Sogni della Laterna. 7. Addio all infanzia

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte VI. I SOGNI della VECCHIA LATERNA

7. Un Addio all’infanzia

Il compleanno e` una festa triste. E` un bene che non capiti molto spesso.

Gli ospiti, ripetendo gli stessi auguri di anno in anno, se n’erano gia` andati. Tuttavia, quella volta Pietro senti` qualcosa di sfuggente abbandonare la sua vita insieme agli ospiti, ma per sempre, e non poteva ne` fermare ne` far tornare quel qualcosa. Lascio` il ragazzo solo con l’enorme mondo degli adulti, cosi` diverso da una fiaba, mentre l’orsacchiotto se ne stava annoiato nella poltrona, aspettando che Pietro gli prestasse attenzione, lo accarezzasse e dicesse qualcosa di gentile e affettuoso.

Immerso in pensieri tristi, il ragazzo sposto` l’orsacchiotto sul suo letto.

Improvvisamente qualcuno sospiro` nella stanza. Pietro si volto` e noto` un omino sul davanzale della finestra, con le gambe penzoloni. L’omino scuoteva la testa tristemente.

Il ragazzo ando` alla finestra e, accovacciato, guardo` lo sconosciuto: un vestito di velluto blu, stivali rossi con fibbie dorate, un cappuccio rosso sulla testa...

– Ciao! – saluto` Pietro lo sconosciuto. – Chi sei? E cosa ci fai qui?

– Sono qui per dirti addio, – rispose tristemente lo straniero. – I nani vivono con i bambini finche` non crescono. Mi piaceva essere il tuo amico e aiutante invisibile, perche` sei di buon cuore, ma hai smesso di credere alle favole, quindi e` ora di trovarmi un altro bambino.

– Wow! Non puoi restare?

– Non voglio rimanere deluso da te. Sei cresciuto, la tua infanzia e` finita. Prima di quanto pensassi, ma ogni bambino ha la sua strada sulla Terra. Comunque, crederai ai fantasmi.

Sembrava che stesse leggendo nella mente del ragazzo! Pietro avrebbe voluto, ma non riusciva piu` a credere che il nano non fosse un sogno. Il ragazzo si vergognava persino di se stesso. Tuttavia, credeva sempre di piu` ai fantasmi.

– Perche` non ti sei fatto vedere prima?

– Per andarmene piu` facilmente.

– Ma... non voglio crescere e diventare adulto! Voglio essere un bambino per sempre!

– Non puoi farlo, e lo sai. Ogni fiaba e` destinata ad essere sostituita da qualcosa, forse da un’altra fiaba. Questa e` la legge della vita, e se non esistesse, te ne pentiresti, perche` la storia perde il suo significato senza un costante movimento in avanti. Tuttavia, ti suggerisco di andare subito nel Paese dei Sogni, dove ti sta aspettando il mio piccolo regalo!

Pietro obbedi` con riluttanza e... si ritrovo` nella Terra Magica dove vivevano tutte le fiabe!

Il ragazzo camminava per una meravigliosa citta`, passando davanti a case di pan di zenzero dipinte con colori vivaci, il Sole gli sorrideva con i suoi raggi, il canto gioioso degli uccelli si sentiva ovunque, gli elfi guardavano fuori dai petali dei fiori e agitavano le loro ali ariose verso Pietro. Molti bambini giocavano nelle vie pedonali.

All’improvviso, Pietro noto` l’eroe della sua fiaba preferita, che non voleva crescere anche lui, ma, a differenza dei bambini normali, era in grado di rimanere bambino per sempre.

– Ciao, Peter Pan! – esclamo` il ragazzo con gioia. – Per favore, portami sulla tua Isola! Voglio essere proprio come te! E combattere i pirati! E giocare con i tuoi amici, i bambini sperduti!

– Mi dispiace, non posso, – sorrise Peter Pan. – Questo e` sbagliato. Dovresti sempre essere te stesso e vivere la tua storia unica. Credimi, e` molto piu` interessante che interpretare lo stesso ruolo in una fiaba gia` conosciuta in anticipo! Tuttavia, ti svelero` un piccolo segreto: il Tempo non esiste. E` condizionato e relativo. Imparerai a gestire il Tempo quando capirai che non importa quanti anni hai sulla Terra, l’importante e` chi ti senti di essere...

1989–90


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