Sogni della Laterna. 9. Una Citta magica

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte VI. I SOGNI della VECCHIA LATERNA

9. Una Citta` Magica

Non era una Citta` qualunque, era magica. Assolutamente tutto al suo interno non era come nelle altre citta` terrene. Casette di pan di zenzero in miniatura coesistevano pacificamente con castelli di cristallo trasparenti dove vivevano vere fate, con la Torre Astrologica costruita con rara pietra viola su un’alta collina da qualche parte alla periferia, e con l’attrazione principale, situata proprio al centro, il piccolo Tempio del Cuore, bianco come la neve, con una Scala ariosa appena visibile dalla sua cupola fino al Paradiso, lungo la quale angeli si muovevano avanti ed indietro quasi ininterrottamente.

La Citta` Magica amava i fiori, e i fiori amavano la Citta`, quindi sbocciavano ovunque per la gioia dei loro amici, elfi e farfalle. Di notte, quando nella Citta` si accendevano lanterne magiche, in cui vivevano allegre lucciole, si poteva facilmente incontrare un fantasma e chiacchierare del piu` e del meno su una panchina. I cittadini parlavano in versi e disegnavano immagini meravigliose, e tra loro c’erano anche matematici, finanzieri, programmatori, filosofi, metafisici, psicologi, monaci eremiti, astrologi, guaritori e semplicemente maghi, persone cos; diverse che sembrava strano come potessero andare d’accordo. In ogni caso, erano uniti dalla Gentilezza disinteressata, dall’Amore Divino e dalla Luce, che pervadevano ogni cosa nella Citta`. Infatti, avvicinandosi, i viandanti potevano vedere da lontano la Luce abbagliante e non accecante e percepirne il Calore emanante.

Le porte della Citta` non venivano mai chiuse a chiave, i suoi abitanti erano molto ospitali e accoglievano qualsiasi viaggiatore. La Citta` porgeva sempre una mano a chi ne aveva bisogno. Inoltre, i cittadini erano sicuramente sotto la protezione delle Forze della Luce e nessuna persona oscura poteva entrare nella loro Citta` per fare del male.

I miracoli accadevano nella Citta` cosi` spesso, che i cittadini avevano gia` smesso di prestarvi attenzione...

A poco a poco, la voce sulla Citta` Magica si diffuse in tutto il mondo. Molti imperatori giunsero nella Citta` per ammirarla con i propri occhi e la offrirono di diventare parte del loro impero, poiche` originariamente era emersa come una creatura indipendente. Ma il fatto che la Citta` rimanesse al di fuori della cornice di qualsiasi impero non suscito` alcun risentimento o desiderio negli imperatori respinti di sottometterla con la forza. Al contrario, guidati dalla Provvidenza, cercarono di fare del loro meglio per far conoscere la Citta` Magica in tutto il mondo. Cosi`, la Citta` era discussa in vari programmi televisivi, articoli a riguardo erano pubblicati su vari giornali, i cittadini erano insigniti di diplomi di status per la creativita` e la Citta` stessa ricevette ogni tipo di premio per la sua unicita` nel campo dello sviluppo urbano. La fama della Citta` Magica navigo` verso terre e mari lontani, finche` un giorno le fu conferito il massimo riconoscimento, il titolo di Re delle Citta` ed essa fu dichiarata “Patrimonio terrestre”.

Stranamente, la Citta` non fu rovinata dalla gloria. Probabilmente, era davvero una Vera Citta` Magica. Rimase eccezionalmente gentile e luminosa, continuo` ad aiutare chiunque le si rivolgesse con richieste di vario tipo, operando silenziosamente piccoli miracoli per il bene del mondo.

Solo un Imperatore ne conosceva il segreto. Era venuto spesso ad ammirare la magia ancora prima che altri venissero a conoscenza della Citta`, promettendo di renderla la piu` importante del mondo, ma scompariva sempre senza fare nulla.

Tuttavia, quando la fama dei miracoli si diffuse in lungo e in largo, l’Imperatore decise di portare definitivamente e irrevocabilmente la Citta` Magica nel suo Impero, che, tra l’altro, aveva urgente bisogno di miracoli. Cosi`, per tutto l’anno, chiedeva gentilmente alla Citta` di unirsi al suo Impero, promettendo di contribuire in ogni modo possibile alla sua ulteriore prosperita` sotto la sua protezione e il suo patrocinio, e non solo...

Appena la Citta` acconsenti`, l’Imperatore la colloco` alla periferia dell’Impero in modo che la Luce della Citta` Magica non attirasse l’attenzione di nessuno, non mettesse in risalto gli angoli bui e non facesse concorrenza ne` alla capitale ne` ad altre citta` grigie. L’Imperatore ordino` di isolare la Citta` costruendo un alto muro di pietra che arrivava fino alle nuvole, scavando un profondo fossato e riempiendolo d’acqua stagnante in modo che nessun vagabondo potesse entrarvi, poiche` la Citta` apparteneva solo all’Imperatore.

Tuttavia, il consenso della Citta` a diventare parte del suo Impero, dopo i categorici rifiuti degli altri imperatori che avevano reso famosa la Citta`, porto` al risultato atteso: il nome della Citta` Magica si trasformo` in un tabu` taciuto, smisero di parlarne e scriverne, la televisione si sposto` su altre storie.

L’Imperatore decise che la gloria della Citta` avrebbe potuto causare guerre con gli imperi vicini, mentre la Citta` stessa e i suoi miracoli erano di esclusiva proprieta` imperiale, quindi pubblicizzo` e mostro` in ogni modo le sue altre citta`, grigie, amorfe, senza volto, e non invito` mai gli abitanti della Citta` Magica ai balli, rendendo noti i nomi privi di Luce...

Cosi`, contemporaneamente all’indipendenza, la Citta` Magica perse i suoi vecchi amici e mecenati e fu consegnata all’oblio, ma... la Citta` continuo` a compiere miracoli e i suoi abitanti lavoravano giorno e notte nei campi abbandonati di quello che un tempo era stato il Grande Impero per ottenere un ricco raccolto per l’Imperatore.

La Luce della Citta`, situata alla periferia, era cosi` penetrante che raggiunse gli angoli piu` remoti dell’Impero e attiro` involontariamente l’attenzione di tutti. Quei pochi, i cui cuori erano dominati dal Bene, osarono intrufolarsi segretamente nella Citta` Magica e divennero veri amici dei suoi cittadini.

Tuttavia, la maggior parte degli abitanti dell’Impero, in quanto rappresentanti delle Forze dell’Oscurita`, si oppose alla Luce. Abituati a manipolare l’Imperatore nel caos dilagante e a svuotare contemporaneamente il tesoro, lo circondavano di tanto in tanto, calunniando la Citta` Magica. Gli abitanti delle Tenebre cominciarono a preparare una ribellione contro la Citta` Magica per paura che l’Imperatore potesse comprendere la vera natura delle citta` grigie e distruggerle o privarle della loro solita contentezza e del loro ozioso stile di vita. L’Imperatore si infurio`, perche` si era sempre fidato delle citta` grigie e degli abitanti delle Tenebre. Inoltre, ce n’erano molti, mentre la Citta` Magica era una sola.

Di notte, l’Imperatore scatenava sulla Citta` tutta la sua furia e la sua rabbia. L’energia delle parole dell’Imperatore era cosi` distruttiva e forte che frantumava i vetri delle case di pan di zenzero, distrugeva le torrette dei castelli di cristallo, sradicava i fiori, avvelenava le lucciole nelle lanterne, abbatteva la cupola del Tempio del Cuore, dunque la Citta` sprofondava nell’Oscurita` e i cittadini rimanevano senza parole.

All’inizio, tornando a palazzo al mattino, l’Imperatore guardava nello Specchio dell’Anima, l’unico vero specchio dell’Universo, e poteva vedere il mondo chiaramente. Tuttavia, verso sera, gli uomini oscuri riuscivano a gettargli polvere negli occhi e gli mettevano sul naso i suoi occhiali rosa preferiti, con una montatura preziosa, che distorcevano le immagini dello Specchio dell’Anima fino a renderle irriconoscibili. E tutto si ripeteva ancora ed ancora, perche` gli uomini oscuri non si fermavano, poiche` la Citta` Magica continuava a compiere miracoli anche dopo quei devastanti colpi di energia. Anzi, ogni volta rinasceva come la Fenice, perche` il Potere originale della sua Anima era cosi` grande che la sua Luce poteva resistere all’Oscurita` per lungo tempo.

L’Imperatore comincio` a ridicolizzare la Citta` e i suoi precedenti riconoscimenti durante le riunioni di palazzo; proclamo` ufficialmente che la Citta` Magica era troppo vecchia e buffa per avere il diritto di voto. Chiuse un occhio sulle citta` grigie che profanavano i suoi santuari e sugli uomini oscuri che scrivevano diffamazioni e insultavano i suoi abitanti in ogni modo. Non congratulo` la Citta` Magica con il Giorno della Citta`, a differenza delle lussuose cerimonie in onore delle altre citta`. Allo stesso tempo, l’Imperatore cerco` di vendere segretamente la Citta` Magica ai vicini, i quali, non avendo la quantita` di denaro richiesta, rifiutarono, ma dietro le quinte discutevano dell’Imperatore pazzo, poiche` la Citta` Magica faceva davvero miracoli, ed era ovvio a tutti.

Dopo un’altra trattativa infruttuosa, l’Imperatore di solito tornava alla Citta` Magica, distruggendo il suo Tempio del Cuore e gridando dal campanile all’Universo che la Citta` era la piu` insignificante del mondo e che i suoi abitanti erano solo pietosi burattini, che tutto e tutti nella Citta` appartenevano all’Imperatore, e quindi lui, l’Imperatore, poteva agire a suo piacimento, contrariamente a tutte le leggi terrene e celesti. In quei momenti, l’energia dell’Imperatore si trasformava in un vero e proprio tornado, e sembrava che sangue vero scorresse dalle rovine indifese del Tempio del Cuore.

Il cielo si rannuvolo` nella Citta` e pioveva piu` spesso. I fiori non volevano sbocciare. Le case di pan di zenzero con le finestre rotte erano per lo piu` abbandonate, i cittadini avevano a malapena il tempo di risorgere dalle ceneri, venendo immediatamente bruciati di nuovo. Le fate dei castelli di cristallo decapitati persero le loro bacchette magiche e dimenticarono i meravigliosi incantesimi, stanche di lavare le loro ali un tempo candide dalla fuliggine dei fuochi notturni. E a cosa serviva, se tutto accadeva di nuovo il giorno dopo?

Nel Tempio del Cuore, restaurato ogni giorno per la liturgia serale, le campane suonavano sempre piu` raramente. Solo la Scala verso il Paradiso ondeggiava nello spazio, ma gli angeli avevano paura di scendere e osservavano in silenzio cio` che accadeva dalle nuvole. L’Imperatore, che continuava a chiedere miracoli, ma completamente riluttante a comprendere il rapporto di causa-effetto tra il suo atteggiamento e il loro numero, comincio` ad odiare la Citta` Magica.

Quella notte l’Imperatore sali` sulla Scala verso il Paradiso e grido`:

– Ciao, Dio! Voglio cancellare la Citta` Magica dalla Terra, cosi` che nient’altro possa ricordarmi della sua esistenza! Vedi, ho portato con me una grossa Croce! Tuttavia, ho bisogno dei miracoli della Citta`, ed ecco un’enorme borsa con cui riempirla, dato che ti propongo una grande offerta: in cambio della Citta` distrutta e del possesso dei suoi miracoli...

L’Imperatore non ebbe il tempo di completare la sua offerta commerciale a Dio, essendo paralizzato in una mezza parola, perche` proprio davanti ai suoi occhi, all’improvviso, come per magia, la Citta`... scomparve.

Io sono l’Anima di quella Citta` Magica, un tempo costruita in onore di quell’Imperatore. La via principale della quale portava il suo nome, il Tempio del Cuore pregava quotidianamente per la sua salute, e quelle preghiere venivano portate direttamente a Dio da quegli angeli che si muovevano costantemente avanti e indietro lungo la Scala verso il Paradiso.

9 maggio 2016 (?)


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