Capitano della Nave. 3. 1. il Capitano

L’ISOLA di CARONTE
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”


3. Il CAPITANO della NAVE

3.1. Il CAPITANO

Michele era il capitano di una nave. All’inizio. E poi divento` un personaggio importante negli ambienti politici. Quando io ricevetti un premio letterario alla Casa Centrale degli Scrittori, il Presidente gliene conferi` uno statale. Ma Michele era anche un creatore come me e, a differenza mia, era un genio. In realta`, ci conoscemmo sull’onda della creativita`. E poi...

Michele trasformava ogni nostro incontro in un fuoco d’artificio d’emozioni. Sembrava cercare continuamente di dimostrare a me o persino a se stesso che era il migliore, che nessuno sarebbe stato come lui. Era certamente piacevole, ma non necessario, perche` Michele era gia` il migliore, almeno per me. Non solo dannatamente affascinante, alto e atletico, ma anche una persona intelligente e saggia, Michele amava leggere molto, vestirsi con stile, mangiare cibo delizioso e profumarsi in modo costoso. Quando passeggiavamo per la citta`, invidiavo me stessa: “Che uomo sta accanto a me!” In realta`, eravamo una coppia meravigliosa, non solo esteriormente. A volte mi chiedevo perche` Michele non si trovasse una ragazza giovane, visto che avevo solo sette anni meno di lui. Una volta (anche se litigammo solo due volte), lo mandai persino… da puttane, ma mi rispose con calma che per lui era interessante e piacevole comunicare con me, che ero una persona intelligente e saggia, e che, nonostante che fossimo completamente diversi nel carattere, avevamo interessi comuni, compatibilita` intellettuale e fisica, mentre le puttane erano una strada in nulla.

Si`, mi consideravo una pessima amante, ma solo con Michele baciavo sulle labbra, quei baci erano il suo know-how, e con eccezionale facilita` e discrezione, su sua iniziativa, con il mio consenso, provavamo di tutto a letto per tornare alla tradizione classica.

Michele era un leader, e lo apprezzavo, perche`, certo, sul lavoro ero un dittatore incondizionato, ma nei rapporti personali ero una sottomessa argilla. Conoscevo Michele da molti anni, non solo a parole, ma nelle azioni, quindi potevo assicurarvi che era esattamente l’uomo che quasi tutte le donne sognavano. Ognuna di noi poteva sentirsi al sicuro con lui, come dietro un muro di pietra. Non nascondeva la testa sotto la sabbia, come uno struzzo, ma risolveva coraggiosamente ogni problema.

Non esiste il congiuntivo nella storia dei fatti, ma... Michele era l’unico uomo mandatomi dal Cielo, che avrei sposato immediatamente, accettando consapevolmente il fatto che...

– MAMMA!!! – esplose da qualche parte molto vicino.

“Il suo grido fara` risorgere anche i morti dalla bara!” – pensai e aprii gli occhi.

L’acqua stava arrivando... Alta marea...


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