Natale sul ponte. 5. Un iconografo

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte II. NATALE sul Ponte Kuznetsky

5. Un iconografo

Chi avrebbe mai pensato che risolvere il problema dell’appartamento potesse cambiare radicalmente il mio destino e portarmi in una realta` completamente diversa! Dio opera in modi misteriosi, signore e signori!

Tutto inizio` con una lite con la mia ragazza, e poi con mia madre. O meglio dire, la mia ragazza mi lascio` perche` non potevo regalarle un appartamento per l’anniversario della nostra conoscenza. E poi, purtroppo devo ammetterlo ora, lasciai anche mia madre. Naturalmente, lei non c’entrava niente, non spettava a mia madre regalare un appartamento alla mia ragazza. Inoltre, non aveva mai avuto un appartamento, vivevamo in un paesino. Tuttavia, alla fine, dopo aver lasciato il nostro angolo oscuro di provincia senza perdere la speranza in un futuro luminoso, mi trasferii in citta`.

All’inizio dovevo lavorare come fattorino del cibo e vivere in un dormitorio, un monolocale fatiscente al piano terra in periferia, affittato contemporaneamente da sette ragazzi, io ed altri sei fattorini come me. Un anno dopo, dopo aver trovato lavoro come autista in un servizio taxi, riuscii a risparmiare per affittare un appartamento separato.

Avevo urgente bisogno di un appartamento, perche` avevo incontrato Leila. Una dea magicamente affascinante, dagli occhi neri, con un nome arabo, che si traduceva come “crepuscolo” o semplicemente “notte”, lei, non senza orgoglio, si posizionava come cittadina nativa della millesima generazione e viveva con i suoi genitori in una zona prestigiosa vicino ad un convento ortodosso femminile. Naturalmente, non osavo prendere d’assalto Leyla insieme ai suoi genitori e loro appartamento, cosi` decisi di affittare un monolocale li` vicino, gia` arredato e ristrutturato, per non disturbare nessuno.

Tuttavia, non trovai nulla di adatto in quella zona, a parte il bilocale al 13° piano. L’appartamento si rivelo` piuttosto luminoso, con ottime riparazioni, mobili ed elettrodomestici, ma con uno... scarafaggio: al posto dei quadri, ovunque sulle pareti c’erano... icone, ed il contratto d’affitto stabiliva che era severamente vietato rimuoverle.

L’agente immobiliare, una dolce ragazza bionda in eta` universitaria, noto` la mia domanda silenziosa nei miei occhi mentre leggevo il contratto e mi disse che l’appartamento apparteneva allo stesso convento femminile accanto.

– Non preoccuparti! Le suore non verranno a controllare se hai rimosso le icone o no! E quando stai per andartene, riattaccale!


***

La sera del mio check-in, per festeggiare non tanto il trasloco quanto l’inizio di una nuova fase della mia vita, sognando Leila, invitai ad un addio al celibato i miei “fratelli del cibo”, che in precedenza avevano condiviso il dormitorio con me. Gia` dopo mezzanotte, i ragazzi si stavano vestendo nel corridoio prima di andarsene, quando uno di loro improvvisamente grido`, fissando la parete.

– Questo tizio sull’icona mi ha minacciato con il dito! – ci sussurro`.

I “fratelli” risero dello sfortunato ragazzo. Tuttavia, guardando l’icona minacciosa, rimasi stordito! Il Santo raffigurato si porto` un dito alle labbra: “Shh!!!”

Dopo aver salutato i ragazzi, tornai all’appartamento e decisi di addormentarmi, rimandando le pulizie al giorno dopo, ma, entrando nella camera da letto, adiacente all’appartamento dei vicini, notai d’improvviso... una suora alla finestra!

Mi feci istintivamente il segno della croce, ma l’immagine non cambio`.

– Non togliere le icone, Stefan, – mi disse la suora con voce gelida e scomparve immediatamente.


***

Il giorno dopo, domenica, mi arrischiai ad invitare Leila a casa mia, e lei accetto`! Dopo essersi tolta le pellicce di lusso, Leila si guardo` intorno nell’appartamento.

– Perche` non hai detto che sei un iconografo?! – mi chieste sorpresa. – O questo appartamento e` un museo di icone ortodosse?

– Beh, uh... – non volevo proprio perdere Leila. – Devo metterle via?

– Certo! Sono musulmana, non lo facciamo! Comunque, non voglio che mi fissino!

Comincai a rimuovere le icone freneticamente, accatastandole in un angolo buio come libri, ma, sfortunatamente, la “colonna” di esse cadde sul pavimento. Quante ce n’erano in tutto l’appartamento? Piu` di cento, a quanto pare...

Leila... Oh, Leila...

Mi lascio` a mezzanotte. Ero seduto in cucina a prendere un caffe` con cognac e a fumare, quando d’improvviso sentii una corrente d’aria fredda alle spalle. Girandomi, vidi...

– Buonanotte, Stefan, – disse la suora con la stessa voce gelida. – Arriveranno presto. Rimetti le icone a posto. E vattene.

Non avevo il tempo di rispondere, udii un rumore. La suora si ritiro` in camera da letto e comincio` a recitare le preghiere, ma chi era li` che ridacchiava e sussurrava?! Mi risvegliai dal mio stordimento e avvicinai cautamente alla porta socchiusa. Quello che vidi era un sogno! Demoni sbirciavano dalla parete che delimitava l’appartamento vicino, facendo smorfie e ridacchiando alla suora, che continuava a pregare alle icone accatastate da me nell’angolo buio.

Poco dopo udii un colpo terribile alla parete da parte dei vicini, come se qualcuno avesse preso una mazza gigante, deciso di rompere il divisorio tra i nostri appartamenti.

– Cosa stai aspettando? Appendi le icone! – ordino` la suora con la sua voce gelida, voltandosi verso di me, ma...

Corsi fuori nel corridoio, mi vestii e andai dai miei “fratelli”.


***

Lunedi` non lavorai affatto. Non avrei mai immaginato di avere paura di qualcosa che non esisteva per me nemmeno il giorno prima!

Tornando a casa dal lavoro, decisi di chiedere alla portinaia dei miei vicini.

– Bussa di nuovo? Si`, e` pazza! – disse la portinaia in un sussurro, come se avesse paura che qualcuno ci ascoltasse. – Sola, a parte il gatto nero, ma ancora giovane, e gia` cosi` pazza! Sembrava essersi calmata per un po’, e ora lo fa di nuovo! Per tanti anni ha bussato cosi` forte che tutta la casa non ha dormito la notte! Gli abitanti sono andati dalla polizia, ma cosa potevano fare? La polizia non la porta al manicomio, non prendono nemmeno i ladri, e qui ci sono i demoni!

– Demoni? – mi eccitai.

– Solo una persona posseduta puo` bussare in quel modo! Che potere in quel bussare, eh? Sarebbe meglio andare in chiesa a chiamare un prete. Un esorcista, intendo!

Non riuscii a scoprire altro dal portiere, tuttavia, era piu` che sufficiente per calmarmi almeno in qualche modo, visto che venni a sapere che la questione era chiaramente oscura!

Tornato a casa, appesi le icone sulle pareti. Certo, non ricordavo esattamente in che ordine erano state originariamente posizionate, ma era meglio con loro che ne senza...

I miei pensieri furono interrotti da un improvviso bussare alla porta. Trovai Leila sulla soglia.

– Ciao! – le dissi, sorpreso, ma allo stesso tempo felice.

– Ciao! Passavo di qui, ho pensato... di vedere... un film insieme stasera.

– Al cinema? – le chiesi, facendola entrare nel corridoio.

– No, per la TV.

Leila si tolse il soprabito e lancio` un’occhiata nella camera da letto.

– Cos’e` questo?! Di nuovo?! – esclamo`. – Ma... hai tolto quei pezzi di legno, vero?!

Probabilmente, in quel momento pensai per la prima volta alla lotta tra le Forze della Luce e dell’Oscurita` per le anime umane.

– Leila... Sai, secondo il contratto d’affitto... vivo qui... ma non completamente solo... Queste icone...

– Non solo?! – Leila si fermo` alla porta del bagno e alzo` le sopracciglia.

– Si`. Ci sono anche... demoni... della donna, la mia vicina... Ecco perche` le icone, loro...

– Demoni?! – Leila si avvicino` a me. – Della tua vicina? E cosa ci fanno qui?

– Vengono qui attraverso la parete.

– Che bello... Allora, dalla tua vicina? – Leila si stava arrabbiando.

– Si`... Il convento ha chiesto...

Leila si torse il dito alla tempia, si vesti` e se ne ando`...

Sbattei il pugno sulla parete e tolsi tutte le icone, maledicendo me stesso, loro, i demoni, la portinaia e la suora per... Leila...

All’improvviso... una testa di demono trasandata spunto` dalla parete.

– Cognac? – mi chiese il demono.

– I demoni bevono? – gli chiesi sbalordito.

– Certo che no! Annusano! – il demono si apri` in un sorriso da Stregatto e, ridacchiando, mi fece l’occhiolino. – Siamo attratti dalla Terra! Non nutrirci di prana! Ci mancano i corpi fisici, ecco perche` ci sistemiamo in corpi ancora vivi!

“Che diavolo!” pensai, non fidandomi molto della creatura cornuta, ma lo invitai in cucina e gli chiesi di raccontarmi cosa stava succedendo li`, in cambio di una bottiglia di Remy Martin.

– Cosa sta succedendo? – rise il demono. – Guerra, fratello!

– Per l’anima della mia vicina? – chiesi.

– No, per tutti!

– E la mia vicina, chi e`?

– Una strega! Te lo dico io! Ma non e` stata la prima, e spero che non sara` l’ultima! L’appartamento accanto era maledetto. Circa dieci anni fa, un uomo giocava li` con le ragazze. Una di loro si ingelosi` con le altre, firmo` un contratto con le Forze dell’Oscurita` e fummo mandate li` a vivere con lui! Un uomo ci diede rifugio e comincio` a bere troppo, di conseguenza, ubriaco, uccise la ragazza che lo aveva stregato. L’appartamento fu aperto alla presenza di testimoni, il cadavere della ragazza fu portato fuori, ma non fecero in tempo a metter in prigione l’uomo, dato che si sparo`! Cosi` restammo qui ad aspettare i nuovi arrivati. Beh, una famiglia di anziani arrivo` con la figlia, la tua vicina. E cominciammo a lavorare su di loro! L’anziana si impicco` quando scopri` di avere il cancro, l’anziano si taglio` i polsi in bagno e la figlia cadde nella stregoneria e costrui` un altare al Diavolo proprio su tutta la vostra parete comune! Dalla sua parte, ovviamente. Ma un giorno comincio` a vederci e si spavento`. Compro` un’ascia e ci inseguiva di notte per tutto l’appartamento! Cercava di farci a pezzi! Che buffo! A volte le saltiamo dentro e prendiamo i manubri con le sue mani! Ero un pugile, ma lei non ha un sacco da boxe! Mentre i manubri ci lascio` suo padre, un atleta. Versami del cognac, non esser avido!

Versai il cognac nei bicchieri, ma nello stesso momento apparve la suora. Ci benedisse con un’enorme croce e comincio` a recitare una preghiera. Il demono, strillando, corse indietro dalla vicina.

– Chi sei? – chiesi alla suora.

– Questo e` il mio appartamento, – mi rispose.

– L’appartamento non appartiene al convento?

– Ho condotto una vita indegna e Dio ha deciso di illuminarmi tramite i miei vicini. Ho dovuto farmi battezzare, imparare le preghiere e vendere quasi tutti i miei beni per comprare icone viventi, dipinte dai monaci del Monte Athos. Mi hanno protetto dal Male. Ho collezionato queste trecento icone per molti anni, recitando preghiere sempre piu` spesso, finche` un giorno il mio appartamento si e` trasformato in una cella. La vita terrena era ormai lontana. Tre settimane fa sono stata ammessa al convento in cambio di questo appartamento.

– Tre settimane fa?! – esclamai involontariamente.

– Si`, esatto. Di solito, gli appartamenti di coloro che si tagliano i capelli da monaci o da suore vengono venduti, il ricavato va al tesoro del monastero o convento. Ero categoricamente contraria alla vendita, quasi nessuno sarebbe stato in grado di resistere al Male qui senza l’aiuto di Dio. Per me era importante conservare le venerate icone viventi nell’appartamento. Tuttavia, giovanotto, ne` i conventi ne` le suore sono immune al Male. Uno dei demoni della vicina si e` impossessato della badessa. Ha ucciso il mio corpo con il veleno alla vigilia del tuo arrivo per avere l’appartamento a sua disposizione il piu` presto possibile e, naturalmente, per venderlo. Il ricavato, come capisci, non andra` al convento. Comunque, per rispetto della decenza, la badessa ha deciso di non toccare l’appartamento per 40 giorni dopo la mia morte.

– Credi ancora in Dio, che ha permesso alla badessa di ucciderti?

– Il suo piano ha avuto successo per un solo motivo. Dio ha scelto il modo migliore per la mia anima di andarsene. La mia anima era maturata qui, in questo appartamento, fino al momento in cui ho preso la decisione finale e consapevole di scegliere le Forze della Luce.

– Ma il mio contratto d’affitto e` firmato per un anno...

– Non resisterai piu` di 40 giorni qui, Stefan. Ti consiglio di rimettere tutte le icone sulle pareti e di lasciare l’appartamento il prima possibile.

Detto questo, la suora scomparve.


***

Tutto quello che succedeva dopo mi sembrava un incubo senza fine.

Mi rigiravo tra...

...Leila – comunque, con grande difficolta` riuscii a fare pace con lei! – e le icone, togliendole ogni volta che Leila veniva la sera, ma essendo troppo pigro per riattaccarle la mattina;

...tra le bottiglie di Remy Martin che evaporavano all’istante ed i demoni, che sempre piu` spesso si facevano vedere per annusare il mio cognac con discorsi estenuanti sulle loro buffonate ed i trucchi usati durante i riti degli esorcisti;

...tra la strega e gli altri vicini, che raccoglievano firme per petizioni regolari, chiamando invano la polizia e assediando l’appartamento maledetto.

Il bussare infernale di notte si trasformo` in una vera e propria guerra: la strega cercava di demolire la nostra parete comune, mentre gli altri vicini le rispondevano bussando ai termosifoni, al pavimento, al soffitto, alla sua porta, lanciando infinite maledizioni da tutte le direzioni! Un mese di notti insonni sul campo di battaglia, e mi sentivo spremuto come un limone! Volevo scappare da li`, ma secondo i termini del contratto d’affitto, stipulato per un anno, era impossibile recedere senza pagare l’intero periodo. Dato che non riuscii a diventare milionario, le mie finanze come terroristi cantavano romanze, tenendomi in ostaggio nell’ambito del contratto stipulato.

Quel giorno, la suora mi apparve al mattino.

– Se vuoi che il tuo incubo finisca, vai in chiesa a confessarti stasera e prendi la Comunione domani mattina.

Si`, ero battezzato, ma non ero mai andato in chiesa nella mia vita cosciente. Tuttavia, senza pensarci due volte, decisi di seguire il consiglio della suora.

Il giorno dopo, uscendo dalla chiesa dopo la Comunione, provai un’incredibile leggerezza d’essere, ma pochi minuti dopo udii una terribile esplosione provenire dal lato in cui si trovava la “mia” casa. Nello stesso momento, ricevei un messaggio da Leila decisa di lasciarmi. Essendo scioccato, girai l’angolo come uno zombie e, come al solito, guardai verso casa “mia”, ma invece di finestre e balconi al 13° piano, trovai... la bocca sputafuoco di un drago!

Naturalmente, il notiziario diceva che c’era stata una banale esplosione di gas nel maledetto appartamento, che aveva distrutto anche quello che avevo affittato. Ma, guardando il calendario, feci dei calcoli involontariamente: l’esplosione era avvenuta esattamente il 40° giorno dopo la morte della suora! Fortunatamente, nessuno degli abitanti era ferito. Solo il gatto nero della vicina era menzionato nella lista degli scomparsi.

Una settimana dopo, la notizia della misteriosa scomparsa sia della badessa che del tesoro del convento apparve sui media.

Un mese dopo, diventai monaco in un remoto eremo non lontano dal villaggio, dove viveva mia madre.

Un anno dopo, cominciai a benedire case ed appartamenti e, dopo altri dieci anni, a dipingere icone ed esorcizzare demoni.

Benvenuti!

2021


Ðåöåíçèè