Specchio rotto. 5. La tata
le storie raccontate a me dai miei fantasmi
il libro di Alessandra Kriuchkova
Parte IV. LO SPECCHIO ROTTO
5. La tata
Da quanti anni non si vedevano? Di ritorno da una riunione di lavoro, Irina passo` davanti alla casa dove aveva vissuto da bambina e incontro` la sua Tata.
– Sei tu, il Sole mio? – sussurro` la vecchia.
– Buonasera, Tata! Si`, sono io. Come stai?
– Vivere la mia eta`! Che noia! Moriro` presto.
– No, non dire cosi`! – la incoraggio` Irina.
– Puoi accompagnarmi a casa mia? Niente piu` luci in casa per inciampare e cadere da qualche parte! Te ne saro` grata!
Irina non poteva rifiutarla. La Tata l'aveva portata per mano al parco, l'aveva aiutata con i compiti di casa, le aveva racconto fiabe e letto il futuro. Si`, era una famosa indovina! La gente veniva da lontano dalla Tata per farsi predire il destino o per liberarsi da malattie e sfortune.
– Fai ancora la cartomante? – chiese Irina, vedendo un mazzo di carte e diverse candele sul tavolo.
– Una peccatrice, si`, una peccatrice, – borbotto` la vecchia scontenta.
– Sono tutte sciocchezze, Tata! Devi ammettere che la stregoneria non esiste!
– Non mi credi, sciocca! Invano! – la rimprovero` la Tata e sospiro` profondamente. – Ti ringraziero` comunque. Hai in mente qualcuno?
– Per stregare?! – ipotizzo` Irina e rise.
– Ti sei rivelata molto carina! Hai bisogno di un buon marito. Chiunque tu voglia sara` tuo per sempre! Finche` sono viva, chiedimi, non essere timida!
– Va bene... ne ho uno! – disse Irina con voce risoluta, nascondendo il suo scetticismo sugli incantesimi d’amore e limitandosi a quello che le era venuto in mente per primo. Comunque, non aveva ancora incontrato un uomo con cui avrebbe voluto trascorrere il resto della sua vita.
– Davvero non ci sono piu` uomini celibi? – sussurro` la vecchia, scuotendo la testa, mentre Irina se ne andava.
Irina guardo` la Tata sorpresa e penso`: “Come fa a saperlo? Non ho detto nemmeno una parola di quest’uomo!”
– Beh, vai, cara! Certo che sara` tuo!
***
Essendo in ritardo al lavoro, Irina corse su per le scale fino al suo piano e nel corridoio incontro` Victor Orlov, il responsabile del Dipartimento Progetti Internazionali.
La ragazza lo saluto` gentilmente per prima. Notandola senza fiato, il signor Orlov, come sempre, chiese scherzosamente:
– Chi sta torturando la mia donna qui?
– Quale, Victor? – chiese il responsabile del Dipartimento Finanziario, che stava passando vicino.
– Questa, la mia preferita! – chiari` il signor Orlov ridendo ed aggiunse, rivolto ad Irina: – Pranziamo insieme! Dobbiamo discutere di una cosa.
Lei annui` e corse al suo posto di lavoro, pensando ai possibili argomenti di discussione. Irina lavorava come responsabile della pubblicita` esterna nella loro citta` ed il signor Orlov era responsabile di negoziazioni e del supporto di contratti importanti con partner stranieri. Viaggiava all’estero molte volte al mese. Si incontravano raramente ed occasionalmente, di solito, aggirando l’ufficio, lui entrava nel reparto marketing con la sua domanda retorica: “Ti torturano?”
Tutto cio` che Irina sapeva del signor Orlov dai suoi colleghi era che aveva il doppio dei suoi anni, era sposato e sua figlia, della stessa eta` di Irina, si era da poco sposata con successo uno “sceicco” ed era emigrata negli Emirati Arabi Uniti. A quanto pare, il signor Orlov era molto ricco e sembrava un uomo non solo di successo, ma anche assolutamente felice.
...Stavano pranzando in un ristorante italiano. Victor guardo` la ragazza e penso`: “Che bellezza!”
– Allora, di cosa Lei voleva discutere con me? – chiese Irina.
Quando Victor aveva incontrato la ragazza nel corridoio la mattina, per qualche motivo ne fu attratto. Improvvisando, Victor aveva inventato diversi argomenti da discutere al ristorante, e dovette dirne almeno uno. Appena era pronto a farlo, lo chiamo` sua moglie. Durante la conversazione, la avverti` che molto probabilmente sarebbe tornato a casa tardi, a causa del Consiglio d’Amministrazione.
“La pura verita`! – penso` Irina. – Che assurdita` tutti questi incantesimi d’amore!”
– Dunque, – il signor Orlov si rivolse ad Irina, dopo aver terminato la conversazione con la moglie, – l’altro giorno abbiamo vinto una gara d’appalto e vorrei aggiungerti al gruppo del nostro nuovo progetto. Lavorerai insieme a Konstantin, che sta traducendo una montagna di documentazione e non ha tempo per la pubblicita`. C’e` molto lavoro da fare, abbiamo una scadenza ravvicinata. Cosa ne pensi?
– Ma Lei non ha mai ordinato pubblicita` per i Suoi progetti, vero?
– La vita va avanti, tutto cambia, – il signor Orlov scrollo` le spalle.
Irina alzo` le sopracciglia in sorpresa e penso`: “E` questo il motivo per cui dovresti invitarmi al ristorante?”
***
Il signor Orlov la sogno`. Si rigiro` nel letto, si sveglio` piu` volte e si riaddormento`, ma la ragazza non scomparve, anzi lo chiamava nella Nebbia.
Si alzo` decisivamente e ando` in cucina, dove si preparo` un caffe` e accese una sigaretta. L’immagine di Irina non gli usciva dalla testa.
“Che diavolo e` questo?!” riflette` Victor. “E` possibile che sia successo a me, un uomo casalingo?!”
Perche` si sentiva improvvisamente attratto da Irina? Non stava lui a prendere in giro i suoi amici che avevano lasciato le mogli per ragazze piu` giovani?
“Ossessione! Passera`. Domattina andro` in ufficio e mi immergero` nel nuovo progetto...”
***
Irina non aveva incrociato Konstantin quasi mai, tranne forse per le feste aziendali due volte all’anno. Lavorava al piano superiore, nell’ufficio commerciale.
– Ciao! – Konstantin saluto` Irina sulle scale. – Victor ti ha parlato ieri del nostro nuovo progetto per quella gara d’appalto, beh, quella spagnola? Mi ha detto che sarebbe piu` comodo di trasferirmi nel tuo ufficio mentre lavoriamo insieme. E` ovviamente piu` spazioso del nostro. Spero che non ti dispiaccia!
Irina annui` in segno d’assenso e sorrise. Konstantin era un traduttore professionista e aveva da poco conseguito una seconda laurea in management. Accompagnava spesso il signor Orlov nei suoi viaggi d’affari e molti dipendenti credevano che prima o poi Konstantin avrebbe preso il suo posto.
***
Mentre scendeva le scale verso la mensa, o meglio dire, gia` sugli ultimi gradini davanti alla porta, Irina senti` dei passi dietro di se` e si volto`.
– Ciao! Vai a pranzo? – chiese il signor Orlov, pronto ad invitarla di nuovo al ristorante.
– Irina, ti aspetto in mensa! – disse Konstantin, passando accanto.
– Va bene! – gli rispose Irina e si rivolse subito al signor Orlov: – Chiedo scusa, mi stava dicendo...?
– Vieni nel mio ufficio dopo pranzo, – il signor Orlov rispose seccamente e si diresse nella direzione opposta alla mensa.
...Irina busso` e, dopo aver ricevuto il permesso, apri` la porta dell’ufficio del signor Orlov. Era seduto su una poltrona di pelle nera, fumando.
– Mi ha chiesto di...
– Si`, si`, siediti, – disse Victor freddamente. – Vado a Madrid per negoziare con i soci di quel progetto. Questa volta ho deciso di prenderti con me.
– Me?! – chiese Irina sorpresa, incredula.
– Si`, perche` sei sorpresa?
– Perche` non Konstantin? Ha lavorato al progetto fin dall’inizio, e conosce i dettagli tecnici ovviamente meglio di me.
– Puoi farlo anche tu, – il signor Orlov ridacchio` e sospiro`.
***
Le trattative a Madrid andarono abbastanza bene. Alla vigilia del loro ritorno, il signor Orlov invito` Irina in un caffe`.
– Voglio parlarti, – disse Victor con calma, mentre si sedevano ad un tavolo accogliente, avendo ordinato il cibo al cameriere. – Mi piaci... Come ad un uomo piace una donna.
Irina rimasi senza parole scioccata, mentre lui continuo`:
– Non dirmi subito di no. Pensaci.
La ragazza sospiro` profondamente.
– Se non ci vedi insieme, aiutami a dimenticarti.
Irina riflette` per un attimo, ricordando il suo ultimo incontro con la Tata, e decise di chiederle di disincantarlo dopo il loro ritorno a casa.
– Victor... Andra` tutto bene... fra poco.
***
Irina sali` al quinto piano e suono` il campanello familiare. Una ragazza apparve sulla soglia.
– Cosa vuole Lei? – chiese ad Irina.
– E la Tata..?
– E` morta una settimana fa. Posso aiutarLa in qualche modo?
***
Irina si ricompose e ando` dal signor Orlov.
– Allora, cosa ne pensi? – le chiese con calma.
– Mi scusi...
Irina stava per raccontargli quella stupida storia della Tata, alla stregoneria di cui non aveva creduto affatto prima, ma Victor la interruppe.
– Per Konstantin?
Irina annui` silenziosamente.
– Va bene, vai...
***
Il signor Orlov usci` dal suo ufficio e noto` Irina e Konstantin alla finestra, con le spalle a Victor, che ridevano rumorosamente di qualcosa.
– Allora, cosa facciamo stasera? – chiese Konstantin alla ragazza.
Senza aspettare la risposta di Irina, Victor torno` nel suo ufficio.
Si udi` il rumore di uno sparo. Irina scambio` un’occhiata con Konstantin e corse nell’ufficio del signor Orlov. Spalancando bruscamente la porta, lei fece un passo dentro e rimase stordita dalla scena...
Victor stava accanto al suo corpo, disteso senza vita su una poltrona di pelle nera, inzuppato di sangue.
– Cos’e` successo qui? – borbotto`. – Non ricordo niente... Come? Perche`? Qual’e` il motivo?
All’improvviso, apparve la Tata. Lancio` un’occhiata pesante ad Irina, prese il signor Orlov per mano e lo condusse via in silenzio... dentro lo Specchio...
Autunno, 1998
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