Sangue con latte. 6. 2. Mamma?
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”
6. Il SANGUE con LATTE
6.2. MAMMA?!
Mi svegliai nella mia capanna verso il tramonto. Era difficile adattarmi all’ora locale. Alzandomi dal letto, cercai di concentrarmi, c’erano troppi eventi durante la notte, o... durante quei giorni dei nove che avevo programmato di trascorrere li`, sull’Isola dei Maghi? Potevo permettermi di riposare per un mese intero solo in Grecia.
“Hmmm... E` il secondo sogno strano di fila, perche` era una copia esatta della realta`. Nel frattempo i sogni sono sempre diversi dalla realta`, anche se nelle piccolezze. Beh, il primo sogno con Sofia che parlava di Caronte si concludeva con l’apparizione dell’Apicoltore, non successa in realta`... Grazie a Dio! Il Pasticcere e` stato arrestato e l’Apicoltore…”.
Improvvisamente, il mio sguardo vagabondo si fermo` sulla bottiglia vuota della pozione magica.
“Oh, mio Dio! Michele era qui ieri sera! Non abbiamo toccato la bottiglia, quindi tutto e` successo da solo. Ma cosa sarebbe successo se avessimo bevuto la pozione? E chi, mi chiedo, si e` intrufolato nella mia capanna e ha bevuto il mio sangue con latte, mentre ero via?!”
Mi rimisi in ordine e decisi di andare a trovare Yanis. Scendendo verso l’Oceano che gia` invadeva la spiaggia, notai la Bambina, che correva allegramente avanti e indietro lungo la riva di sabbia bianca come la neve, e il Bambino, che la rincorreva con non meno gioia.
“Oh, il primo amore!” – sospirai.
Yanis mi saluto` da lontano e si mosse persino verso di me, ma non appena ci fummo raggiunti, la Bambina corse verso di me sorridendo, mi abbraccio` ed esclamo`, raggiante di felicita`:
– MAMMA!
Mi fermai e, non appena Yanis ci si avvicino`, gli chiesi, dimenticandomi di salutarlo:
– L’hai sentito? Cosa significa?
– Sembra che abbia finalmente trovato quello che cercava, – rispose Yanis con un sorriso gentile appena percettibile, che mi fece perdere subito la pazienza.
– Non sono sua madre!
La Bambina inclino` la testa di lato e ci guardo` attentamente.
– Come e` potuto succedere?! – esclamai, spostando contemporaneamente lo sguardo sul Bambino sporco, corso verso di noi. – Deve confondermi con sua madre!
– La-a-n-te-e-r-na! – disse il Bambino melodiosamente e punto` il dito prima verso la Bambina, poi su di me.
– Cosa?! – mi ritrassi inorridita, ricordando il disegno del Bambino sotto l’Albero dei Desideri. – Avevi bisogno di una lanterna perche` la tua principessa potesse trovare sua madre?!
Il Bambino sorrise furbescamente e corse via. Rivolsi lo sguardo a Yanis, che mi osservava in silenzio e con assoluta calma, senza alcuna emozione.
– Ascolta, Yanis! Forse l’errore e` avvenuto perche` avevo visualizzato la lampadina di qualcun altro?! Comunque, la Bambina non e` mia figlia! – esclamai, ma Yanis scrollo` le spalle. – Perche`?! Non mi credi?! Cosa dovrei fare adesso? Bisogna restituire la Bambina ai suo legittimi padre e madre!
La Bambina era ovviamente offesa dalle mie parole. Facendo un passo di lato, si sedette sulla sabbia bianca come la neve, tenendomi d’occhio.
– Va bene, – annui` Yanis. – Lei puo` stare con me per un po’.
– Sei pazzo! Dove stare con te? In una barca???
– Siamo tutti sulla stessa barca qui, – sorrise Yanis.
– Oh, capito, sei un filosofo! Certo, si puo` dirlo su qualsiasi isola! Ma non tirarti indietro, Yanis! Cosa significa il tuo “per un po’”? Chi sei per lei? Ti stai prendendo troppe responsabilita`! – ero indignata. – L’accusa di aver rubato un bambino non e` la stessa di aver rubato il sangue con latte!
Le mie ultime parole resero chiaramente teso Yanis.
– Ti avevo detto di non…
– Di non andare dai maghi? – dissi velenosamente. – E perche` ci sei andato TU?
Yanis si fermo`, apparentemente chiedendosi come lo sapessi, visto che avevo trovato la bottiglia magica nella sua caffetteria, mentre lui dormiva tranquillamente sulla riva sotto la barca rovesciata.
– Hai ragione, – annui` Yanis. – Sono stato dai maghi. Circa cinque giorni fa. Ma ho trovato la forza di non usare la loro pozione, versandola nel lavandino all’ultimo momento. E non voglio che tu ti trasformi in un vampiro.
– Quale vampiro?! Quanti anni hai per credere ancora alle favole?! Sei davvero un pazzo! Pazzo come tutti e tutto su questa dannata isola! – gridai.
– Alice, – Yanis cerco` di prendermi la mano per calmarmi, ma incrociai le braccia al petto con aria di sfida.
– Se la memoria non mi inganna, mi hai detto tu stesso che cinque giorni fa eri dai monaci sul Monte Athos in Grecia! Ed ora affermi che lo stesso giorno sei andato dai maghi a Camotes?! Chissa` a cosa ti serve la loro pozione!
Yanis sospiro` profondamente e mi guardo` di nuovo con quello strano sguardo, ricordandomi qualcun altro che non riuscivo a ricordare.
– Puoi pensare quello che vuoi, – disse Yanis a bassa voce, distogliendo lo sguardo, – ma ti dico la verita`, Alice. E, bada bene, non ti chiedo, perche` TU avessi bisogno di questa pozione.
All’improvviso, mi resi conto di tutta l’assurdita` della situazione. Yanis era un completo sconosciuto per me, mentre avevo sfacciatamente invaso il suo territorio e avanzato affermazioni sulla pozione magica con un chiaro sapore d’amore.
– Scusa, mi dispiace, – disse a bassa voce e offrii a Yanis un caffe` per riconciliarci.
La Bambina, che ci aveva osservati per tutto quel tempo, ci segui`.
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