Acqua morta. 2. 3. Una Nave gigante

L’ISOLA di CARONTE
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”

2. L’ACQUA MORTA

2.3. Una NAVE GIGANTE

Non riuscii ad addormentarmi quella notte. Lasciai la mia capanna per godermi la vista sull’Oceano dalla scogliera, direttamente dal punto in cui le scale venivano giu`, nell’Oceano, per collegare l’albergo alla spiaggia.

Mi fermai proprio sul bordo.

Il cielo nero stellato, in tutti i sensi l’Oceano Pacifico ed io...

Comunque, in un paio di secondi, sentii uno strano, gia` dimenticato li`, sull’Isola, respiro del Vento! Si`! Chi l'avrebbe potuto immaginare, il Vento...

Il cielo cambio` all’istante! Le nuvole cominciarono a scorrerci sopra e cosi` velocemente, come se qualcuno avesse premuto il tasto d'avanzamento rapido di un film. Udii un potente tuono e vidi il cielo squarciato da lame di fulmini.

Stavo per tornare di corsa alla capanna quando all’improvviso notai... una Nave Gigante! Sembrava assolutamente surreale! Portata li` dal Vento e per caso, da un’altra epoca, o addirittura da... un altro mondo!

Pioveva, ma non riuscivo a muovermi, guardando la Nave... Era davvero gigantesca! E cosi` strana, vecchia, con le vele logore, ma senza bandiera ne` segni di riconoscimento...

Finalmente, la Nave entro` nella baia...

...Oh, no! Impossibile! I passeggeri cominciarono a scendere dalla Nave direttamente nell’Oceano! Quante persone c’erano a bordo? Cento? Mille? Ma sembravano tutte trasparenti come fantasmi. Camminavano sulla superficie dell’acqua fino alla riva e, appena la raggiungevano, sparivano all’istante!

Mi costrinsi a fatica a tornare di corsa alla mia capanna. Chiusi la porta a chiave.

Oh, se il mio telefono non fosse morto per la mancanza d’elettricita` e Internet fosse stato disponibile, ero sicura che la Nave Gigante avrebbe fatto un’esplosione sulla rete! Mi chiedevo se nelle foto sarebbe apparsa la gente fantasma. Tuttavia, nessuno avrebbe creduto alle mie parole.

“Tornero` a casa tra una settimana e dovro` fare un resoconto del mio viaggio alle reti sociali. Per non dimenticare nulla, bisogna cominciare a scrivere tutto in tempo!”

Accesi una candela, visto che ce n’erano molte nel cassetto del tavolo, tirai fuori il mio quaderno e cominciai cosi`:

“...Acqua, acqua, tutto intorno e` acqua, e un terrore di panico mi assale. Cerco di risalire in superficie, ma per qualche motivo non ci riesco, e... sto soffocando!”


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