Amami ora. 9. Un canarino

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte I. AMAMI ORA!

9. Un canarino

Svetlana non era stata li` da dieci anni, ma ando` alla festa della sua vecchia amica con il cuore leggero e la massima serenita`. Era solo per semplice curiosita` femminile che voleva dare un’occhiata ad Artyom. Forse viveva ancora li` ed era a casa?

***

A quel tempo lui lavorava per un’azienda commerciale. All’inizio tutto andava alla grande, avevano vestiti e cibo esclusivamente da supermercati di lusso, l’auto piu` prestigiosa e non una casa in campagna, ma un palazzo. Tuttavia, un vuoto senza fondo apparve presto nell’anima di Svetlana e si senti` sola. Amava suo marito, che partiva la mattina e tornava tardi sera per riunioni, trattative, amici, soci, clienti e viaggi di lavoro, e le mancava la sua attenzione, le sue cure e, probabilmente, il suo amore. Ripetutamente ma invano, Svetlana chiedeva di dedicarle piu` tempo.

– Non capisci niente, il mondo e` governato dai soldi! – diceva Artyom, e nulla cambiava.

Un giorno Svetlana lo lascio` per sempre, ma in fretta trovo` un buon lavoro, inizio` a guadagnare dignitosamente ed a vivere non peggio di prima. Smise di essere triste, si risposo` presto e diede alla luce due graziosi gemelli. Tuttavia, ad un certo punto, si ritrovo` a pensare che non le importava piu` a che ora tornasse a casa il suo secondo marito, se le dedicasse del tempo libero o meno. Trattative? Andava bene. Viaggio d’affari? Andava bene anche.
Avevano i soldi, che gestivano davvero tutto.


***

“Pensaci! Sono diventata la donna ideale per Artyom!” – giunse alla conclusione Svetlana, passando davanti alla sua porta e notando la luce nella familiare finestra.

Artyom le apri` la porta.

– Wow! Come mai?! – disse sorpreso. – Ho pensato molto a te ultimamente. Entra!

Svetlana entro` nella stanza e si guardo` intorno valutando la stanza. Tutto era uguale: mobili di marchi di lusso, dipinti di artisti famosi... Anche se... in una gabbia sul tavolo vicino alla finestra noto` un uccellino.

– Ho comprato il canarino per non sentirmi solo, – ammise Artyom.

– Non sei sposato?

– Le persone sposate non possono sentirsi sole? Mia moglie con i bambini si gode le Canarie ogni estate. Ma come stai? Spero che il tuo nuovo marito passi piu` tempo con te di quanto avevo passato io.

– No, figurati. Non ne ho piu` bisogno. Non gli chiedo di tornare a casa prima per passare il tempo libero insieme... Sono diventata cosi` che mi volevi vedere dieci anni fa.

– Che effetto fa il tempo su di noi! Allora pensavo che fossi troppo esigente. Volevo la liberta`. Suppongo di non aver ancora saputo amare veramente. La mia seconda moglie e` pronta a vivere senza di me per il suo benessere. Ora vorrei che mi chiedesse, come te, di tornare a casa presto, di passeggiare con lei al parco e di andare a teatro, ma i soldi sono l’unica cosa che le interessa... Cosi` la vita mi ha fatto capire quanto mi ero sbagliato... Pagherei molto per tornare al passato e riportarti indietro.

– Non si puo` tornare al passato perche` non ci serve.

– Quindi, non potresti innamorarti di nuovo di me, vero?!

– Devo andare.

Si salutarono scomparendosi di nuovo l’uno dalla vita dell’altro.


***

Sei mesi dopo, Svetlana si ritrovo` di nuovo in quei luoghi, gia` per lavoro.
Dopo aver parcheggiato l’auto, si reco` direttamente all’edificio degli uffici per un incontro di lavoro, ignara ancora che sarebbe finito all’improvviso con la sua morte, in base alla decisione dei Giudici di trasferire l’anima di Svetlana nell’Aldila` tramite tromboembolia. Le possibilita` di cambiare il destino per rimanere sulla Terra non sono sempre date in quantita` illimitate, a volte sembra persino ingiusto che, ad esempio, un ubriacone inutile viva fino a tarda eta`, mentre un’ammirevole donna d’affari venga richiamata prematuramente.
Passando davanti ad un negozio di liquori, affollato di persone non del tutto sobrie, Svetlana noto` lo sguardo di un uomo poco attraente.

– Ciao, – la saluto` Artyom, avvicinandosi a lei barcollando.

– Non mi aspettavo di vederti... qui! Cos’e` successo?

– E` morto, accidenti, – borbotto` lui.

– Chi e` morto? – Svetlana gli chiese di chiarire l’inaudito.

– Il mio ultimo amico... Aspettava sempre il mio ritorno dal lavoro... Ha twittato qualcosa nella sua lingua... Ed e` morto, incapace di vivere nella nostra dannata famiglia! Ora il mio amico viene a trovarmi di notte. Come un fantasma... Credi ai fantasmi?

– Intendi il tuo canarino? – chiese di nuovo Svetlana, ed Artyom annui`.

– Scappa dai soldi! – le sussurro` all’orecchio. – Spendero` tutto quello che ho per non viziare i miei figli!

– Ma cosa dici! – esclamo` Svetlana, indietreggiando inorridita e pensando: “Che benedizione che le nostre strade si siano separate!”

– Si`, le nostre strade si sono separate, – disse Artyom come se le avesse letto nel pensiero. – Non si puo` tornare al passato perche` non ci serve tornare... Tuttavia, chissa`, se non mi avessi lasciato allora, forse saresti stata tu al mio posto ora...

21 settembre 1995


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