Padrone dei destini. 9. Stanchi morti

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte III. Il PADRONE dei DESTINI

9. Stanchi morti

Gleb apri` la porta silenziosamente ed io uscii nel buio pesto.

– Cos’e` successo? – gli chiesi in un sussurro. – Nessuna luce? Perche`? E dov’e` Lada? Hai mentito dicendo che mi stava aspettando? Ti ha lasciato?

Gleb, il marito di mia sorella Lada, profondamente immerso nei suoi pensieri, sembrava non sentire nulla. Teneva una sigaretta in una mano ed una bottiglia di whisky quasi vuota nell’altra.

– Sto parlando con te! – quasi gridai.

– Entra, solo... Shh!!! Non ci crederai, il bambino finalmente si e` addormentato! Se lo svegli, piangera`. Sono stanco delle sue urla! Dio, ogni notte... Ogni notte mi ha tenuto sveglio! E Lada, anche lei e` stanca morta! Hanno bisogno di dormire... Shh!

Mi avvicinai alla camera da letto e mi fermai sulla soglia della porta socchiusa, distinguendo nel buoio della notte Lada ed il bambino addormentati sul letto.
 
– La-ad-a... – chiamai mia sorella in un sussurro e stavo per entrare nella stanza, ma sentii la mano pesante di Gleb sulla mia spalla.

– Ti ho detto, sssh! Lasciala dormire. Andiamo in cucina. Non aveva piu` forze. Povera Lada! Lasciala riposare... Parlami. Ho bisogno del tuo consiglio. Hai sempre ragione, sempre ed in ogni cosa.

Entrammo in cucina. Gleb si lascio` cadere sullo sgabello.

– Perche` non accendi la luce qui? – chiesi.

– Sono stanco morto.

– Sei ubriaco fradicio! – sospirai. – E tutto quello che posso consigliarti e` di smettere di bere il prima possibile!

– A propo’, che ore sono adesso? – chiese Gleb.

– Verso l’una, perche`?

– Oh, sembra che sia l’ora in cui stava allattando il bambino.

– Allora, la sveglio io, – suggerii.

– No, no... aspetta!

Gleb ando` al davanzale e accese la musica ad un volume cosi` alto che rabbrividii. E poi era la canzone preferita di Lada! Gleb sembro` riprendersi per un attimo, ma all’improvviso scaglio` la bottiglia di whisky gia` vuota contro il muro, in preda alla frenesia.

– Sei pazzo?! – gridai e corsi al davanzale per abbassare la musica. – Farai risorgere i morti dalle bare!

Mi ero gia` girata per passare con cautela tra i frammenti della bottiglia rotta e scivolare dalla cucina in camera da letto da mia sorella, quando sentii di nuovo:

– Vorrei... vorrei che avessi ragione anche adesso...

1997


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