Torre oscura. 7. Una lettera dalle Tavole Astrali
le storie raccontate a me dai miei fantasmi
il libro di Alessandra Kriuchkova
Parte V. LA TORRE OSCURA
7. Una lettera dalle Tavole Astrali
“Ciao, mio caro amico, Pavel Fedotovich!
Il Suo entusiasmo per la Teosofia mi ha messo un po’ in confusione. Non mentiro`, non mi piacerebbe addentrarmi nell’Aldila` e partecipare a sedute spiritiche. Forse sono troppo vecchia per questo. Tuttavia, considerando il fatto che il viaggio in India e` gia` stato deciso per Lei, non oso dissuaderLa da un’impresa cosi` pericolosa e auguro alla Sua spedizione un buon esito.
Nella Sua ultima lettera, Lei e` stato cosi` sincero da raccontarmi la straordinaria storia della Sua vita, che, in un modo o nell’altro, aveva portato Lei in seguito alla Societa` Teosofica ed a uno studio attento delle opere letterarie della Signora Helena Blavatskaya. Non posso fare a meno di ammettere che la Sua storia mi ha toccata nel profondo. Lei mi chiede se credo ai fantasmi. Lasci che io Le risponda con la stessa franchezza raccontando una storia del mio lungo passato, che ho tenuto segreta.
Come Lei lo ricorda, amico mio, avevamo una grande proprieta`. Mio padre, un uomo crudele, era padrone di casa arrogante, che considerava i contadini senza anima e obbligati a soddisfare qualsiasi suo capriccio senza fare domande. Li puniva severamente per le loro malefatte, e loro avevano paura di lui. Anch’io avevo paura di mio padre e cercavo di comunicare con lui il meno possibile.
Mia madre, ammalata da tempo, stava lentamente morendo. Sapendo che avrei dovuto affrontare l’imminente perdita ad un’eta` cosi` giovane, tutti in casa cercavano di tacere sulla sua salute per non turbarmi. A quel tempo, una delle domestiche, Lisa, divento` la mia migliore amica. Aveva venticinque anni ed io ne avevo solo quindici, ma non c’era nessun altro nella nostra casa enorme con cui potessi parlare a cuore aperto. Di sera, di solito, vagavamo nei boschi che circondavano la tenuta a confidarci i nostri segreti.
Ricordo bene quel giorno, anche se sono passati tanti anni. Mi svegliai presto la mattina. Lisa aveva preparato la colazione. Cercava di non guardarmi negli occhi. Mentre apparecchiava la tavola, le sue mani tremavano e la sua voce tradiva eccitazione. Improvvisamente mi resi conto che era successo il peggio. Gettandomi lo scialle, corsi al secondo piano ed aprii la porta della camera da letto di mia madre. Mio padre era seduto sul suo letto, piangendo in silenzio.
Corsi fuori immediatamente, essendo spaventata. Non volevo vedere nessuno e vagavo a lungo nella foresta, ascoltando il canto degli uccelli. Non ricordo ne` quanto tempo passo`, ne` come arrivai ad un lontano laghetto abbandonato, ma mi sedetti su una panchina ed improvvisamente notai Lisa. Mi aveva seguita. Mi gettai tra le sue braccia...
La sera, quando si fece buio, non riuscivo a dormire, pensando alla nostra vita futura con mio padre. Improvvisamente, si udi` la sua voce ubriaca che gridava qualcosa alla servitu`. Poi sentii la voce eccitata di Lisa. Una porta sbatte` da qualche parte al piano di sopra e tutto tacque.
Mi sentii molto sola, cosi` decisi di parlare con Lisa. Uscii dalla mia stanza, salii al piano di sopra e non esitai ad aprire la porta della sua stanza. Il quadro mi inorridi`. Mio padre la stava baciando... Mi fermai, incapace di dire nulla o di urlare, e piansi in silenzio, scivolando lentamente lungo il muro. Mio padre getto` via Lisa come una bambola, e lei si precipito` verso di me, cadde al pavimento e mi bacio` i piedi, dicendo: “Mi uccida, Maria!”
Come mio padre, le gettai via le mani, mi alzai di scatto, corsi giu` per le scale e mi chiusi a chiave nella mia stanza. La mattina dopo mio padre mi sveglio`, ma non volevo vedere ne` lui ne` nessun altro.
Nel pomeriggio decisi di cercare Lisa, ma non si trovava da nessuna parte. Nessuno dei domestici l’aveva vista da quella mattina. Pochi giorni dopo, Lisa fu trovata. Si era annegata in quello stagno abbandonato. Tuttavia, fino ad oggi, nonostante siano passati tanti anni, credo di essere stata io ad ucciderla...
Cosi` persi sia mia madre che Lisa nello stesso momento. Una dura prova. Comunque, non mi apparivano ne` nei miei sogni ne` nella realta`.
Mio padre perse la testa. Poco prima della sua morte, parlai con lui. Disse che per diverse notti di fila era stato perseguitato da due fantasmi, quello di mia madre e quello di Lisa. Non osavo discutere con lui, ma, a differenza della maggior parte delle persone, non credevo nell’Aldila`.
Tuttavia, quella notte vidi i fantasmi di Lisa e di mia madre. Volevo parlare con loro, chiedere perdono, ma loro risero in silenzio e si scomparvero, avendo agitando le loro mani trasparenti verso di me. Anche se non posso garantire che una visione cosi` fugace fosse realta` e non un sogno ordinario.
Certo, mio caro amico Pavel Fedotovich, nella mia vita ci sono stati anche altri casi inspiegabili legati alle persone passati nell’Aldila`, ma devo confessare a Lei che piu` del resto mi sono sempre preoccupata del rapporto tra i vivi, perche` e` cio` che trasforma alcuni di noi in fantasmi.
Comunque, non si arrabbi con me! Sono stata abbastanza franca con Lei. Spero, come prima, nella Sua cordialita`. Mi tienga informata sulla spedizione e ricordi che sono sempre felice di sentirLa, anche se si tratta di nuovo dei fantasmi.
(<… illeggibile…>)
M.A. (<… illeggibile…>)
13 aprile 1883”
P.S. La lettera e` stata trovata dall’autore del libro nelle Tavole Astrali il 13 aprile 1994. Le sottolineature sono rimaste come nell’originale.
Свидетельство о публикации №126040906339