Albero dei Desideri. 5. 2. Un Faro abbandonato
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”
5. L’ALBERO dei DESIDERI
5.2. Un FARO ABBANDONATO
Mi svegliai e saltai su come scottata. Mi guardai intorno: la stessa capanna.
“Ugh... Grazie a Dio! L’Apicoltore era solo...”
Stop! Improvvisamente, mi resi conto che l’Apicoltore non era un sogno! La nostra conversazione con Sofia era realmente avvenuta durante la mia ultima visita ad Ammouliani, anche se l’Apicoltore non era venuto da me quella mattina...
Comunque, i miei ricordi potevano aspettare! La pozione della Grotta aveva una durata limitata di sole 24 ore! E l’enigma dell’Albero dei Desideri era molto piu` rilevante di qualsiasi Apicoltore!
“Cosa fare? – pensai tesa. – Chiedere a Yanis? Lui avrebbe esclamato qualcosa del tipo “Aha! Capito! Sei stata dai maghi!” Ma d’altra parte, chi altro e` qui a cui chiedere? La Bambina, che cerca sua madre, o il Bambino, che ha bisogno di una lanterna, forse tanto quanto me? Oh! Ottima idea! Diro` a Yanis che voglio trovare una lanterna per il Bambino!”
Scesi le scale verso la riva. Era l’alba. L’Oceano si era gia` ritirato, e attraversai la sabbia spoglia fino alla caffetteria di Yanis.
Mi avvicinai e bussai. Silenzio. Aprii la porta che non era chiusa a chiave.
– Yanis! Ciao! Ci sei?
E di nuovo, silenzio. Entrai: una cuccia! Non c’era un letto, trovai solo un tavolo da cucina e degli scaffali. Beh, cucinava fuori, dietro la caffetteria, sulla brace... ma come poteva vivere in un posto cosi` piccolo?
Vuoto! Niente Yanis... Tuttavia, la curiosita` femminile mi fece soffermare un attimo. Esaminai il contenuto del tavolo e degli scaffali: barattoli di spezie, radici di erbe aromatiche, un po’ di frutta secca e...
– Oh no!!! Wow! Beh, te lo ricordero`!
Il mio sguardo si poso` esattamente sulla stessa bottiglia che il Capo Mago mi aveva dato il giorno prima. Uscii dalla caffetteria e mi chiesi dove Yanis avrebbe potuto passare la notte. Nel villaggio? Ma, scorrendo lo sguardo lungo la spiaggia spoglia, notai una barca rovesciata in vicinanza. La raggiunsi e bussai:
– Yanis, non sei qui per caso?
Si udi` un movimento sotto la barca, che fu lentamente sollevata da un lato.
– Alice? A quest’ora? – Yanis mi lancio` un’occhiata assonnata e socchiuse gli occhi per proteggersi dai primi raggi del Sole.
– Ciao, scusa! Ma... dove cresce l’Albero dei Desideri? – gli chiesi direttamente, mentre lui non si rendeva ancora conto della realta`.
– Al molo! Dove altro potrebbe crescere? – Yanis fu sorpreso e sbadiglio`, cercando di ripararsi dalla luce del Sole nella barca, ma poi d’improvviso sorrise maliziosamente e mi chiese: – Perche` non dormi? Il tramonto e` ancora lontano! Se hai paura di dormire da sola, puoi unirti a me!
– La prossima volta! – annuii.
La barca affondo` davanti ai miei occhi, e quasi subito il sereno russare di Yanis si udi` nel silenzio del mattino.
***
“Dannazione! Mi sono dimenticata di chiedergli dove trovare le lanterne! – pensai mentre mi dirigevo verso il molo. – Ma e` un bene che non abbia dovuto mentire sulla lanterna per il Bambino. Anzi, se ne prendo due per me, posso anche prenderne una come regalo per il Bambino”.
Tornai all’albergo sulla scogliera, uscii dal cancello della reception sulla strada principale, svoltai a sinistra, camminai per circa dieci minuti verso il molo e all’improvviso mi sentii completamente male. Sembrava che il Sole, appena sorto dal suo letto d’oltremare, mi stesse dando la caccia per arrostirmi e mangiarmi a colazione! E se all’inizio ero lusingata dalle ombre degli alberi, fra poco le mie gambe erano gia` aggrovigliate, ed il mio corpo, con gli occhi chiusi da soli, aveva un’unica domanda in mente: “Dov'e` possibile sdraiarsi fino al tramonto invece di svanire stanco morto sulla strada?”
Sull’orlo della disperazione, tra le palme improvvisamente divaricate, notai un Faro e mi precipitai verso di esso. Il Faro, ovviamente, era gia` immerso nel sonno, ma la porta della torre era aperta. Corsi dentro e guardai in alto, misurando ad occhio nudo la scala a chiocciola.
– Buona giornata! C’e` qualcuno qui? – gridai.
All’improvviso quel qualcuno mi diede una pacca sulla spalla. Rabbrividii e mi voltai. Davanti a me c’era un uomo con la barba grigia, in vestaglia blu, occhiali e un berretto magico in testa, come un personaggio delle fiabe! Barcollava, apparentemente molto assonnato, e mi sbadiglio` quasi in faccia, coprendosi educatamente la bocca con la mano.
– Sei qui per le stelle? – mi chiese.
Volevo dire: “Stavo passando di qui, ma non c’e` nessun altro posto dove passare la giornata”, quando all’improvviso mi ricordai...
– No! Per le lanterne!
– Beh, e cosa ti ho chiesto? – l’uomo disse sorpreso, sbadiglio` di nuovo e aggiunse: – C’e` solo una lanterna disponibile ora, una per tutti. E` la stella chiamata il Sole. E tu chi sei?
– Sono Alice. E tu sei il guardiano del Faro, vero?
– Osservatore delle stelle, Astronomo! Oh, quelle persone nuove! Torna dopo il tramonto, Alice!
– Scusa! E` possibile soggiornare qui, nel tuo Faro?
– In attesa del tramonto? – sorrise l’Astronomo e borbotto`: – Vorrei che qualcuno avesse pensato a qualcosa d’insolito! Ve bene, andiamo!
Mi porto` nel seminterrato e mi offri` una delle numerose stanze accoglienti tra cui scegliere e mi avendo salutata, sussurro` a se` stesso:
– Chi mi avrebbe detto che avrei gestito un’albergo orario!
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