Venerdi 13. 8. 1. Anticipazione della Luna Piena
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”
8. VENERDI 13
8.1. In ANTICIPAZIONE della LUNA PIENA
“Buongiorno, venerdi` 13!”
Subito dopo colazione pubblicai sulla mia pagina Internet una foto del panorama dal mio balcone e andai subito in spiaggia, situata in una piccola baia proprio sotto la roccia, dove vivevo nella casa dell’apicoltore Panagiotis.
La bellezza della mia baia, a differenza della lussuosa Alikes, mi appariva evidente. Innanzitutto, si affacciava sul Monte Athos e, in secondo luogo, era assolutamente selvaggia, fatta eccezione per alcuni abitanti del posto, la maggior parte di quali preferiva nuotare esclusivamente nei fine settimana e sulle isole disabitate vicine, raggiungibili in barca o yacht, quindi di solito nuotavo completamente da sola. All’ora di pranzo, tornavo a casa e mi addormentavo, come i veri elleni, Sofia inclusa. Lei dormiva sempre, almeno un’ora, durante la siesta greca, e riprendeva posto nel negozio di souvenir alle 18:30.
Il tempo peggioro` d’istante. Divenne eccessivamente caldo e afoso, il Signor Vento scomparve di nuovo all’improvviso, lasciando dietro di se` l’immagine surreale di uno spazio fermo e privo di qualcosa di vitale.
Svegliata verso le 17:00, mi preparai uno spuntino sul balcone, formaggio con uva. In realta`, non mangiavo nulla quando faceva caldo e/o mi innervosivo. Quel giorno, entrambe le condizioni del digiuno si completavano armoniosamente e, non appena terminai il mio pasto monastico e tornai in camera, ricevetti un messaggio.
“Sei stata tu sul balcone un minuto fa?!”
Saltai sul letto, incapace di credere alla mia piccola felicita`!
“Davvero incontriamoci, Marco?”
Mio Dio! Ci conoscevamo da cosi` tanti anni, ci scontravamo continuamente ad Ammouliani, ma per iniziare a comunicare dovevamo incontrarci su un sito d’incontri internazionale, essendo gia` in paesi terzi e in condizioni di autoisolamento dovute alla pandemia! Si`, scrivevamo l'uno all'altro dall’inizio del Covid-19, ma direi “a due sillabe” e sporadicamente. Essendo introversi, e forse perche` entrambi, per vari motivi, non credevamo davvero in un futuro comune, avevamo inconsciamente tanta paura di perderci ancora prima di incontrarci in una nuova qualita`, che rimandavamo ogni conversazione a dopo, al tanto atteso tet-a-tet, a cui dovevamo arrivare vivi. Dunque, quasi tutti i nostri dialoghi si concludevano con il ritornello preferito di Marco, “Come Dio lo vuole”.
Nel secondo anno di pandemia, la Grecia era aperta al turismo e avevamo concordato di incontrarci ad Ammouliani ad agosto. Marco mi aveva contattata ogni due o tre settimane. All’inizio, chiedendo come andavano le cose, se non avessi cambiato idea sul venire. Poi, se tutto fosse a posto con la prenotazione del volo, perche` avevo acquistato i biglietti un anno prima per un volo cancellato. E gia` prima della mia partenza mi aveva chiesto del mio test per il virus. Tuttavia, finalmente arrivata ad Ammouliani, esattamente il 1° agosto, mentre facevo una gradita passeggiata serale, gli abitanti del posto, come se volessero rovinarmi la vacanza fin dall’inizio, mi riferirono che dal 1° agosto diversi paesi (tra cui la residenza di Marco) avevano improvvisamente vietato le visite in Grecia, imponendo una quarantena obbligatoria di due settimane al rientro!
Mi rifiutavo di credere a tale svolta degli eventi, ma avevo paura di chiarire quell'informazione con Marco, perche` il suo capo lo aveva lasciato andare in vacanza solo per un fine settimana. Non si poteva nemmeno balbettare di ferie in alta stagione, per non perdere il lavoro nel settore in cui Marco aveva appena iniziato, soprattutto considerando i suoi “diritti d’uccello” in Gran Bretagna. La quarantena di due settimane era pari ad una condanna a morte per il nostro incontro!
“I miracoli accadono! Grazie a Dio! Marco e` qui e cosi` vicino, sulla stessa scogliera, ad una casa da me!”
Dopo esserci scambiati gioiosi saluti, concordammo che Marco sarebbe venuto a prendermi verso mezzanotte, quando l’isola di solito si addormentava. Da un lato, volevo che nessuno sapesse del nostro appuntamento. Dall’altro, Marco aveva tanti amici nel villaggio quanti ne avevo io, e la sua apparizione sull’isola non passava piu` inosservata. Qualsiasi domanda o ipotesi in piu` da parte della gente del posto – perche` non avessi fatto il mio giro serale del villaggio e perche` Marco avesse ignorato i suoi amici – mi sembrava altamente indesiderata.
Alle 19:00 indossai un abito di seta leggera, che avevo comprato durante la nostra gita con Sofia in un lussuoso negozio “Made in Greece”. Grazie a Dio, non sapeva chi fosse destinato ad incontrare! – Sofia non sopportava Marco, tuttavia, si trattava del solito abisso tra la classe operaia e gli intellettuali. Quindi, mi diressi verso il molo per la mia passeggiata serale. Probabilmente, tutti gli abitanti del villaggio con cui mi ero salutata quella sera notarono la mia maggiore luminosita`.
– Mei-ya! – mi saluto` Sofia in Greco. – Quando compri qualcosa di nuovo o lo indossi, in Grecia ti diciamo “mei-ya!”. Ricordato? Ripeti!
– Mei-ya! – ripetei obbediente e risi.
– Devi imparare il Greco entro la prossima estate!
– Trovatemi un uomo da sposarmi, e vi prometto che lo faro`!
– No, prima impara il Greco, e poi verra` lo sposo! Sei cosi` felice oggi! Bellissima! Questo vestito ti sta bene! Si abbina perfettamente al colore dei tuoi capelli! A proposito, vuoi che ti prenoti dalla mia parrucchiera? E` una professionista! Quanto paghi nella tua citta` per...?
Stavo tornando a casa dopo le 22:00, sorridendo involontariamente in previsione del tanto atteso incontro con Marco. Arrivata alla Cappella di San Giorgio, decisi di entrare per accendere una candela per noi. Tuttavia, entrando, mi resi conto che c’era dentro qualcun altro.
Alzai la testa e...
...mi fissava dritto!!!
L’APICOLTORE!!!
Gridai e corsi fuori alla velocita` della luce, verso il molo, ed entrai nel negozio di Sofia.
– Cos’e` successo?! – mi chiese inorridita.
Cercai di riprendere fiato e di spiegare qualcosa.
– L’Apicoltore!!! Nella Cappella!!!
– Alice, E` MORTO!
– Forse lo e`! Ma e` anche vivo! Ed e` nella cappella di San Giorgio! Lo giuro, mi sta perseguitando! Ho paura! Per favore, credimi! Accompagnami a casa stasera!!!
Sofia, sebbene non credesse ai fantasmi, sembrava davvero spaventata dalle mie parole.
– Beh, certo, lo faro`. Meglio, chiamero` subito Panagiotis. Verra` a prenderti in moto. Ma... pensiamoci logicamente!
Sofia mi fece sedere su una panchina vicino all’ingresso del suo negozio, porto` dell’acqua e si sedette accanto a me.
– Davvero, Alice, la situazione e` strana, sono d’accordo con te. Innanzitutto, qualcuno, a nome del defunto Apicoltore, al cui funerale abbiamo assistito con tutta la famiglia tre anni fa, ti scrive ogni sorta di oscenita` tramite le reti sociali e ti induce alle sue perverse fantasie sessuali, inviandoti anche una canzone sul traghettatore Caronte e sulla morte... Tuttavia, l’unica persona sull’isola che potrebbe davvero fare una cosa del genere, il Pasticcere, e` in arresto a Salonicco. A proposito, non hai ricevuto una parola dall’Apicoltore da quando e` stato arrestato, vero?
– Vero, – annuii e sospirai. – Ma non e` la prima volta che vedo l’Apicoltore! E` come se mi stesse guardando! Vuole qualcosa! E se dietro la maschera dell’Apicoltore si nascondesse un vero maniaco assassino?! Sai quanti omicidi sono gia` stati annunciati dalla TV!
– Alice, mia cara... Considerando l’atmosfera malsana in Calcidica, e` possibile che la tua storia non sia affatto cosi` semplice come sembra! Ma cosa ne pensi? Il tuo Apicoltore e` un fantasma o una persona reale?
– Non lo so, Sofia, non lo so! – esclamai frustrata. – Da bambina vedevo i fantasmi. E` stato un regalo di mia nonna, la strega! Forse e` addirittura un fantasma!
– Guarda, se e` un fantasma, non devi averne paura! – Sofia cerco` di calmarmi. – Il nostro apicoltore era una creatura gentilissima per tutta la vita! Lo conoscevo molto, molto bene! E la sua famiglia – siamo amici! – sono persone meravigliose! Credevano in Dio non per mettersi in mostra, ma per davvero! L’Apicoltore non farebbe del male nemmeno ad una mosca, credimi! Pensi davvero che le persone buone diventino demoni malvagi dopo la morte?
– Non ne ho idea, ma…
– Temi i vivi, Alice! E non credere alle storie di zombie! Non voglio spaventarti, pero`, c’e` un altro omicidio nei notiziari. Grazie a Dio, non sulla nostra isola. Un marito georgiano ha accoltellato la moglie greca a Salonicco. Dicono che fosse ubriaco fradicio. Non so cosa stia succedendo veramente, ma se io credessi alle maledizioni...
Sofia prese il telefono, chiamo` Panagiotis e gli chiese di venire a prendermi.
– E poi, oggi e` venerdi` 13, – mi disse cupa. – Non uscire di casa, Alice! Promettimelo! Non andare al supermercato, non uscire nemmeno sul balcone, va bene? E domani parlero` con il mio amico della stazione di polizia. E` un mio compagno di classe, quindi rimarra` fra di noi. D’accordo?
– D’accordo, – promisi, sapendo gia` per certo che sarebbe stato impossibile per me rimanere chiusa proprio quella sera per qualsiasi motivo!
“Che benedizione che Marco sia qui stasera, dopotutto! Grazie a Dio!” – pensai questo e sentii il rumore di una moto che ci si stava avvicinando. Sofia disse qualcosa a Panagiotis in Greco, mi consegno` ed andammo a casa.
All’ingresso della sua casa Panagiotis sorrise chiedendomi:
– Non vuoi assaggiare il mio miele? Un vasetto del mio miele con il tuo te` verde di sera, e niente fantasmi!
– No, no, grazie! – risposi e corsi al terzo e ultimo piano, nel mio appartamento.
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