Il Pescatore. 1. 1. Le reti da pesca

L’ISOLA di CARONTE
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”

1. Il PESCATORE

1.1. Le reti da pesca

Molti anni dopo


...Acqua, acqua, tutto intorno e` acqua, e un terrore di panico mi assale. Cerco di risalire in superficie, ma per qualche motivo non ci riesco, e... sto soffocando!

Lui mi sveglio`. Aprii gli occhi e vidi davanti a me solo l’immenso cielo stellato. Su quell’isola si fece buio rapidamente.

– L’Oceano arriva qui silenziosamente, – disse l’uomo cupamente e mi tese la mano.

Mi alzai dalla sabbia bianca, un po’ di piu` e la marea mi avrebbe inghiottita. Inoltre…

– Cos’e` questo? Brrr! Oh! Che incubo! L’Oceano mi ha lanciato… una rete da pesca?!

Mi contrassi e la gettai via con disgusto.

– Aspetta! – gridai all’uomo, che si stava allontanando.

Si volto`. Corsi da lui e…

– Scusa! Mi e` sembrato…

Lui sorrise. Era una strana sensazione averlo gia` visto da qualche parte prima. Probabilmente… Un volto familiare? O solo lo sguardo? A parte quello, niente di speciale: alto, magro, occhi neri… senza tratti distintivi. Con una camicia chiara e pantaloncini blu, con rosari ai polsi e una bandana da pirata in testa.

– Parli inglese? –  chiesi allo sconosciuto, e lui annui`.

Camminammo lentamente lungo l’Oceano fino alla caffetteria sulla spiaggia.

– Sono stata su quest’isola una volta, – gli dissi. – Ci sono capitata per caso, anche se… non ci sono casi fortuiti nella vita. Sono andata in vacanza a Cebu, ho incontrato un connazionale, lui ha trascorso li` gli inverni e abbiamo deciso di fare una passeggiata nel quartiere. Siamo saliti sul traghetto. Non sapevamo nemmeno dove ci avrebbe portato. Ma mi e` piaciuta Camotes. C’e` un po’ di magia in quest’isola!

– Hai sognato di tornarci per tutta la vita?

– Si`, ma non per tutta la vita.

– Quindi, quell’uomo ha deciso di non tornare, vero? Ecco perche` sei triste qui da sola. Lo amavi?

– No, non abbiamo avuto una relazione, anche se, stranamente, lui provava qualcosa per me nella sua anima, – sorrisi. – Ma aveva un’anima davvero o no? Mi ha ricordato il personaggio principale del “Canto di Natale” di Charles Dickens.

– Non l’ho letto.

– Un uomo anziano, un ateo convinto ed ex finanziere. Molti lo chiamavano un milionario segreto. Si considerava un Robinson coraggioso, perche` dopo la pensione aveva affittato un bell’appartamento nel centro della nostra citta`, mentre viaggiava all’estero in Asia: Thailandia, Indonesia, Bali, Filippine e cosi` via. Aspirava alla compagnia femminile. Credo che si sentisse molto solo. I suoi genitori erano morti molto tempo prima, era divorziato, la sua unica figlia era emigrata in Italia. Certamente, gli mancavano amore, cure e attenzione. Forse, a causa del conflitto interiore “Vorrei, ma per la mia eta` non posso”, era diventato cosi` arrabbiato e intollerante verso le opinioni degli altri. Tutti intorno lo infastidivano, tutto andava storto. A proposito, si chiamava Alessio. E tu come ti chiami?

L’uomo si fermo` e mi guardo` negli occhi.

– Yanis. E come ti chiami?

Per qualche ragione, il suo sguardo mi mise a disagio.

– Alice. Il tuo nome e` greco? – gli chiesi, e Yanis annui` sorridendo, allora supposi: – Quindi ti sei trasferito qui dalla Grecia, vero?

– Si`…

– Ho spesso trascorso le vacanze in Grecia, sulle isole. E` la tua caffetteria  sulla spiaggia, vero?

Yanis annui` di nuovo e si offri` di entrare per mangiare un boccone. Mi sedetti ad un tavolo e mi porto` il suo menu` di pesce.

– Sei un pescatore o compri il pesce al mercato?

– Anche pesco, – sorrise Yanis.

– Allora, e` stata la tua rete quella che l’Oceano mi ha gettato addosso!? – mi sono messa a ridere.

– Esatto! Metto le reti intorno all’isola ogni notte!

– La tua rete non e` troppo grande per i pesci? Vuoi catturare le sirene? – scherzai, pensando di non avere fame. – Mi porteresti dei gamberetti da provare?

Yanis annui` di nuovo, e nello stesso momento sentii i singhiozzi di una bambina.


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