Padrone dei destini. 11. Uno scenario

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte III. Il PADRONE dei DESTINI

11. Uno scenario

Vera viveva vicino alla scuola. Studiava a seconda del suo umore. Poteva saltare senza motivo ed imparare a memoria una lunga poesia di Byron in originale. Era compatita o odiata, essendo una cosa in se` imprevedibile.

Il padre di Vera, un ex poliziotto, rimase in prigione e sua madre fini` ad un gancio in bagno; fu proprio li` che Vera la scopri`. Da allora, l’immagine, impressa nella memoria, tornava periodicamente alla ragazza negli incubi. Vera viveva dalla zia, sorella di sua madre, che aveva da poco avuto una figlia, quindi Vera importava a nessuno.

La sua classe era divisa in due compagnie, ma Vera camminava da sola. Presto fece amicizia con il “clan mafioso” di una casa vicina. Galla il Corvo, una ragazza gotica con i capelli neri e gli occhietti furbi, godeva di un’autorita` assoluta e tutta la zona aveva paura del suo tizio calvo, soprannominato il Gatto Nero. Tuttavia, Vera non aveva paura ne` dei corvi, ne` dei gatti neri, ne` di nessun altro, ed era per questo che suscitava un rispetto inespresso. Nella stessa compagnia, Vera incontro` anche il tranquillo Alex, accanto al quale era solita sedersi al cinema la sera, dove la mafia guardava dei film horror. Certo, Vera sognava l’amore, non i film horror, le piaceva Alex.

Una volta Galla invito` tutti a predire il futuro con i Tarocchi. Vera ottenne “L’impiccato” al passato, “La ruota della fortuna” al presente, “L’Amore” al futuro, tuttavia, tutto fin; con la “La Morte”.

“Beh, nessuno vive per sempre sulla Terra!” – penso` Vera e comincio` a sognare sempre di piu` un futuro felice.


***

Il Gatto Nero invito` la compagnia a festeggiare il suo compleanno al poligono di tiro. I ragazzi distribuirono i bersagli. Alex ricevette un cigno bianco. Il vecchio che lavorava al poligono di tiro suggeri` di cambiare bersaglio, dicendo che portava sfortuna uccidere i cigni bianchi. Tuttavia, tutti gli altri obiettivi erano gia` occupati, inoltre Alex non voleva sembrare un ragazzo debole che credeva nei presagi, non poteva sbagliare, sparo` ed uccise il cigno.


***

Per il compleanno di Galla, la compagnia ando` al mercato degli animali domestici ed il Gatto Nero decise di regalarle un vero uccello, ma, in mancanza di un corvo, Galla alla fine scelse un canarino. Anche Vera pensava di prendere un animale domestico, ma esito` sul tipo.

– Avresti un corvo bianco! – ridacchio` Galla.

Vera torno` a casa di ottimo umore, non con un corvo, ma con... un topo bianco!

“L’importante e` che la zia lo sopporti, – penso` Vera. – Comunque, il topo e` in gabbia, ed e` cosi` bello! E` tutto bianco, con le delicate orecchie rosa!”

Vera mise la gabbia sul tavolo e decise di placare la zia. Apri` la finestra e comincio` a pulire l’appartamento. Porto` i vasi di fiori in bagno e li fece una doccia, spolvero` ovunque, lavo` i pavimenti e, quando tutto era lucido, prese un altro volume di Dumas e, lasciandosi cadere sul letto, comincio` a leggere. Giunto al momento in cui D’Artagnan conduceva Anna d’Austria al castello, Vera senti` il topo squittire.

Avvicinandosi all’amico, la ragazza non poteva credere ai suoi occhi! Il topo era in piedi nella gabbia, con una delle carte dei Tarocchi tra le zampe, il cui mazzo, come al solito, giaceva sul tavolo. Inoltre, sembrava non solo tenere, ma addirittura mostrare a Vera – estratta a caso? – la carta della “Morte”!

Quella notte, addormentandosi, la ragazza vide sua madre. Entro` nella stanza dalla finestra e guardo` Vera in silenzio.

– Mamma... sei qui per portarmi via?

– Prenditi il tuo tempo, Vera! Se nessun gatto nero attraversa il tuo cammino verso la felicita`, potrai raggiungere la Citta` del Sole!

Vera non capi` il significato delle sue parole, voleva chiederlo alla madre e parlare di tutto in generale, dato che non si vedevano da tanto tempo, ma la madre scomparve...


***

Con l’arrivo della primavera, la compagnia di Galla inizio` a dividersi in coppie. Vera e Alex vagavano in silenzio per le strade della citta`, godendosi il sole ed il vento gioioso, anticipando i cambiamenti imminenti. Vera si sentiva quasi felice. Alex non era affatto depresso dalla sua natura silenziosa, e nulla di lei lo irritava. Offri` persino di presentare Vera ai suoi genitori. Ricordando degli eterni scandali di suo padre e sua madre, Vera sognava una vita familiare tranquilla e pacifica in un nido accogliente e stava gia` facendo progetti per un futuro luminoso, quando...


***

Galla chiese a tutti di incontrarsi nel loro cortile la sera. Stavano tramando un affare oscuro legato alla vendetta. Vera non voleva andare, ma temeva che Alex la considerasse debole. Anche Alex sognava di lasciare il clan del Gatto Nero, ma in segreto temeva la stessa cosa, che Vera lo considerasse un codardo ed un traditore. Il topo bianco si era comportato in modo troppo nervoso per tutto il giorno e lo spirito del Male era chiaramente presente nell’aria. Quando tutti si riunirono, Galla disse che il Gatto Nero era stato truffato alla cassa del negozio, quindi per amore della giustizia dovevano vendicarsi. Non avevano mai fatto nulla di serio prima, limitandosi a litigi verbali sotto i portici, in cantina, sui tetti e nei garage...

Vera ricordo` il caso di suo padre, anche lui aveva fatto tutto “per amore della giustizia”, ma era finito in prigione.

– La strada per l’Inferno e` lastricata di buone intenzioni! – esclamo` involontariamente.

– Ascolta, Corvo Bianco! – grugni` Galla. – Ora sei qui, significa che sei a conoscenza del caso e sei gia` dentro! Non c’e` piu` via d’uscita!

Il Gatto Nero distribui` i ruoli...


***

Di notte, poco prima della chiusura del negozio, a Vera fu assegnato il ruolo di guardia all’ingresso posteriore, mentre Alex doveva garantire la protezione del Gatto Nero all’interno del negozio.

Tutto accadde all’improvviso e per niente secondo il loro piano. Non importava quante opzioni si potessero prevedere in anticipo per lo sviluppo degli eventi, ci sarebbe sempre stato spazio per l’imprevisto.

Mentre la banda era impegnata con la cassa, Vera rimase in strada e si maledisse mentalmente per non aver trovato la forza di rifiutare Galla. Improvvisamente, un uomo ubriaco che passava di li` si fermo` vicino a lei.

– Vai a casa, figlia mia! – grido`, confondendo evidentemente Vera con sua figlia.

Vera fece del suo meglio per allontanare l’uomo dalla scena del crimine, ma lui comincio` ad urlare una canzone ancora piu` forte, attirando l’attenzione su di se` in ogni modo possibile e senza alcuna intenzione di togliersi di mezzo.

Un’auto della polizia, passando accidentalmente di li`, si fermo` per accertare la situazione e per aiutare la ragazza a liberarsi dal molestatore. Nello stesso istante, la banda usci` di corsa dal negozio dall’ingresso posteriore, senti` delle grida e... vide la polizia! Non c’era tempo per scoprire cosa stesse succedendo. Si udi` uno sparo..., un altro...

I ragazzi si precipitarono in tutte le direzioni, mentre Alex corse verso Vera, ma lei cadde all’improvviso come se fosse stata sbalzata a terra, l’uomo ubriaco aveva colpito la ragazza in testa con una bottiglia con tutta la sua forza.

Quando Vera apri` gli occhi, vide davanti a se`... no, non Alex, era stato portato alla polizia...

– Mamma, – sussurro` la ragazza senza capire nulla.

– Ciao, Vera! – lei rispose tristemente e sorrise, porgendo la mano alla figlia.

– Non ci posso credere, – sussurr; Vera, sollevandosi sopra il suo proprio corpo. – E` tutto finito?

– Si` e no, – lei abbraccio` Vera e le accarezzo` la testa.

– Perche`? Sono... morta ora?

– In questa versione dello scenario, si`. In altre, no, – la madre di Vera prese la figlia per la mano e la condusse via.

– Esistono davvero gli altri? – trattenendosi per non voltarsi, Vera decise di chiarire.

– Certo.

– E posso entrarci? Ci sarai? Non mi lascerai piu`, vero? – chiese la ragazza con speranza.

– Ognuno di noi e` destinato a percorrere la propria storia terrena nel Labirinto degli scenari fino a raggiungere la Citta` del Sole.

Tenendosi per mano, uscirono per tornare sulla Terra e trovare la strada di casa, verso il Paradiso.

04.06-30.10.1989


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