Specchio rotto. 7. Un pianoforte
le storie raccontate a me dai miei fantasmi
il libro di Alessandra Kriuchkova
Parte IV. LO SPECCHIO ROTTO
7. Un pianoforte
Grigory sali` con cautela le scale fino all’ultimo piano di un edificio di cinque piani gia` vuoto, che sarebbe stato demolito, e si avvicino` all’appartamento indicato nell’annuncio. La porta era socchiusa, ma non c’era luce all’interno. Grigory stava per bussare, quando una ragazza con una lunga tunica nera ed un cappuccio gotico gli sbuco` incontro dal buio pesto e gli fece cenno di seguirla.
– Mi dispiace, e` cosi` buio qui dentro, – si scuso`. – La corrente e` gia` stata tagliata e le candele si sono esaurite.
Dopo aver attraversato il soggiorno buio con mobili antichi, ricoperto da uno strato di polvere secolare, Grigory si ritrovo` in una piccola stanza, dove non c’era altro che un pianoforte solitario contro la parete spoglia, uno sgabello, uno specchio gigante con una crepa simile ad una ragnatela proprio al centro e due candele quasi completamente consumate sul davanzale.
“Beh, l’odore gotico! Mancano solo i fantasmi!” penso` Grigory. Tuttavia, la padrona di casa avrebbe potuto facilmente passare per un fantasma, con la pelle quasi trasparente e la figura cosi` esile, immersa in un’enorme tunica da strega che scivolava silenziosamente sul pavimento in parquet.
– Quanto vuoi per questo? – chiese Grigory, lanciando un’occhiata al pianoforte inondato di chiaro di luna. – Certo, sembra nuovo, ma non so suonare me stesso.
– Quindi non sei un accordatore, vero?
Grigory annui`.
– Grazie a Dio! – la ragazza tiro` un sospiro di sollievo. – Sai, gli accordatori spesso ingannano la gente. Dicono che il pianoforte non puo` essere riparato, per poter prendere anche uno strumento nuovo gratis, e poi rivenderlo ad un prezzo esorbitante. Tuttavia, nel mio caso, i soldi non contano. Vorrei lasciare il mio pianoforte in buone mani.
– Sto cercando il pianoforte per mio figlio. Quest’anno andra` a scuola musicale.
– Allora, ti piacerebbe che suonassi qualcosa? – offri` la ragazza allegramente.
– Sarebbe molto gentile da parte tua!
Le sue dita trasparenti scorrevano sui tasti e la stanza si riempi` di suoni magici. Le onde di vibrazioni, eccitando e trasportando l’anima alla sua grande Fonte Primaria, sembravano aver trasportato Grigory in un’Altra Realta`, e quando il silenzio torno` a regnare, rimase a lungo in uno stato di torpore. Cos’era stata quella musica? Chi l’aveva suonata?
– Questo pianoforte e` il mio migliore amico, – confesso` la ragazza. – Ha ascoltato in silenzio tutti i miei capricci e ha obbedito alle mie mani. Per tanti anni ho condiviso con lui i miei dolori e le mie gioie. Lo amo troppo e non riusciro` a calmarmi finche` non lo avro` affidato in buone mani...
“La ragazza parla con la stessa anima che ha per suonare il pianoforte! – penso` Grigory. – Probabilmente ha davvero bisogno di soldi.”
– Suoni in modo superbo, e questa melodia... – lui disse ad alta voce.
– Mi e` venuta da sola... da qualche parte lassu`... probabilmente...
– Beh, chiamero` i traslocatori, mi stanno aspettando all’ingresso.
– Per favore... non fargli del male! – la ragazza si appoggio` al pianoforte. – Provo tanto dolore a dirgli addio, come se lo stessi... tradendo.
– Beh, certo, non preoccuparti! Non permettero` a mio figlio di fare del male al tuo amico! A quanto pare, hai davvero bisogno di soldi, altrimenti non lo daresti via!
***
– Quanti anni ha il pianoforte? – chiese l’accordatore a Grigory.
– Non lo so di preciso.
– L’hai comprato da un privato?
– Si`, ieri sera. All’annuncio di una ragazza...
– Quanto hai pagato?
– Era pronta a regalarlo, ma il pianoforte e` diventato il suo migliore amico, quindi...
– Quella ragazza sfacciata stava solo cercando di far lievitare il prezzo! Non vale un centesimo! Per farlo funzionare, bisogna sostituire assolutamente tutto! Ti costera` quanto comprarne uno nuovo! – affermo` l’accordatore.
– Non avevo nemmeno dubbi! – esclamo` la moglie dell’acquirente sfortunato. – Non si puo` fidarci di te!
– Non puo` essere vero! – disse Grigory sorpreso. – Lo suonava divinamente, perfettamente! Non ho mai sentito suoni cosi` belli! Stava piangendo con lei! Vi giuro! Non puo` essere cosi` come ci dici tu!
– Certo, a volte un pianoforte rimane scordato dopo il trasporto, anche se succede raramente, – commento` l’accordatore.
– E ora dove lo mettiamo?! – si indigno` la donna.
– Senti, ho un’idea! – disse l’accordatore, sorridendo maliziosamente. – Posso portare via questa robaccia gratuitamente se acquisti un pianoforte adatto a tuo figlio dal mio negozzo! Ne ho diversi pronti. Si`, sono costosi, ma ne valgono la pena!
– Che benedizione averti chiamato! Te ne saremo molto grati! – esclamo` la donna allegramente, accompagnando l’accordatore alla porta.
Grigory si avvicino` al pianoforte, ne accarezzo` i tasti bianchi come la neve e disse a bassa voce:
– Scusa, l’amavi troppo forte.
1997
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