Natale sul ponte. 4. Nonna
le storie raccontate a me dai miei fantasmi
il libro di Alessandra Kriuchkova
Parte II. NATALE sul Ponte Kuznetsky
4. Nonna
“Finalmente!” avrebbe esclamato mia nonna, che aveva vissuto e mori` a Parigi.
Domenica a mezzogiorno volai a Charles de Gaulle per godermi Parigi e... si`, per morirci. Capita, sai. Avevo coltivato a lungo quella decisione, custodendola come una madre. Mi sentivo assolutamente inutile per chiunque, incluso l’oggetto del mio amore. Morire a Parigi, la citta` dell’Amore, per mancanza di Amore... la trama di un romanzo, vero? Inoltre, mia nonna aveva sognato una mia visita nella sua amata citta`, e volevo realizzare il suo sogno, anche se postumo per lei.
Il tempo era soleggiato e caldo. Avvicinandomi all’albergo, notai il ponte con la linea RER della metropolitana ad alta velocita`, quasi come nel film “L’Ultimo tango a Parigi”.
La mattina dopo sarei dovuta essere al Grand Opera, dove partivano tutti i tour di gruppo. Fortunatamente, trovai una mappa in camera e, nonostante le rassicurazioni del concierge che la Grand Opera fosse cosi` lontana da non poter fare a meno della metropolitana, tracciai il mio itinerario a piedi. Camminando si percepiva meglio la citta`.
Dopo un breve riposo, decisi di fare una passeggiata e raggiunsi l’enorme stazione ferroviaria Gare du Nord, ma poi confusi i percorsi e, a quanto pare, sbagliai direzione, perdendomi. In quel momento disperato (non sapevo il francese!) successe qualcosa di strano. Il cielo cambio` all’istante: le nuvole si riversarono, il sole scomparve, e faceva molto freddo. Rabbrividendo involontariamente, mi guardai intorno e vidi tra la folla... mia nonna! Impossibile! Emigrata a Parigi, finse la propria morte?!
– Nonnina! – esclamai, correndole incontro.
La nonna, tutta vestita di nero, come una suora, sebbene avesse in mano un mazzo di chiavi luccicante al posto del rosario, mi fece cenno di seguirla.
– Senti, nonna, due anni fa... non sei... morta?! Vivi qui? – continuai a chiederle.
– Shh! – mi fece segno e continuo` per la sua strada.
Mi resi conto che era inutile fare domande, mia nonna era famosa come “Signora di Ferro”. Cosi` la seguii obbediente, guardandomi intorno lungo il cammino con la curiosita`.
Piu` ci allontanavamo dal luogo dell’incontro, piu` le cose mi sembravano strane. Per esempio, la gente per strada. Innanzitutto, ce n’era tanta. Voglio dire, in abbondanza. In secondo luogo, gli abiti delle persone erano vistosi: qualcuno camminava stracciato, qualcuno in pelliccia, ma la maggior parte indossava vari costumi teatrali. Dame e cavalieri del Medioevo mi fluttuavano accanto, e demoni sporchi, come spazzacamini, con corna e coda curiosavano ovunque, vampiri con zanne e tracce di sangue sulle labbra balenavano di tanto in tanto nelle vicinanze. Pensai che si stava svolgendo un carnevale a Parigi, ma ero imbarazzata dai volti degli attori, c’era qualcosa di innaturale in loro. Ed il cielo minaccioso, con le nuvole plumbee, dava alla scena un tocco di diavolo. Grazie a Dio, le lanterne erano gia` accese, anche se, piu` ci allontanavamo, piu` la nebbia si faceva fitta.
Presto la nonna svolto` in una stretta strada lastricata di pietra, dipinta di toni grigio-blu dalla nebbia. C’era un piccolo bar in fondo alla strada, e seguii la nonna dentro.
Lo spazio era pieno di gente, ma perche` c’erano cosi` tanti... demoni?! Quasi ogni ospite era circondato da almeno due creature con la coda e le corna, che gli sussurravano qualcosa in entrambe le orecchie. Donne volgari, seminude, con corna piu` piccole, danzavano ai tavoli e camminavano imponenti intorno al bancone del bar. Mia nonna, vestita da suora, sembrava completamente selvaggia sullo sfondo. Senza prestare attenzione a nulla, mi condusse silenziosamente nell’angolo piu` lontano, dal prete dai capelli grigi, seduto da solo ad un tavolo vicino alla finestra con una candela ed il Salterio.
Il prete ci fece cenno di sederci accanto a lui.
– Buonasera, Padre! – gli dissi, cercando di rompere il silenzio persistente. – Cosa sta succedendo qui?
Il prete tiro` fuori un rotolo da una borsa di tela appesa alla sua sedia e me lo diede senza commentare. Aprii il rotolo e trovai...
– No! Non e` vero! Quello che mi sta succedendo e` solo un sogno!!!
Sul lato sinistro del rotolo, nella colonna “Di brutto”, le mie azioni ed i miei pensieri cattivi, scritti con inchiostro nero, apparivano uno dopo l’altro, mentre sul lato destro, nella colonna “Di buono”, qualcosa in inchiostro rosso appariva ed annullava qualcosa sul lato sinistro.
Mi chinai sul rotolo e, mentre lo studiavo, notai che in alcune righe tra le date degli elementi a sinistra ed a destra passarono persino degli anni! Non era incoraggiante nemmeno il fatto che anche il minimo pensiero negativo a sinistra richiedeva, a mio parere, sacrifici assolutamente incomparabili a destra! Inoltre, scoprii che, come pagamento per i miei peccati, venivano indicate non solo le buone azioni e le preghiere di mia nonna, che mi aveva portato li`, ma anche dei miei lontani antenati...
Mi spaventai, ma non riuscii a smettere di guardarlo ed alla fine mi imbattei in un finale orribile: la penultima voce a sinistra era cancellata dal voto di silenzio di mia nonna – ecco perche` taceva! – mentre la mia decisione di morire a Parigi non aveva assolutamente nulla a destra per esser cancellata! Sotto l’ultima voce, c’era un conto del tempo alla rovescia!
Misi il rotolo sul tavolo e mi presi la testa tra le mani. Improvvisamente, sentii un brivido inquietante dietro di me. Guardandomi intorno, vidi un fantasma impiccato. Lui cercava di togliersi il cappio dal collo, ma non riusciva a farlo.
– Una volta l’ho stretto e non posso toglierlo per il resto dell’eternita`! – si lamento` con me e cadde in ginocchio davanti al prete. – Prega per me, Padre! Sono stanco di portarmelo dietro! Lo indosso da due secoli, ed e` ancora come se fosse ieri! Ogni mezzanotte mi soffoca di nuovo! Ti ho cercato per cosi` tanto tempo, Padre! Abbi pieta` di me! Lo giuro sulla Bibbia, ho fatto molte buone azioni in 200 anni! Mi e` stato detto che sei il piu` forte nel pregare a Dio per tali fantasmi!
Il prete annui`, fece il segno di croce per il collo del fantasma, e quello scomparve immediatamente. Diedi un’altra occhiata al conto alla rovescia del mio tempo terreno: mi restavano 7 giorni. Si`, proprio come avevo programmato. Tuttavia, trascorrere 200 anni nell’Aldil;, come il povero fantasma, non rientrava affatto nei miei piani!
– Padre, – mi voltai verso il prete e feci cenno all’ultima voce del rotolo. – Non lo faro`…
Il prete mi guardo` tristemente e allargo` le mani faccendomi capire che non poteva far niente. Il conto alla rovescia nella dannata pergamena non si fermava ed il tempo continuava a giocarmi contro!
– Quindi, mi stai dicendo che la mia decisione di rimanere in vita non influenzera` la data della mia morte?! Non saro` piu` sulla Terra tra 7 giorni?! – guardai mia nonna in cerca di salvezza, ma lei era ancora in silenzio. Sospirai, ci pensai e riassunsi: – Beh, mi avete chiamato qui perche` io potessi fare qualcosa di buono durante i 7 giorni che mi restano, per andarmene da qui a zero, senza “debiti”, vero?
Sia la nonna che il prete mi annuirono in segno d’assenso.
– Ma cosa posso fare qui, a Parigi, in una citta` straniera per me? Non so nemmeno il francese!!!
Il mio cuore sprofondo` al pensiero della mia impotenza. La nonna allargo` le mani, il che, a quanto pare, significava: “Cara, pensa a qualcosa te stessa!”
***
Mi svegliai perche` il telefono squillava, la cameriera mi chiamava la mattina su mia richiesta. Mentre mi lavavo la faccia, non riuscii a ricordare il mio ritorno nell’albergo il giorno prima, ma l’incontro con mia nonna ed il prete era chiaramente davanti ai miei occhi e, a quanto pare, lo avrei ricordato per il resto della mia vita.
Naturalmente, come scoprii in seguito, a Parigi non c’erano stati eventi carnevaleschi. Forse mia nonna mi aveva condotto in una Realta` Parallela. “Si succede quando ci si trova sull’orlo tra la vita e la morte, e la porta tra i mondi si apre leggermente... Ma cosa dovrei fare? – riflettevo freneticamente. – Come riesco a fare cosi` tanto di buono?”
All’inizio pensai di dover rifiutare i tour di gruppo, ma non conoscevo il francese, mentre potevo comunicare con la guida ed i miei compatrioti nella stessa lingua, nel caso in cui uno di loro avesse avuto bisogno di aiuto, sarei intervenuta subito!
Tutti questi 7 giorni – durante i quali continuai a visitare entrambi i Mondi contemporaneamente – la mattina al Grand Opera, mi univo al nostro gruppo turistico e, nonostante la sua poca numerosita`, essendo estremamente attenta a tutti, riuscii a fare molte piccole buone azioni inaspettatamente per me stessa.
“Ti puo` sembrare che non ci sia modo di aiutare i ricchi durante la loro splendida vacanza a Parigi, visto che hanno gia` tutto. Tuttavia, se ti poni l’obiettivo di fare quante piu` buone azioni possibili, servendo chiunque nel tuo campo visivo, soprattutto ricordando che la Morte incombe su di te con il verdetto “All’Inferno!”, sono sicura che troverai molte opportunita`!” pensai e praticamente soffiavo via la lanugine dai vestiti dei miei turisti, porgendo loro la mano ogni volta che scendevano dal bus turistico.
Mi trasformai nel loro fotografo personale, ma per principio, non mi scattai foto. Raccoglievo le cose che avevano lasciato cadere. Attendevo pazientemente la fine delle loro infinite prove alle Galeries Lafayette, consigliando sinceramente il piu` adatto a loro. Portai a tutti bicchieri e posate in un ristorante self-service al pranzo durante il viaggio per Bruxelles. Raccolsi un uomo quando era scivolato, salvandolo dall’essere investito dal nostro autobus. Li aiutavo a muoversi in metropolitana. Fornivo loro un caricabatterie per i telefoni ed anzi, diedi il mio telefono quando un uomo aveva lasciato il suo nell’albergo. Compravo delle mele e offrivo a tutti uno spuntino pomeridiano. Condivisi i contatti personali dei migliori maestri del loro mestiere. Ascoltavo la confessione di ognuno, consolando ed incoraggiando, che tutto andava per il meglio! Accendevo candele per la loro salute a Notre Dame de Paris e prima di andare a letto, con parole mie, chiedevo a Dio di aiutarli.
Allo stesso tempo, cercavo di fare qualcosa di utile per gli altri – al di fuori del nostro gruppo – mentre mi muovevo nello spazio. Aiutai un’anziana signora, turista giapponese, a scendere le scale scivolose di Fontainebleau, la residenza di campagna dei re. Diedi da mangiare ad un cane randagio nei Giardini del Lussemburgo. Regalai l’ombrello ad un passante sugli Champs-Elysees e tornai nell’albergo ne senza. Spolverai la cima della scultura del Museo Rodin, perche` il custode non riusciva a raggiungerla. Raccolsi il cappello portato via dal vento nei Giardini delle Tuileries e lo restituii al proprietario, un vecchio cieco. Aiutai a trovare la madre di un bambino smarrito nel Quartiere Latino.
Eppure... tornando nell’albergo la settima sera, improvvisamente mi resi conto di quanto poco – si`, non abbastanza! – avevo fatto rispetto a quello che avrei potuto fare in tutta la mia vita se, a parte quegli ultimi giorni, non fossi stata concentrata su me stessa.
***
La sera mia nonna venne a prendermi. Quella volta mi condusse attraverso la nebbia fino ad una piccola cattedrale, dove ci incontrammo con lo stesso prete. Lo salutai e lui mi diede il mio rotolo silenziosamente.
Il mio cuore sprofondo` per la paura! Guardai dentro...
Oh no!!! L’ultima voce a sinistra non era cancellata! A destra – si`, attraverso le virgole, in inchiostro rosso, balenavano tutte le azioni che avevo compiuto a Parigi, ma non erano sufficienti a giustificare la decisione – gia` da me ritirata! – di lasciare la Terra prima del previsto da Dio!
Lanciai uno sguardo inorridito, prima a mia nonna e poi al prete. La nonna sorrise leggermente e mi indico` silenziosamente con la chiave dal suo mazzo la parte inferiore del rotolo, dove era stato precedentemente visualizzato il conto alla rovescia del mio tempo terreno... Scomparve!!!
– Grazie! – esclamai. – Grazie a Dio!!!
– Shh! – sorrise la nonna.
– Shh! – le fece eco il prete.
Gennaio 2000
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