Specchio rotto. 6. Niente biscotti

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte IV. LO SPECCHIO ROTTO

6. Niente biscotti

– Che giornata dura, interminabile! – esclamo` Igor, sfogliando le ultime notizie su Internet, notando con la coda dell’occhio che le pagine dell’agenda sul tavolo cominciarono a sfogliarsi.

– Si`, sono d’accordo, la giornata lavorativa e` finita da un tempo. Domani sara` come oggi, tutto e` uguale, – borbotto` e... – Accidenti! Mi ero dimenticato, devo mandare la lettera al Ministero!

Ksenya si sedette accanto ad Igor, osservandolo digitare lentamente una lettera sulla tastiera, ma presto non ne pote` piu`. Lei comincio` a camminare avanti e indietro in silenzio nel suo grande ufficio, sfogliando vecchie riviste e libri, lanciando periodicamente un’occhiata all’orologio e fuori dalla finestra, alla nebbia, dove una pioggerellina cupa ricordava il valore del Sole.

Fogli di carta bianca cominciarono a sollevarsi, scivolando fuori dalla stampante e, avendo danzato nell’aria, caddero al pavimento.

– Gli stessi scherzzi! – Igor sussurro`, chiedendosi se mangiare altri biscotti o no. Lancio` un’occhiata al cassetto del suo mobiletto, che si stava aprendo davanti ai suoi occhi, e sorrise: – Beh, non c’e` modo di perdere peso con te!

Dopo aver sgranocchiato un paio dei suoi biscotti preferiti, con cioccolato, Igor rivolse lo sguardo alla piccola tartaruga, un regalo di Ksenya, che si muoveva lentamente sulla superficie liscia del tavolo verso di lui. Il pulsante rosso del telefono dell’ufficio si illumino`, Igor rispose, ma la chiamata falli`.

– Cosa vuoi dirmi, Ksenya?

Un souvenir dal Portogallo, una nave in bottiglia, girava il collo verso la porta.

– E` ora di andarmene? – chiese Igor.

“Il Ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde, nell’originale – Ksenya aveva cercato di insegnargli l’inglese usando quel libro – cadde improvvisamente dalla libreria.

– Basta scherzare!

Tuttavia, la foto incorniciata con la sua nuova moglie, sul tavolo vicino al computer, si rovescio` per l’ennesima volta. Igor la rimise a posto pazientemente, sebbene si facesse un po’ cupo e mormorasse:

– A volte diventi insopportabile!

La porta del suo ufficio si spalanco`, ma non c’era nessuno sulla soglia. Quando Igor si avvicino`, quella si chiuse bruscamente, proprio davanti al suo naso.

– Offesa? Dai!

Torno` al tavolo e si lascio` cadere sulla poltrona; nello stesso istante qualcheduno busso` timidamente alla porta, che si apri` leggermente.

– Smettila di flirtare con me! – urlo` Igor, lanciando un’occhiata di condanna alla porta.

La donna delle pulizie apparve sulla soglia e scosse la testa.

– E` ora di andare a casa, Signor capo! – lei disse tristemente.

– Mi scusi, signora!

Diede un’occhiata all’orologio, raccolse velocemente i documenti, corse fuori dall’edificio nella nebbia e si diresse verso l’auto.

Ksenya era seduta li` vicino, ma Igor non riusciva a vederla. Tuttavia, l’auto non voleva partire per un bel po’.

– Senti, davvero, non fare capricci! E` ora che io vada a dormire, – lui disse, sbadigliando, e... l’auto si mise in moto.


***

“Nebbia, ancora nebbia! Non si vede un bel niente, soprattutto su questo lungo ponte. Che posto infernale!” penso` Igor e sbadiglio` di nuovo.

Finalmente, raggiunse l’incrocio due case prima del garage. Dopo aver fermato l’auto ad un semaforo, Igor chiuse gli occhi per un attimo e, quando li riapri`, noto` sulla destra, accanto a lui...

– Ksenya, tu?! – lui borbotto` sorpreso.

Lei sorrise e gli suggeri` di uscire dall’auto.

Si fermarono nella nebbia, sul ciglio della strada. Igor non riusciva a credere ai suoi occhi e alle sue orecchie.

– E` un sogno, vero? Ti vedo e ti sento? – chiese Igor.

– Si`, e` un sogno, – annui` Ksenya, – solo che… molto breve.

– Quando mi svegliero`, tu... sparirai?

– Non spariro` mai, – rispose. – E credimi, so che non volevi che morissi.

Igor annui` felicemente e fece un sorriso in qualche modo infantile, un sorriso un po’ stupido, come gli sembro`. La morte di Ksenya era stata cosi` improvvisa ed assurda, proprio davanti ai suoi occhi, in ospedale, quando le medicine erano state accidentalmente mescolate...

– Sai, volevo dimagrire! Mi rimproveravi sempre per il sovrappeso! Ma la scatola di biscotti, sembra che si apra... da sola! – disse Igor ad alta voce e penso`: “Signore, ci sono tante cose di cui vorrei parlare, ma parlo di biscotti inutili!”

Abbraccio` Ksenya ed un rumore assordante di una collisione d’auto ruppe il silenzio.

Igor perse conoscenza per un attimo e quando si sveglio`, Ksenya era ancora li` vicino, stavano uno di fronte all’altra nella nebbia.

Igor cerco` freneticamente di capire cosa significasse tutto cio`. Era gia` morto o stava per morire? Allo stesso tempo, voleva dire che amava ancora Ksenya, che gli mancava follemente, e voleva chiederle qualcosa d’importante, molto importante, per esempio, come era organizzato tutto li` nell’Aldila`? C’erano un Dio e un Diavolo? Tuttavia, Igor si sentiva in qualche modo a disagio. E se Dio non esistesse, ma esistesse il Diavolo?! E la sua coscienza torno` di nuovo ai...  biscotti, desidero` averne almeno un paio dei suoi preferiti, con cioccolato, proprio in quel momento!

Scacciando lo stupido pensiero di una dolce debolezza, Igor cerco` di abbracciare di nuovo Ksenya, ma lei lo fermo` con un gesto, sorridendo.

– Quando torni, non negarti mai i tuoi preferiti! – disse lei e, notando uno sguardo interrogativo, aggiunse: – Non ci sono biscotti li`...


28 ottobre 1999


Рецензии