Natale sul ponte. 6. Guerrieri della Luce

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte II. NATALE sul Ponte Kuznetsky

6. Guerrieri della Luce


Alla aveva quattordici anni. Le piaceva sedersi sul davanzale della finestra e guardare il cielo notturno, riflettendo sull’Universo in cerca di risposte alla domanda: cosa c’era oltre la linea, dopo la vita? Dieci anni prima, i suoi genitori erano partiti per mare e non erano mai tornati, il relitto dello yacht era stato trovato, i loro corpi erano spariti, probabilmente erano stati travolti dal tornado. In ogni caso, Alla era persino contenta di assenza del loro funerale, i suoi genitori sarebbero rimasti nella memoria come vivi per sempre. Inoltre, per alcuni anni, insieme alla sua amica Ella, la ragazza frequentava la scuola domenicale della parrocchia, dove aveva compreso con tutto il suo essere l’inesistenza della morte.

I nonni guardavano la TV, Alla canticchiava qualcosa tra se` e se` e strimpellava la chitarra, quando squillo` il telefono. Ella torno`! Ella, la migliore amica di Alla, una ragazza dagli occhi verdi come quelli di una gatta, viveva con la madre, il patrigno e la sorellastra minore. Ella aveva un anno piu` di Alla e, dopo essersi iscritta alla facolta` di medicina, era partita per il villaggio per il resto dell’estate. Alla aveva passato l’estate rilassandosi nella campagna alla casa della nonna per continuare da settembre gli studi, dopo i quali si sarebbe iscritta all’universita`.

Le ragazze si incontrarono e andarono al parco, condividendo le ultime notizie.

– Non riesco piu` ad immaginare la scuola senza di te! – sospiro` Alla. – E perche` sei cosi` depressa?

– Ho paura, – disse Ella. – Sai, ogni estate mia madre sta sempre con noi, ed ora ricomincia a fare i turni e ci lascia la sera. Ed il patrigno... beh, ho paura di restare sola a casa con lui. Mi guarda in quel modo, sai...

– Forse te lo stai solo immaginando.

– Non lo sto immaginando!

– Dillo a tua madre!

– Si`, certo, mi credera` sicuramente! Scherzo. Sai, ultimamente ho pensato a Dio, mi sono fatta delle domande e... non riesco a trovare risposte. Vado in chiesa a confessarmi e prendere la comunione. I preti sorridono dei miei peccati. Mi sento bene in chiesa, la mia anima e` calma li`. Ma a volte mi sembra che Dio non esista, e che non ci sia niente dopo la morte.

– Dai! Sento spesso i miei genitori venire a trovarmi. Non li vedo, ma so che sono proprio qui, molto vicini. E mi visitano anche nei sogni! La vita non finisce con un funerale! E` solo che nessuno e` in grado di contenere nemmeno una Galassia, di conoscerne la struttura ed il disegno. Che Grande Potenza governa l’Universo! Pensi che siamo nati per morire? Incredibile! Immagina: una persona ti parla, pensa, ragiona, e d’improvviso, in un secondo, e` morta. Dov’e` finito il suo Se` pensante, la sua coscienza? No, Ella, non voglio credere che la coscienza sia svanita per sempre. Non puo` essere, non tutto scompare con il corpo fisico. Dio esiste, almeno perche` me lo sento cosi`.

– Beh, perche` Dio manda guai alla gente? Perche` ti ha portato via i genitori?

– Come fai a sapere chi manda guai e chi mi ha portato via i genitori? – Alla si rabbuio`. – Probabilmente e` stato il Diavolo!

– Quindi, a quanto pare, il Diavolo e` piu` forte di Dio, – sospiro` Ella.


***

Il giorno dopo le amiche si recarono nella cattedrale per confermare la continuazione dei loro studi alla scuola domenicale.

Nell’enorme cattedrale, candele ardevano accanto ad una moltitudine di icone antiche, la gente andava a casa dopo la liturgia, un coro di adulti stava conferendo sul balcone di destra ed un defunto in una bara veniva portato al crocifisso di sinistra per essere servitor con le preghiere. Un barbone, chiedendo l’elemosina, si avvicino` ad Ella.

– Diventerai un angelo, – mormoro` il barbone e aggiunse, – fra poco!

Le ragazze si guardarono, il barbone scomparve all’istante. Avendo acceso le candele, le ragazze uscirono dalla porta di sinistra in strada, dove i bambini erano gia` ammassati in attesa delle iscrizioni alla scuola domenicale.

La prima lezione era prevista per la seconda domenica di settembre e le prove del coro iniziavono il primo sabato. Le prove si tenevano in un edificio a due piani accanto alla cattedrale, nel refettorio, mentre le lezioni si tenevano al secondo piano della cattedrale stessa, in una piccola stanza del campanile.


***

Quando Alla entro` per la prima volta nel refettorio, rimase sbalordita: vetrate multicolori, un tappeto gigantesco e tanto bello mozzafiato sul pavimento, un tessuto di raso dorato sulle pareti, poltrone antiche, un’enorme icona della Vergine Maria con una lampada accesa nell’angolo sinistro ed un enorme tavolo con una tovaglia bianca davanti; inoltre, dal soffitto dipinto, i volti di bambini con le ali, alcuni sorridenti, altri piangenti, si affacciavano dalle soffici nuvole.

Ad ogni alunno furono consegnati due completi di abiti da chiesa, il testo della Divina Liturgia e libri di testo, tra cui un dizionario di slavo ecclesiastico.

Non tutti venivano scelti per cantare alle liturgie in cattedrale, ma Ella ed Alla, un impeccabile primo soprano, cantavano sempre nei giorni festivi ed alla vigilia, sebbene nel coro dei bambini, sulla solea presso la porta sinistra dell’altare.

Irina Viktorovna, cantante del coro degli adulti ed insegnante del coro dei bambini, era molto gentile ed educata. Se sentiva qualcuno cantare male, non imprecava ne` urlava, spiegava con un sorriso cosa non andava bene. Tuttavia, la sua principale virtu` era quella di insegnare non solo a cantare parole, ma a sentire la preghiera nell’anima ed a trasmetterla in suoni. Alla capiva l’insegnante, poiche` spesso era impossibile esprimere i sentimenti a parole, ed una preghiera nell’anima si faceva senza parole.

Avvicinandosi alle icone, Alla non chiedeva qualcosa di specifico ad un Santo in particolare, ma, rivolgendosi al Cielo, si sforzava di raggiungere la Luce affinche` tutto il male rimanesse nel passato e la passasse oltre, mentre tutto il bene fosse attratto. Quando Alla cantava nella cattedrale, durante la liturgia, sulla solea, sentiva la sua anima uscire, trasformarsi in suoni e fondersi con l’Invisibile e l’Eterno, chiamato Dio. La sua coscienza, avvolta in una nebbia di incenso ed incantata dalle preghiere, in quei momenti non era soggetta ai pensieri terreni, avendo lasciato il corpo fisico, cessando di percepirlo in cambio dell’assoluta tranquillita` e gioia dell’anima.

Cercando di comprendere i testi delle sacre scritture, intrisi di secoli di Saggezza, ma scrupolosamente criptati dalla sorella del talento, la Brevita`, Alla credeva incondizionatamente che Cristo fosse realmente esistito sulla Terra e fosse stato al di sopra dei semplici mortali. Lui aveva aiutato gli altri e aveva saputo perdonare, e credendo nella vita eterna, l’aveva trovata nella Resurrezione. Cristo aveva conosciuto non solo le leggi elencate nei Dieci Comandamenti, ma anche i segreti dell’Universo, che erano ancora nascosti.

“Vorrei incontrarlo e parlare!” spesso pensava Alla. Alla sua mente curiosa non bastavano gia` i libri di testo e delle risposte evasive dei preti.


***

Quel giorno, durante la lezione della Storia della Chiesa Ortodossa Russa, la porta si apri` e apparve Irina Viktorovna. Sorridendo come sempre, si scuso` per l’interruzione ed annuncio` i nomi di dieci cantanti, tra cui Ella ed Alla, benvenuti in refettorio dopo la lezione, perche` erano scelti per cantare il sabato sera alla liturgia del Patriarca Alessio II in persona!

L’anima di Alla tremo` all’idea di cantare per il Patriarca!


***

Sabato era una gelida giornata di ottobre. Ella ed Alla entrarono nello spogliatoio della chiesa al piano terra del refettorio.

Ognuna delle allieve della scuola domenicale aveva la propria gruccia e due completi di abiti da chiesa: per le liturgie festive, le ragazze indossavano un abito bianco leggero fino alla punta dei piedi con maniche lunghe, tutto a balze e volant, e per quelle ordinarie, una gonna nera fino ai talloni ed una camicia bianca.

Il refettorio con lo spogliatoio si trovava quasi di fronte alla porta laterale della cattedrale, all’ingresso sinistro dell’altare, dove il coro dei bambini cantava sulla solea. Non era una grande impresa correre dallo spogliatoio alla sala del coro senza soprabiti.

Stava diventando sempre piu` freddo e buio. Tutti e dieci i prescelti del coro dei bambini si erano gia` riuniti nel refettorio. Irina Viktorovna diede a ciascuno di loro un garofano da donare al Patriarca. Cinque minuti prima dell’orario stabilito, la delegazione in abiti bianchi, guidata da Irina Viktorovna, lascio` il refettorio, ma... invece di dirigersi verso la porta laterale della cattedrale, si reco` verso l’ingresso principale, ed i parrocchiani guardavano con stupore gli “angeli” eccitati che volavano via.

Quella sera tutti i preti si agitavano e correvano avanti ed indietro, scambiandosi solo un paio di parole. Infine, il tappeto corse dall’altare all’ingresso principale, si trascino` fuori sulle scale e scese a riscaldare il gelido selciato di fronte alla cattedrale.

Gli “angeli” furono posizionati su entrambi i lati del tappeto, proprio all’aperto, dietro i preti, mentre le file di parrocchiani e passanti curiosi si allungavano ancora piu` lontano. Tutti attendevano con ansia l’apparizione dell’auto nera “lunga undici passi”, come qualcuno aveva affermato tra la folla, ma non si faceva vedere ostinatamente.

Presto le ragazze cominciarono a tremare per il freddo, e la gente tra la folla le copri` con le sciarpe e diede a loro persino delle giacche. Alla sposto` lo sguardo sulla lanterna gia` accesa e noto` dei fiocchi di neve che volteggiavano nella luce – stava nevicando per la prima volta quell’anno.

Gli occhi di Ella erano rivolti al cielo.

– Dio vuole che ci congeliamo e ci ammaliamo? – chiese ad Alla a bassa voce. – I fiori, a proposito, sono gia` congelati. Cioe`, sono morti... nel fiore degli anni...

Alla non aveva tempo di obiettare, poiche` la folla si mosse e l’auto del Patriarca apparve in lontananza. La limousine si fermo` cosi` che la porta posteriore, da cui di solito usciva il Patriarca, si trovava proprio all’inizio del tappeto rosso.

Le telecamere dei giornalisti scattavano, i numerosi operatori televisivi accesero le loro. Il capo della cattedrale saluto` il Patriarca, poi tutto il clero gli si avvicino` per una benedizione. Alessio II fece un passo avanti, ed era il turno degli “angeli” a dargli i garofani congelati ed ottenere la sua benedizione.

“Come nelle foto: cappuccio bianco, occhi azzurri intelligenti,” – penso` Alla.

L’immagine del primo incontro con il Patriarca – abiti bianchi fino ai talloni, garofani “di cristallo” sullo sfondo del cielo notturno, stelle splendenti e fiocchi di neve vorticosi alla luce dei lampioni – rimase magica per Alla, inesprimibile a parole, per sempre, da non svanire nell’oblio, invece dei video televisivi e delle foto dei giornalisti, che avevano una data di scadenza cosi` breve.

Le ragazze corsero alla solea. Irina Viktorovna era piu` preoccupata che mai, perche` si trattava della prima esibizione del coro dei bambini davanti al Patriarca, durante l’intera liturgia senza alcun supporto del coro degli adulti, nella cattedrale principale del paese! Alla aveva paura di cantare qualcosa di sbagliato e di deludere Irina Viktorovna, ma la presenza della “fredda” Ella era in qualche modo rassicurante. Le ragazze cominciarono a cantare timidamente, tuttavia, l’eccitazione passo` presto e l’augurio di lunga vita “Molti anni” suono` impressionante.

Il dono piu` importante attendeva Alla dopo la liturgia. Irina Viktorovna scelse Ella ed Alla per cantare uno dei canti a due voci sulla solea centrale proprio di fronte all’ingresso dell’altare il giorno dopo, domenica, durante la liturgia, sempre officiata da Alessio II.

Le ragazze stavano tornando a casa.

– Incredibile! Questa e` magia!!! – sussurro` Alla, ancora incredula di cio` che stava accadendo, ma Ella, immersa nei suoi pensieri, non era predisposta a parlare.

– Hai finalmente trovato quello che ti mancava? – chiese ad Alla.

– E tu no?

– Cosa ti da` la fede? O Dio?

– E` strano che una cantante come te me lo chieda, – sospiro` Alla. – La fede in Dio, o non in Dio, ma in qualcosa di Eterno e Buono, l’Altissimo, cosi` come la speranza nella Luce e nell’aiuto delle Forze della Luce, e` necessaria per ognuno.

– Mi convinco sempre di piu` che Lui non esiste. Oggi, per esempio, sono stati uccisi dei garofani innocenti, e Dio non ha nemmeno opposto resistenza. A proposito, questo e` successo nella Sua eparchia, o meglio dire, nella Sua stessa casa, in chiesa!

– La Chiesa chiama tutti a fare il bene, a perdonare e ad amare il prossimo, non a parole, ma con le azioni. Dio e` tutto cio` che e` buono e perfetto, raccolto in un insieme. Aspirare a Dio significa migliorare se stessi, cosi` il nostro mondo cambiera` automaticamente in meglio. No? Tuttavia, le persone vedono macchie in tutti gli altri, tranne che in se stesse.

– No, Alla. Non cambia nulla. E` questo il problema.

– Cambia. Tutto puo` essere perso, ma se speri e credi, non perderai mai te stesso! Prima o poi tutti saranno ricompensati.

– Indipendentemente dalla propria fede. Come diceva il prete, insegnante di storia: “Non serve chiedere se si crede in Dio. Non giudicare dalla fede e dalle parole di una persona, bisogna guardare alle sue azioni”!

– D’accordo. La fede e` il filo conduttore e la speranza e` il bastone. E` piu` difficile camminare senza il bastone. E senza fede e` facile perdersi per strada.

– Belle parole! Ma sono lontane dalla verita` della vita. Conosci mia madre. Non le importa di me. Nessuno ha bisogno di me, le impedisco di godersi la vita. O meglio dire, se io non ci fossi piu`, la vita di mia madre sarebbe piu` facile. Ieri abbiamo avuto un altro scandalo, le va tutto male! E` iniziato con niente ed e` finito con le parole che potrei vivere per strada e non tornare mai piu`. Il patrigno era d’accordo con lei, guardandomi con l’acquolina in bocca! Non ho nessun posto da andarmene. Mi stai suggerendo di diventare un barbone? Non vedo il mio futuro. Se Dio esiste, mi ha lasciato.

– Puoi vivere con noi. Vuoi che lo chieda ai miei?

– Ma che dici? Mia madre lo scoprira` e la mia vita diventera` completamente insopportabile. Beh, mi dispiace, non volevo rovinarti l’umore.


***

Il giorno dopo, Ella ed Alla, avvolte in una colonna di Luce che si riversava su di loro dalla finestra in alto a destra, cantarono superbamente un assolo a due voci sulla solea centrale, proprio sotto la cupola della cattedrale, di fronte ai cancelli aperti dell’altare dove stava il Patriarca.

Dopo la liturgia, Irina Viktorovna ammise di essere quasi scoppiata in lacrime durante il loro canto, per la sensazione di qualcosa di Grande e Divino che le aveva travolto l’anima, e promise di chiedere il trasferimento di Ella ed Alla al coro degli adulti a Pasqua.


***

Ella torno` in cattedrale quasi a mezzanotte. Disse alla guardia di aver perso le chiavi di casa. Naturalmente, l’anziano l’aveva riconosciuta, quindi, con un sospiro di condanna, apr; la cattedrale, diede ad Ella una torcia tascabile per non attirare l’attenzione con la consueta illuminazione e si ritiro` nella portineria.

I volti dei Santi erano freddi. Ed Ella non sentiva nulla, quando guardava nei loro occhi, toccava le icone con le labbra, si faceva il segno della croce.

Ando` ai cancelli chiusi dell’altare e chiese mentalmente: “Dio, stai dormendo? Che dire di me? Non te ne importa niente, vero?”

Ella si guardo` intorno impotente. Nessuno. Si senti` persino spaventata nel maestoso silenzio delle lampade spente e dell’assenza di candele accese: la cattedrale, immersa nell’oscurita`, sembrava di essere segretamente conquistata dalle Forze Oscure. Ella voleva gridare per far apparire almeno uno dei Santi, ma non ne ebbe il tempo, perche` qualcuno la prese per mano!

Ella si volto` e vide una piccola anziana signora, vestita di nero, apparire dal nulla davanti a lei. Il viso rugoso, il naso adunco e gli occhi scintillanti ricordarono ad Ella una strega delle fiabe. Lo sguardo della signora paralizzo` la ragazza, non riusciva a muoversi.

– Non si puo` sfuggire dal tuo destino, bimba! – borbotto` la vecchia. – Accettalo e vattene! Non e` il posto per te!

All’improvviso la vecchia scomparve nelle profondita` della cupa cattedrale, cos; come era apparsa. Ella corse fuori, busso` alla finestra della guardia per farla chiudere le porte e se ne ando`.


***

Come di solito, Alla chiamo` Ella per telefono per andare alla liturgia insieme.

– Non c’e` piu` Ella, – rispose il suo patrigno in modo insolito.

– Cosa significa? Non vive piu` con voi? – chiese Alla.

– Non vive piu` con nessuno. E` morta.

– Perche`? Come?

– Stupidamente!

Alla si fermo`, stordita. Avendo aspettato un po’, il patrigno di Ella riattacco`.

Alla si lascio` cadere lentamente al pavimento. I pensieri sulla sua colpa per la morte di Ella misero radici nel suo cuore per germogliare subito. “Non salvare qualcuno dalla morte significa ucciderlo, vero?”

La sera, Alla vagava silenziosamente per le strade sotto un’improvvisa nevicata e non riusciva a capire perche` Dio aveva permesso la morte della sua amica. Si consolo` con una sola cosa: Dio sapeva tutto meglio di chiunque altro, e sapeva anche cio` che non sapevano ne` Alla ne` Ella. Comunque, Ella dovrebbe darle un segno, mandarle saluti dall’Aldila`, confermare che l’anima non era morta con il corpo!

D’improvviso, qualcuno chiamo` Alla, e lei si volto` e vide un giovane.

– Sei Alla? – le chiese lui.

– Si`, – gli rispose, senza capire nulla.

– Non aver paura, sono Roman. Ti ho vista sulla solea in cattedrale, canti nel coro dei bambini di Irina Viktorovna, giusto?

– Si`, – rispose Alla, sorpresa da quello che stava succedendo.

– Anch’io canto, ma di sopra, nel coro degli adulti. Stanotte ho fatto un sogno molto strano. La ragazza del coro inferiore, con cui avete cantato entrambe alla liturgia del Patriarca, mi aveva chiesto di dirti che non era colpa tua. Volevo trovarti il fine settimana alla liturgia, ma ti ho incontrato adesso!


***

La liturgia alla vigilia della Domenica delle Palme era una delle preferite di Alla. Come in precedenza, cantava da solista nel coro dei bambini del piano inferiore, ed una settimana dopo, a Pasqua, su richiesta di Irina Viktorovna, stava per unirsi al coro degli adulti.

I parrocchiani sollevarono il salice e lo facevano oscillare sopra le loro teste, salutando il Salvatore che stava entrando a Gerusalemme. Il Patriarca comincio` a spruzzare acqua santa sul salice, quando Alla vide Katya, una ragazza quasi santa. Katya cantava nel coro dei bambini da molto tempo, ma quella liturgia, per qualche motivo, si trovava tra la folla dei parrocchiani con il salice benedetto.

Tutto era perfetto in Katya: bella, sana, figlia di genitori ricchi che la vestivano come una bambola. Katya non si era persa una sola liturgia domenicale ed pregava sempre con cosi` tanto fervore che tutte le sue preghiere dovettero essere esaudite immediatamente. L’unica cosa di cui Dio le aveva privato era... l’orecchio per la musica, tuttavia Irina Viktorovna non poteva rifiutare la figlia del prete e l’aveva accettata nel coro dei bambini, cosi` che almeno potesse stare sulla solea accanto ai cantori, aprendo solo la bocca di tanto in tanto.

Dopo la liturgia, Alla incontro` Katya all’icona “Alla ricerca dei morti”, ma per qualche motivo Katya arrossi`.

– Ciao! Perche` non sei stata con noi oggi? – le chiese Alla.

– Non cantero` piu` con voi, – disse Katya a bassa voce e, abbassando lo sguardo, aggiunse: – Oggi hai cantato un assolo meraviglioso!

Gia` all’uscita dalla cattedrale, Irina Viktorovna raggiunse Alla.

– Eccoti! Aspetta, Alla... Guarda... Io... mi dispiace... Perdonami, ti prego!

– Cos’e` successo? – chiese Alla, non capendo il motivo di eccitazione di Irina Viktorovna che non era sorridente affatto.

– Sai, ho chiesto di trasferirti al coro degli adulti, e tutti erano favorevoli... Ma... Katya... Conosci suo padre, e c’era solo un posto... L’hanno ammessa anche senza audizione, vedi... Mi dispiace tanto, Alla! Non arrabbiarti! Canti per il Patriarca in persona! Ed a lui piace come canti! A Natale programmiamo un viaggio in America, e sarai la prima ad andarci! Perdonali, Alla! Perdonali! Ma significa che Dio ha bisogno della tua voce qui, con me, sulla solea, davvero! Dio vede e sa tutto! Lui...

Alla abbraccio` silenziosamente Irina Viktorovna, che era gia` in lacrime, e lascio` la cattedrale altrettanto silenziosamente.


***

Un viaggio in America con un coro di una chiesa ortodossa, chi l’avrebbe mai detto! Tuttavia, ad Alla non piacevano ne` le citta` con i grattacieli, ne` lo stile di vita americano. Era qualcosa di innato, inspiegabile, forse ereditato dai suoi nonni... o da qualche incarnazione passata? Non aveva affatto voglia di andare in America.

All’ultimo momento, Alla provo` di sostituirsi con la stessa Katya, la figlia del prete, ma lei stava per volare per Natale in Israele con i suoi genitori. Inoltre, Irina Viktorovna aveva supplicato Alla quasi in ginocchio, poiche` tre coristi su dieci avevano improvvisamente preso l’influenza ed il quarto si era rotto la gamba. Il rifiuto di Alla significava deludere Irina Viktorovna, e la ragazza si arrese.

Nel minibus prenotato per la delegazione dalla cattedrale per andare all’aeroporto, Roman del coro degli adulti si sedette accanto ad Alla. Lui sostitui` il ragazzo con la gamba rotta. Alla gli racconto` di Ella e confesso` che a volte sentiva la sua amica accanto.

– Ella dev’essere diventata un angelo! – Roman assicuro` Alla. – Dio ti ha lasciata per la vita sulla Terra, ed Ella ora ti sta sussurrando di farti diventare mio amico!

Alla sorrise, ma non ebbe il tempo di rispondere a causa del forte colpo provocato dalla collisione del loro minibus con un enorme camion uscito dalla corsia opposta...


***

Nella cattedrale, vicino all’icona “Alla ricerca dei morti”, c’erano due fantasmi, Ella ed Alla, aspettando qualcuno.

– Stanno arrivando, guarda! – sussurro` Ella.

Sua madre e il patrigno si avvicinarono all’icona. Il patrigno accese una candela e la mise nel candeliere.

Ella, non senza difficolta`, prese la candela dal candeliere, la sollevo` di 15-20 centimetri e poi, davanti ai suoi genitori inorriditi, la spense, la sollevo` in aria e la mise in una scatola con dei mozziconi di candele sul pavimento li` vicino.

– Si`, sono viva! Viva! – grido` a loro.

Il patrigno di Ella prese sua moglie per la mano, senza parole per cio` che aveva visto, e la porto` via.

– E` permesso? Fare i trucchi? – Alla era sorpresa, ma cerco` subito di fare lo stesso con un’altra candela accesa nel candelabro... invano!

– Certo che no! Ma... a volte mi viene nostalgia... Mi manca tutto cio` che e` denso. Inoltre, ho praticato questo trucco per cosi` tanto tempo che potrei mostrarlo una volta! – Ella sorrise.

Roman apparve con una pergamena davanti all’icona.

– Ciao, guerrieri della Luce! Le Forze Oscure non dormono! Non rilassiamoci per non lasciare la gente dire che il Diavolo e` piu` forte di Dio! Quindi, eccovi i nostri compiti per oggi...

7 dicembre 1991


Ðåöåíçèè