Padrone dei destini. 3. Congelata

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte III. Il PADRONE dei DESTINI

3. Congelata


– Ciao! – sussurro` Yuri, lanciando un’occhiata triste al suo bel viso freddo. – Oggi sono arrivato tardi, perche` avevo portato il bambino in campagna... Mi dispiace, Inna!

Lei rimase in silenzio.

– Beh, perdonami!

Inna non disse nulla.

Allora, per tutta l’estate Yuri andava da lei ogni sera per parlare della sua vita attuale e le portava il gelato. Si`, lo ricordero` sempre, lei adorava il gelato e ne congelava delle bacche per l’inverno, per scongelarle e mangiarle con il gelato... in inverno.

– Dio ci ha detto di perdonare tutti. Hai sempre creduto in Dio, vero, Inna? Perdonami!

Lei rimase in silenzio.


***

Arrivo` l’autunno e piovve a dirotto. Quella sera, Yuri le compro` un mazzo di piccoli crisantemi.

– Non ti ho mai regalato fiori prima. Mi dispiace... Vuoi che te li porti da oggi in poi? Ed anche il gelato! Quello, il tuo preferito!

Inna taceva. Si`, era spietatamente fredda!

Yuri ricordava spesso che tutti l’avevano invidiato per una moglie cosi` bella, giovane, allegra, socievole...

– Per quanto tempo ancora puoi offenderti, Inna? D’accordo, mi sono sbagliato! Anche se mi sono trattenuto per tanto tempo! Pensa, solo una volta sono stato geloso di nostro figlio! Si`, perche` tu gli dedicavi troppo tempo e non mi prestavi attenzione! Ci sono rimasto molto male, davvero! Beh, mi dispiace!

Yuri guardo` Inna con un’espressione cosi` lamentosa, ma lei rimase in silenzio. E lui riusciva a malapena a trattenersi, dato che “gli uomini non piangono”.


***

In inverno, quasi ogni sera, oltre al gelato, Yuri le portava anche dei mandarini. Inna doveva apprezzarli, ma... continuava a tacere. Aveva tanto freddo... certo...


***

E poi arrivo` la primavera. Quando tutto cio` che era congelato iniziava a sciogliersi, ed a Yuri sembro` che anche Inna stesse per sciogliersi! Ando` da lei speranzoso, ma lei aveva ancora freddo.

– Abbi pieta` di me! – grido` Yuri. – Ascoltami! Non posso andar avanti cosi`! Non posso vivere senza di te! Mi sento come se stessi impazzendo! Ti portero` via da qui e ti rendero` felice! Torna da me, ti prego! Beh, perdonami!!!

In quel momento, non ce la feci piu`. “Non si sa mai cosa si farebbe in quello stato!” – pensai e mi allontanai dalla telecamera di sorveglianza e, allacciandomi il giubbotto antiproiettile in fretta e furia, andai dal cliente.

Yuri si volto` mentre aprivo la porta e mi saluto` con un cenno del capo.

– Buona serata anche a te! – dissi. – Allora, cosa hai deciso? Rinnoviamo il contratto?

Yuri era ancora in uno stato ipnotizzato, giocherellando nervosamente con il bordo della giacca.

– Mi hai portato i soldi per il gelato? – aggiunsi una passphrase per velocizzare il processo.

Yuri rabbrividi` involontariamente, ma poi afferro` ed apri` immediatamente la valigetta, piena di mazzette di banconote.

– Si`, si`.. certo... si`... eccoli qui!

...Avete davvero pensato che la manutenzione della mia attivita` clandestina “Il frigo al Garage di Boris” fosse economica? Tuttavia, i ricchi hanno le loro stranezze, soprattutto se impazziscono, intendo, la loro follia, e, naturalmente, non si puo` trovare i soldi per strada!

– Sono molto stanco, – sussurro` Yuri singhiozzando, – beh, perdonami, Inna, perdonami! Ti amo! Per favore, apri gli occhi! Guardami! Dammi la mano! Alzati! Andiamo a casa! Forza! Andiamo!

Nel silenzio di tomba che segui`, Yuri lancio` un’occhiata disperata ad Inna, rivedendo le sue mani sottili e fredde, che un tempo lo avevano accarezzato dolcemente; il suo viso pallido, caro al punto da essere dolorante eppure gia` di qualcun altro; le sue labbra pietrificate, che gli mancavano tanto. Non poteva vedere solo i suoi occhi e le cicatrici sotto il vestito, lasciate dalle sue numerose pugnalate inflitte alla ricerca del cuore...

26 giugno 1998


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