Venerdi 13. 8. 4. Incubo

L’ISOLA di CARONTE
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”

8. VENERDI 13

8.4. L’INCUBO

Alle 23:00 ricevetti un messaggio da Marco: “Scendi?”

E per qualche motivo mi spaventai subito a morte!

“E se... non fosse Marco? Ora scendo e trovo l’Apicoltore! Oppure non c’e` solo Marco, ma anche l’Apicoltore! O forse l’Apicoltore ci aspettera` in cespigli mentre andiamo a casa dove Marco pernotta! Uffa! Non avrei mai pensato di poter avere paura di qualcosa su Ammouliani!”

Forse era meglio invitare Marco a stare a casa mia. Ma le pareti erano di cartone! Ci sarebbero subito pensieri e sospetti... E all’improvviso pensai: “Perche`? Perche` mai dovrei incontrare Marco? Posso rispondergli “No” subito! Tutta questa stupida storia non riguarda niente! Dopotutto, capisco che ci sara` solo un vuoto oltre.”

Si`, vedevo chiaramente sullo schermo interno proprio di fronte a me un quadrato nero! Il vuoto spalancato e minaccioso che avrebbe cominciato ad assorbirmi, se non dal mattino, sicuramente dal tardo pomeriggio.

“Perche` allora per tutto questo tempo sono stata attratta da Marco con una forza diabolica? Un’attrazione simile tra persone avviene per niente? Ci siamo forse avvicinati per cosi` tanti anni solo per una notte? Cosa c’e` di cosi` fatale che dovrebbe accadere qui e ora?”

Tuttavia, mi sforzai di calmarmi, presi il telefono e la chiave della stanza e scesi silenziosamente le scale, grazie a Dio, senza incontrare nessuno degli abitanti della casa.

Aprii la porta e mi addentrai nel buio della notte oscura, il cui silenzio era rotto solo dal canto monotono delle cicale, e quasi subito qualcuno mi afferro` per il collo come un gattino.

– Shhh!!! – mi sussurro` Marco all’orecchio. – Ciao!

Ed io... saltai su e giu` per la gioia, e finalmente ci abbracciammo!!!

Mi prese la mano e mi condusse a casa sua, chiedendomi ogni sorta di sciocchezze. In una casa vicina, dove un piccolo ma veramente “super” mercato era aperto fino a mezzanotte, Marco si fermo`.

– Cosa vuoi da bere? – mi chiese.

– Niente, – sorrisi. – Non bevo. Mai. Sai che non lo faccio.

– E succo? Coca-Cola? Cosa vuoi?

– Niente, solo vederti.

– Anch’io, – sorrise Marco come un bambino e mi strinse la mano. – Bene, allora ordiniamo un caffe` o un te` da Maria. Lo portera` lei.

– Non voglio che...

– Non dira` a nessuno di te, non preoccuparti! Andiamo!

– Non riesco ancora a credere che tu sia venuto, – dissi, lanciando un’occhiataccia a Marco.

– Perche`? – mi chiese.

– In generale, tutto questo e`... cosi` strano... Poi, vedi, siamo completamente diversi.

– Davvero?! Pensavo fossimo uguali! – sorrise Marco. – Ma perche`? Perche` siamo diversi?

– Beh, oh... non so come spiegartelo.

– Non spiegarmelo. Beh, fa caldo qui, nella tua Grecia, – sospiro` Marco, – nella nostra.

– Sei molto stanco! Hai bisogno di dormire invece di incontrarmi.

– Stanco, si`... tutti questi voli e queste strade... Resterai fino a domattina? Ma devo alzarmi alle sei per prendere la barca per Uranopoli prima che il traghetto parta per Dafne.

– Con chi vai ad Athos?

– Da solo.

– Dritto sul Monte o in qualche monastero?

– Sul Monte, come chiunque sia abbastanza forte. I sogni diventano realta`. Vederti e scalare il Monte da solo, – sorrise di nuovo Marco. – Ma, se vuoi, vieni a Uranopoli domenica mattina. Ci vediamo al mio ritorno. Ti va?

– Va bene, – sorrisi.

“Dio, che benedizione che Marco sia qui e con me ora! Grazie a Dio!”

Ci avvicinammo alla casa di Maria. Era seduta all’ingresso, tessendo un pizzo. Marco mi chiese cosa desiderassi, te` o caffe`.

– Forse anche un caffe`.

Parlo` a Maria in Greco e salimmo all’ultimo piano. Marco apri` la porta della sua “villa”, accese la luce notturna, chiuse la porta, mi abbraccio` e comincio` a baciarmi il collo.

– Maria arrivera` presto, – gli ricordai.

Marco sospiro` e si fece da parte con riluttanza.

– Vado a farmi la doccia, – disse. – E` cosi` afoso qui! Accendi l’aria condizionata. O andiamo insieme? Andiamo! Voglio farti un bagno.

– Facciamo il bagno piu` tardi, – sorrisi.

– Nella baia? Stanotte? – disse Marco, entrando in bagno e aprendo l’acqua.

Risi e sentii bussare alla porta d’ingresso, situata proprio di fronte al bagno. Aprii la porta e vidi Maria che teneva in mano un vassoio con te` e caffe`.
Sorrisi e la ringraziai in Greco, prendendo il vassoio, quando all’improvviso dietro di lei… apparve l’Apicoltore! Si precipito` in bagno e...

...tutto accadde all’istante e simultaneamente: gridai d’orrore, il vassoio si schianto` a terra, le tazze si ruppero e il rumore di un corpo che cadeva risuono` nel bagno.

Maria si fermo`, paralizzata dalla paura. Ripresi i sensi ed entrai in bagno. L’acqua scorreva a fiumi e non c’era nessun Apicoltore dentro. Trovai solo il corpo di Marco, privo di sensi, disteso sul pavimento piastrellato. Non aveva avuto nemmeno il tempo di spogliarsi!

– Marco! MARCO!!! Svegliati! No! Per favore! Non morire!!! No!!!

Ma Maria fu la prima a riprendersi dal mio grido. Mi aiuto` a trascinare Marco dal bagno alla stanza. Non c’era sangue, ne` ferite sul suo corpo. E che felicita` – Marco apri` gli occhi. Ci lancio` uno sguardo strano e si sedette sul pavimento, apparentemente cercando di capire dove si trovasse e cosa gli fosse successo.

– Vattene, – lui disse cupamente a Maria, e lei ci lascio` subito soli con i cocci di tazza sul pavimento.

– Marco, ci hai spaventate tanto! Come stai?

– Bene. Sono solo scivolato e caduto.

Mi sedetti accanto a lui.

– Ascolta, Marco. Devi riposarti. Non e` giusto. Meglio che me ne vada. Sei molto stanco. A domenica allora.

Marco mi guardo` furtivamente e con un’aria in qualche modo malevola.

– Non offenderti, per favore! – lo abbracciai e cercai di baciarlo sulla guancia, ma lui mi afferro` bruscamente la mano e mi getto` al pavimento.

– Dimmi, – sussurro` cupamente.

– Cosa?

– Che mi vuoi.

– Certo, – dissi per calmarlo.

Marco sorrise compiaciuto, mi lascio` la mano e si alzo` dal pavimento. Anch’io mi alzai e cominciai a raccogliere i cocci delle tazze rotte, ma Marco mi fermo`:

– Lascia stare.

– Va bene, allora vado. Ci vediamo domenica!

– Ti accompagno, – disse Marco categoricamente.

Scendemmo le scale in silenzio. Maria era seduta all’ingresso, con un’aria piu` cupa, ma continuava meccanicamente a tessere il suo pizzo.

– Sei sicuro di stare bene? Non ti gira la testa? – chiesi di nuovo a Marco, per sicurezza, mentre andavamo verso la casa di Panagiotis.

– Sto bene, – ripete` Marco cupamente.

Ero terribilmente imbarazzata e... spaventata... Su tutti i santi, avrei potuto giurare di aver visto l’Apicoltore entrare nel bagno!

“Voleva davvero uccidere Marco?! Ma allora, dov’e` scomparso l’Apicoltore? Ha attraversato il muro? Quindi era davvero un fantasma? Dio, che storia inquietante e completamente confusa!”

Guardai l’orologio. Erano le 23:30. La notte del Sud, come un libro della magia nera, le cicale, Marco ed io... “Romantico!” – avrei detto il giorno prima...

Raggiungemmo quei cespugli di cactus, proprio in mezzo alle case di Panagiotis e Maria, dove un sentiero appena percettibile cominciava a scendere nella baia, verso la mia spiaggia selvaggia preferita con vista sul Monte Athos. Marco si fermo` e mi guardo` negli occhi sorridendo.

– “Voglio farti un bagno”, – cito` noi stessi. – “Facciamo il bagno piu` tardi”. “Nella baia? Stanotte?” Hai mai fatto il bagno di notte, Alice?

Stavo per dire di no e convincere Marco ad andare a letto invece di fare il bagno, quando all’improvviso... all’ingresso della casa di Panagiotis, notai...l’Apicoltore!!! Ci stava aspettando!!!

Nello stesso momento squillo` il mio telefono e il numero di Sofia apparve sullo schermo.

– Alice, stai bene? Chiudo il negozio e torno a casa. Ho deciso di chiamarti, per sicurezza. Non so perche`, ma la mia anima non e` calma per te!

– Tutto bene, Sofia, sto bene, – cercai di mantenere la calma assoluta, nonostante l’espressione cupa sul volto di Marco, che provava antipatia per Sofia e rabbrividiva involontariamente al suo nome, e nonostante il fantasma dell’Apicoltore che ci aspettava alla porta della casa di Panagiotis. – Scusa, sto gia` dormendo. Ci vediamo domani!

E cosa potevo dirle?! Che vedevo di nuovo quel fantasma ovunque, fenomeno a cui Sofia non credeva, o che ero uscita di casa contro le sue istruzioni, rischiando la vita per un incontro con Marco, la mano di chi non dovevo stringere?

– Va bene, andiamo a bagnarci nel mare, – feci un cenno a Marco, cercando di non pensare al fantasma inquietante.

Improvvisamente Marco si volto` verso la casa di Panagiotis e il suo sguardo si fermo` su... l’Apicoltore!!! Marco, gia` cupo, si anneri` il viso e impreco`!

“Mio Dio! Vuol dire che... l’Apicoltore non e` un fantasma? O anche Marco e` in grado di vedere fantasmi?!”

Tuttavia, Marco mi afferro` la mano e corremmo verso il mare. Si tuffo` in acqua di corsa e nuoto` verso il Monte Athos, dicendo qualcosa in Greco e, mi sembro`, in tono piuttosto beffardo.

– Vieni qui! – grido` Marco, allontanandosi a nuoto dalla riva.

Indossavo il leggero vestito di seta, comprato ad Ammouliani per l'incontro con Marco, ma non me lo tolsi perche` udii dei fruscii tra i cespugli dietro di me!

“Accidenti, l’Apicoltore ci ha notati dopotutto!”

– Sbrigati, Alice! – grido` di nuovo Marco.

E senza voltarmi, entrai in acqua e nuotai.

All’improvviso il Vento torno`! Le nuvole cominciarono a correre nel cielo. Lampeggiava e la timida pioggia si trasformo` all’istante in un’acquazzone tropicale.

– Vieni qui, – sussurro` Marco e mi abbraccio`, quando nuotai molto vicina.

Sembrava che la mia coscienza, stanca dei continui fallimenti nella matrice dei programmi dello standard, fosse in agonia. Con la coda dell’occhio vidi i contorni della Nave Gigante in lontananza e, voltandomi verso la riva, in un altro lampo notai... l’Apicoltore!

Ci si stava avvicinando, camminando… sulla superficie dell’acqua!!!

Marco mi guardo` negli occhi e qualcosa di malizioso baleno` nei suoi occhi.
Ridacchio` insieme ad un altro lampo, e poi, sotto un rombo di tuono, mi afferro` per i capelli con entrambe le mani e mi tiro` bruscamente sott’acqua!

“…Acqua, acqua, tutto intorno e` acqua, e un terrore di panico mi assale. Cerco di risalire in superficie, ma per qualche motivo non ci riesco, e… sto soffocando! ...nell’abbraccio di ferro di Marco!”

Vidi il suo volto, distorto dal compiacimento e... l’Apicoltore, che mi tese la mano proprio nel momento in cui stavo per scoppiare dall’interno, ma afferrai la sua mano come se mi stessi aggrappando all’ultima goccia e nuotai fuori.

– Perdomani, Alice, – disse l’Apicoltore, – ma e` ora che tu vada alla Nave.

Per qualche motivo mi voltai indietro e… Marco mi tiro` fuori dall’acqua e mi trascino` sulla spiaggia.

– Alice, andiamo! – insistette l’Apicoltore.

Marco comincio` a ridere istericamente, poi a frustarmi le guance, borbottando qualcosa di malizioso e guardando di tanto in tanto il Monte Athos. Il mio bellissimo vestito di seta fu strappato da lui con frenesia.

– Marco, perche`? Per cosa? – chiesi a bassa voce, incapace di credere a cio` che stava accadendo, ma lui non reagi`.

– Alice, andiamo! – l’Apicoltore mi tiro` via per mano, e sentii la musica familiare, proveniente dalla Nave.

Il Vento si placo`. Il tuono si allontano`. Lanciai un’occhiata al Monte Athos, ma vidi la Nave Gigante, tanto avvicinata. La musica si udiva sempre piu` forte. Era la musica del film sul Cosmo, il Buco Nero e il Tempo congelato, in cui tutti i noi esisteremmo per sempre, in ogni punto del “qui e ora”. E vidi Michele scendere dalla Nave sorridendo e camminare verso di me sull’acqua.


Ðåöåíçèè