Specchio rotto. 4. Una Sconosciuta

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte IV. LO SPECCHIO ROTTO

4. Una Sconosciuta

Due uomini entrarono in una taverna in Rue Rochelle, si sedettero ad un tavolo libero, ordinarono una bottiglia di vino e cominciarono a parlare.

– Guarda, Jean, li`, vicino alla finestra! – disse Paul enigmaticamente.

– Carina, sono d’accordo! Non l’ho mai vista qui prima.

– Neanch’io. E` davvero molto dolce. A propo’, e` il tuo tipo preferito!

– Mary! – chiamo` Jean ad una cameriera di passaggio. – Conosci per caso la ragazza vicino alla finestra?

– Cerchi una nuova ragazza? Non lo so, si presenta qui la sera da una settimana, sempre da sola. Molti ragazzi l’hanno avvicinata, ma non parla con nessuno!

– Una ragazza cosi` carina sembra triste!

– Beh, hai la possibilita` di tirarla su d’umore!

Sul tavolo della Sconosciuta c’erano un bicchiere di vino ed un quaderno aperto, anche se la ragazza non stava ne` scrivendo ne` leggendo nulla.

– Ciao! Come ti chiami? – la chiamo` Jean.

La Sconosciuta alzo` lentamente la testa, lo guardo` e non rispose. I suoi occhi erano pieni di un desiderio disperato e di stanchezza, ed il suo sguardo era concentrato su qualcosa che non apparteneva al mondo reale. Nessuno e niente sembrava esistere per la ragazza, tranne i suoi pensieri.

– Perche` stai zitta? – chiese Jean, sedendosi accanto.


***

Era umido, nuvoloso e freddo. La nebbia avvolgeva ogni cosa intorno e non si vedeva nulla a distanza di un braccio. Melana vagava senza meta per le strette vie della citta` straniera, svoltando a caso in vicoli. Rimanere a casa, dove tutto le ricordava di lui, era insopportabile.

Melana continuava a pensare di fuggire nell’Aldila`. Senza esprimersi, i sentimenti la sopraffacevano. Edward, l’unico che l’aveva amata veramente, non a parole, e che lei amava davvero, mori` d'improvviso ed in modo assurdo. Cosi` Melana era rimasta sola, senza lavoro, soldi, parenti, alcun aiuto in un paese straniero, dato che Edward l’aveva portata li` solo un paio di mesi prima. Tuttavia, lui stesso si era trasferito in quel paese non molto tempo prima.
La vita era sembrata appena iniziata!

“Perche` Dio punisce alcune persone ed e` tanto misericordioso con altre?” pensava la ragazza e sentiva costantemente la presenza di Edward nelle vicinanze: udiva passi familiari, sentiva il suo respiro e videva un’ombra. Quasi ogni notte lo sognava, e quando si svegliava, le sembrava che un sogno fosse realta`, e la realta` fosse un sogno...

Qualcosa di oscuro spinse la ragazza a fare come tante altre in cerca di soldi. Melana comincio` a frequentare una piccola taverna, cercando di superare se stessa, ma... ogni volta che le capitava l’occasione di acchiappare un uomo, non riusciva ad andare avanti.


***

Melana parlava in modo incoerente, frammenti di frasi incompiute in una lingua straniera stentata, con evidenti errori e accento. Jean la ascoltava senza interromperla, sebbene non capisse davvero nulla, a parte la sua mancanza di soldi. Jean non aveva problemi di soldi e provo` simpatia per la ragazza.

– Allora, cara, non mi hai detto il tuo nome.

– Ha importanza?

– No... ti aiutero` comunque. Di quanti soldi hai bisogno? Non devi restituirmi. Non mi serve niente da te. Voglio solo aiutarti. Ti portero` i soldi qui domani, va bene?

Melana guardo` Jean negli occhi incredula, scrollo` le spalle, si alzo` e si diresse verso l’uscita. Jean non la fermo`.


***

La sera successiva Melana stava per uscire di casa per incontrare quello strano uomo, di cui non aveva chiesto il nome. Per abitudine, guardandosi nello specchio vicino alla porta, la ragazza udi` una voce familiare appena distinguibile e si volto` lentamente nella direzione da cui era risuonata.

– Sono qui!

Melana si diresse verso la porta del balcone e la voce suono` molto piu` chiara.

– Vieni da me!

Lei apri` la porta e usci` nella nebbia che stava di nuovo avvolgendo la citta`.

– Melana!

Si`, era la voce di Edward! Finalmente lo vide nella nebbia! Edward guardo` Melana, ipnotizzandola con il suo sguardo.

– Vieni da me! – ripeteva in un sussurro. – Non aver paura! Sono io qui!

E la ragazza gli tese la mano, visto che era vicinissimo, a pochi passi da lei! Non capendo piu` ne` dove si trovasse, ne` cosa stesse succedendo, aveva un solo desiderio di abbracciarlo di nuovo!


***

Nella semioscurita` della taverna, Jean era seduto al tavolo vicino alla finestra, in attesa della sua Sconosciuta, giocherellando nervosamente con un mazzo di violette. Melana si sedette di fronte a lui. Notando i fiori, sorrise e gli passo` delicatamente la sua mano sul palmo.

– Sei molto gentile, – disse Melana. – Starai bene, la vita continua!

– Non mi hai creduto, – sospiro` Jean.

– Ti ho creduto, certo, ma... sara` davvero meglio per tutti. Tornero`. Sicuramente. Un giorno. Quando non mi aspetterai piu`. Avrai bisogno d’aiuto, e ti aiutero`! Perche` persone come me lassu`, dovrebbero aiutare persone come te laggiu`...

In quel momento, Mary, la cameriera, si avvicino` al tavolo e, con un sorriso civettuolo, accese una candela in un antico candeliere.

– Non regalare mai violette a nessuno, Jean! – notando i fiori, si fece cupa. – Sono certamente bellissime, pero`… Secondo la leggenda, la gente di solito le metteva nelle bare delle fanciulle morte prematuramente. Dicono che Persefona stesse raccogliendo violette quando Ade la porto` nel Regno dei Morti.

Jean guardo` Mary sorpreso e avrebbe voluto obiettare, ma lei se ne ando` in fretta, ed un brutto presentimento gli si insinuo` nell’anima.

La porta della taverna si spalanco`.

– Ciao, Jean! Sapevo di trovarti qui! – esclamo` Paul, correndo al tavolo dell’amico. – Non arrabbiarti! Qualunque cosa accada e` per il meglio!

– Non dire cosi`, – Jean scosse la testa negativamente.

– Ho scoperto qualcosa sulla tua Sconosciuta. Si chiama Melana, ma…

– Ma…? Non sospirare, dimmelo!

– E` la vedova dell’uomo che e` morto accidentalmente invece di te due settimane fa!

Melana abbraccio` Jean, gli bacio` teneramente i capelli, salutandolo, ed un’improvvisa folata di vento spense la candela nell’antico candeliere.


19 giugno 1994


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