Angelo Custode. 1. 5. Elabuga
un romanzo di Alessandra Kriuchkova
della serie “Il Gioco in un’Altra Realta`”
1.5. ELABUGA
4 aprile, sera,
Mosca, l’aeroporto di Vnukovo
Alice arrivo` all’aeroporto. I ritardi dei voli venivano annunciati costantemente. Era nervosa, non poteva arrivare in ritardo. Il Solare non aspettava nessuno, si accendeva nel punto in cui trovava una persona. Un fotografo invisibile avrebbe premuto il pulsante della telecamera spettrale per fissare la posizione dei pianeti sopra il neonato, e il programma sarebbe partito.
Era il 4° giorno del 4° mese e il 4° giorno della settimana. In Cina, il 4 e` il numero che porta la morte. Il precedente anno solare di Alice con Saturno in VIII (che potrebbe essere interpretato come l’obiettivo dell’anno era la Morte) sarebbe terminato solo la mattina successiva, e fino a quel momento doveva ancora sopravvivere in qualche modo. E se la Morte non si fosse fatta da parte dopo il suo incidente d’auto a giugno?
Comunque, l’imbarco di Alice inizio` in orario.
Alice sali` sull’aereo. Bianco esamino` lo Spazio delle Opzioni. E` possibile effettuare una scansione in anticipo, ma poiche` ogni minuto un numero enorme di creature sulla Terra compie diversi passi a sinistra o a destra muovendosi nello spazio, le opzioni cambiano cosi` rapidamente che all’ultimo momento potresti ritrovarti in un punto completamente diverso da dove ti aspettavi di essere il giorno prima.
L’aereo comincio` a muoversi ed era pronto al decollo, quando Bianco scopri` improvvisamente l’imprevisto e apparve immediatamente nella cabina di pilotaggio, afferro` la mano di un custode e grido`:
– Cosa stai facendo?! Fermati! Subito!
L’aereo si fermo`.
– Ciao, fratello, cosa succede? C’e` qualcosa che non va?
Bianco visualizzo` una proiezione olografica dello Spazio delle Opzioni nell’aria, che improvvisamente divenne quasi reale al 100%. Il custode del pilota chiamato Decollante chiuse gli occhi per un attimo inorridito, poi disse:
– Gloria a Te, Signore, gloria a Te! Fratello, ascolta, come hai fatto a vederlo? Ho controllato tutto cinque minuti fa!
L’aereo riprese a decollare. Il custode del pilota lo fermo` di nuovo.
– Va bene, Decollante, parto per la mia protetta, – disse Bianco. – In breve, hai capito, possiamo decollare non prima di 15 minuti. Gira come vuoi.
Decollante strinse la mano a Bianco con un sentimento d’immensa gratitudine.
L’aereo decollo` al quinto tentativo. Alice si addormento`.
***
L’aeroporto di Nizhnekamsk, notte
Alice lascio` l’aeroporto. Tassisti di ogni tipo le corsero incontro e si offrirono di accompagnarla nel posto giusto. Bianco disegno` l’anello “Non trasgredirmi” attorno ad Alice, e finche` lei si mosse verso il tassista piu` luminoso, l’anello non si dissolse.
Alice era seduta in macchina accanto all’tassista. Lui le parlava di Elabuga e le leggeva poesie. I loro custodi erano sui sedili posteriori, a parlare delle vicissitudini del loro lavoro.
– Sei riuscito a prevenire l’incidente, fratello? – chiese Bianco.
– Si`! Ma ho dovuto far ubriacare fradicio l’autista del camion. Altrimenti, non ha funzionato. Per il ritorno, Alice deve prenotare un taxi in albergo. Il mio protetto partira` domani per andare dalla suocera, che ha bisogno d’aiuto, quindi non potra` accompagnare Alice. Ma gliene mandero` uno non meno luminoso.
Alice ricevette una chiamata dalla direttrice del Complesso Memoriale di Marina Tsvetaeva, che le chiese del volo, se tutto fosse a posto. Confermarono l’incontro nella sala dell’albergo la mattina successiva alle 9.
***
Elabuga, notte, l’albergo in centro
Alice entro` nell’albergo e fu accolta gentilmente con sorrisi. Le dissero di aver visitato il suo sito web e di aver letto le sue poesie. Ad Alice furono consegnate le chiavi della stanza numero 33 e le fu detto:
– Se qualcosa non le va bene, possiamo cambiare stanza!
La stanza era molto comoda. Alice si addormento` all’istante. Bianco scese in corridoio per raggiungere i suoi colleghi e trascorse del tempo in piacevoli conversazioni in un ambiente vivace, in cui ogni membro condivideva i propri successi e fallimenti lavorativi.
***
5 aprile, mattina, Elabuga
Alice scese a fare colazione e rimase meravigliata dalla generosa selezione del buffet. L’angelo custode del cuoco le rivolse un sorriso compiaciuto e strizzo` l’occhio a Bianco. La direttrice del Complesso Memoriale accompagno` Alice in un’escursione.
– Prima di tutto, ti porto alla Collina del Diavolo.
Alice alzo` un sopracciglio per la sorpresa. Accadeva molto raramente, quando era davvero eccessivamente sorpresa. Bianco disse con gioia al custode della direttrice (entrambi seduti sui sedili posteriori dell’auto):
– Grazie, fratello! E` esattamente il posto di cui ha bisogno in questo momento!
– Lo sentira` anche lei, vedrai!
L’auto si fermo` in cima alla montagna. Tutto era innevato. Uscirono all’aria aperta e videro un’antica torre in lontananza.
– Posso farti una domanda indiscreta? Cosa ti ha portato da noi? – chiese la direttrice mentre si dirigevano verso la torre.
– Una lunga storia. In breve, sto modificando lo Spazio delle Opzioni. Piu` correttamente, il mio anno solare. Sto spostando il Sole fuori dalla Prigione, mettendo le Sfere nel ordine giusto.
Il custode della direttrice esclamo` con ammirazione:
– Bianco! E` un’esperta! Conosce queste parole!
– Solare e` qualcosa di stellare, vero? – chiese la direttrice.
– La tua non e` meno esperta! – rise Bianco.
– Si`, e` una foto del Cielo, scattata il giorno del proprio compleanno, – rispose Alice alla direttrice.
– Quindi e` il tuo compleanno oggi?
Alice annui`. Si avvicinarono alla torre. Il direttore inizio` il racconto dal modo in cui Marina Tsvetaeva era arrivata a Elabuga, passando per la strada direttamente sotto la Collina del Diavolo. Alice l’ascoltava, accarezzando la torre con le mani e provandola energicamente. La giro` intorno in senso orario, appoggio` la schiena al muro, strizzando gli occhi verso il Sole.
– Alice, sei per caso una sensitiva, estrasensoria? – chiese la direttrice con un sorriso e continuo` la storia. – C’erano una chiesa e una moschea in questo luogo di un tempio pagano. Comunque, non e` sopravvissuto nulla tranne la torre. Ma la Collina del Diavolo e` chiaramente un Luogo di Potere. Tocca la torre con entrambe le mani, esprimi un desiderio e sicuramente si avverera`. E` desiderabile toccare i vecchi mattoni, non quelli con cui sono stati riparati i buchi. Secondo la leggenda, il Diavolo visito` questo luogo una volta. Desiderava ardentemente sposare la figlia del prete. Ma non parliamo di cose tristi! Esprimi un desiderio!
Alice espresse un desiderio, tocco` i mattoni con entrambe le mani e sorrise. Il custode della direttrice ridacchio`, ma Bianco era inorridito:
– Dannazione! Fratello, immagina, ha una pessima combinazione di pianeti, ma la vedi? Sto facendo del mio meglio per allontanarla dall’abisso, nel frattempo, nel Luogo del Potere, sta esprimendo un desiderio di...
– D’amore, fratello!
– E` ora che lei pensi ad un altro amore! – esclamo` Bianco con rabbia.
– L’amore e` sempre uno, quello Divino, fratello. Il resto non e` amore. Lo sai tu stesso.
– Cio` che conta e` chi amare! Hai visto l’immagine di quello in Bianco?
– Tu stesso sei in bianco! Sembra che tu sia geloso! Sei arrabbiato, quindi ti sbagli!
La direttrice porto` Alice a visitare tutti i luoghi d’interesse della citta`, organizzo` un’escursione al museo di Marina Tsvetaeva, alla biblioteca dell’Epoca d’Argento, alla Casa della Memoria. Alice fu accolta gentilmente, le furono dati libri rari e interessanti, e lei stessa regalo` i suoi libri. Mentre pranzava in una taverna del Museo di Storia, Alice discusse con la direttrice dell’arrivo di una delegazione ufficiale di scrittori da Mosca all’XI Falo` in commemorazione di Tsvetaeva, in ottobre. Per tutto il giorno, Alice riceveva periodicamente telefonate dai suoi conoscenti che le facevano gli auguri per il suo compleanno. Dopo pranzo, Alice e la direttrice fecero una gita al cimitero.
– Ci sono dei pini qui, e Marina amava i sorbi. Cosi` le abbiamo costruito un cespuglio di sorbi! Ti piace? – chiese la direttrice ad Alice.
Sul cespuglio metallico di sorbi c’era una targa con una quartina di Tsvetaeva, che Alice aveva scelto una volta come epigrafe per una sua poesia. La direttrice espresse diverse versioni sul luogo di sepoltura di Tsvetaeva, poiche` il monumento era stato installato simbolicamente, e condusse Alice attraverso i cumuli di neve verso la tomba sconosciuta, che molti consideravano proprio “il posto sotto il pino biforcuto”.
Gli angeli custodi si spostarono leggermente a destra. Alice fece un paio di passi nella loro direzione e si fermo` li` vicino. Fu attratta da li`.
– Alice, chiedile mentalmente di aiutarti, – disse il custode della direttrice.
Alice si rivolse a Marina Tsvetaeva mentalmente, senza riuscire a esprimere a parole i suoi pensieri, e senti` nella sua mente un verso: “O zelante custode dei poeti, salvami dai guai!”
Bianco sospiro`:
– Almeno qui, stai pensando nella giusta direzione.
La sera, Alice stava camminando da sola nel centro storico della citta`. Trovo` una panchina magica vicino al ponte, con la vista sulla Chiesa, e l’Albero dei Desideri, su cui la gente era solita appendere ogni sorta di cose come lucchetti, nastri e simili, in attesa di miracoli. Non avendo nulla da appendere, Alice era triste.
– Basta sedersi sulla panchina magica, – disse Bianco. – Inoltre, puoi riposare un po’.
Alice si sedette obbediente e inizio` a pensare a qualcosa. Il custode le lesse nel pensiero e le afferro` la mano:
– No, no! Lascialo... Andiamocene! Non riesco a vedere l’Uomo in Bianco accanto a te, nemmeno quello virtuale!
Alice continuava a dondolare le gambe come se nulla fosse successo e non aveva assolutamente nessun’intenzione di lasciare la panchina.
– Sei una pecora! – affermo` Bianco e dopo una pausa aggiunse: – No! Sei un gregge di pecore!
***
5 aprile, notte, Elabuga, l’albergo in centro
Alice ordino` un taxi per l’aeroporto per le 4 del mattino e si sedette sul davanzale della finestra, guardando fuori nella notte. Il suo angelo era seduto di fronte. Al piano di sotto, nel ristorante, stavano festeggiando qualcosa.
– Tanti auguri a te! – cominciarono a cantare a squarciagola.
“Quindi qualcuno compie gli anni oggi, – penso` Alice tristemente, – proprio come me.” Si`, Alice era triste, perche` nessuno di coloro a cui aveva scritto tante poesie sull’amore le aveva fatto gli auguri. “Perche` allora scrivere qualcosa?” – le baleno` in mente, ma... tiro` fuori il telefono dalla tasca e comincio` a digitare alcuni versi che sgorgavano dalla notte. Non appena ebbe finito e salvato la poesia in bozze, la compagnia dei festeggianti usci` in strada proprio sotto la finestra di Alice e, tra le gioiose esclamazioni di “Tanti auguri a te!”, organizzo` un grande spettacolo pirotecnico.
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