Torre oscura. 1. Il sigillo

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte V. LA TORRE OSCURA

1. Il Sigillo

Pioveva da molti giorni. Dasha usci` nel corridoio freddo e cupo. Un forte vento soffiava dalla finestra aperta. I profumi autunnali, provenienti dal parco, ed il cielo grigio e cupo, coperto di nuvole, lasciavano intendere che l’estate fosse gia` finita, sebbene agosto fosse in pieno svolgimento.

Dasha ando` al telefono pubblico del posto di guardia e compose il numero di qualcuno, ma nessuno rispose. Comunque, viveva qualcuno nella casa abbandonata, a parte... fantasmi? Perche` e con chi continuava a cercare di mettersi in contatto?

Dasha abitava nella casa strana, chiamata “gialla” per qualche motivo. Lo zio Sergio, come al solito, cedendo alla moglie, aveva concordato con il primario di sistemare Dasha li` per ottenere la casetta dei suoi genitori, annegati un mese prima, proprio di fronte alla figlia, quasi vicino alla riva a causa della corrente.

Perche` non avevano creduto a Dasha alla vigilia di...? Lei chiese loro di non nuotare piu` in quel posto e racconto` persino il suo sogno. Poteva Dasha fare qualcos’altro? Era possibile salvare qualcuno che aveva gia` ottenuto quel sigillo?

Due occhi verdi brillarono nell’oscurita`, e qualcosa di soffice si strofino` contro la gamba di Dasha. La ragazza si chino` ed accarezzo` una gatta, che teneva tra i denti un topo appena catturato.

– Grazie, mia cara! Non ho fame.

Approfittando dell’assenza dell’infermiera al posto di guardia, Dasha sgattaiolo` fuori.


***

C’erano lanterne antiche lungo i vicoli bui. Le loro luci soffuse tremolavano in modo favoloso, illuminando la strada. Dasha non voleva tornare nell’afosa corsia, dove scarafaggi rossi strisciavano sulle lenzuola bianche, muovendo le loro antenne in modo professionale. Le piaceva passeggiare nel vecchio parco vicino allo stagno abbandonato.

– Dasha! –  la chiamo` una voce maschile.

– Ciao!!! – esclamo` la ragazza, voltandosi e correndo verso di lui. Ruslan le accarezzo` la testa, le solletico` le costole sporgenti sul suo corpo esile. Cercando protezione, lei si aggrappo` a lui, cosi` grande e forte.

– Dove sei stato per tutto questo tempo? Perche` non sei venuto cosi` a lungo?

– Ho dovuto lavorare sodo, sai.

– No! – rispose bruscamente la ragazza e, scacciando le sue mani, si allontano` lungo il vicolo.

Ruslan la segui` in silenzio, aspettando il perdono. Dasha si fermo` davanti ad un’aiuola ricoperta di ortiche e, strappandone alcuni steli, corse da Ruslan e lo colpi` con tutta la sua forza con un ciuffo d’erba pungente.

– Non farmi del male! Mai piu`!

– Va bene, Sua Maesta`! – Ruslan annui` obbediente.

Dasha rise e loro corsero verso lo stagno abbandonato.

Poi si sedettero su una panchina. Dasha si sistemo` in grembo a Ruslan, facendo le fusa dolcemente, quasi come una gatta, con le gambe incrociate ed il naso freddo affondato nella sua morbida spalla.

– Sai, devo... –  comincio` a dire Ruslan.

– No!!!

– Devo partire. Domani mattina. Torno fra due giorni.

Grosse lacrime infantili rigarono le guance di Dasha, sovrapponendosi.

– Mi stai lasciando! – sussurro` la ragazza, singhiozzando.

– Non ti lascero` mai!

– Non tornerai mai piu`!

– Tornero` sicuramente!

Dasha gli mise una mano sulle labbra per farlo tacere. Ruslan chiuse gli occhi. La ragazza lo guardo` in viso con gli occhi chiusi, balzo` in piedi e corse via. La Luna illuminava i vicoli bui, ma la sua luce era minacciosamente misteriosa. Dasha inciampo` e cadde. Ruslan la prese per mano. Un grido selvaggio risuono` nel vecchio parco.

– Dasha! Non volevo spaventarti! Beh, non aver paura di me!

– No! – Dasha scosse la testa negativamente, soffocata dalla corsa, dalla paura, dalle lacrime e dalla disperazione. – Te ne andrai come tutti loro! Hai lo stesso sigillo che avevano loro! IL SIGILLO!!!

– Tornero` fra due giorni, te lo prometto! Andra` tutto bene!

Dasha scosse di nuovo la testa negativamente.

Stavano tornando in silenzio all’ospedale addormentato.

– La piccola Sonya vive qui con me, – Dasha ruppe il silenzio. – Mi chiede di raccontarle storie di Winnie the Pooh ogni sera. Sua madre le leggeva le favole della buonanotte.

– Sua madre e` morta?

– Si`. Ora Sonya puo` sentire... Io sogno spesso che mi chiamano a casa loro, ma voglio restare... con te!

– Quando ti portero` fuori di qui, i tuoi incubi spariranno. Ti prometto che sara` tutto bene! – disse Ruslan prima di andarsene. – Devi credermi. Ci vuole solo tempo per pensare attentamente a come organizzare e sistemare tutto in un modo giusto.

– Mi hanno promesso tutti, ognuno il suo. Ma tutti mi hanno lasciato. Fra poco me ne andro` anch’io.


***

– Dasha! Sei tornata! – esclamo` gioiosamente Sonya, che aveva cinque anni.

– Perche` non dormi ancora?

– Ti ho aspettata. Ci staro` sempre ad aspettarti, anche quando non ci sarai piu`! Te ne andrai presto, vero? – Sonya disse tristemente e si sdraio` sul letto in attesa di una fiaba.

…Dasha era accanto a Ruslan, anche se non era con lui nella realta`…

Notte. Un’autostrada buia. Non ci sono quasi macchine. Un grosso camion sta sfrecciando a gran velocita`, ma nessuno riesce ancora a vederlo, tranne Dasha, perche` e` li`, dietro l’angolo.

Dasha sta urlando, ma Ruslan non la sente. NON SENTE!!! Ora il camion sta per apparire, immettendosi nella corsia opposta. Nel frattempo, di lato, dalla strada di campagna, sta arrivando un autobus. Si scontrano tutti contemporaneamente. Immediatamente! Ruslan e` li`, in macchina, e… non c’e` piu`!

– Non tornare in macchina!!! – grido` Dasha e… si sveglio`.


***

Ruslan non torno` fra due giorni, come aveva promesso…

Quando Ruslan torno` ed entro` nella stanza di Dasha, si fermo` per la confusione, e la piccola Sonya salto` dal letto sul pavimento freddo e si diresse a piedi nudi verso di lui.

– Ti aspettava! E mi ha promesso di tornare!

Sul tavolo c’era un disegno infantile di Dasha fatto da Sonya.

– Aveva gia` il sigillo! – sussurro` Sonya misteriosamente. – Comunque, tornera` a raccontarmi le storie della buonanotte! Verra` anche da te! ... un’altra lei! Se non riesci ancora a vedere, dovresti almeno imparare a sentirla!

Ruslan fisso` a lungo il letto vuoto con uno sguardo assente e poi si rivolse a Sonya:

– Sento tutto SBAGLIATO, – disse lui, sospirando profondamente e tristemente. – Sono arrivato in ritardo perche` avevo sognato Dasha. Mi aveva detto di non tornare in macchina. Dunque, sono tornato in treno. Ci ho messo piu` tempo... Se l’avessi saputo...


24 agosto 1994


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