Il Libro della Luna. 7. 4. Tata e Marco

L’ISOLA di CARONTE
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”

7. IL LIBRO della LUNA

7.4. TATA e MARCO

...Acqua, acqua, tutto intorno e` acqua, e un terrore di panico mi assale. Cerco di risalire in superficie, ma per qualche motivo non ci riesco, e... sto soffocando!

Mi svegliai quando il Sole stava per andare a dormire. Scendendo le scale per andare alla caffetteria di Yanis sulla riva, lo vidi giocare a calcio con la Bambina e il suo piccolo principe, il Bambino sporco.

“Probabilmente, Yanis sarebbe un buon padre,” – pensai e sorrisi.

Avendomi notato, la Bambina mi si precipito` con un grido.

– Ma-a-a-ma!

La abbracciai con riluttanza e le accarezzo` i lunghi capelli scuri.

– Come ti chiami? – chiesi.

– Tata, – rispose la Bambina sorridendo.

Era il nome di mia madre. Avevo sempre pensato di dare a mia figlia il nome di mia madre. Yanis arrivo` dopo Tata e mi lancio` di nuovo quello sguardo misterioso che mi ricordava un’altra persona.

– Vedo, andate d’accordo! – disse Yanis.

– Perche` non vuoi denunciarla alla polizia?

– Non mi da` fastidio, – rispose con calma. – E com’e` andata la notte?

Mi ricordai... acqua-acqua, tutto intorno...

– Yanis! Aiutami ad andarmene da qui! Non riesco a capire cosa stia succedendo sull’isola dei maghi neri in generale, ma a me personalmente sta succedendo qualcosa di strano. Sono andata al molo ieri sera e...

– Non hai trovato nessun orario li`, vero? – ridacchio` Yanis.

Tata mi lascio` andare e corse a giocare con il suo piccolo principe, mentre io e Yanis ci dirigemmo alla caffetteria e ci sedemmo uno di fronte all’altro.

– Yanis... L’Osservatore delle Stelle dice che… il Libro della Luna e` un libro delle ombre, cioe` il Libro dei Morti. E` vero?

– Chi e` nipote di una strega?

– Non ho mai praticato la magia!

– Credi nell’esistenza della Morte?

– Ho visto me stessa nel Libro della Luna. Se siamo morti, allora…

– Non puoi essere morta. Almeno, perche` stai ancora pensando, – affermo` Yanis con calma.

– Perche` sei qui?

– Forse per te, – Yanis mi prese la mano e mi accarezzo` le dita.

– Ma io voglio andarmene! – espirai per l’impotenza, lasciando la mano nel suo palmo.

– Mi dispiace, – disse Yanis tristemente per qualche motivo, distogliendo lo sguardo.

– Perche`? E cosa vuoi tu?

Yanis si fece piu` cupo. Sembrava stesse cercando di formulare una risposta, ma non riusciva o non voleva dirla ad alta voce.

– Probabilmente hai anche tu delle lanterne sull’Albero dei Desideri, no? – chiesi per evitare pause imbarazzanti, e Yanis annui` in silenzio. Cosi` gli chiesi di nuovo: – Quanti?

– Uno solo.

In quel momento mi ricordai finalmente di chi mi aveva guardata allo stesso modo e sorrisi involontariamente.

– Perche` sorridi, Alice?

– Ho sognato Marco stanotte. Lo chiamavo cosi`, non in greco.

Yanis mi lascio` la mano e mi guardo` intensamente negli occhi.

– Un altro greco? – chiese nervosamente.

– Sei geloso?! – sorrisi.

– No, e` bello sentirti parlare della Grecia o di qualcosa correlato. Allora, come vi siete conosciuti?

– Ad Ammouliani, anni fa... A volte, per cambiare, andavo a nuotare alle isole vicine, e Marco con i suoi amici lavorava al molo durante l’alta stagione. Portavano i turisti per l’intera giornata su qualche isola in barca o yacht.

– Allora, avevo ragione, un altro greco nella tua collezione!

– Non esattamente. Marco ha la cittadinanza greca, ma non e` greco. I suoi genitori sono rifugiati dalla Transnistria. Si stabilirono a Salonicco, dove Marco ando` a scuola e imparo` anche il greco e l’inglese.

Yanis mi ascoltava, ovviamente immerso nei suoi ricordi, ma di tanto in tanto chiedeva e chiariva qualcosa, cosi` continuavo a riprodurre il suono di sottofondo per la sua meditazione.

– Da quanti anni di fila veniva ad Ammouliani?

– Quasi dieci, tranne l’anno in cui tutti i paesi sono stati isolati a causa dell’epidemia. All’inizio, quando ancora nulla preannunciava una tale portata del disastro, Marco parti` per il Regno Unito, verso i suoi lontani parenti, anche loro emigranti. Marco sognava Las Vegas e vedeva la Gran Bretagna solo come una tappa intermedia sulla strada per il suo sogno americano.

– Fermati, Alice. E quei dieci anni ad Ammouliani?

– Prima di tutto, non dieci!

– Beh, okay, nove! – Yanis sorrise. – Questo cambia davvero tutto!

– Secondo, non avevamo nessun rapporto, ci siamo incrociati a volte. Non avevamo niente rapporto, non preoccuparti! – sorrisi, intuendo che Marco non piaceva gi; a Yanis.

– Allora, perche` continui a sorridere quando parli di lui!?

– Questa e` la storia piu` strana della mia vita, – dissi ridendo.

– Quindi eri innamorata di lui! Se e` una storia!

– Yanis, non ti interessa sapere se mi amava?!

– E` impossibile non innamorarsi di te, – disse Yanis tristemente per qualche motivo, lanciandomi di nuovo lo sguardo di Marco.

– Ora mi hai guardato come lui. Quando apparivo sul molo, gli amici di Marco gli gridavano sempre scherzosamente: “Ecco la tua qui!” Ma siamo troppo diversi per stare insieme. Quando si e` trasferito nel Regno Unito qualche anno dopo...

– A proposito, Alice, anche la Gran Bretagna e` un’isola! Come Camotes e Ammouliani. Ti piacciono le isole?

– Si`, certo! Wow, davvero, sono isole ambedue! Non ci avevo mai pensato prima!

– Quindi, a quanto pare, Marco ha avuto una possibilita` dopo essersi trasferito nel Regno Unito.

– Per lui stesso, si`, non in termini di relazione con me. Tuttavia – ironia della sorte! – Marco mi ha trovato su un sito d’incontri internazionale e solo allora abbiamo cominciato la nostra corrispondenza!

– Perche` hai cominciato a scrivergli se siete troppo diversi?

– Non lo so. E` come trovare un amico, o qualcuno che conosci, in una grande citta` straniera dove non hai nessun altro.

– In cosa si manifestava la vostra differenza?

– Hai mai visto il film “Titanic”? – chiesi a Yanis, lui annui` silenziosamente, e continuai: – Sono abituata a comunicare con persone di diversa provenienza, livello d’istruzione e sfera d’interesse. Per esempio, Marco adorava il calcio e non amava i libri, e non potrei immaginare la mia vita senza libri! Non solo li collezionavo, andando a caccia di copie rare, ma li leggevo, li pubblicavo e li scrivevo me stessa. All’inizio del panico globale dovuto all’epidemia, avevo diverse attivita`, anche piccole, ma di mia proprieta`, e Marco, per sopravvivere alla pandemia nel Regno Unito, ha accettato un lavoro come caricatore. Tuttavia, la cosa piu` importante era la differenza nelle nostre opinioni sul futuro. In breve, si puo` riassumere cosi`. Marco sognava un casino` nella Las Vegas americana, mentre io sognavo un tranquillo appartamento in riva al mare in un piccolo villaggio di pescatori in Grecia, al bordo del Monte Athos.

– Perche` allora?

– Non so spiegarti il perche`. Ne` a te, ne` a me stessa. Succede cosi`. Senti qualcosa di scontato ed inevitabile, chiaramente predestinato dal Cielo. Non e` per caso, ma non ne capisci le ragioni. Ne` cosa succedera` esattamente, ne` perche` ne hai bisogno. Sicuramente, Marco sapeva bene che non saremmo mai insieme. Tuttavia, era attratto da me tanto quanto io lo ero da lui, forse anche di piu`.

– E non potevate vedervi a causa delle frontiere chiuse, giusto?

– Si`, anche se il Regno Unito in generale e` un paese difficile per gli incontri. Solo il pensiero della necessita` di compilare i documenti per ottenere il visto per la Gran Bretagna mi fa venire il mal di testa. Marco continuava ad invitarmi a fargli visita, ma era irrealistico. E per vari motivi, non poteva venire da me.

– Per tutto quel tempo ti scriveva…

– A volte spariva, poi scriveva di nuovo. Sebbene fossi pronta a non ricevere piu` sue notizie, aspettavo le sue lettere inconsciamente. Visitavo costantemente la mia pagina Internet per controllare se avesse letto il mio post. Si`, si`… Prima in modo del tutto inconscio e poi apposta, ho cominciato a pubblicare foto sempre piu` espressive, firmandole brevemente, ma con un significato nascosto… Le mie mani tremavano, chiudevo gli occhi vedendo il suo nome nella lista dei visitatori – oh, non mi ha nemmeno messo un “mi piace”! – ma saltavo, strillavo: “Non mi hai dimenticato! Mi vuoi! Oh, dimmi che mi vuoi anche tu!”

– Non dirmi adesso, Alice, che dopotutto non hai incontrato Marco, come Kostas!

– La Grecia e` stata aperta a maggio. Eravamo d’accordo che Marco avrebbe cercato di venire ad Ammouliani ad agosto, proprio il mese in cui trascorrevo le mie vacanze li`. Ma alla fine, il capo lo lascio` andare solo per un fine settimana. Marco compro` dei biglietti aerei per Salonicco per venerdi` 13, vigilia dell’Assunzione della Vergine Maria, una festa ortodossa celebrata in Grecia dal 14 al 15 agosto. Aveva in programma di visitare il Monte Athos sabato, ma prima di venire da Tripiti ad Ammouliani in traghetto per trascorrere la notte di venerdi` con me. Sabato mattina presto si sarebbe trasferito ad Uranopoli con la barca del suo amico, con cui Marco aveva gia` concordato in anticipo. Da Uranopoli in traghetto fino al porto di Athos, Dafne. Poi salire sul Monte fino alla Croce e scendere subito, perche` i biglietti aerei di ritorno erano stati comprati per domenica, e lunedi` mattina il capo lo aspettava gia` al lavoro.

– Sognava figli e famiglia?

– Mi ascolti distrattamente, Yanis! Marco sognava un casino` a Las Vegas! Anche se, all’inizio della nostra corrispondenza, mi ha parlato piu` volte di famiglia e figli. Marco mi ha chiesto se ero pronta ad emigrare e tutto il resto... Poi si e` fermato. Forse ha capito che non posso. Ad un certo punto ho persino iniziato a temere queste conversazioni. Forse anche lui.

– Allora, sei andata dai maghi per vedere Marco?

– No! Non Marco... C’era un uomo, Michele... Un giorno e` scomparso all’improvviso, molto prima che Marco mi incontrasse sul sito d’incontri. Anche se Michele diceva sempre che sarebbe stato felice di vedermi sposata con uno straniero.

– A differenza di Marco, Michele, ovviamente, era dello stesso sangue blu di te! – ipotizzo` Yanis con un tono piuttosto velenoso.

– D’accordo, Marco e` il suo opposto, anche esteriormente. Michele era un uomo alto e maestoso, e Marco sembrava un ragazzino. Tuttavia, Marco era piu` reale, o meglio dire, non finto, non si era ancora rifornito di maschere. Se Marco diceva qualcosa, significava che la pensava e la sentiva davvero cosi`. Anche se Michele, per me personalmente, aveva un unico difetto. Era sposato per sempre. E anche se non fosse scomparso allora...

Tata ci corse incontro. Afferro` me e Yanis per le braccia e ci trascino` a giocare con lei e il suo piccolo principe.

Il Sole era gia` tramontato. Giocammo a calcio per un po’. I bambini strillavano di gioia. Yanis sembrava assolutamente felice per la prima volta. E per un attimo mi chiesi persino se veramente dovessi andarmene...


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