Albero dei Desideri. 5. 5. Funziona?
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”
5. L’ALBERO dei DESIDERI
5.5. FUNZIONA?!
Stavo tornando “a casa” nel buio completo. Avendo lasciato la capanna la mattina, non potevo immaginare in anticipo un ritorno cosi` ritardato, quindi non avevo con me una torcia.
All’improvviso si levo` il Vento e le nuvole piu` scure attraversarono il cielo come in un film accelerato. Accelerai il passo per tornare prima del diluvio tropicale che mi aveva colto sulla roccia della scala la volta precedente.
Ricordai quella notte e la Nave Gigante – con i fantasmi? – e rabbrividii.
Tuttavia, il muro di pioggia si abbatte` su di me proprio sulla soglia, nello stesso momento in cui un’ombra minacciosa mi si avvicino`, crescendo da dietro...
“Oh no! Dio! La chiave! Sbrigati!!!”
Aprii la porta freneticamente, corsi dentro e mi chiusi.
Si udi` un fragore di tuono e un lampo illumino` il cielo.
Cominciai a tremare. Forse perche` ero bagnata, o per la paura che l’ombra mi inseguisse (l’Apicoltore?), o anticipando l’imminente notte magica? O forse per tutto all’insieme?
Presi il mio quaderno e scrissi gli eventi della giornata: “Mi svegliai e saltai su come scottata. Mi guardai intorno: la stessa capanna. “Ugh... Grazie a Dio! L’Apicoltore era solo”...”
Avendo finito di scrivere il diario, tirai fuori la candela magica rossa, nascosta nell’armadio. La accesi e guardai la fiamma a lungo...
Scivolai nei miei ricordi, senza piu` reagire ne` ai fragori sempre piu` intensi dei tuoni, ne` ai fulmini che squarciavano il cielo, ne` alla danza delle ombre infernali fuori dalla finestra, su cui … improvvisamente busso` qualcheduno!
Uscii dallo stato ipnotizzato: Michele? Yanis? L’Apicoltore?
Il mio cuore sprofondo`! Lanciai un’occhiata alla candela: si era consumata solo per due terzi... Un altro bussare, gia` alla porta. Strizzai gli occhi, girai la chiave nella serratura al tocco e mi ritrassi per la paura...
– Ciao, Alice!
Aprii gli occhi e strillai di felicita`:
– Ciao-o-o!
“Wow! Funziona!” – mi passo` per la testa simultaneamente.
Michele, nella sua uniforme da marinaio, bagnato fradicio per l’acquazzone, si tolse il berretto ed una specie di mantello. Guardandomi dritto negli occhi, sorrise:
– Allora...?
Mi gettai al suo collo.
– Sapevo che saresti tornato! Non potevi... non potevi sparire senza un addio!
– Solo mogli e mariti possono diventare “ex”. Non esistono ex-amanti...
Finito di abbracciarci, mi lascio` andare e si sedette al tavolo vicino alla finestra, e mi ricordai della pozione.
– Dove sei stato? – gli chiesi, tirando fuori la bottiglia magica dall’armadio, e d’improvviso scoprii che il tappo non c’era piu`, e la bottiglia divenne... VUOTA!!!
– Nello spazio intergalattico, – sorrise Michele. – Ora, vedi, sono di nuovo sulla Nave. E tu? Stai scrivendo un nuovo romanzo qui?
Lancio` un’occhiata al mio quaderno sul tavolo. Annuii.
– Lo stai facendo bene, Alice. Scrivi con un senso. Cosi` che finisca subito nello scaffale, pero` non in un posto qualsiasi, ma direttamente nella Biblioteca dell’Universo! Dopotutto, questa e` l’unica cosa che conta davvero.
Lasciai le sue parole senza commenti e mi sedetti sulle sue ginocchia.
– Portami con te fuori da qui! – sussurrai, prevedendo qualcosa di straordinariamente brutto. – Per favore! Qui e` tutto sbagliato!
– E c’e` un bagno qui? – chiese Michele come se non mi stesse ascoltando, mentre mi mordeva delicatamente l’orecchio.
– La doccia e` li`... Vai prima per non ammalarti, sei tutto bagnato.
– Andiamo insieme! Ti gratto la schiena. Devi aver sentito molto la mia mancanza, per tanti anni?
“Per tanti anni? – risuono` dentro di me. – No, non puo` essere vero! Mio Dio, come velocemente vola il tempo!”
Improvvisamente, sentii una musica… Era dolorosamente familiare, tremolante, da qualche film, ma… Da dove proveniva?
– Si`, si`, esattamente! – sorrise Michele. – Il capitano di una nave intergalattica* e` alla ricerca di un pianeta vivibile, ma finisce in un Buco Nero, dove la tua preferita “stanza nel cubo” si moltiplica, si moltiplica… Nel frattempo il Tempo esiste all’infinito, ripetendosi costantemente, in un cerchio, in ogni suo punto… E il capitano precipita nel passato… Ricordi?
Sorrisi ed annuii, si`, era il mio episodio preferito.
– Il tempo non esiste davvero, Alice. O meglio dire, esiste sempre in ogni “qui e ora”. Vieni da me!
Comincio` ad accarezzarmi teneramente e appassionatamente, baciandomi le labbra e il collo, e la musica scorreva in me come l’Oceano, in cui volevo annegare... e cominciai a respirare a ritmo...
* “Interstellar” di Christopher Nolan.
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