Padrone dei destini. 10. La padrona di casa
le storie raccontate a me dai miei fantasmi
il libro di Alessandra Kriuchkova
Parte III. Il PADRONE dei DESTINI
10. La Padrona dei Destini
Il mondo crollo`...
Elena decise di preparare il caffe`, ma trovo` il barattolo vuoto. Si lascio` cadere impotente su una sedia e stava sfogliando automaticamente un giornale fresco, quando d’improvviso uno strano annuncio cattur; la sua attenzione:
“Chiunque decida di lasciare il mondo ricevera` una tazza di caffe`/te` prima di morire a spese della nostra casa!”
La porta della villa, situata ai margini della citta`, fu aperta da un’anziana vestita di nero.
– Ho letto l’annuncio, – disse Elena stancamente.
– Si`, entra, prego! – la Padrona di Casa invito` la ragazza ad entrare.
Al centro del piccolo ingresso, sulle poltrone accanto al camino, Elena noto` due uomini. In un angolo, rannicchiato a palla, sonnecchiava un gatto nero. Dovevano davvero bere il te`, visto che le tazze non erano ancora state portate via e la scatola di cioccolatini era mezza vuota.
Elena si guardo` intorno. L’arredamento non era lussuoso, ma non si notava un granello di polvere da nessuna parte, e tutto era di buon gusto: ricami sulle pareti, tende alle finestre, candelabri antichi e parquet...
– Cosa vuoi, te` o caffe`? – chiese l’uomo con il maglione blu.
– Caffe. Finito il caffe` a casa... Grazie!
L’uomo aveva circa cinquant’anni. “Bello. Evidentemente non povero. Perche` cerca la morte?” – penso` Elena, mentre il Bello si ritiro` in cucina.
Il secondo uomo, in pantaloni grigi e maglione grigio, con un’enorme sciarpa verde avvolta intorno al collo sottile, appariva pallido e tossiva frequentemente.
– Siediti a tavola, cara! – sorrise la Padrona di Casa, tornando dalla cucina con delle torte. – Oppure sul divano! Fai come ti piace e pare. Vedi, non intendiamo farti del male. Nonostante il tuo grande desiderio di lasciare il mondo per sempre, resta per un po’ nella nostra compagnia, cupa ma gentile!
Elena, tuttavia, da tempo non aveva paura di nulla e non le importava gia` cosa bere, te` o caffe`. Cercando di capire dove fosse finita, la ragazza si sedette al tavolo.
– Siamo tutti ad un passo dalla morte. Tuttavia, nessuno ci vieta di concederci qualcosa di piacevole prima di perdere tutto in un instante. In che modo hai deciso di andare nell’Aldila`? – chiese la Padrona di Casa.
– E come ti chiami? – aggiunse il Bello.
– Elena, – rispose la ragazza, stringendo una tazza calda tra le dita.
– Ernesto, – si presento` il Bello.
L’uomo con la sciarpa voleva dire il suo nome, ma tossi`.
– Roberto e` il nostro pittore! – lo presento` la Padrona di Casa. – Sta riflettendo sulla sua sciarpa. Ernesto aveva intenzione di...
– Non ho deciso ancora in che modo, – disse Elena confusa, senza ascoltare la fine della fraze.
– Beh, non c’e` problema! – la incoraggio` la Padrona di Casa sorridendo. – Dove siete di fretta adesso? Un’ora prima o un’ora dopo...
La Padrona di Casa chiese gentilmente agli ospiti di condividere le loro storie sull’improvviso crollo del mondo. Tutto, in realta`, si riduceva a poche ragioni: senso di inutilita`, perdita di persone care, malattie incurabili e mancanza di denaro. Ogni storia raccontata aveva davvero toccato un nervo scoperto, tuttavia ognuno di loro credeva che la propria ragione fosse molto piu` importante, mentre cio` che era successo agli altri potesse essere superato.
– Ascolta, Elena, – disse Ernesto con calma. – Ho una borsa piena di soldi. Te la daro`. Gratis. Non ne ho piu` bisogno. Cosi` risolverai tutti i tuoi problemi! Sei troppo giovane per buttarti da un ponte in acqua!
– Dalle i tuoi soldi, e` giusto, – concordo` Robert. – Ma perche` dovresti morire? Sei l’unico salvato – tra quanti ce ne sono stati? – ovviamente per vivere! E` una coincidenza? Sto davvero morendo, e comunque mi resta poco tempo. Non voglio torturare nessuno.
– Hai ancora tempo per dipingerci! – esclamo` Elena. – E non solo noi! Crea un sacco di bei quadri! Perche` hai fretta?
– Elena ha ragione, Roberto, – concordo` la Padrona di Casa. – Non c’e` bisogno di affrettarsi. Puoi vivere qui. Mi prendero` cura di te come del figlio. Non mi preoccupa affatto. Mio figlio e` morto e darei qualsiasi cosa per avere qualcuno che mi dia sollievo dalla solitudine.
Parola dopo parola, e verso sera divennero amici e smisero di correre verso l’Eternita`, anche se non lo dissero ad alta voce.
Improvvisamente il campanello suono` di nuovo. Un uomo alto e robusto, in tunica nera con un enorme zaino, apparve sulla soglia.
– E` qui che si radunano quelli che vogliono...? – ridacchio` cupamente lo sconosciuto.
La Padrona di Casa annui` e sorrise, ma un senso di ansia le strinse il cuore.
– E chi e` Lei? – chiese prima di far entrare lo sconosciuto in casa.
– Quello che vi manca qui! – rispose bruscamente l’uomo e, scostando la Padrona di Casa, si diresse verso la stanza.
***
Un’infermiera venne all’anziana signora portata di notte in terapia intensiva. Giaceva sotto una flebo, sussurrando qualcosa. L’infermiera non riusci` a sentire le parole e si avvicino`.
– Sono una psicoterapeuta... Volevo salvarli, ma Dio mi ha punita! Mi consideravo la Padrona dei Destini! Li ho resuscitati e… condannati a morte... E` stato un maniaco, trovatelo! Ha ucciso tutti... tranne me... devo morire! E` ingiusto se...
– Andra` tutto bene, non si preoccupi! Lei non deve preoccuparsi! – disse l’infermiera, senza capire nulla di cio` che aveva sentito.
La signora tacque. Il suo cuore gentile si fermo` e la sua anima leggera lascio` la dimora temporanea, volando verso il Paradiso, per incontrare il figlio morto e coloro che aveva cercato cosi` sinceramente di salvare...
29 gennaio 1995
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