Specchio rotto. 2. Un incontro

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte IV. LO SPECCHIO ROTTO

2. Un incontro

Nel profondo di un parco buio, un vecchio quasi cieco, seduto su una panchina, noto` una bellissima ragazza vestita di bianco. Si diresse verso il ponte, guardandosi i piedi. Al vecchio sembro` di aver gi; incontrato quella ragazza.

– Cosa ci fa una creatura cos; bella qui ad un’ora cosi` tarda? – le grido`.

– Sto cercando un uomo.

– In questo parco?

– L’ho cercato ovunque per molto tempo, ma non riesco a trovarlo...

– Ti ha lasciata sola? Che cattivo ragazzo! Non farei mai del male ad una tale bellezza!

– Ne sei sicuro?

– Certo! Sono terribilmente vecchio. Comunque, in gioventu` ho avuto molte fidanzate. Ascolta, se non ti dispiace, ti faccio compagnia, camminando insieme verso quel ponte. Una volta, fissavo appuntamenti con le ragazze li`. Nel frattempo puoi condividere il tuo dolore con me e ti sentirai molto meglio. Vedrai! Aiutami ad alzarmi, per favore. Dammi la mano!

La ragazza nascose le mani dietro la schiena e scosse la testa in segno di diniego.

– Hai paura di me?! – il vecchio era sorpreso.

La ragazza scrollo` le spalle incerta.

– Che male puo` farti un ceppo decrepito come me? Va bene, mi alzo da solo. Andiamo!

Stavano camminando lentamente verso il ponte.

– Credo di averti gia` incontrata in vita mia! Ma sono cosi` vecchio che non ricordo ne` quando ne` dove... Raccontami la tua storia, forse posso aiutarti in qualche modo... Cosa ha fatto?

– Niente di particolare. Mi ha solo mentito in continuazione. Mi prometteva sempre qualcosa, qualcosa di molto importante, anche se non glielo avevo chiesto, e gli credevo e aspettavo. Tuttavia, non manteneva mai le sue parole. Ogni volta trovava una ragione per cui la promessa successiva non veniva mantenuta. Rideva e giocava, mentre lo adoravo. Inoltre, non avevo nessuno vicino, tranne lui. Mi ha causato cosi` tanto dolore che non volevo piu` vivere. La luce si e` spenta nei miei occhi.

– Quel mascalzone non merita la tua morte! – esclamo` il vecchio, interrompendo la ragazza. – Perche` la Terra tiene ancora in vita queste bestie?! Meritano una punizione immediata!

– Ne sei sicuro?

– Certo! Se lo incontri, digli solo che ti ho dato il permesso di punirlo! Sei ancora giovane, ti troverai qualcun altro! Sai, continuo a chiedermi dove ti ho gia` vista. Sono quasi completamente cieco... Restiamo qui un po’. Non mi sento bene…

Si fermarono in mezzo al ponte.

– Perche` continui a guardarti i piedi? – chiese tristemente il vecchio. – La vita e` cosi` bella! Guarda il mondo con gli occhi spalancati! Beh, guardami! Voglio sapere di che colore sono i tuoi occhi!

– E` impossibile, – sospiro` la ragazza.

– Perche`? – chiese il vecchio ed improvvisamente senti` un forte dolore al petto.

– Non ho ne` occhi ne` corpo…

Il vecchio si strinse il cuore, ansimava e, contorcendosi dal dolore, sprofondo` lentamente.

– Cercavo quell’uomo, – disse la ragazza con voce gelida, e quando il vecchio esalo` l’ultimo respiro, affermo`: – E finalmente l’ho trovato.


10 luglio 2000


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