Acqua morta. 2. 1. Oceano arriva silenziosamente
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”
2. L’ACQUA MORTA
2.1. L’Oceano arriva silenziosamente
...Acqua, acqua, tutto intorno e` acqua... Non riesco a risalire in superficie… Non ho la forza di…
“Dannazione! Questo sogno mi tortura!”
Ricordavo vagamente che sempre in quel sogno, nell’ultima inquadratura, vedevo il volto di un uomo, anche se svegliandomi non riuscivo a recuperarlo nella memoria.
Mi svegliai sulla riva dell’Oceano in tempo. Alta marea. Eppure, era strano, non c’erano onde li`, e il Sole si immergeva all’istante nell’acqua, lasciando il posto alla Signora Stregona, chiamata Notte.
Mi sedetti ad un tavolo nella caffetteria di Yanis.
– Come stai, Alice? – mi chiese. – Hai dormito abbastanza?
– Si`, grazie. Meno male che mi hai accompagnata a casa stanotte. A dire il vero, ero un po’ spaventata. I maghi neri davvero vivono qui?
– Si`, tutti i tipi di stregoni, astrofili, guaritori e alchimisti... E` piu` facile dire chi non c’e` qui! – Yanis ridacchio`.
– E quel Vecchio con degli uccelli neri... Chi e`?
– Il proprietario dell’isola, – rispose Yanis con riluttanza.
– Il proprietario?! Non l’avrei mai pensato! Proprio come un mendicante... Ha una villa qui? O anche lui si accontenta di una capanna nel tuo Paradiso?
– Vive nel cimitero, – rispose Yanis senza mostrare alcuna emozione.
– Dove?! Yanis, stai scherzando! Anche se sull’isola della magia nera, probabilmente non c’e` modo di esistere senza umorismo nero... Beh, ma cosa posso andare a vedere qui? Dimmi, conosci Camotes meglio di me.
– Dipende da cosa vuoi vedere.
– Ognuno vede il suo? – risi.
– Perche` no! Comunque, come ovunque. Cosa preferisce la tua tenera anima per cena oggi? Gamberi, cozze o...?
– No, no... Solo un cappuccino, per favore!
Yanis se ne ando` e torno` un paio di minuti dopo con una tazza di cappuccino e un bicchiere d’acqua, ed io decisi di continuare la nostra dolce chiacchierata.
– Da quanto tempo sei qui, Yanis?
– Il tempo e` un concetto relativo, – rispose evasivamente. – Dipende da come lo si misura.
– Allora, cosa mi consigli di vedere?
– Tutto! – sorrise Yanis.
All’improvviso, qualcuno mi tiro` per un braccio. Mi voltai e vidi... il Bambino di ieri! Quello che sembrava un mendicante. Si immerse nella mia anima con uno sguardo lamentoso, mi tese la mano e pronuncio` la sua parola preferita:
– LANTERNA!
Guardai Yanis. Lui disse qualcosa in una lingua sconosciuta al Bambino, e il Bambino se ne ando`.
– Ma perche` “lanterna”?! – esclamai, perche` la mia testa non poteva svelare una richiesta cosi` strana.
– Non dovresti sorprenderti di niente qui, a Camotes, – rispose Yanis e mi fece l’occhiolino. – Quest’isola non e` come quelle normali!
Finii il cappuccino, ringraziai Yanis, lasciai una mancia e decisi di fare una passeggiata.
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