Torre oscura. 2. Dallo Specchio
le storie raccontate a me dai miei fantasmi
il libro di Alessandra Kriuchkova
Parte V. LA TORRE OSCURA
2. Dallo Specchio
Fuori pioveva. Il vento giocava con le foglie autunnali. Non c’era piu` nessuno nel villaggio, gli anziani del posto erano andati da tempo dentro lo Specchio ed i loro figli si erano sparpagliati per il mondo.
Ci tornai molti anni dopo. Il giardino era invaso da erbacce impenetrabili. La casa cedeva, la vernice si era scrostata, il portico era marcio.
Dopo aver buttato giu` una piccola serratura arrugginita, aprii a fatica la porta cigolante ed entrai dentro. Fui accolta da corridoi bui con scialli ragnatelosi negli angoli. Il tetto perdeva in alcuni punti ed il suono costante delle gocce mi ricordo` il ticchettio dell’orologio sul muro, l’orologio che si era fermato molto prima.
Entrai nella stanza e trovai un vaso con fiori selvatici secchi sul tavolo, un pezzo di carta ed una matita, una lettera al Nulla, sul davanzale della finestra, e... un enorme Specchio antico davanti a me. Mi avvicinai e feci un respiro profondo. Lo Specchio era il motivo del mio ritorno.
La curiosa Luna dal viso rotondo, mi osservava con interesse fuori dalla finestra, chiedendosi se avrei posizionato correttamente le candele. E finalmente, illuminate da luci tremolanti, alcune ombre si stavano gia` muovendo verso di me lungo il corridoio nello Specchio.
Paura? No, era proprio quello che volevo! Solo il mio timoroso Se` terreno non aveva fretta di oltrepassare la linea – afferro` il vaso e lo getto` nello Specchio! Una rete di crepe si diffuse sulla sua superficie, tuttavia lo Specchio non si frantumo`. Le ombre continuarono ad avvicinarsi lentamente.
Le assi del pavimento scricchiolarono. La figura di un Uomo in Nero apparve nello Specchio. Stava dietro di me. Girandomi, non vidi nessuno, ma l’Uomo era sempre riflesso nello Specchio.
– Perche` sei venuta qui? – mi chiese con una voce assolutamente calma.
– Per andarmene, – risposi con fermezza, senza piu` provare paura. – So che qui c’e` un Punto di Transizione.
– Se l’hai sentito senza l’aiuto di nessuno, puoi attraversarlo da sola, perche` la Porta dello Specchio e` sempre aperta, – disse l’Uomo in Nero e scomparve.
Non riesco a spiegare a parole cosa accadde dopo. Forse mi concentrai sul corridoio e, guardandomi allo Specchio senza sosta, lasciai che la mia coscienza vi si infiltrasse. Era simile ad un liquido viscoso che scorreva da un recipiente all’altro. Ricordo сhe sentii improvvisamente una leggerezza. Mi resi conto: “D’ora in poi esisto dove un minuto fa c’era solo il mio riflesso”.
Me ne pento? Piuttosto no. Ora posso guardare fuori dallo Specchio chiunque rimanga nel mondo “reale”. Ho persino imparato ad uscire dagli specchi ovunque sulla Terra. A fare una passeggiata. Ma...
...l’altro giorno sono andata a trovare l’Uomo in Bianco. E desideravo cosi` tanto... abbracciarlo... in modo terreno... con le mie mani...
19 aprile 1994
Свидетельство о публикации №126040904974