Acqua morta. 2. 2. Un mercato spaventoso
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”
2. L’ACQUA MORTA
2.2. Un MERCATO SPAVENTOSO
Quella sera, invece di tornare nell’albergo, mi spinsi per un tratto lungo il sentiero che iniziava subito dopo la caffetteria di Yanis e, a quanto pare, conduceva al villaggio degli aborigeni locali.
Le luci delle candele e delle torce tremolavano nell’oscurita`, i bambini correvano avanti e indietro, la gente nelle capanne parlava ad alta voce e persino cantava qualcosa. Notai che molti degli aborigeni che incontrai lungo il sentiero camminavano con cesti pieni di ogni sorta di cose, come se stessero tornando a casa dal mercato. Infatti, dietro il villaggio, si trovavano alcune file di banchi del mercato.
Contenta di avere degli spiccioli in tasca, decisi di concedermi qualcosa di delizioso.
Tuttavia, nel primo negozio, in cui si formava una fila, trovai solo acqua.
– Vuoi provare? – mi chiese gentilmente il venditore.
– E` dalla vostra isola? Minerale? Frizzante?
– Dal nostro lago! – chiari` il venditore con orgoglio. – Ma non e` ne` minerale ne` frizzante. E` semplicemente morta! Pura acqua morta, non gasata!
– Acqua morta?! – mi ritrassi con un pensiero in testa: «Un altro scherzo?»
– Provi! – insistette il venditore, porgendomi un bicchiere.
– Oh, no, grazie! La prossima volta! – sorrisi per decenza e me ne andai.
Dopo aver superato pipistrelli, serpenti, scarafaggi, ragni e altre creature cucinate in modi diversi, mi misi in fila per un uomo che vendeva cocktail al cocco e succo di melograno fresco. Quasi al bancone, sentii improvvisamente delle esclamazioni dalla folla.
– Ingannatore! Il venditore e` un bugiardo! Non fidatevi!!! E` scaduto ieri!!!
Una donna infuriata, seminuda, si avvicino` al venditore con una bottiglia in mano, ricopri` lo sfortunato uomo dalla testa ai piedi con un liquido color bordeaux e grido`:
– Non e` fresco! E` di ieri!!!
Le persone in fila ruggirono indignate e svanirono all’istante, lasciandomi con il venditore da soli. Come ipnotizzata dalla mia incapacita` di comprendere cosa stesse succedendo li`, mi avvicinai ancora di piu` al bancone.
Il venditore, asciugato il viso, mi lancio` un’occhiata di valutazione e mi disse, come se nulla fosse successo:
– E` fresco! Sangue fresco! Il piu` fresco possibile! Lo giuro su mia madre! Provalo! Quanti litri ti servono? Con o senza latte?
Indietreggiai incredula e le stelle mi brillarono negli occhi. Iniziai a perdere conoscenza, ma, per fortuna, qualcuno mi afferro` il braccio in tempo. Aprii gli occhi.
– Yanis…
– Bevilo!
Mi porse una tazza di legno. Ne presi un sorso e tornai subito in coscienza.
– Acqua morta? – scherzai.
Yanis si avvicino` al mio orecchio e mi sussurro`:
– Ma non c’e` altra acqua qui.
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