Specchio rotto. 9. Un ritratto

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte IV. LO SPECCHIO ROTTO

9. Un ritratto

Arthur si innamoro` di lei a prima vista. La ragazza era molto carina, forse la piu` bella che avesse mai dipinto. Si incontrarono per caso: lui era seduto davanti ad un accogliente ristorante del centro citta`, come al solito, in attesa che qualcuno gli ordinasse un ritratto, quando lei apparve.

Arthur dipinse la Straniera abbastanza velocemente. Alla cliente piacque l’opera, ringrazio` l’artista e se ne ando`. Perche` non osava fermarla allora? Non le chiese nemmeno il nome! Gli sembrava troppo inaccessibile? O forse la ragazza non esisteva affatto nella realta` terrena?

Tornato a casa, Arthur cerco` di dipingere la Straniera a memoria, ma invano! All’inizio non riusci` a riprodurre la magica espressione dei suoi occhi, poi il suo sorriso sembro` piu` un ghigno crudele, infine le rose tra le sue mani gli sembrarono troppo innaturali.

Cosi`, nel pieno della creativita`, l’artista passava giorno dopo giorno, ma la Straniera non gli usc; dalla mente. La sognava, lei lo chiamava, rideva e spariva. A volte ad Arthur sembrava persino che la ragazza lo osservasse di nascosto dallo specchio...

Sei mesi dopo, Arthur completo` finalmente la sua opera. Il ritratto venne benissimo: la Straniera stava per fare un passo verso di te per chiederti di mettere le sue rose in un vaso.

Dopo aver incoronato il capolavoro con una cornice degna, Arthur appese il ritratto nel punto piu` in vista della stanza, sulla parete di fronte allo specchio. Era l’opera migliore della sua vita ed i suoi colleghi, che periodicamente venivano a trovarlo, non potevano fare a meno di elogiare l’artista per le sue capacita`.

Un giorno anche l’insegnante di Arthur, che era famoso da tempo ed era considerato un Grande Maestro, venne da Arthur. Notando il ritratto della Straniera sulla parete, il Maestro non pote` fare a meno di ammettere che l’opera era eccellente e che il suo allievo lo aveva superato in abilita`.

Tuttavia, sorrise e disse ad alta voce con sarcasmo:

– Infatti, come si dice in latino: “Qui pingit florem non pingit floris odorem!” Queste rose non hanno profumo!

Quando l’ospite importante se ne ando`, Arthur rimosse il ritratto dalla parete per distruggerlo immediatamente.

– Tutti mi hanno lusingato! Non saro` mai in grado di creare nulla di degno di nota!

L’artista estro` il ritratto dalla cornice e lo fece a pezzettini con furia. Nello stesso istante si udi` un assordante clangore di vetri rotti: lo specchio della parete opposta si sbriciolo` in mille frammenti, i quali era impossibile da ricomporre in un insieme nemmeno per il piu` grande Mago.


24 giugno 1994


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