Grotta dei Maghi. 4. 1. La vita e troppo breve
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”
4. La GROTTA dei MAGHI
4.1. La VITA ; TROPPO BREVE
Michele... Avrei voluto che fosse stato con me sull’isola!
Non abbiamo mai trascorso le vacanze insieme... Gli mandavo le mie foto erotiche delle isole greche chiedendogli: “Quale ragazza preferisci? Scegli!” E lui mi rispondeva: “Prendiamole tutte!” Aveva un ottimo senso dell’umorismo.
Si`, forse Michele era l’unico uomo mandatomi dal Cielo, che avrei sposato immediatamente, accettando consapevolmente il fatto che mi avrebbe tradita dopo il matrimonio, proprio come aveva tradito sua moglie con me.
Mi sembrava strano che molte ragazze si perdessero in profonde illusioni sulla possibilita` di cambiare un uomo tramite un timbro sul passaporto. Non capivo chi leggeva il contenuto dei telefoni, cercava un capello strano sui vestiti, fiutava odori estranei e svolgeva altre funzioni da investigatore privato. Avendo notato le prove, probabilmente avrei detto qualcosa d'aspro, chiedendogli di non disturbarmi piu`. Ero gelosa di Michele per sua moglie? No. Volevo segretamente che divorziassero? Non ci avevo nemmeno pensato.
Sua moglie era un assioma. Inoltre, quasi dal primo giorno della nostra conoscenza, Michele mi aveva inculcato l’idea che ero assolutamente libera e che avrei potuto trovare un altro uomo in qualsiasi momento per amicizia o sposa, e che lui sarebbe stato sinceramente felice per me e persino pronto a celebrare il mio matrimonio, perche` “non c’era nessun Michele nella mia vita e non ci sarebbe mai stato davvero”.
Di tanto in tanto, cercai sinceramente di conoscere qualcuno con l’obiettivo di creare una famiglia, considerando esclusivamente ragazzi liberi, e a volte persino condividevo i risultati di tale ricerca con Michele. Risultati negativi. Non perch` avessi pretese eccessive nei confronti di un potenziale principe.
A quanto pare, era il mio destino. Attraevo uomini non “miei”: alcolisti cronici, gigolo` incalliti, atei intransigenti e pervertiti sessuali. Con tutta la ricchezza di scelta, non c’era alternativa a Michele. Forse per lo spirito di liberta`, ogni nostro incontro, che poteva anche essere l’ultimo, si trasformava in una luminosa festa, e tale modello di relazione resiste` ad una prova del tempo piuttosto lunga.
Michele non mi aveva mai dato soldi o regali, ma il mio 14 febbraio piu` magico era legato a lui. Michele di solito coglieva per noi un momento unico di “qui e ora”, in cui ci ritrovavamo a brillare come il Sole.
Tuttavia, la sensazione di essere libera e di non appartenere a nessuno mi avvelenava. Quanto gli costava ammettere di esistere nella mia vita? In generale, affrotando la verita`, quella non era affatto la relazione che poteva portare felicita`, che doveva essere sognata e/o invidiata.
In tutti gli anni, litigammo solo due volte. Nemmeno litigammo. Mi ero offesa. La prima volta non mi piacquero le sue parole ciniche su... O meglio dire, il tono con cui lui espresse la sua opinione. Ero d’accordo con lui, ovviamente, Michele come sempre aveva assolutamente ragione, ma non mi piacque il modo in cui disse quello che disse. Tuttavia, dopo un paio di giorni, Michele capi` il motivo del mio malumore, venne nel mio ufficio e mi chiese di perdonarlo. Quante persone vi chiesero perdono per il tono con cui avevano espesso la loro opinione?
La seconda volta mi chiese insistentemente il motivo dell’offesa per due giorni di fila, poco prima della mia partenza per Ammouliani. Gli mandai persino una minaccia scherzosa: “Scrivero` un romanzo su di te!” E ricevetti una lettera come risposta non da un ragazzo, ma da un uomo:
“No-no-no, questo non e` un romanzo, e nemmeno un racconto, e non e` un episodio, ma solo un momento nella vita di due persone adulte e autosufficienti, che semplicemente si sono fraintese. Scusa, ho sbagliato a sparire senza dare spiegazioni. Ho avuto un periodo nero, problemi di finanze e in generale... Ma appena la vita ha cominciato a migliorare, mi sono permesso di vederti di nuovo”.
E quel “Mi sono permesso di vederti” si impresse in me una volta per tutte, collegando all’istante chilometri di ricordi in un unico quadro: “Non so nemmeno in quale altro modo sorprenderti!”, “Mio Dio, sono gia` nonno!”, “Ho perso qualche chilo! Ora sono come un ragazzo!”
Sorrisi… e gli risposi con tono piuttosto serio: “Ascolta! Non devi essere un supereroe! Se non hai i soldi per affittare l’intero albergo a cinque stelle per noi, possiamo semplicemente passeggiare per la citta`. Se diventi debole al letto, accarezzami i capelli e ne saro` felice. La vita e` troppo breve per sprecare tempo fermati nei periodi negativi!”
Qualcuno mi tiro` la mano.
Mezzo addormentata, sdraiata sulla sabbia bianca come la neve, aprii gli occhi e gridai di paura. Invece del solito cielo, davanti ai miei occhi apparve il volto sporco di… quel Bambino!
Stava ridendo.
– Lanterna! LANTERNA!!! – grido` la sua parola dolce, correndo via dalla riva verso il villaggio.
Mi alzai, sospirai e guardai l’Oceano...
"Acqua... tutto intorno... e` acqua... L’Oceano arriva qui silenziosamente..."
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