Prologo. La Vittima e il Carnefice
Il libro di Alessandra Kriuchkova
nella seria “Il Gioco in un’Altra Realta`”
PROLOGO. La VITTIMA e il CARNEFICE
“Allora il mare restitui` i morti che erano in esso, e ciascuno fu giudicato secondo le sue opere”.
(Rev. 20:13—14)
“Beato e santo e` colui che prende parte alla prima resurrezione: su di loro la seconda morte non ha potere”.
(Rev. 20:6)
“Non abbiate pieta` delle vittime e non condannate i carnefici, perche` non esistono sulla Terra a parte, di per se`, ma si riconoscono in modo inequivocabile, pur trovandosi agli estremi opposti del pianeta, e si dirigono l’uno verso l’altro per tutta la vita per compiere cio` che e` stato destinato loro dal Cielo...”
0.1. La RAGAZZA e il MARE
Аmmouliani*, Grecia
“Rimase seduta a lungo in riva al Mare al tramonto, la Ragazza nel vestito rosa. Pensava a qualcosa guardando attentamente il Cielo. Un Paese misterioso dove viveva un popolo alato, si faceva vedere tra le nuvole. I castelli di lilla` la chiamavano, nei loro pittoreschi giardini profumavano fiori da favola e cantavano uccelli magici. Il Vento portava alla Ragazza aromi straordinari ed echi di melodie incantevoli. Lei vide nel Cielo anche dei volti familiari, che le sorridevano e la chiamavano nel Paese Celeste, nella Citta` del Sole. Sognava di raggiungerli, ma non sapeva come farlo – non aveva le ali.
Il Sole stava tramontando nel Mare. Le onde calde le accarezzavano i piedi, canticchiando una canzone dolce e gentile che aveva sentito in infanzia da sua madre. La Ragazza si guardo` intorno, ma non c’era nessuno sulla riva e si sent; completamente sola. Le Rocce erano cupi e non la capirono, perche` non avevano sentimenti, e per questo non morivano. Le Rocce, come di solito, si limitavano a contemplare in silenzio il quadro del tramonto: la Ragazza e il Mare.
Il Sole si stava avvicinando all’orizzonte. Le onde sussurravano sempre piu` forte. Il Paese Celeste si allontanava, perdendo i suoi contorni. Le lacrime caddero nel mare, e il Mare divenne salato…
I gabbiani che quella sera volarono sulla riva non trovarono nessuno. Il Sole era scomparso dietro l’orizzonte, lasciando entrare la Notte. Comunque, lontano nel Cielo, i gabbiani notarono i contorni di una Citta` sconosciuta. Si chiesero: “Che Citta` e` questa, non sulla Terra, ma nel Cielo?” Non avevano mai visto una citta` del genere! I due gabbiani piu` curiosi decisero di volare nella misteriosa Citta`, ma invano: non avevano abbastanza forza.
La Ragazza scomparve. Le Rocce non la vedevono piu` li`, in riva al Mare, al tramonto. Solo il libro lasciato dalla Ragazza su una pietra costiera ricordava loro la sua esistenza”.
Beh… Chiusi il libro e lo misi da parte. Avevo scritto quella miniatura a dodici anni, ma a volte mi veniva voglia di rileggerla. Ogni volta, quando tornavo dalla fiaba alla realta`, mi sembrava di rimanere la piccola Assol**, che non perdeva la speranza per…
Aspettavo la lettera da Marco. Visitavo costantemente la mia pagina su Internet per controllare se avesse guardato il mio ultimo post.
Si`, si`, si`… Prima in modo del tutto inconscio e poi intenzionalmente, iniziai a pubblicare immagini sempre piu` espressive, firmandole brevemente, ma con un significato nascosto.
Mi tremavano le mani, chiudevo gli occhi vedendo il suo nome nella lista dei visitatori – oh, non mi aveva nemmeno messo un “mi piace”! – ma saltavo, strillavo: “Non mi hai dimenticato! Mi vuoi! Beh, dimmi che mi vuoi anche tu!!!”
Quel giorno pubblicai un post con una foto di due onde che si incontravano, e lo firmai: “Incontriamoci?!” E lui commentio` la foto, rispondendomi in una chat privata: “Si`”.
Quelle due lettere mi fecero gridare all’Universo intero! Si`, gridai: “Ti voglio anch’io!”, ma dopo averci pensato un po’, scrissi in risposta:
“Lo voglio anch’io.”
“Cosa vuoi?”
“Vederti…”
Era una follia! Capivo tutto, ma appellarsi alla ragione in quei momenti era completamente inutile! Certo, non era il capitano della nave “Vele Scarlatte”, e mi sentivo soprattutto la protagonista del film “Titanic”.
Non ti e` mai capitato di essere attratto/attratta dai cattivi ragazzi/ragazze?! E pensavi in quei momenti che il tuo “Titanic” fosse gia` predestinato a...?! Nemmeno io, essendo pronta ad annegare… qualche tempo dopo… non allora…
* Ammouliani e` l’unica isola abitata della Calcidica. Situata vicino alla penisola di Athos (Aion-Oros), fino al 1922 apparteneva ai monasteri del Monte Athos. E` stata elettrificata nel 1973. Ha un servizio di traghetti con i villaggi di Tripiti e Ouranoupolis. La popolazione e` di circa 540 persone e la superficie e` di 4,5 chilometri quadrati.
** Protagonista del famoso libro di Alexander Grin “Vele Scarlatte”. Assol vive in un villaggio costiero e crede che un giorno una nave con le vele scarlatte approdera` al loro molo e il capitano della nave, di nome Gray, la sposera`.
0.2. L’ISOLA dei MAGHI NERI
Camotes*, Oceano Pacifico
...Acqua, acqua, tutto intorno e` acqua, e un terrore di panico mi assale. Cerco di risalire in superficie, ma per qualche motivo non ci riesco, e... sto soffocando!
Alessio mi sveglio`. Aprii gli occhi e vidi davanti a me solo l’immenso cielo stellato. Su quell’Isola si fece subito buio.
– L’Oceano arriva qui silenziosamente, – disse Alessio cupamente e mi tese la mano.
Mi alzai dalla sabbia bianca, un po’ di piu` e la marea mi avrebbe inghiottita. Si`, quell’Isola selvaggia di guaritori e maghi neri era davvero molto strana. Completamente diversa dal Paradiso, nonostante i nomi divini delle baie e le descrizioni su Internet, Camotes era una isola spaventosa, ma allo stesso tempo attraente. Non si vedevano ne` sentivano gli abitanti del posto, ed era generalmente sospettosamente silenziosa. Non c’erano folle di turisti sulla riva, ne` onde nell’Oceano. Di sera, una parte dell’isola sprofondava silenziosamente sott’acqua, cosi` che dalla riva alla roccia con una scalinata che collegava l’Oceano all’albergo di paglia, come lo aveva chiamato il mio compagno, si poteva arrivare solo a nuoto.
– Aspetta! – gridai ad Alessio, che si stava allontanando.
Si volto`. Lo raggiunsi, mi prese la mano e passeggiammo lentamente lungo l’Oceano fino alla caffetteria sulla spiaggia di un aborigeno locale.
– Un giorno tornero` qui, – gli dissi sognante, sedendomi ad un tavolo di legno vicino ad un ombrellone malandato.
– Pazza! Cosa pensi di fare qui? Che diavolo e` questo Paradiso? Nessuna civilta`! Solo selvaggi aborigeni! Non c’e` nemmeno un ristorante, e l’unico albergo non accetta carte! Se avessi saputo dove ci avrebbe portato il traghetto, non ci sarei mai andato! Mi hai fatto vivere un’avventura! E ora non ci resta che aspettare il traghetto di ritorno, che non ha nemmeno orario! Se vuole, parte, ma se non vuole?
– Comunque, mi piace molto qui! Quest’isola e` piena di magia! C’e` qualche segreto nascosto che sarei felice di svelare.
– La teurgia magica e`, nella migliore delle ipotesi, una favola per adulti, e nella peggiore e` ciarlataneria! E non dirmi che credi nell’Aldila`!
– E davvero non ci credi tu? – ridacchiai.
– Alice, un essere umano, e` carne e ossa! Tutto il resto viene dal maligno!
* Le Isole Camotes sono un gruppo di piccole isole nell’arcipelago delle Filippine. Se preferite la solitudine e siete pronti a sacrificare i benefici della civilta`, apprezzerete il paradiso, persi tra palme tropicali e spiagge sabbiose.
Свидетельство о публикации №126050703991