Il Pescatore. 1. 3. Il bambino che chiedeva lanter

L’ISOLA di CARONTE
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”

1. Il PESCATORE

1.3. Il Bambino che chiedeva una lanterna


Alle 22:00 ero decisamente viva. In primo luogo, le 12 ore di differenza oraria tra l’isola e il mio paese mi avevano colpito. In secondo luogo, durante il giorno faceva un caldo incredibile ed era assolutamente insopportabile stare fuori al sole.

Sembrava che la vita sull’isola non fosse cambiata affatto nel corso degli anni, cosi` come l’albergo di paglia, composto da piccole casette, in una delle quali avevo trascorso la notte in attesa del traghetto per Cebu durante la mia visita precedente. Ma quella volta ero pronta a chiamare la casetta una «capanna», l'aveva chiamata Alessio.

Tetto di paglia, pareti spoglie, una piccola finestra, un tavolo con un candeliere, un letto minuscolo ed un armadio stretto... Avevo notato anche allora che non c’erano lampadine nelle lampade, e finora nessuno aveva pensato di inserirle!

Come prima, non c’era un rubinetto per l’acqua calda nella doccia, sebbene l’acqua fredda si riscaldasse naturalmente sotto il sole cocente in alcuni serbatoi di stoccaggio all’esterno della casetta. E che dire dell’area condizionata! Trovai solo un vecchio ventilatore nella stanza, ma la corrente elettrica era sparita da qualche parte.

E di piu`! Controllai due volte, compresa la reception, ma non c’era ancora Internet.

Tuttavia, forse il fascino di perdersi nell’isola nascosta dentro l’Oceano, l’enigma di cui dovevo risolvere, stava proprio in quella natura selvaggia e nel completo isolamento dalla civilta`.

Mentre pianificavo la mia vacanza, decisi di esplorare Camotes a fondo, perche` la volta precedente eravamo dovuti scappare dall’isola la mattina dopo perche` non avevamo contanti. A proposito, non si accettavano carte ancora.

Uscii dalla capanna nell’oscurita` piu` profonda e mi diressi verso la luce di una torcia che ardeva alla reception come una fiamma eterna.

In effetti, diverse torce erano sempre disponibili li`, cosi` che qualsiasi turista potesse prenderne una per passeggiare per l’isola di notte.

Avendo l’opportunita` di illuminare il mio cammino, uscii dai cancelli su una strada sterrata, ai cui lati torreggiavano palme dalle lunghe gambe, perforando il cielo nero. Girandomi a sinistra, mi diressi verso il molo, abituandomi al buio.

All’improvviso, un bambino salto` fuori da una specie a me sconosciuta di boscaglia tropicale. Sembrava un mendicante sporco senza casa, di circa sette anni, facile da trovare lungo le strade delle grandi citta`. Il bambino mi afferro` la mano e comincio` a mendicare, gridando la stessa parola in quasi tutte le lingue del mondo. E quella parola era...

– Lanterna!

Non capendo nulla, tirai fuori un paio di monete dalla tasca e le diedi al bambino. Pero`, per mia grande sorpresa, dopo aver visto le monete, il mendicante le getto` con disgusto nella macchia, si torse un dito alla tempia ridacchiando e grido` di nuovo:

– LANTERNA!!!


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