Il Pescatore. 1. 2. La bambina che cercava madre

L’ISOLA di CARONTE
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”

1. Il PESCATORE

1.2. La Bambina che cercava sua madre


Mi voltai e notai una bambina di circa cinque anni, con i capelli scuri e un vestito rosa traslucido, apparire sulla riva come dal nulla. Guardava verso l’Oceano, ma non c’era nessuno vicino a lei.

– MA-MA-aaaa!!! – risuono` il suo urlo straziante.

Guardai Yanis. Il suo viso sembro` oscurarsi, ma non si mosse nemmeno.

Mi alzai di scatto dal tavolo e corsi dalla bambina.

– Ciao! – la abbracciai per le spalle. – Cos’e` successo?

La bambina singhiozzava, ripetendo solo una parola: «Mamma!», ma senza prestarmi attenzione.

– Cos’e` successo a tua madre? – chiesi. – Dov’e` lei? Nell’Oceano? Come ti chiami?

La bambina o non mi capi`, o non mi senti`, continuo` a singhiozzare. E l’Oceano era ancora silenzioso e completamente vuoto. Non c’era nessun’anima. Ne` li`, ne` sulla riva. Tranne noi, ovviamente.

Tornai alla caffetteria di Yanis, ma lui era scomparso, a quanto pare, era andato a trovarmi gamberetti.

L’Oceano aveva gia` allagato parte della riva, ed io corsi verso le scale a nuoto. Mi arrampicai sulla roccia, corsi alla reception dell’albergo di paglia e suonai il campanello. Ma non si presento` nessuno.

– Ehi! – gridai. – C’e` qualcuno qui? Aiuto! C’e` una bambina sulla riva! Ha perso la madre!

Ma un silenzio minaccioso si levo` in risposta.

Tornai di corsa alle scale.

– Povera bambina! E se diventasse cibo per i pesci in questo Pacifico – da tutti i punti di vista – Oceano dopo la madre?! Dio non voglia!

Tuttavia, quando uscii dall’acqua e raggiunsi un tratto di riva non ancora allagata, la bambina non si vedeva gia` da nessuna parte.

Scioccata, mi fermai sulla riva e guardai l’Oceano. Continuava a inghiottire l’Isola silenziosamente, quando all’improvviso udii una voce proprio dietro di me.

– Gamberetti?

– La Bambina! – sussurrai disperata.

– Tornera`! – Yanis mi tocco` delicatamente la mano e mi porto` via.

***

Le montagne diventano grigie per il dolore.
La maledizione della strega si e` avverata,
le rocce silenziose sedevano in riva al mare
e trattenevano la Fata per il vestito.

Il suo castello arioso era coperto di fuliggine,
ma le Fate sospirano, non piangendo:
“Mamma, ricorda alla guardia del Paradiso
di venire a prendermi prima che io muoia!”

Il vento faceva due chiacchere con la cenere,
la serata stava cercando una canzone,
il Sole ha detto addio alla Terra,
il Tempo scadeva per fermarsi.

La Fata e` stata rapita da Fenice,
ma le rocce rimanevano silenziose, –
di notte le visioni non riescono a dormire,
i dolori stanno girando per l’Isola!

Le nuvole scendevano sui pendii,
il Cielo ha pianto un po’ per la colpa,
le lacrime sono cadute sulle onde,
ed il Mare si e` svegliato salato.


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