Albero dei Desideri. 5. 4. Albero
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”
5. L’ALBERO dei DESIDERI
5.4. L’ALBERO dei DESIDERI
Affrettai il passo, oltrepassai il molo, situato in una piccola baia, e mi arrampicai sulla roccia con l’Albero dei Desideri, che svettava simmetricamente rispetto al Faro abbandonato. L’Albero completamente morto, avvizzito, i cui rami erano punteggiati da numerose lucciole tremolanti – lampadine e lanterne di vari formati e gradazioni di luminosita` – mi fece un’impressione strana, se non inquietante. Ma come potevo vedere tutte quelle luci se erano solo il risultato di una visualizzazione? Davvero l’isola magica aveva finalmente e irrevocabilmente aperto il mio terzo occhio, che avevo ereditato da mia nonna la strega? Girai intorno all’Albero in senso orario e mi sedetti sul bordo della scogliera sopra l’Oceano.
“Beh, chi mi avrebbe detto che mi sarei seriamente impegnata in simili assurdita`! – mi baleno` in mente un pensiero. – Ma... se funzionasse davvero?”
Tuttavia, risolsi il compito di visualizzare le stelle cadenti abbastanza facilmente, nel frattempo la loro materializzazione sul mio palmo e la trasformazione in lampadine – per non parlare delle lanterne, dentro le quali le lampadine dovrebbero essere inserite! – non stava andando affatto bene, perche` o non si accendevano, o si spegnevano, poi improvvisamente si dissolvevano senza lasciare traccia o cambiavano aspetto in modo irriconoscibile!
“La pozione... Dannazione! Quanto tempo ho ancora? Dai, Alice, rimettiti in sesto! Sei forse piu` debole di coloro le cui lanterne sono gia` appese all’Albero?!”
E infine, mi arrabbiai cosi` tanto con me stessa che le lampadine nel mio palmo cominciarono a brillare non peggio delle stelle piu` luminose sopra la mia testa! E ne c’erano tre lampadine contemporaneamente! Saltai su e giu` per la gioia, rinunciando a visualizzare ulteriormente le lanterne, mi avvicinai all’Albero dei Desideri e con cautela, come se avessi paura di rompere il vetro, portai le lampadine sul ramo piu` vicino con uno spazio vuoto. Me le immaginavo gia` appese, e le lampadine si attaccavano obbedientemente da sole, grazie ad un filo argentato apparso dal nulla.
Stavo per tornare indietro con una sosta alla caffetteria di Yanis per passare una lampadina al Bambino – beh, si`, senza lanterna, ma cosa potevo fare! – quando qualcuno mi tiro` per la manica del vestito. Mi voltai e vidi... a chi era destinata!
– Fantastico! Sei arrivato in tempo giusto! – esclamai e porsi la lampadina al Bambino.
Lui sorrise e si arrampico` gioiosamente sull’Albero per appenderla piu` in alto.
– Cosa stai sognando? – gli chiesi, non aspettando nemmeno una risposta chiara, perche` parlava una lingua sconoscita.
Il Bambino scese dall’Albero e disegno` due figure per terra. Vidi una bambina ed una donna grande, probabilmente la madre del Bambino.
– Vuoi avere una sorellina? – supposi, ma il Bambino sorrise furbescamente e corse via.
Свидетельство о публикации №126050704026