Padrone dei destini. 4. Due femmine

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte III. Il PADRONE dei DESTINI

4. Due femmine

L’amavo troppo!

Non avete mai pensato di sacrificare la vostra vita per il bene del amato?

…Non ricordo dove e quando incontrai Jeanne per la prima volta, perche` vivevamo nella stessa casa, giocavamo nello stesso cortile, studiavamo nella stessa scuola. Jeanne piaceva a tutti, era circondata da folle di pretendenti ed all’inizio avevo persino paura di invitarla a fare una passeggiata. Avevo problemi con le femmine fin dall’infanzia, essendo sempre impaurito di loro. E, a quanto pare, non per niente!

Iniziammo a frequentarci all’inizio della primavera, quando Jeanne aveva diciotto anni. Andavamo spesso a quel lago, con un’isola disabitata al centro. Jeanne diceva sempre che le sarebbe piaciuto trovarsi su quella isola! Lo disse se stessa, intendiamoci!

Portavo sempre la mia preferita, Junga, a passeggio. Per ogni evenienza. Mi sentivo molto piu` sicuro accanto a lei. Molti credono addirittura che cani del genere non dovrebbero essere tenuti in casa perche` sono pericolosi per la vita! Sono d’accordo, il suo carattere, francamente, non era semplice, non potevo portare a casa un’amica, figuriamoci tutta la compagnia. Junga aggrediva chiunque non fosse un membro della nostra famiglia ed essendo chiusa in un’altra stanza, scoppiava in un abbaiare insopportabile e sfondava la porta finche` lo sconosciuto non se ne andava. Junga, tra l’altro, disobbediva persino a me, ma l’amavo tanto! Un cane e` il miglior amico dell’uomo, vero?

Onestamente, speravo sinceramente che le mie ragazze diventassero amiche, tuttavia Junga – una volta che me ne resi conto! – avendo scrutato il future, odiava Jeanne in anticipo, le ringhiava contro e cercava in ogni modo possibile di morderla. Cercai di convincere Junga ad accettare la situazione, invano! Era ostinatamente irremovibile. Poi capii che era gelosa di me! Finalmente!

Comunque, sotto la pressione di terzi, presi la decisione di sposarmi. Bisognava, allora lo feci. Non c’era modo di evitarlo! Avrebbero pensato che fossi indifferente al sesso opposto, a differenza del mio!

Junga, ovviamente, non poteva perdonarmi per una simile svolta degli eventi! La sua aggressivita` ando` alle stelle, comincio` ad avventarsi anche su di me! Per quanto cercassi di spiegarle il dovere umano, era tutto vano: "i cani non perdonano il tradimento". Come vi sentireste nei confronti di qualcuno che vi ha tradito?

Dopo il matrimonio, lasciai Junga da mia madre e mi trasferii a vivere da Jeanne. Mi mancava davvero tanto la mia Junga, avevo una nostalgia di casa tremenda, la sognavo ogni notte e, Dio lo sapeva, cercavo di andarla a trovare il piu` spesso possibile! Con ogni fibra del mio cuore, sentivo la sua incredibile sofferenza e, di conseguenza, chiesi a mia madre di far sposare anche Junga con un cane. Una volta sola, ovviamente... Chi avrebbe mai detto quanto io fossi preoccupato per la sua prima notte di nozze! Comunque, l’autoipnosi era una cosa grandiosa! Quindi, se la tradivo con Jeanne...

Quella mattina mia madre mi chiamo` per darmi la fantastica notizia: Junga avrebbe avuto dei cuccioli! Saltai per la stanza dalla felicita`, ne avrei preso uno per me! Una femmina, ovviamente! La copia sputata di Junga! Abbaiai persino di gioia. Per la prima volta. E proprio in quel momento, Jeanne apparve nella stanza e disse che avremmo avuto un bambino.

Beh!

La sera decidemmo di festeggiare l’imminente ripopolamento della famiglia nell’appartamento di mia madre. Junga, come al solito, comincio` a gettarsi sulla fragile Jeanne. Mia madre, nonostante le mie proteste, chiuse Junga in camera per permetterci di cenare in tranquillita` in cucina.

Dopo cena, io e mia madre ci ritirammo sul balcone per discutere dei cambiamenti imminenti. Improvvisamente ci furono un boato e delle urla. La porta della stanza con Junga era scardinata. Entrati in cucina, vedemmo Jeanne. Invece di lavare i piatti, giaceva priva di sensi con un coltello insanguinato in mano! Ruggendo minacciosamente, Junga era sdraiata a pancia laggiu`...

Chiamammo un medico ed un veterinario. Ero depresso! Ululavo! Si`, ululavo alla Luna, senza vergognarmi ne` dei veterinari ne` dei dottori. Junga non poteva piu` avere cuccioli, e mia moglie non poteva piu` avere figli. Dio! Mi sembrava di non poter sopravvivere a quello!

Stavamo camminando proprio in riva al lago, con l’isola disabitata al centro. Era gia` troppo tardi e non c’era anima viva in giro. Un’immagine terribile torno` in vita e si fermo` sullo schermo interno: la mia amata Junga ed il coltello nella mano di Jeanne... Non ricordo come proprio quel coltello fosse finito nelle mie mani...

La amavo troppo!

13 dicembre 1996


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