrarono all’uscita e andarono a fare una passeggiata per la citta`.

Strano, ma non pioveva, sebbene il cielo fosse pieno di nuvole enormi. Camminarono da Piccadilly all’Abbazia. Tuttavia, quell’ultima era gia` chiusa, ma un negozio di souvenir era aperto. Lo Scrittore guardo` in silenzio i souvenir, poi si avvicino` ad Alice, che stava meditando davanti alla croce celtica, la prese per mano e la condusse ad una vetrina con delle corone. Erano piccolissimi, come un ditale.

– Comprane una per te, – disse lo Scrittore a bassa voce, e Alice lo guardo` sorpresa. – Sei arrivata in finale del concorso “il Re dei Poeti”. Compralo e lo vincerai.

– E` impossibile vincerlo!

Lo Scrittore scosse la testa e insistette ostinatamente:
 
– Non costa niente. Sei cosi` avido? Credi nella magia. Certo, non puoi mettertelo in testa, ma con una catena al collo, perche` no?

Alice sicuramente credeva nella magia, pur non credendo alle parole dello Scrittore, ma compro` la corona.

Bianco sospiro` sconsolato e si rivolse a Cupo:

– Perche` all’improvviso c’e` cosi` tanto ottimismo e fede nella magia nel tuo Scrittore? Nello Spazio delle Opzioni, al momento, Alice non ha alcuna possibilita` di vincere. Dovrai rispondere delle sue parole.

– Sai, Bianco, dovro` gia` rispondere di cosi` tante delle sue parole, quando tornera` da noi dal suo sogno, che questo trucco con la corona, paragonato ai sofisticati omicidi nei suoi libri, mi sembra una sciocchezza.

Alice e lo Scrittore, lasciato il negozio, vagarono lungo il Tamigi e si sedettero su una panchina. Alice guardo` il cielo attraverso i rami neri e spogli degli alberi. Le vennero in mente le parole di una futura poesia: “Non c’e` Sole tra le griglie dei rami, solo nuvole...”. Sposto` lo sguardo sullo Scrittore, che stava guardando il cielo anche lui, e noto` che aveva delle cicatrici sul braccio, nel punto in cui di solito si tagliano le vene.

Lo Scrittore disse cupamente:

– Il mio angelo custode mi ha salvato.

– Tagliato?

– No, sono andato a sciare. Una donna mi ha tagliato la strada, sono caduto nel cielo, poi mi sono sbattuto la mano proprio su... Mi hanno portato in ospedale. Il medico ha detto, che il mio angelo custode mi aveva salvato, come se mi avesse tirato le vene da parte, perche` il taglio veniva giu`, molto piu` profondo, sotto di esse.

– Davvero? – chiese Bianco al custode dello Scrittore, e Cupo annui` cupamente.

– Perche` uccidi sempre tutti? – chiese Alice allo Scrittore. – Forse al momento della tua nascita, i pianeti si trovavano nella Sfera della Morte? Vuoi che io guardi le tue stelle?

Lo Scrittore scosse la testa in segno di diniego, e Cupo commento` a Bianco:

– Il suo Marte si trovava nella Prigione della Sfera XII. E` cresciuto senza padre.

– La mia Alice, oltre allo stesso Marte nella Prigione, aveva anche la Luna li`, nella XII.

– Voglio visitare la Tower e Greenwich. Vuoi farmi compagnia? – chiese Alice allo Scrittore.

– Cosa c’e` li`, nella Tower e a Greenwich?

– Ci sono corvi reali nella Tower! Mi piacciono, perche` io sono proprio come loro. E` anche un posto cupo, e` quello che piace a te. A Greenwich c’e` il Meridiano Zero, un punto magico, e` quello che piace a me. Ma puoi ballarci sopra e scattare foto divertenti, e` quello che piace a te.

– Va bene, sono gia` incantato, – sorrise tristemente lo Scrittore, – la Tower e Greenwich sono quasi nostre.


***
L’albergo, notte, pioggia


Alice dormiva profondamente. Glamouroso si materializzo` nella stanza.

– Allora, Bianco. Domani Alice deve essere all’ingresso alle 9:10. Deve percorrere il passaggio centrale. Ho gia` preso accordi con un altro custode: il suo protetto fermera` il mio nello stesso punto, a destra, proprio all’inizio del passaggio centrale, e parleranno esattamente per tutto il tempo necessario, se Alice e` in ritardo. Girero` il mio protetto verso chi entra, cioe` verso Alice. Tutto cio` che ti viene richiesto e` di essere nel posto giusto al momento giusto e di fare cosi` che Alice non lo ignori.

– Lei sente l’odore del tuo peccatore da un miglio di distanza. E poi?

– Beh, cosa intendi per “poi”?

– Hai detto di avere un piano glamouroso, – sorrise Bianco.

– Non e` glamouroso? A Londra! Dopo il binario 9 e 3/4! Dopo Giratempo! Alice deve capire, che questo incontro ha una ragione e non e` un caso isolato!

– Beh, probabilmente lo capira`, ma non e` questo il punto! Non ti deve niente. E` il tuo peccatore che le deve qualcosa! Inoltre, Alice non vuole niente da lui. Faresti meglio a guardare qui, a questa vergogna!

Glamouroso si volto` verso Alice addormentata e vide un’immagine nitida dell’Uomo in Bianco invece di un’aureola sopra la sua testa.

– Convinto? Alice dorme sognando un animale completamente diverso!

Glamouroso ridacchio` dicendo:

– Ma dopo l’incontro, scrivera` una poesia “Un incontro casuale”.

– Si`, lo fara`. E` questo il problema, di nuovo sara` lei a scrivergli, e non lui a fare qualcosa per lei.

Glamouroso si arrotolo` pensierosamente il ricciolo dorato intorno al dito.

– Bianco, ispirero` il mio peccatore giorno e notte, affinche` restituisca i suoi debiti ad Alice! Ma prima, dobbiamo mostrargliela, cosi` che si ricordi di lei. E non da qualche parte, ma nella lussuosa Londra. Gli tocchera` il cuore, vedrai!

Bianco guardo` con aria di rimprovero Glamouroso che, scomparendo con un sorriso da Stregatto, disse:

– Funzionera` questa volta!

Osservando il sogno di Alice con disprezzo, Bianco cerco` di scacciare l’immagine dell’Uomo in Bianco, soffiandogli addosso. Il fantasma si disperse, ma riapparve un minuto dopo.


***
Il secondo giorno della Fiera,
mattina, pioggia


Il custode sveglio` Alice per arrivare in tempo alla fiera. Lei si alzo` a malincuore, guardo` l’orologio, ando` pigramente in bagno, poi scese a fare colazione e usci` nella citta`. Prese la metropolitana, raggiunse il luogo e si mescolo` all’enorme folla che si precipitava all’ingresso della fiera. Finalmente, Alice entro` nel padiglione. Riflette` per un attimo su quale passaggio prendere per raggiungere il suo stand, perche` ce n’erano tre davanti a lei, in effetti, come in ogni fiaba.

– Scegli quello centrale, – sussurr; Bianco.

Alice si volto` obbediente verso il passaggio centrale e si diresse verso l’interno del padiglione. C’erano molte persone intorno a lei, ma non le noto`, completamente immersa nei suoi pensieri. Bianco vide Glamouroso che lo salutava con la mano, il suo peccatore e altri due uomini a pochi passi di distanza, sulla destra, vicino ad un grande stand. Alice si stava allontanando lentamente e si mise alla pari con quelli in piedi sulla destra, poi fece con calma il passo successivo, senza notare nessuno intorno.

– Alice! Fermati! Subito! – grido` Glamouroso. – Bianco! Se ne sta andando! No, no! Fermala!

Alice non lo senti` e fece un altro passo. Glamouroso cerco` di bloccarle il passaggio, di fermarla in ogni modo possibile. Chiamo` l’aiuto degli angeli custodi degli amanti dei libri, che camminavano in vicinanza. Si avventarono su Alice da ogni lato, afferrandola per le mani astrali e tirandola indietro. All’improvviso, Alice si fermo`, come se si fosse svegliata, e torno` alla realta` terrestre dal mondo dei suoi sogni. Una voce interiore le sussurro`: “Girati! Li`, dietro, a destra... Non l’hai sentito?”

Alice si volto`. Lui stava di spalle a parlare con due uomini accante ad un grande stand.

– Alice! Forza! Vieni da lui! – la imploro` Glamouroso. – Attira la sua attenzione su di te! Per favore!

Alice era persa nei suoi pensieri: “Perche`? Perche` dovrei avvicinarmi a lui? E` tutto nel Passato. E` un uomo della mia vita passata, che, tuttavia, non era presente in essa.”

Glamouroso cadde in ginocchio davanti ad Alice:

– Cara Alice, si`, hai ragione! Lui e` l’Uomo Che Non C’era, ma lo e`! E prima che finisca nel nostro mondo della Luce Celeste, dovrebbe ricambiare le sue promesse nella vostra realta` terrestre! Ed essendo il suo custode, ho davvero bisogno che vi separiate finalmente in modo divino! Beh, almeno, abbia pieta` di me, non di lui, di me!

Alice continuava a chiedersi: “Cosa cambierebbe se mi avvicinassi a lui? Niente. Non ho niente da dirgli...”

Uno sconosciuto che stava parlando con l’Uomo Che Non C’era noto` Alice, e lei si rese conto che non aveva altro da fare che avvicinarsi a lui. Alice fece due passi indietro e si fermo` alla destra dell’Uomo Che Non C’era. Appoggio` delicatamente il palmo della mano destra sulla sua. L’Uomo si volto`. Alice, con un sorriso da Monna Lisa sul volto, tolse il palmo dalla sua mano e si volto` per continuare il suo cammino, perche` non aveva assolutamente nulla da dirgli.

Glamouroso scosse disperatamente il corpo astrale del suo protetto. Bianco li osservava in silenzio di lato. L’Uomo Che Non C’era fece un passo verso Alice, la prese per mano, fermandola, e la ragazza si volto` a malincuore, silenziosa come prima e con lo stesso sorriso. L’Uomo disse con una voce cantilenante e glamourosa:

– Ciao, Alice! Sono contento di vederti qui.

Non capiva nemmeno lui stesso, perche` avesse deciso all’improvviso di fermarla. Persino quelle parole sembravano essere state pronunciate per lui da qualcun altro. E per qualche ragione, la bacio` sulla guancia con un gesto affascinante. Alice, sempre con lo stesso sorriso e in silenzio, si volto` e se ne ando`.

“Giratempo, – lei affermo` tristemente. – L’ho fatto tornare indietro per troppo tempo. O e` l’oggetto magico a scegliere il momento giusto?”


***
la Fiera dei Libri, giorno, pioggia


Glamouroso trovo` Cupo e disse:

– Fratello, c’e` bisogno d’aiuto! Sto sbattendo il mio protetto contro Alice. Ora sta andando al secondo piano. Alice e` impegnata sul palco con delle sciocchezze. Lascia che il tuo Scrittore le chieda di accompagnarlo alle trattative al secondo piano come interprete. Non glielo dira` di no. E fa bene anche al tuo Scrittore.

– Cosa c’e`, al secondo piano? – chiese Cupo con sospetto, come se si aspettasse un brutto scherzo.

– Ci sono agenti letterari li`, un po’ piu` di quattrocento. Dovrai venire con Alice al tavolo K-33, d’accordo?

– Va bene, non mi dispiace, – acconsenti` Cupo cupamente, – ma perche` non porti il tuo protetto allo stand di Alice?

– Non capisci niente, Cupo! – disse Glamouroso offeso. – Farli incontrarsi al secondo piano e` una mossa insolita! E qualsiasi mossa insolita vale cento mosse solite!

Parlando con qualcuno della delegazione allo stand, Alice noto` lo Scrittore.

– Puoi aiutarmi? – lui chiese con calma.

– Certo, dimmelo!

– E` Glamouroso che ti ha mandato qui? – chiese Bianco a Cupo, e lui annui` in risposta.

– Al secondo piano ci sono gli agenti letterari. Si prenotano per un incontro con loro sei mesi di anticipo. Ma se funzionasse anche senza? Ho alcune sinossi e il mio romanzo tradotto in inglese. Puoi aiutarmi a parlare con loro in inglese.

Alice acconsenti`. Salirono al secondo piano con la scala mobile ed entrarono in un’enorme sala con infinite file di tavoli, ogni fila era contrassegnata da una lettera, ogni tavolo aveva il suo numero.

– Ho bisogno del K-33, – disse lo Scrittore.

Si fecero strada lentamente tra le file, trovarono il K-33, si avvicinarono e salutarono l’agente. Alice present; lo Scrittore, e lui le porse i suoi fogli. In quel momento, Alice noto` che al tavolo della fila accanto, ma con lo stesso numero 33, apparve... Alice si fermo`, stordita, incredula. L’agente K-33 le chiese qualcosa, ma lei non rispose. Lo Scrittore tiro` Alice per la manica.

– Hai letto il mio libro su un’Altra Realta`, vero? – sospiro` Alice. – Vorresti vedere uno dei personaggi?

– Certo, – sorrise lo Scrittore.

– Proprio davanti a noi. Quello a destra.

– Chi e`?

– L’Uomo Che Non C’era.

Alice cerco` di spostarsi a destra, dietro la colonna, in modo che la persona di cui stavano parlando non si voltasse accidentalmente e non la vedesse. Non voleva affrontarlo di nuovo, perche` non sarebbe tornata al loro Passato nemmeno con uno sguardo. Inoltre, nonostante l’esistenza di Giratempo, la vita era un movimento in avanti, non indietro. Lo Scrittore chiese scherzosamente e cupamente:

– Vuoi che io...?

– No! – esclamo` Alice in un sussurro. – Non ucciderlo, non e` necessario. Lascialo vivere!

Lo Scrittore concluse la sua conversazione col K-33 e lasciarono la sala degli agenti letterari.


***
La libreria russa, sera, pioggia


Alice stava per lasciare la fiera, quando una ragazza colorita che sembrava un giovane si avvicino` allo stand.

– Sei di questo stand? – chiese e, dopo aver ricevuto un cenno d’assenso da Alice, continuo`: – Rappresento la Libreria Russa di Londra. A proposito, ti piacerebbe venirci a trovare? Organizziamo sempre serate letterarie per presentare degli scrittori russi. Siamo interessati ai libri in russo. Se ti interessa, possiamo chiacchierare. Ecco il mio biglietto da visita.

Alice guardo` il biglietto da visita e se lo mise in tasca. Concordarono di incontrarsi alla fiera il giorno dopo per discutere il trasferimento dei libri della delegazione alla Libreria Russa. Lo sguardo dell’ospite scivolo` sugli scaffali e si soffermo` su un libro. La ragazza lo prese, lo apri` ad una pagina a caso, lesse un po’ e chiese:

– Chi e` l’autore?

– Io, – rispose Alice.

– Lo voglio. Firmamelo, per favore!

Alice sospiro`: il libro era dedicato all’Uomo Che Non C’era. L’ospite se ne ando` col suo libro. Apparve lo Scrittore. Disse ad Alice che quella sera si sarebbe esibito alla Pushkin House. Alice chiese di passare uno dei suoi libri alla Pushkin House. Lo Scrittore lo prese e si salutarono.

Camminando da sola per Londra, Alice si ritrovo` a Piccadilly. Glamouroso apparve li`:

– Bianco, ti piace il numero 3?

Bianco capi` cosa intendeva Glamouroso:

– Mi piace il numero 7.

– Beh, anche il 7 va bene, senza dubbio. Ma il 3 e` molto meglio del 2, giusto? – Glamouroso fece le fusa cantilenando. – Fratello, c’e` quella Libreria Russa a due passi da qui. Si e` appena conclusa la presentazione di un altro scrittore. Il mio protetto e` dentro. Alice e` stata invitata a visitare la Libreria. Fai un paio di passi con lei, accompagnala! Falla entrare ora, non piu` tardi! Cosi` si incontreranno tre volte in un giorno! Un segno evidente per loro! D’accordo?

– Non vuole vederlo. Non lo senti? – sospiro` Bianco. – Perche` costringerla a sbattere contro di lui?

– Beh, non per dovere, ma come amico, puoi aiutarmi? Certo, non ne hai bisogno. Ma pensa, ti beccherai un peccattore e verrai da me, e io ti rifiutero`.
Bianco prese Alice per mano astrale:

– Andiamo, cara mia, nella Libreria. Comunque, devi visitarla.

Alice si ricordo` che la Libreria Russa era proprio su Piccadilly. Guardo` l’orologio, chiedendosi se fosse ancora aperta, e tiro` fuori il biglietto da visita dalla tasca per controllare l’indirizzo.

La Libreria era enorme, ma ogni libro era in inglese. Alice ando` nella sala piu` lontana e trovo` una scala a chiocciola, con un cartello: “I libri russi sono lassu`!”, che portava al piano superiore. Alice sali` le scale, si fermo` davanti allo scaffale con dei libri di Solzenicyn, Ulitskaya, Polozkova, si pose una domanda retorica: “Come unirmi a loro?”, giro` a sinistra e noto`... “No! No! Dannazione!!!” – esclamo` mentalmente, corse giu` per le scale e lascio` immediatamente la sfortunata Libreria.


***
Tower Bridge, sera, pioggia


Alice aveva mal di testa. Attraverso` lentamente il ponte della Tower. Perche` era attratta li`, quando la Tower era gia` chiusa? Alice si fermo` in mezzo al ponte, pensando a quello che era successo quel giorno. “Che diavolo succede? E` irreale. Tre volte in un giorno. Questo e` Giratempo. Cosa vuoi dirmi, Dio? Devo avere a che fare nel mio Futuro con quest’uomo? E` tutto nel Passato, e non c’e` assolutamente nulla ora e non puo` piu` essere.”

Camminando sul ponte, Alice senti` alcuni versi su un incontro casuale, li scrisse e... li invio` in un messaggio all’Uomo Che Non C’era.


Sta soffiando il vento dei casi,
tanto forte lontano da casa.
E` un verso che nasce all’alba
dentro l’album dei nostri ricordi.

Da celeste, ti tocco – e via,
non si puo` giudicarmi, dannata:
Non s’incolla la tazza, fa male...
mi dispiace, e tu… mi sorridi.

Ma perdonami, grande sorpresa,
non segnata per me dalle stelle!
Per la brezza di repliche – karma! –
non ho nulla con cosa pagare!

Da fantasma, mi tocchi – e via,
non si puo` giudicarti, dannato:
sta piovendo... Fa freddo qui, dunque,
mi dispiace, e tu… mi sorridi.

Gli autografi faccio in nebbia,
negli occhi altrui ignoranti –
su di noi (!) – quello libro che dono
e` ancora cosi` soleggiato...


Non avendo ricevuto risposta, Alice scese alla Tower e noto` una luce tremolante in una delle finestre che appariva e poi scompariva. Alice voleva fermare un passante per mostrargli la strana luce, ma non c’era anima viva in giro. Surrealismo.

Gia` a Covent Garden, seduta ad un tavolo accanto al fuoco acceso, in una caffetteria all’aperto, Alice ordino` un caffe` e scrisse un’altra poesia.

Si`, a Londra fa freddo stanotte
per qualsiasi coda di cane...
Con la pioggia ho fatto un volo,
ma sognarmi fa triste il ponte.

I poeti s’innamorano sempre
di fantasme – amore spettrale.
Superato il ponte, mi getto
nella nebbia cosi` favolosa.

Il castello per corvi reali
e` prigione coi ceppi da trono,
ma un giorno di Sole li spetta
nelle Tavole piene di pioggia.

Sto perdendo la testa invano,
mentre provo le vie d’approccio.
E` piu` facile esser sognata,
che trovare amore nel sogno.

Bianco scosse la testa tristemente, la poesia era dedicata all’Uomo in Bianco, il cui fantasma si stava gia` manifestando al tavolo di fronte. Alice stava per inviare la poesia al destinatario, ma cambio` idea e la salvo` nelle bozze del telefono. Era molto triste. Il custode abbraccio` Alice con le sue ali e le allevio` il mal di testa.


***
Il giorno dopo la chiusura della Fiera,
la Tower, mattina, pioggia


Alice e lo Scrittore decisero di andare alla Torre e poi a Greenwich. Si incontrarono in metropolitana, raggiunsero la Tower, comprarono i biglietti d’ingresso e, senza prenotare un’escursione, passeggiarono lungo le mura della fortezza, salirono sulle torri e scesero ai corvi.
Alice osservo` gli uccelli e disse:

– Quando stavo lasciando Mosca, ho scritto una poesia sui Corvi della Tower. Alcune parole non le ho capite bene. Si capita. A volte, mi rendo conto dei significati nascosti e delle connessioni solo dopo un certo periodo di tempo. Pensa, non so nemmeno a chi ho scritto quella poesia, perche`...

– Recitamela!

– Eccola!

Le nuvole andranno dietro Londra,
il Sole prendera` il loro posto.
Vorresti visitare col bel mondo
i corvi della Torre del Castello?

I deboli – gli uomini d’affari –
si godono dei voli con i getti.
I veri coraggiosi – corvi neri –
nei sogni solo! – possono volare.

Indossano gloriosi braccialetti,
le ali sono belle, ma tagliate, –
Le guardie segrete del paese
mantengono i voti volentieri.

Il seguito prepara cene buone,
la scelta e` davvero favolosa:
Vittoria – e viva l’Inghilterra! –
oppure finira` al cimitero...

Invano ti nascondi dietro fiabe,
sognando di portarmi oltremare…
I corvi della Torre, come prima,
mi vedono davvero come una
di loro…


– Hanno le ali tagliate? – chiese lo Scrittore.

– Si`. Secondo una leggenda, la monarchia crollera` non appena i corvi lasceranno la Tower. Qui sono ben nutriti. Ogni corvo ha il suo nome. Sono guardiani o angeli custodi.

– Quindi, anche tu sei un angelo custode?

– Forse, ma non so di chi, – rise Alice.

Entrarono nella mostra delle corone britanniche. Lussuosi esemplari, con i nomi di coloro a cui un tempo erano appartenuti, si muovevano lentamente nella vetrina. Lo Scrittore chiedeva periodicamente ad Alice:

– Che ne dici di questa?

– No, questa non mi piace, – sorrise lei.

– E quella?

– Beh, mi piace, si`.

Gli scrittori andarono in un negozio di souvenir. A differenza dell’Abbazia, li` vendevano grandi corone, ma ad Alice non piacevano. Lo Scrittore ne prese una, incorono` Alice e le scatto` una foto. Alice rise e lo Scrittore disse a bassa voce:

– Ecco, sei la Regina. Ora e` sicuro...

Nel cortile, lo Scrittore stava scattando una foto ad Alice con un Beefeater dalla guardia della Tower, quando improvvisamente un corvo le si avvicino`.

– Guarda! – esclamo` Alice. – Sono tutti laggiu`, ma questo ha deciso di fare una passeggiata! Non siamo forse uguali?

Lo Scrittore scatto` una foto di Alice con il corvo e chiese:

– Hai scelto apposta vestiti esclusivamente bianchi e neri per Londra?

Alice si guardo` dalla testa ai piedi e si rese conto che, in effetti, tutto cio` che aveva portato a Londra era o nero o bianco, tranne il maglione, che era bianco e nero.

– No, per caso, quindi...

– Allora, Regina, andiamo a Greenwich per resettare tutto, cosi` che la vita brilli di tutti i colori dell’arcobaleno!


***
Greenwich, la giornata, il SOLE!!!


Gli scrittori salirono nella prima carrozza del treno automatico, dove i treni normali avevano la cabina di guida, e occuparono direttamente i posti in prima fila. I quartieri poveri di Londra balenarono attraverso i finestrini, poi ne apparve uno nuovo, bancario, analogo della City, i giganteschi grattacieli di vetro di Canary Wharf. E finalmente, scesero alla fermata giusta, raggiunsero l’ingresso del parco e salirono lentamente sulla collina fino all’Osservatorio Reale.

“Il sole splende a Greenwich. E` sorprendentemente improbabile! Come mai?” – penso` Alice e racconto` allo scrittore del Meridiano Zero. Lo Scrittore sorrise scettico e scatto` foto del cielo tra le griglie di rami lungo il percorso.

– Ti piace il gotico? – chiese Alice, conoscendo gi; la risposta.

– Lo adoro.

– E` molto cupo nelle chiese gotiche, vero?

– Cupo, – concordo` lo Scrittore, – ma sono cattolico.

Si raccontarono storie delle loro infanzie difficili. Alice si chiese perche` fosse stato buio per entrambe, ma lei imparo` ad amare il calore e il Sole, tutto cio` che era luminoso, ma lo Scrittore imparo` ad amare i luoghi cupi e i rami neri e spogli degli alberi. Beh, anche lei aveva ucciso i suoi personaggi nelle storie da giovane, ma in seguito, al contrario, cerco` di salvare tutti.

Alice corse al Meridiano Zero, ci salto` sopra per la gioia e tese le mani verso il cielo, dove splendeva il Sole. Lo Scrittore scatto` una foto di lei in piedi su entrambi i lati del Meridiano. Poi Alice comincio` a ballare e persino a fare le fusa tra se` e se`.

– Cosa stai cantando li`?

– Una poesia, mi e` venuta sul binario 9 e 3/4.


Non voltano le spalle a Magia
ostaggi della grossa illusione.
I muri non spaventano affatto, –
evviva una vera diffusione!

La nebbia si aggrappa al Tamigi,
un cerchio ben tracciato non ti salva!
Con la bacchetta magica in mano
andiamo alle 9 piu` tre quarti!

I giudici consultano gli specchi,
ma sono storti – chiedi gli inglesi,
che vedono un leo con la bimba
ballare nella pioggia sopra Greenwich!


– Sei cosi` divertente! – sorrise lo Scrittore.

– Vieni qui, resetta la tua vita, dai! Lascia che tutto il nero ci lasci e la vita ricomincera` da zero. Esprimi un desiderio!

– Si avverera`?

– Ero qui dieci anni fa. Ad aprile, proprio come adesso. In autunno, la mia vita e` cambiata completamente. Cosi` tanto che stentavo a crederci. In meglio, intendo. Anche se all’inizio e` stato difficile cambiare tutto cosi` radicalmente. Ma poi e` iniziato un nuovo e felice capitolo del mio Libro della Vita! Credo che anche ora io sia qui per una ragione, e anche tu.

Lo Scrittore prese posto al Meridiano Zero. Alice lo fotografo`. Bianco la guardo` con tristezza, perche` Alice non si era ancora completamente rimessa a posto, dato che l’immagine dell’Uomo in Bianco era costantemente presente nella sua mente.

– Quindi, in autunno, dici? Un nuovo e felice capitolo? – chiese lo Scrittore con un sorriso.

– Certamente! In autunno!

Bianco sospiro`, e Cupo gli chiese:

– Fratello, non e` vero per l’autunno?

– Tutto e` vero, compreso l’autunno. Ma Alice deve raggiungere l’autunno, passando attraverso la sua estate. Direi addirittura che quest’anno non avra` affatto l’estate. Ecco, fratello.

Entrambi guardarono Alice con tristezza. Cosi` gioiosa, bella, felice, senza sapere nulla di male dell’imminente, prese lo Scrittore per mano e...

Esplorando il museo degli Astronomi Reali, camminando lentamente tra le mostre – telescopi, vari meccanismi, simili a orologi, pergamene, e cosi` via, – entrarono in una stanza buia, dove Alice scopri` un globo gigante e vi condusse lo Scrittore.

– Guarda! E` il nostro globo, proprio delle dimensioni che vedevo durante le mie meditazioni. Immagina, nel Cielo, ci sono grandi monaci, i custodi del nostro pallone, la Terra. Stanno accanto ad essa, tenendosi i palmi delle mani, come facciamo noi vicino ad un fuoco quando ci scaldiamo le mani. I custodi sono grandi quanto te e me rispetto a questo globo. Scattami una foto con esso!

Scattate le foto, Alice si avvicino` al tavolo con alcuni oggetti dipinti sopra: calamai, matite, penne e un cartello: “Toccami per saperne di piu`”. Alice lo tocco` e grido` immediatamente d’orrore. Enormi, grassi e pelosi insetti con tante zampe corsero velocemente sulla superficie del tavolo.

– Che succede? – lo Scrittore era sorpreso.

– Questo e` un tavolo brutto! Oscuro!

Lo Scrittore tocco` il tavolo:

– Alice, non aver paura. Questo e` un computer touch-screen. Dopo questi “mostri”, sul tavolo appare un testo con una storia, e puoi voltare pagina per continuare a leggere.

Bianco allontano` Alice dal tavolo:

– Solo un segno! Se attraversi il tunnel di Saturno, raggiungerai un autunno felice.

Gli scrittori lasciarono la stanza buia. All’uscita dal museo, Alice noto` una scala poco appariscente, che portava da qualche parte verso l’alto, e con un’occhiata suggeri` di salire. Dopo aver visitato le sale successive del museo al piano superiore, a cui, a quanto pare, pochissime persone avevano accesso, gli scrittori uscirono sul tetto e percorsero uno stretto passaggio fino alla porta situata nella cupola, dove era custodito il telescopio piu` grande.

– Wow! – esclamo` Alice. Non c’era nessun altro e niente dentro, tranne un enorme dispositivo al centro della sala rotonda. Si sentiva una musica meditativa. Gli scrittori erano affascinati dal telescopio e lo percorsero tutto intorno. Alice oltrepasso` la linea, segnata da una catena, e sali` le scale fino alla cupola. Lo Scrittore le scatto` delle foto.

Apparve Glamouroso:

– Bianco, sono pronto a dare voce al piano!

Cupo lancio` un’occhiata imbronciata a Glamouroso. Bianco sorrise:

– Wow, fratello! Lo spettacolo deve continuare... Ti sei reso conto all’improvviso che 7 e` molto meglio di 3?!

– Non essere ironico! – continuo` Glamouroso ispirato. – Ho capito che per tornare a quella situazione, dovevano incontrarsi a giugno, non ad aprile. Si sono conosciuti a giugno! E per rendere tutto davvero magico, Alice deve prendere piu` peso da qualche parte!

– Cosa intendi “piu` peso” e da qualche parte? Non ti piacciono le sue forme?

– Beh, il mio protetto adora tutto cio` che e` glamouroso ed esclusivo! Ci ho pensato e ho deciso quanto segue. Alice partecipa alla competizione imperiale “Eredita`”, cioe` “Patrimonio nazionale”, i cui risultati saranno annunciati a inizio maggio. La inseriro` nella lista dei finalisti. Beh, quest’anno sara` finalista, l’anno prossimo vincitrice! Mentre tu la farai vincere al concorso reale, “il Re dei Poeti”. Lei e` gia` nella lista dei finalisti, e i risultati saranno annunciati a fine maggio! Tutto converge, Bianco, tutto all’insieme…

Bianco lancio` un’occhiata a Cupo e chiese:

– Siete entrambi in combutta? Uno cerca di metterle la corona in testa. L’altro pretende di farla Regina. Cupo, perche` taci?

Cupo si stava incupendo.

– No, non siamo in combutta. Il mio protetto stava solo scherzando.

– Un’ottima battuta! – esclamo` Glamouroso allegramente. – C’e` un po’ di battuta in ogni battuta, e il resto e` pura verita`! Quindi, Cupo, visto che e` stata un’idea del tuo scrittore, allora la renderai la Regina dei poeti!

– Irreale, – sospiro` Cupo.

– Glamouroso, non capisco ancora. Perche` Alice dovrebbe vincere? – chiese Bianco. – Che ci crediate o no, non ne ha piu` bisogno. Ha dimostrato tutto a tutti molto tempo fa. Forse Alice si rifiutera` persino di partecipare alla battaglia per la corona.

– Cosa intendi con “perche`”?! Primo, non c’e` mai una vittoria extra nella vita. Secondo, deve cogliere sul vivo il mio peccatore! Lui una volta promise che l’avrebbe incoronata. Beh, a certe condizioni, ma promesso. Non ha fatto nulla per questo, sono d’accordo. E ora, tanti anni dopo – bang! – ce la fa da sola. Con il nostro aiuto, ovviamente. Ma per lui sembra – da sola! Immagina cosa proverebbe! Vorra` incontrarla! Vedrai! E poi, a giugno...

– Glamouroso, non esiste un’opzione del genere nello Spazio delle Opzioni. Punto e basta. Non puo` vincere.

– Bianco, niente e` impossibile! Se non esiste ancora un’opzione del genere, allora bisogna immaginarla! Non appena la inventiamo, apparira` immediatamente li`, ed e` sempre possibile realizzare qualsiasi opzione apparsa nello Spazio come un’immagine! In effetti, l’abbiamo appena inventata!

– L’hai fatto tu, non noi. Quindi ne sarai responsabile tu stesso. E` il tuo protetto ad avere debiti da pagare, non Alice. Tornero` a Mosca e mi occupero` dei problemi di salute, non della creativita`. Non ti importa di come finira` il prossimo periodo di Saturno per lei? Ha zero possibilita` di rimanere sulla Terra al momento. Secondo me, Glamouroso, e` esattamente a tuo vantaggio tenerla nel loro mondo umano, vero?

Glamouroso tacque. Cupo si fece ancora piu` cupo. Tutti guardarono Alice. Bella, felice, completamente ignara di come il suo destino si stesse decidendo in un’altra dimensione, era in cima alle scale, proprio sotto la cupola dell’Osservatorio Reale, e sorrideva allo Scrittore.

– Hai ragione, – sospiro` Cupo, – dobbiamo essere responsabili delle nostre parole, sono d’accordo. Faro` del mio meglio.

– Anch’io, Bianco, aiutero` Alice, davvero!

Bianco tacque. Alice scese le scale. Gli scrittori lasciarono l’Osservatorio Reale e tornarono a Londra.


***
La notte prima di tornare a Mosca,
Londra, albergo, nuvole nere, pioggia


Alice era seduta sul davanzale della finestra dell’albergo. Improvvisamente, senti` delle parole provenire da qualche parte e, come di consueto, le scrisse e le salvo` sul telefono.

L’imagine si presento` al cieco:
qui tutte le persone sono strane,
sai, bevono la Verita` dai visi! –
il pozzo e` nell’anima, amico!

Che Hogwarts sia meglio di Versace
nella lettura delle Tavole Astrali,
ma un ombrello, quello londinese,
sta starnutendo alle nuvole in faccia!

Qui l’erba vuole piogge, come Dio
richiede le persone battezzate.
Le scatole d’idee degli Spazi
spostati giu` e su` esploderanno!

Mi sviano da te in ogni modo,
conducono al pagamento, – vedi,
mi restano non piu` di 3 minuti
per il reparto degli impazziti.


Ðåöåíçèè