Torre oscura. 3. Dove non ci siamo piu
le storie raccontate a me dai miei fantasmi
il libro di Alessandra Kriuchkova
Parte V. LA TORRE OSCURA
3. Dove non ci siamo piu`
Entro in questa stanza. Dannazione! E` di nuovo vuota! Te ne sei andata... Quanti anni fa? Comunque, anch’io. Te ne sei andata per prima e molto prima di me. Ce ne andiamo tutti, senza sapere che ognuno se ne va per la propria strada.
Voglio vederti... follemente... No, nemmeno cosi`. E` troppo importante per me vederti, perche` devo andare oltre, e non funziona, ecco perche` torno qui, visto che nessuno mi dira` dove sei ora.
Entro sempre in questa stanza nello stesso giorno del passato, quando tutte le tue cose sono ancora al loro posto. Non capisco cosa e come cambiare per tornare un po’ prima! E` troppo importante per me incontrarti.
Vado al tavolo, mi siedo sulla tua poltrona preferita e noto sul tavolo fogli di carta bianca con la tua calligrafia.
Il tempo e` congelato. Qui, in questa stanza, in questo giorno. Per anni ho cercato di arrivare almeno un giorno prima della tua partenza, ma ogni volta sono in ritardo! Dannazione!
So che i tuoi fiori preferiti, le violette, appassiranno sul davanzale della finestra, perche` non sopravviveranno alla separazione. Hai portato con te il respiro della loro vita, non il mio.
Oggi, la finestra, che aprivi anche d’inverno, quando nevicava, e` sempre chiusa. Vado alla finestra e – per la prima volta in tanti anni! – sono riuscita ad aprirla! Finalmente! Almeno qualcosa e` cambiato!
Il vento rompe l’aria soffocante e diventa il padrone della stanza. Mi siedo sul davanzale.
Cielo grigio e cupo. Nuvole. Fa freddo. Piove.
Diluvia sempre, oggi. Nessun cortile, nessun passante, nessuno e niente si vede attraverso il muro di pioggia. Il cielo piange con me, perche` e` troppo tardi. Se avessi saputo allora che ognuno se ne andava per la propria strada, e forse non ci saremmo mai piu` incrociati...
Ma ora so per certo cosa succedera` tra poco. La porta si aprira` ed una bambina entrera` nella stanza.
E... si`, come prima, per la millesima volta dei miei infiniti ritorni, lei sta entrando nella stanza...
– Scusami! – le dico imbarazzata. – Sono stata io ad aprire la finestra... Non volevo spaventarti.
La bambina si avvicina alla finestra aperta e, spaventata per lei, sbatto subito la finestra.
– Non pensarci nemmeno! No! La cosa piu` spaventosa della tua vita e` gia` accaduta.
La abbraccio, ma lei non sente ne` il mio tocco ne` le mie parole.
E dalla disperazione e dalla mia impotenza, il dolore non fa che moltiplicarsi ad ogni mio ritorno! E` il dolore di un fantasma che non riesce ne` a riscrivere il passato, ne` a consolarsi in esso, ne` a ritrovare la persona persa per poter dire la frase piu` importante e banale, ma in qualche modo mai pronunciata in tempo, “TI AMO!”
1988–89
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