Capitano della Nave. 3. 3. Il Bambino di nuovo

L’ISOLA di CARONTE
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”


3. Il CAPITANO della NAVE

3.3. Ed ANCORA UNA VOLTA... il BAMBINO!

Mi sedetti alla caffetteria di Yanis, anche se non avevo voglia di mangiare, perche avevo un terribile mal di testa.

Yanis mi porto` il succo fresco di frutta tropicale e mezza noce di cocco e, lanciando un’occhiata alla sedia di vimini davanti a me, mi chiese gentilmente se fosse libera. Gli feci un cenno di si`. Si sedette e continuammo la nostra conversazione.

– Allora, dove ti sei riposata in Grecia, Alice?

– Sull’isola di fronte al Monte Athos.

– Intendi Thassos?

– No, Ammouliani. Sei mai stato a Thassos?

– No... E ti piace Ammouliani, l’isola dei monaci? Non molto tempo fa apparteneva al monastero di Vatopedi. Hai sentito lo Spirito del Monte Sacro? Possiamo dire che hai vissuto in Terra Santa!

– Si`, e` incredibile! – sorrisi ricordando. – Sai, c’e` una spiaggia sabbiosa e selvaggia con vista sul Monte Athos. L’acqua e` cosi` limpida e trasparente che anche se nuoti lontano dalla riva, puoi vedere il fondo, e non fa paura nuotare li`. A dire il vero, ho paura dell’acqua.

– Paura? Perche`?

– Non lo so. Fin da bambina. Ho spesso sognato lo stesso incubo, sognavo di annegare nel mare o nell’Oceano. Ecco perche` ho paura delle onde. Per fortuna, di solito non ci sono onde nella baia d'Ammouliani.

– Non ci sono onde nemmeno qui, – ridacchio` Yanis.

– Ma l’Oceano qui e` pieno di alghe, e per un chilometro non c’e` profondita`! E` impossibile nuotare, solo camminare! Ad Ammouliani fai due passi e non c’e` piu` il fondo. E non ci sono alghe! Anche se nuotavo lontano dalla riva, mi sentivo a mio agio, come un pesce nell’acqua! O forse come una sirena...  Rimanevo in acqua per piu` di un’ora, tutta sola, o meglio, io, il mare e il Monte Sacro... Immagina, nessun altro in giro! A propo’, mi piace immergermi nell’acqua e osservare i pesci!

Mentre raccontavo a Yanis della sua Grecia, lui sorrideva, e sorridevo anch’io, immergendomi nei ricordi.

Molti anni prima, in un libro di un saggio, avevo scoperto un’idea interessante: “Alla nostra coscienza non importa se qualcosa accade solo nei pensieri o nella realta`, perche` la reazione del corpo e` sempre la stessa”. E pensai: “Forse la macchina del tempo e` un pensiero umano, e i nostri ricordi non sono altro che la realta` del “qui e ora”. Quindi, fa bene alla nostra salute ricordare momenti felici o semplicemente piacevoli”.

All’improvviso, qualcuno mi afferro` la mano. Gridai di sorpresa, mi girai e vidi... il Bambino! Proprio lo stesso! Mi tese la mano, guardandomi pietosamente negli occhi, e disse:

– Lanterna!

In quel momento il mio cervello sembro` completamente distrutto.

Yanis si alzo` da tavola e prese il Bambino per mano. Parlando nel dialetto locale, si diressero verso il villaggio. Li seguii pensierosamente con lo sguardo, ma all’improvviso mi ricordai del mio ultimo incubo: la Nave Gigante. Quando Yanis torno`, decisi di condividere il mio sogno misterioso.

– Yanis, ascolta! Stanotte!

– Non riuscivi ad addormentarti?

– Si`, sono uscita per respirare l’Oceano. Ero in piedi sulla roccia, vicino alle scale, quando all’improvviso e` apparso il Vento! Sembrava un uragano! Il cielo e` diventato subito spaventoso! Enormi nuvole si muovevano avanti e indietro! Fulmini, tuoni, cominciato a piovere, o meglio dire, era un'acquazzone tropicale, ed una Nave Gigante e` entrata nella baia! Ma le persone a bordo, ho visto attraverso il muro di pioggia, te lo giuro, le ho viste scendere dalla Nave, ma direttamente nell’Oceano e camminare verso la riva sulla superficie dell’acqua!!!

– E come si arriva a Camotes, se non via nave o traghetto? – Yanis ridacchio`. – Come sei arrivata qui, Alice? Con un tappeto volante?

Il mio cervello si blocco` di nuovo. Un problema con la mente. Capivo perfettamente che non c’era altro modo per raggiungere l’isola. Ma per qualche motivo l’immagine sullo schermo interno si era divisa in due. Vidi il vecchio traghetto che mi aveva portato li` con Alessio, molti anni prima, e vidi anche...

...Acqua, acqua, tutto intorno e` acqua, e un terrore di panico mi assale. Cerco di risalire in superficie, ma per qualche motivo non ci riesco, e...

no, non “sto soffocando!” – prima di soffocare, vidi il volto di un Uomo davanti a me, un volto, che pulsava attraverso la doppia immagine sullo schermo interno – l’ultima cosa che tremolo` nel mio incubo...


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